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Guerra

Intervista al Premio Pulitzer Chris Hedges: “Vi racconto la violenza genocida di Israele”

Colonialismo e sionismo: Hedges paragona il sionismo a un progetto coloniale militarizzato, radicato nella pulizia etnica della Nakba e proseguito con l’occupazione e il genocidio a Gaza, sostenuto dall’impunità internazionale. Testimonianze dirette: Attraverso incontri personali, come quello con il suo insegnante palestinese Omar Othman, Hedges humanizza la lotta palestinese, evidenziando la resilienza e la gentilezza del popolo nonostante la sofferenza. Propaganda israeliana (hasbara): Hedges critica i media occidentali per aver amplificato menzogne come quelle su atrocità inventate per giustificare il genocidio, mentre il giornalismo indipendente (es. Electronic Intifada) smaschera queste falsità. Influenza della lobby israeliana: La lobby israeliana, tramite ingenti risorse finanziarie e campagne diffamatorie, manipola le politiche di Stati Uniti e Unione Europea, garantendo a Israele un controllo significativo sulle decisioni internazionali. Genocidio premeditato: Sebbene non pianificato prima del 7 ottobre 2023, il genocidio a Gaza è stato colto come opportunità dagli estremisti sionisti per realizzare l’espulsione dei palestinesi, come suggerito da documenti del governo israeliano.

Gaza. Trump propone una tregua di 60 giorni. Si attende la risposta di Hamas
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Gaza. Trump propone una tregua di 60 giorni. Si attende la risposta di Hamas

Trump ha dichiarato che sarà "molto fermo" nei confronti di Netanyahu - atteso per lunedì prossimo alla Casa Bianca - perché accetti di chiudere la partita. Mentre le minacce contro Hamas che ha accompagnato al suo annuncio, cioè che, se non accetteranno, le cose andranno "molto peggio" di adesso, sembrano più un modo per coprirsi le spalle dalle critiche di destra

La spinta per chiudere la guerra di Gaza rafforzata dal confronto che Teheran
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La spinta per chiudere la guerra di Gaza rafforzata dal confronto che Teheran

il giorno in cui chiudeva la guerra iraniana, Trump firmava un accordo commerciale con la Cina, ponendo fine, almeno per ora, al braccio di ferro avviato con Pechino all'inizio della sua presidenza (avendo interrotto, va ricordato, le continue provocazioni militari su Taiwan della precedente presidenza; non è poco).Inoltre, nello stesso giorno, imponeva la firma di un accordo di pace tra Repubblica democratica del Congo e Ruanda, siglato a Washington, che dovrebbe porre fine a una guerra ultradecennale che ha visto Kigali sponsorizzare a più riprese bande di tagliagole inviate nel Paese confinante allo scopo di consentire alle multinazionali americane di depredarne le immani risorse minerarie.

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