Hossam Abu Safiya, il dottore di Gaza, rischia la pena di morte
Il dottor Hossam Abu Safiya rischia la pena di morte in Israele.
Il direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza è detenuto dal dicembre 2024 senza alcuna accusa formale domani, 28 aprile, affronterà luna nuova udienza davanti a un tribunale militare israeliano. L’accusa chiede una proroga di un altro anno di detenzione amministrativa.
Se accolta, secondo fonti vicine alla famiglia, Abu Safiya rischierebbe la pena di morte.
Una notizia che, fino ad oggi, non ha trovato spazio nei media internazionali.
Da quando è stato trasferito nel carcere di Ketziot, nel deserto del Negev, al suo avvocato è stato vietato di visitarlo per oltre due mesi.
Circolano notizie di violenze fisiche, grave perdita di peso e negligenza medica deliberata. La sua famiglia non ha accesso alle informazioni sulle sue condizioni di salute.
Il caso di Abu Safiya non è isolato. Israele trattiene illegalmente altre decine di medici, infermieri e paramedici provenienti da Gaza. Personale sanitario a cui viene impedito di svolgere il proprio lavoro e che viene detenuto senza processo in condizioni disumane. Secondo il diritto internazionale umanitario, si tratta di violazioni gravi e sistematiche.
Il figlio del dottor Abu Safyia chiede alla comunità internazionale — e a noi, qui in Italia — di non restare in silenzio.
Il 28 aprile, davanti al tribunale israeliano, si decide il suo destino. Serve pressione diplomatica. Serve visibilità. Serve che questa storia esca dall’invisibilità mediatica in cui è stata tenuta.
Noi di InsideOver chiediamo il rilascio immediato del dottor Hossam Abu Safiya e di tutto il personale sanitario detenuto illegalmente da Israele.
La detenzione senza accuse è illegale. Il silenzio internazionale non è più tollerabile.
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