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	<title>Il conflitto nella striscia di Gaza</title>
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	<title>Il conflitto nella striscia di Gaza</title>
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		<title>L&#8217;Olocausto deve spingere a opporsi al massacro dei palestinesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lolocausto-deve-spingere-a-opporsi-al-massacro-dei-palestinesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 19:40:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;Olocausto deve spingere a opporsi al massacro dei palestinesi" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"...la visione israeliana dell'Olocausto mi è sembrata fin dall'inizio priva di qualsiasi dimensione morale universale e quindi anche priva di qualsiasi dimensione specificamente ebraica, poiché per me le dimensioni ebraica e universale dell'Olocausto sono inestricabilmente legate".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lolocausto-deve-spingere-a-opporsi-al-massacro-dei-palestinesi.html">L&#8217;Olocausto deve spingere a opporsi al massacro dei palestinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;Olocausto deve spingere a opporsi al massacro dei palestinesi" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260421172639908_6f8f4f6f10b0da3d7fc50e5c47c55bab-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dmitri Shumsky <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-04-17/ty-article-opinion/.premium/holocaust-memory-demands-we-oppose-the-state-of-executioners/0000019d-916f-db3b-a3dd-bdffdf400000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a></p>



<p>&#8220;Eppure, con il passare degli anni, mi è diventato sempre più chiaro che esiste un abisso tra la mia personale consapevolezza dell&#8217;Olocausto e quella israeliana. Fin da quando ho acquisito coscienza di ciò [quando vivevo] nella Kiev sovietica, il fondamento della mia comprensione della memoria dell&#8217;Olocausto è stato, anzitutto, morale – sia a livello nazionale che universale. Il fatto che il mostruoso regime nazista – &#8216;german-fascista&#8217; nel linguaggio della propaganda sovietica – percepito persino nel discorso sovietico come il male personificato, abbia scelto il popolo ebraico come sua vittima suprema, ha fatto sì che gli ebrei, ai miei occhi, diventassero nemici del male assoluto&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-04-17/ty-article-opinion/.premium/holocaust-memory-demands-we-oppose-the-state-of-executioners/0000019d-916f-db3b-a3dd-bdffdf400000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z1-H-2-1024x264.jpg" alt="Holocaust Memory Demands We Oppose Turning the State of the Jews Into the State of Executioners" class="wp-image-81636"/></a></figure>



<p>&#8220;Questo ruolo ha immediatamente conferito all&#8217;appartenenza a questo popolo profonde implicazioni morali: essere ebreo, ho concluso, significa essere l&#8217;opposto del male nazista per eccellenza, vale a dire aderire ai valori dell&#8217;umanesimo e della giustizia e opporsi al nazionalismo, al razzismo e alla xenofobia [&#8230;]. Al contrario, la visione israeliana dell&#8217;Olocausto mi è sembrata fin dall&#8217;inizio priva di qualsiasi dimensione morale universale e quindi anche priva di qualsiasi dimensione specificamente ebraica, poiché per me le dimensioni ebraica e universale dell&#8217;Olocausto sono inestricabilmente legate&#8221;.</p>



<p>&#8220;Nella coscienza israeliana l&#8217;Olocausto è essenzialmente un preludio strumentale per porta allo Stato-nazione – un preludio che evoca uno scambio sulla falsariga della redenzione in cambio dell&#8217;Olocausto. O, come affermò David Ben-Gurion nel suo discorso al XXII Congresso Sionista del 10 dicembre 1946: &#8216;L&#8217;unica compensazione – se mai può esistere una compensazione per il massacro di sei milioni di ebrei […] [è] una e una sola: l&#8217;immediata creazione di uno Stato ebraico!'&#8221;.</p>



