Caos proteste, l’ondata europea tocca l’Italia
“Soldi alla scuola, non alla guerra”. “Meno armi, più diritti”.
Il 16 ottobre, da Torino a Bari, gli studenti italiani scendono in piazza per il No Meloni Day. Secondo gli organizzatori sono più di 400mila.
Le occupazioni sono cominciate il 5 ottobre a Torino, poi Roma, Napoli, Genova, Milano. Gli studenti chiedono scuole che non cadano a pezzi e il ritiro del decreto Scuola, quello del tetto agli alunni stranieri. E ripetono una frase: “Facciamo come in Francia”.
Tutto parte il 21 settembre da un liceo alle porte di Parigi, il Saint-Exupéry di Créteil. Gli studenti bloccano gli ingressi con i cassonetti: mancano professori, le classi superano i 35 alunni. In pochi giorni in Francia i licei bloccati sono più di 400.
Il 1° ottobre la protesta arriva in Belgio. A Liegi gli studenti scendono in piazza contro le classi sovraffollate e il caro-istruzione. In una settimana la polizia arresta 107 persone. “La Francia ci ha influenzato un po’”, racconta ad Al Jazeera una studentessa di 19 anni.
