“La vostra remigrazione non è altro che pulizia etnica”.
Sono le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz contro Alice Weidel, leader di AfD, il partito di estrema destra tedesco. Una frase che è costata a Merz una denuncia per diffamazione da parte dello stesso partito.
Afd, vincitrice alle elezioni di domenica in Sassonia-Anhalt, ottenendo il 44% dei voti, è famosa in Europa perché è tra le prime ad aver portato il termine “remigrazione” nel dibattito pubblico.
Il 25 novembre 2023, il giornale investigativo Correctiv pubblicò infatti un’inchiesta su una riunione segreta avvenuta a Potsdam, vicino Berlino, dove esponenti dell’estrema destra tedesca e austriaca, tra cui membri di AfD, si incontrarono per discutere proprio di remigrazione.
Il piano fu presentato da Martin Sellner, esponente della destra radicale austriaca e uno dei principali sostenitori della teoria. Nel 2024 pubblicò “Remigrazione. Una proposta”, edito da Götz Kubitschek, ideologo della Nuova Destra tedesca e vicino ai movimenti neonazisti.
Riarmo, leva militare e riforme economiche hanno alimentato il consenso di AfD, che si presenta come forza di rottura contro un sistema percepito come sempre meno credibile.
E così AfD ha vinto una campagna elettorale con i manifesti con su scritto “pace” mentre Il governo non sa più cosa inventarsi per attirare giovani alla leva.