<p>&#8220;In effetti, la netta transizione dall&#8217;inferno nazista alla rinascita nazionale nella terra dei patriarchi appare un simbolo potente e incoraggiante del trionfo della vita sulla morte. Eppure, già in occasione del mio primo Giorno della Memoria in Israele, mentre vagavo per Haifa vidi le case palestinesi abbandonate a Wadi Rushmiya e poi a Wadi Salib. Queste immagini mi riportarono alla mente una storia di famiglia che, come in seguito compresi, aveva molte analogie con alcuni aspetti della Nakba palestinese. La famiglia di mia nonna, tornata a Kiev dai monti Urali, sui quali si era rifugiata alla vigilia dell&#8217;invasione nazista, trovò la propria casa occupata da una vicina famiglia ucraina e fu costretta a vivere in cantina&#8221;.</p>



<p>&#8220;Di fronte a questa somiglianza ho sentito una fitta acuta al cuore – una sensazione che, nel corso degli anni, si è intensificata sempre più a ogni Giornata della Memoria. Ciò è accaduto quando ho compreso che, anziché mettere in pratica l&#8217;unica lezione, ebraica e universale, che si può trarre dall&#8217;Olocausto – ovvero quella di porsi in prima linea nella lotta globale contro il razzismo nei confronti delle minoranze, degli stranieri e di tutti gli altri – il popolo ebraico non solo ha fondato il proprio Stato sulle rovine della patria di un altro popolo, ma continua, giorno dopo giorno, a perpetrare ulteriori ingiustizie nei confronti di quel popolo, facendo un uso cinico, spregevole e vile della memoria dell&#8217;Olocausto per sottrarsi alle critiche internazionali&#8221;.</p>



<p>&#8220;Alla luce dei processi di barbarie e kahanizzazione in atto nella società israeliana – sui quali Yair Golan, presidente del partito democratico, aveva messo in guardia esattamente dieci anni fa – il senso di repulsione e dolore che mi travolge ogni anno in occasione della Giornata della Memoria è diventato insopportabile. Non sono una persona religiosa, ma suppongo che il mio sentimento nei confronti di un Paese che si considera la risposta all&#8217;Olocausto del popolo ebraico, e che potrebbe presto trasformare il cappio del boia nel suo simbolo nazionale, sia simile a quello che un ebreo praticante potrebbe provare vedendo una testa di maiale nella sinagoga del proprio quartiere&#8221;.</p>



<p>&#8220;Oggi, mentre le &#8216;Cento Nere&#8217; (bande reazionarie, filomonarchiche e violentemente antisemite della Russia di inizio Novecento) ebraiche, che consumano i loro pogrom in Cisgiordania, vengono incoraggiate da un governo di mostri nazional-kahanisti e rappresentano il volto di uno Stato che osa definirsi ebraico, il Giorno della Memoria è il giorno in cui l&#8217;impulso di alzarmi e fuggire dal Paese mi assale con una forza maggiore che in qualsiasi altro giorno dell&#8217;anno&#8221;.</p>



<p>&#8220;Eppure, mi assale immediatamente la consapevolezza che quelli come me, che non desiderano vivere in uno Stato che non sia lo Stato degli ebrei, non hanno altra scelta. Non ci resta che lottare, contro ogni previsione, per estirpare i Ben-Gvir, gli Smotrich e i loro simili dalla scena politica di questo Stato. Questo, per un impegno interiore – sia ebraico che universale – verso la memoria dell&#8217;Olocausto, che ci obbliga a opporci con tutte le nostre forze alla trasformazione dello Stato degli ebrei in uno Stato di carnefici&#8221;.</p>



