Dall’acquisto di TikTok agli influencer a libro paga: Israele e la guerra della propaganda negli Usa
Israele ha aperto un nuovo fronte: quello della propaganda negli Stati Uniti. Dall'acquisto di TikTok agli influencer pagati.
Israele ha aperto un nuovo fronte: quello della propaganda negli Stati Uniti. Dall'acquisto di TikTok agli influencer pagati.
Lo sciopero generale e la manifestazione senza fine per Gaza che parlano all'Italia. Gli scenari e le aspettative che ne derivano.
Resta, però, che il Diritto vale anche in tempo di guerra. A tale scopo sono state stilate le Convenzioni di Ginevra, che Israele può decidere di ignorare, come sta ampiamente dimostrando, ma che non possono permettersi di ignorare i corifei in questione, che vivono in un Paese che tali Convenzioni ha sottoscritto, se vogliono conservare un minimo di autorevolezza.
Il blocco di molte navi della Global Sumud Flotilla ha visto l’accensione di un duro scontro tra Israele e la Turchia di Recep Tayyip Erdogan, che da tempo è intenta a un braccio di ferro regionale con Tel Aviv. La...
Nessun testimone degli orrori di Gaza o, nell'evidente impossibilità di eliminarli tutti, quantomeno è necessario sfoltirne il numero tramite interdizione, bombe e pallottole.
Mentre il mondo trattiene il fiato, la Global Sumud Flotilla, la più grande missione umanitaria mai organizzata per rompere il blocco navale su Gaza, ha varcato la fatidica soglia: la “zona ad alto rischio”, a 150 miglia nautiche (circa 278...
Interpretare il pensiero del premier israeliano è esercizio semplice, dopo i tanti trascorsi: anche se Hamas accetta, Israele si riserva di riprendere il massacro se lo reputa necessario
Guerra di Gaza, l'equilibrismo di Trump per non scontentare nessuno alla prova di Hamas e dei nazionalisti israeliani.
Il piano di Trump prevede il disarmo di Hamas, il ritiro graduale delle truppe israeliane e uno scambio di prigionieri.
La trovata degli altoparlanti, piazzati un po' ovunque dall'IDF, è stata criticata persino dagli stessi militari, con una fonte anonima che, interpellata da Haaretz, l'ha definita "folle". In effetti, lo scopo non dichiarato era quello di affermare il dominio anche psicologico di Israele sulla Striscia: il comandante in capo del campo di sterminio che impone la sua voce agli impotenti prigionieri.
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