La pioggia battente e i lampi hanno caratterizzato la notte della vigilia delle elezioni a Podgorica. Le vie del centro della capitale montenegrina erano assonate, buie e solo le luci di qualche bar fumoso e la musica che usciva dai pub rompevano un silenzio elettorale, saturo di tensioni, timori e di notizie che correvano sugli smartphone degli avventori dei locali, dispensatrici di paura. Questa mattina però le nubi si sono dissolte con l’alba e di primo mattino il Montenegro è già pronto per dirigersi alle urne. In Piazza dell’Indipendenza, dove di notte sono state issate da anonimi le bandiere della Serbia e della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, i taxi si alternano accompagnando gli elettori nei diversi seggi che puntellano la città e alle otto, al momento dell’inizio delle votazioni, fuori dalla scuola Savo Pejanovic, file di cittadini attendono il proprio turno prima di entrare in cabina. Reportage di Daniele Bellocchio e Gabriele Orlini

Articolo di Gabriele Orlini