<p>_____________</p>



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		<title>Le bombe sul Libano e la barbarie dell&#8217;Impero</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-bombe-sul-libano-e-la-barbarie-dellimpero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 15:28:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le bombe sul Libano e la barbarie dell&#039;Impero" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La minaccia di Trump, secondo AC, era "il punto di arrivo di un'ideologia alla quale gli Stati Uniti si sono legati sia sotto la presidenza di Joe Biden che di Trump: il sionismo e il progetto della Grande Israele, attraverso il sostegno statunitense al genocidio israeliano di Gaza e alla pulizia etnica della Cisgiordania e, di recente, con la guerra congiunta contro l'Iran".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-bombe-sul-libano-e-la-barbarie-dellimpero.html">Le bombe sul Libano e la barbarie dell&#8217;Impero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le bombe sul Libano e la barbarie dell&#039;Impero" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410171210365_b80294261147c6893ef4a10a0533d5b2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre scriviamo non è ancora chiaro se la delegazione iraniana si recherà a Islamabad per negoziare con il team americano, dal momento che Israele continua a bombardare il Libano nulla importando che la tregua concordata tra Trump e Teheran ricomprendeva anche il Paese dei cedri.</p>



<p>Sul punto l&#8217;editoriale di <a href="https://www.dawn.com/news/1990408" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dawn</a>, uno dei più importanti media pakistani che, dopo aver ricordato che è stato Israele a &#8220;convincere gli Stati Uniti&#8221; a muovere guerra all&#8217;Iran, denuncia: &#8220;Ora sembra che Tel Aviv stia usando ogni mezzo possibile per garantire il fallimento del nascente processo di pace e la ripresa delle ostilità in Medio Oriente&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.dawn.com/news/1990408"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/K1-D-copia-1024x414.jpg" alt="Attacking Lebanon" class="wp-image-81499"/></a></figure>



<p>Né tranquillizzano le dichiarazioni di Keir Starmer, il quale ha rivelato come in una telefonata con Trump abbiano parlato anche di &#8220;<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2026/04/10/starmer-ho-discusso-con-trump-anche-opzioni-militari-per-hormuz_e09fd8b6-0616-4570-bc69-fb761e740ddc.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">opzioni militari</a>&#8221; per liberare lo Stretto di Hormuz, come a ripetere il copione dell&#8217;invasione irachena, quando Tony Blair, di cui l&#8217;attuale&nbsp;premier britannico è degno erede, convinse George W. Bush ad attaccare. Né tranquillizza che in America si inizi a lavorare su un sistema di registrazione per ripristinare la <a href="https://original.antiwar.com/edward_hasbrouck/2026/04/09/automatic-draft-registration-begins-in-december/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">leva obbligatoria</a>.</p>



<p>In attesa degli eventi, appare interessante lo scritto di Harrison Berger su <a href="https://www.theamericanconservative.com/we-are-the-barbarians/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The American conservative</a> dal titolo: &#8220;Noi siamo barbari&#8221; che, nel ricordare la minaccia-avvertimento di Trump sulla cancellazione della civiltà iraniana, avverte che le possibilità di successo del cessate il fuoco dipendono in larga parte da &#8220;Israele, dove i conduttori televisivi che lunedì avevano trascorso la giornata ad aspettare con ansia il conto alla rovescia, minuti e ore, che li separavano dal genocidio pianificato da Trump contro gli iraniani, sono rimasti confusi e indignati quando il presidente ha fatto marcia indietro poco prima della scadenza&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.theamericanconservative.com/we-are-the-barbarians/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/K2-AC-1024x415.jpg" alt="We Are the Barbarians" class="wp-image-81501"/></a></figure>



<p>&#8220;Ma a prescindere dal fatto che Trump alla fine si spinga fino al punto desiderato dagli israeliani, gli americani devono fare i conti con la distruzione già portata in loro nome, azioni che minacciano di distruggere una civiltà e manifestano la barbarie in cui siamo precipitati&#8221;.</p>



<p>&#8220;Come ha fatto notare Tucker Carlson [&#8230;] c&#8217;era ben poco di americano o di occidentale nella minaccia di Trump di distruggere un&#8217;intera civiltà. Questo non significa che il governo degli Stati Uniti non abbia commesso gravi crimini in ​​passato, tra cui diverse guerre di aggressione. Come ha rilevato uno studio&nbsp;pubblicato su&nbsp;<a href="https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X(25)00189-5/fulltext" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Lancet</a> [&#8230;] le sanzioni statunitensi ed europee hanno ucciso 38 milioni di persone dal 1971 ad oggi&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X(25)00189-5/fulltext"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/K3-L-1024x336.jpg" alt="Effects of international sanctions on age-specific mortality: a cross-national panel data analysis" class="wp-image-81503"/></a></figure>



