Campo di battaglia alle porte di Kiev

I colpi in partenza dell’artiglieria ucraina e la risposta che arriva all’improvviso attorno alla cittadina distrutta dalla guerra ci consigliano di tornare indietro. I volontari all’ingresso di Stoyanka si nascondono dove possono in attesa della prossima granata. Un ucraino arriva con il “rancio”, una borsa della spesa piena di pizzette facendo riapparire i combattenti. La strada è deserta fino a Bilogorodka, la Torre bianca, il centro di raccolta degli sfollati alle porte di Kiev. Le lunghe colonne di macchine in fuga dai combattimenti hanno aggiunto alla bandiera bianca la scritta “bambini”. In ogni auto ci sono i più piccoli, che finalmente sorridono quando capiscono di essere in salvo, almeno per ora. Città come Nizhyn, 150 chilometri a nord est di Kiev, sono circondate dai russi. Una squadra speciale di volontari armati come Rambo è riuscita a passare con un camion carico di generi di prima necessità. Dopo averli consegnati alla popolazione stremata hanno caricato nel cassone vuoto una decina di civili, donne e bambini. Alcuni hanno bisogno della dialisi impossibile da garantire nella città sotto assedio. “Uscendo da Nizhyn facevamo lo slalom fra i colpi di artiglieria. E’ la prima volta che dei civili vengono portati in salvo a Kiev da quest’area. Dio era dalla nostra parte” è convinto Juri, uno dei veterani armati fino ai denti.

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