Germania: illegali i finanziamenti pubblici a 13 enti contro l’antisemitismo

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I finanziamenti pubblici tedeschi a 13 enti per combattere l’antisemitismo erano illegali. A stabilirlo è stata la Corte dei conti di Berlino secondo cui i quasi 2 milioni di euro assegnati a organizzazioni contro l’antisemitismo sono stati assegnati a organismo che non hanno nemmeno i requisiti per riceverli.

Sei delle tredici non sono nemmeno enti non-profit ma hanno ricevuto comunque l’80% dei fondi disponibili. A raccontarci questa storia è Simone Speciale da Berlino.

I protagonisti di questa storia sono il politico Christian Goiny, l’ex Senatore per la Cultura Joe Chialo del CDU e la Senatrice per la cultura Sarah Wedl-Wilson nominata dal CDU, che avevano un accesso diretto ai fondi della Kulturverwaltung di Berlino (amministrazione del Senato che si occupa di cultura e coesione sociale). Oggi sono accusati di aver dirottato denaro pubblico verso realtà della propria rete.

Gli enti sono stati scelti coordinandosi con l’ambasciata israeliana come ha affermato lo stesso Goiny che ha aggiunto che l’ambasciata non avrebbe messo nulla per iscritto per non dare l’impressione di interferire con il Senato berlinese.

La CDU berlinese ha di fatto esternalizzato una decisione di bilancio pubblico a un governo straniero omettendolo da i documenti ufficiali. Intanto a Bruxelles, Germania e Italia hanno bloccato le sanzioni UE contro Israele respingendo la richiesta della Spagna di sospendere l’Accordo di Associazione UE-Israele invocando l’articolo 2, che lega le relazioni al rispetto dei diritti umani. Stessa posizione già tenuta nel 2024 per Gaza, sempre da Germania e Italia.

Il filo rosso è sempre lo stesso. L’antisemitismo come scudo retorico. La solidarietà con Israele come politica di stato. Anche quando significa, come in Germania, aggirare la Costituzione, il diritto di bilancio, o il consenso europeo.