<p>&#8220;Ma quelle azioni vergognose erano almeno dissimulate tramite pretesti, non dichiarate apertamente come obiettivo in sé. Sebbene possa sembrare una distinzione irrilevante, Carlson sostiene in modo convincente che è di fondamentale importanza. Abbandonando persino l&#8217;aspirazione a leggi superiori, abbiamo abbracciato la &#8216;legge della giungla [&#8230;] brutale e spietata&#8217; che non si fermerà ai confini dell&#8217;Iran. &#8216;Sappiamo dalla storia che ciò che fai verrà poi fatto contro di te&#8217;, ha detto Carlson. &#8216;Una volta stabilito uno standard, dovrà essere rispettato'&#8221;.</p>



<p>La minaccia di Trump, continua Berger, era &#8220;l&#8217;espressione, e il logico punto di arrivo di un&#8217;ideologia alla quale gli Stati Uniti si sono legati sia sotto la presidenza di Joe Biden che di Trump: il sionismo e il progetto della Grande Israele, prima attraverso il sostegno statunitense al genocidio israeliano di Gaza e alla pulizia etnica della Cisgiordania e, di recente, con la guerra congiunta contro l&#8217;Iran&#8221;.</p>



<p>&#8220;E mentre ai contribuenti americani costretti a finanziare queste guerre viene detto che vengono combattute per noi, per salvare la &#8216;civiltà&#8217;, è ormai impossibile pensare a una forza nella storia recente più distruttiva e minacciosa per la civiltà del progetto della Grande Israele, che sta producendo una campagna in stile ISIS per distruggere ogni manufatto, sito culturale e di bellezza della regione grazie alle armi, ai militari e al denaro americani&#8221;.</p>



<p>&#8220;La documentazione di ciò che è già stato distrutto [in Iran] dimostra che Stati Uniti e Israele intendono fare all&#8217;Iran esattamente ciò che l&#8217;ISIS e i suoi vari sostenitori hanno fatto alla Siria&#8221;. Quindi, dopo aver elencato i monumenti e i siti archeologici iraniani colpiti dalle bombe, prosegue: &#8220;La nostra discesa nella barbarie è in atto da tempo e le impronte digitali di questa trasformazione sono inconfondibilmente israeliane. Uno dei primi segnali di questa transizione si è manifestato quando il &#8216;Dipartimento della Guerra&#8217; ha iniziato a pubblicare sui social filmati di attacchi con droni, spesso sotto forma di meme&#8221;.</p>



<p>&#8220;Laddove un tempo il governo perseguitava WikiLeaks e si affannava a nascondere i filmati di guerra&#8221; ora &#8220;pubblica senza vergogna tali immagini, un modello importato direttamente da Israele, che ha aperto la strada alla diffusione dei propri crimini di guerra durante l&#8217;attacco di Gaza&#8221;.</p>



<p>Più di recente, fautori di Israele come Laura Loomer e Mark Levin hanno fatto pressioni per spingere &#8220;Trump verso l&#8217;escalation e a incoraggiarlo mentre minacciava l&#8217;annientamento della civiltà [iraniana]. La Loomer, che secondo alcune fonti Trump consulta per avere consigli, lo ha esortato a ispirarsi a Curtis LeMay, il generale la cui fanatica sete di sangue ha ispirato il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=D3hJB9CFeqU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dottor Stranamore</a> e che è arrivato a un passo dallo scatenare una guerra nucleare. Levin, dal canto suo, avrebbe insinuato nel suo programma televisivo su Fox News che sarebbe legittimo sganciare una bomba atomica sull&#8217;Iran&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image alignnone size-large wp-image-81506"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/STRANAMORE-1024x643.jpg" alt="Due immagini tratte da &quot;Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba&quot; di Stanley Kubrick" class="wp-image-81506"/><figcaption class="wp-element-caption">Due immagini tratte da &#8220;Il dottor Stranamore &#8211; Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba&#8221; di Stanley Kubrick</figcaption></figure>



