Fra Algeria e Marocco: un passante si racconta

Due città, Meghnia e Oujda. La prima in Algeria e la seconda in Marocco. 40 chilometri, un fossato di sette metri e una griglia. Questo è l’ultimo ostacolo dei migranti prima di entrare in Marocco. Ultima tappa di un viaggio mortale e massacrante attraverso il deserto del Sahara e alla mercé di numerosi gruppi di ribelli o passanti, pronti a tutto pur di guadagnare (anche uccidere o lasciar morire). Insomma, l’ultimo passaggio all’inferno culmina con una maratona a ostacoli e, una volta arrivati, le opzioni sono due: regolarizzarsi in Marocco, oppure proseguire il tormento fino in Europa. Passare il confine è facile, basta pagare e correre, sperando di non essere beccati o morsicati dai cani dei militari. Arrivati a Meghnia, tappa obbligata, i migranti devono pagare una tassa di 300 euro per accedere al “ghetto” subsahariano della città, gestito da altri migranti. Il biglietto di partenza per il Marocco e il passante sono inclusi. Rispetto a quello che hanno pagato per arrivare fino a quel punto, non è molto. Tuttavia, la certezza di passare dall’altro lato non c’è.

Reportage di Filippo Rossi.

Montaggio di Roberto Di Matteo