<p>&#8220;Che il cessate il fuoco regga o meno, gli americani dovranno fare i conti con ciò che è già stato fatto in loro nome e con il fatto che i fautori di <em>Israel First</em>, che hanno applaudito ogni escalation, non sono stati rimossi dalle loro posizioni di influenza. Continuano a suggerire le loro idee al presidente, definendo non solo il suo secondo mandato, ma anche il simbolo internazionale di distruzione e barbarie che stiamo diventando&#8221;.</p>



<p>_____________</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-bombe-sul-libano-e-la-barbarie-dellimpero.html">Le bombe sul Libano e la barbarie dell&#8217;Impero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gaza e Cisgiordania: la violenza &#8220;necessaria&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-e-cisgiordania-la-violenza-necessaria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 12:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Deir Yassin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza e Cisgiordania: la violenza &quot;necessaria&quot;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ben-Gurion spiegò che non esiste una pulizia etnica efficace senza massacri come quello avvenuto a Deir Yassin nel 1948. Rivolgendosi ai suoi critici alla Knesset, disse che se volevano sia 'l'intera Terra d'Israele' sia 'uno Stato ebraico', erano necessari altri massacri".</p>
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<p>&#8220;Per dirla in breve, sotto ogni punto di vista tranne uno [&#8230;], la vittoria sionista sui palestinesi è totale. Il potere politico, militare ed economico è interamente nelle nostre mani. Così come il controllo sulla terra, sull&#8217;acqua e sulle altre risorse naturali. In tutta la Terra d&#8217;Israele, gli ebrei sono più forti e più ricchi dei palestinesi, con un ampio margine. Abbiamo vinto. C&#8217;è solo un aspetto in cui non li abbiamo sconfitti: la demografia&#8221;. Così un dolente articolo di Hagai El-Ad su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-04-01/ty-article-opinion/.premium/the-strategy-behind-the-west-bank-pogroms-deir-yassin/0000019d-443c-d5be-afff-e5fc4f020000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-04-01/ty-article-opinion/.premium/the-strategy-behind-the-west-bank-pogroms-deir-yassin/0000019d-443c-d5be-afff-e5fc4f020000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-H-2-copia-1024x386.jpg" alt="The Strategy Behind the West Bank Pogroms: Deir Yassin" class="wp-image-81329"/></a></figure>



<p>&#8220;[&#8230;] Metà delle persone che vivono qui, tra il Mar Mediterraneo e il fiume Giordano, sono palestinesi. Questo è l&#8217;unico parametro per cui la lotta tra noi e loro non si è conclusa con la loro sconfitta, ma con la parità: parità non nel potere politico, non nei diritti, non nella terra e non economicamente. Ma parità numerica, sì. In questo siamo bloccati&#8221;.</p>



<p>Tutto ciò che abbiamo fatto e tutto ciò che facciamo a livello politico, amministrativo, militare, &#8220;si concentra per lo più su questo divario e su cosa si può fare per colmarlo&#8221;. Il divario potrebbe essere colmato riconoscendo pari diritti e dignità ai palestinesi, ma è fuori discussione, oppure &#8220;attraverso il trasferimento della popolazione: espulsioni e pulizia etnica. Ciò permetterebbe alla demografia di allinearsi al resto degli indicatori&#8221; e &#8220;ci libererebbe anche dalla macchia dell&#8217;apartheid, che comporta un certo disagio, nonostante non ne paghiamo le conseguenze a livello internazionale&#8221;.</p>



<p>&#8220;Da anni ormai, i sionisti liberali amano presentare Israele come un paese di fronte a un dilemma, costretto a scegliere tra uno stato &#8216;ebraico e democratico&#8217; in una parte della Terra d&#8217;Israele e uno stato binazionale nella Grande Israele. Pertanto, la terza opzione – la pulizia etnica – viene negata, sia come parte della storia sionista, nella forma della Nakba del 1948, sia come opzione ancora praticabile per il presente e il futuro. In quest&#8217;ottica, vengono spesso citate le parole di David Ben-Gurion alla Knesset nell&#8217;aprile del 1949: &#8216;Quando ci siamo trovati di fronte alla scelta tra l&#8217;intera Terra d&#8217;Israele senza uno Stato ebraico o uno Stato ebraico senza l&#8217;intera Terra d&#8217;Israele, abbiamo scelto uno Stato ebraico senza l&#8217;intera Terra d&#8217;Israele'&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ma la verità è che, in un passaggio raramente citato dello stesso discorso&#8221;, Ben Gurion spiegò perfettamente il problema, toccando un diverso argomento: Deir Yassin (dove si consumò il massacro simbolo della Nakba): &#8220;&#8216;Uno Stato ebraico senza Deir Yassin in tutto il Paese non può che essere una dittatura della minoranza&#8217;. In parole povere, Ben-Gurion spiegò che non esiste una pulizia etnica efficace senza massacri come quello avvenuto a Deir Yassin nel 1948. Rivolgendosi ai suoi critici alla Knesset, disse che se volevano sia &#8216;l&#8217;intera Terra d&#8217;Israele&#8217; sia &#8216;uno Stato ebraico&#8217;, erano necessari altri massacri&#8221;.</p>



<p>Dobbiamo attuare la &#8216;Deir Yassin in tutto il paese&#8217; per espellere la popolazione palestinese da sempre più parti della Terra d&#8217;Israele: &#8216;Uno stato ebraico nella realtà attuale, anche solo nella parte occidentale della Terra d&#8217;Israele, senza la Deir Yassin, è impossibile se vuole essere democratico, poiché il numero degli arabi nella parte occidentale della Terra d&#8217;Israele è maggiore del numero degli ebrei&#8217;. Pertanto, i confini dello Stato di Israele non sono una questione puramente militare o politica, ma soprattutto demografica&#8221;.</p>



<p>&#8220;E oggi? Nonostante le distrazioni, in fondo tutti sappiamo che nessuna delle violente azioni regionali compiute da Israele negli ultimi anni&#8221;, guerra in Libano, Iran etc, &#8220;risolverà il problema fondamentale di cui parlava Ben-Gurion 77 anni fa&#8221;; né le iniziative diplomatiche in stile Accordi di Abramo &#8220;cambieranno l&#8217;equilibrio demografico nella parte occidentale della Terra d&#8217;Israele. Né la pace regionale né le guerre regionali indurranno un solo palestinese ad abbandonare la propria patria&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ma le guerre possono – eccome! – essere un momento che &#8216;facilita&#8217; l&#8217;espulsione dei palestinesi, come abbiamo fatto nel 1948 e (in misura molto minore) nel 1967. E con la scusa della guerra iniziata due anni e mezzo fa, Israele sta scegliendo ancora una volta l&#8217;opzione che conosciamo [&#8230;] quella che abbiamo usato in passato e che non abbiamo mai rinnegato: Deir Yassin&#8221;.</p>



<p>&#8220;Questa è la strategia che si cela dietro i pogrom e le ripetute uccisioni di palestinesi in alcune zone della Cisgiordania; come disse Ben-Gurion, la pulizia etnica reclama massacri. La stessa logica si cela dietro l&#8217;espulsione di decine di migliaia di palestinesi dalle loro case nei campi profughi in Cisgiordania, così come dietro la distruzione della Striscia di Gaza e l&#8217;espulsione della popolazione palestinese da metà del suo territorio&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Sia in Cisgiordania che a Gaza, &#8216;ciò che è stato reso possibile&#8217; in questa fase non è la riduzione del numero degli &#8216;arabi nella parte occidentale della Terra d&#8217;Israele&#8217;, bensì &#8216;solo&#8217; l&#8217;esodo dalle loro case e la loro concentrazione in aree sempre più ristrette [&#8230;]. Nel frattempo, consolidiamo il controllo su territori sempre più vasti, distruggendo intere comunità e città palestinesi. La speranza è che su una popolazione che è stata sfollata una o più volte, e a cui sono state distrutte le abitazioni e le fonti di sostentamento, sia più facile perpetrare una pulizia etnica quando le circostanze lo consentiranno&#8221;.</p>



<p>&#8220;Non si tratta del dilemma tra uno stato democratico (per gli ebrei) in una parte del territorio e uno stato binazionale nella &#8216;Grande Terra d&#8217;Israele&#8217;. E certamente non esiste nessun dilemma israeliano riguardante l&#8217;uguaglianza per tutti gli abitanti del territorio. L&#8217;unica questione è come gestire l&#8217;irrisolta questione demografica, lungo lo spettro tra apartheid e pulizia etnica: più si promuove quest&#8217;ultima, attraverso la violenza omicida, più si riduce il disagio legato alla prima&#8221;.</p>



<p>&#8220;Questa è la realtà legata a Deir Yassin: una storia negata ma onnipresente; un massacro che tutti conoscono ma i cui segreti restano sepolti negli archivi di Stato; un luogo che abbiamo cancellato ma che è comunque qui, a Gerusalemme&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Ecco quel fastidioso &#8216;piccolo dettaglio&#8217; menzionato nel primo paragrafo, quell&#8217;elemento in più aggiunto alla questione demografica irrisolta: la narrazione. Il fatto che non siamo giunti in una &#8216;terra vuota&#8217;, che c&#8217;è una memoria storica di questa terra come patria di un altro popolo, il pieno riconoscimento della violenza, dello spargimento di sangue e dei massacri che i nostri antenati hanno commesso, che noi consumiamo e che imponiamo ai nostri figli affinché vivano a &#8216;Deir Yassin in tutto il paese'&#8221;.</p>



<p>_____________</p>



<p><em>Piccolenote è collegato da affinità elettive a&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/">InsideOver</a>. Invitiamo i nostri lettori a prenderne visione e, se di gradimento, a sostenerlo tramite&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonamento</a>.</em></p>
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		<title>&#8220;Sospendere l’accordo UE-Israele&#8221;: la legge sulla pena di morte per i palestinesi diventa un banco di prova per Bruxelles</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sospendere-laccordo-ue-israele-la-legge-sulla-pena-di-morte-per-i-palestinesi-diventa-un-banco-di-prova-per-bruxelles.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 11:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ue-Israele Ben Gvir" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Knesset ha approvato una legge che introduce la pena di morte esclusivamente per i palestinesi in Cisgiordania, scatenando accuse di violazione dell’Articolo 2 dell’Accordo di Associazione UE-Israele e una petizione con oltre 500.000 firme per sospenderlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sospendere-laccordo-ue-israele-la-legge-sulla-pena-di-morte-per-i-palestinesi-diventa-un-banco-di-prova-per-bruxelles.html">&#8220;Sospendere l’accordo UE-Israele&#8221;: la legge sulla pena di morte per i palestinesi diventa un banco di prova per Bruxelles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ue-Israele Ben Gvir" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331112938917_081958f229b477d2f0b1b62a02696986-e1774949461201.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’approvazione da parte della Knesset <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2026-01-13/ty-article/.premium/knessets-death-penalty-bill-for-terrorists-mandates-execution-by-hanging/0000019b-b6a6-d6d3-a59b-b7af74670000">di una legge che introduce la pena di morte esclusivamente per i palestinesi</a> rappresenta una chiara <strong>violazione dell’Accordo di Associazione tra l’Unione Europea e Israele</strong>. È quanto sostengono numerosi esperti di diritto internazionale, organizzazioni per i diritti umani e rappresentanti politici europei, mentre una petizione ha già superato le 500.000 firme chiedendo la sospensione totale del trattato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">EU-Israel Association Agt, which proclaims respect for human rights &amp; democratic principles as its &quot;essential element&quot;, has yet to be suspended.<br><br>&quot;The adoption of this bill would risk undermining Israel’s commitments with regards to democratic principles.&quot;<a href="https://t.co/ptOoJokpl3">https://t.co/ptOoJokpl3</a> <a href="https://t.co/VNCoBXyf8z">https://t.co/VNCoBXyf8z</a> <a href="https://t.co/qvOryoSQiV">pic.twitter.com/qvOryoSQiV</a></p>&mdash; Sergey Vasiliev (@sevslv) <a href="https://twitter.com/sevslv/status/2038623201765330982?ref_src=twsrc%5Etfw">March 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La nuova norma, approvata ieri dal Parlamento israeliano, prevede l’applicazione della pena capitale nei tribunali militari della Cisgiordania per reati definiti “terroristici”. <em>La legge si applica solo ai palestinesi e non ai cittadini israeliani</em>, consolidando – secondo l’Onu – il regime di segregazione razziale e apartheid già denunciato a livello internazionale. L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani in Palestina ha reagito con durezza: «Israele deve abrogare immediatamente questa legge discriminatoria, che contrasta con gli obblighi del Paese sotto il diritto internazionale. <strong>L’applicazione della pena di morte in questo contesto violerebbe il divieto di punizioni crudeli, inumane o degradanti e rafforza ulteriormente la violazione del divieto di apartheid</strong>».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Israel must immediately repeal the discriminatory death penalty law passed today by the Knesset, as it contravenes Israel’s obligations under international law.<br>The United Nations opposes the death penalty under all circumstances. The implementation of this new law would violate…</p>&mdash; UN Human Rights Palestine (@OHCHR_Palestine) <a href="https://twitter.com/OHCHR_Palestine/status/2038703293845881164?ref_src=twsrc%5Etfw">March 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L’Articolo 2 al centro della controversia</h2>



<p>Al centro dello scontro c’è <strong>l’Articolo 2 dell’Accordo di Associazione UE-Israele</strong>, in vigore dal 1995, che recita testualmente:</p>



<p><em>«Le relazioni tra le Parti, così come tutte le disposizioni dell’Accordo stesso, si baseranno sul rispetto dei diritti umani e dei principi democratici, che guidano la loro politica interna e internazionale e costituiscono un elemento essenziale di questo Accordo.»</em></p>



<p>Tale clausola rappresenta la <strong>condizione fondamentale su cui si basa l&#8217;accordo con l&#8217;Ue</strong>, e garantisce a Israele <strong>accesso privilegiato al mercato unico europeo</strong>, cooperazione scientifica, tecnologica e politica. L’europarlamentare irlandese <strong>Barry Andrews</strong> ha rivolto un appello diretto alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen: </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Dear <a href="https://twitter.com/vonderleyen?ref_src=twsrc%5Etfw">@vonderleyen</a>, have you read the EU/Israel Association Agreement?  🇪🇺🇮🇱 <a href="https://t.co/ZagAlwQ3IK">https://t.co/ZagAlwQ3IK</a> <a href="https://t.co/KCg1lsFCe0">pic.twitter.com/KCg1lsFCe0</a></p>&mdash; Barry Andrews MEP (@BarryAndrewsMEP) <a href="https://twitter.com/BarryAndrewsMEP/status/2038615339391455671?ref_src=twsrc%5Etfw">March 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La petizione che chiede la sospensione dell&#8217;accordo con Israele ha già superato le 500 mila firme</h2>



<p>In parallelo, <a href="https://eci.ec.europa.eu/055/public/#/screen/home">una <strong><em>European Citizens’ Initiative</em></strong> ha raccolto in pochi giorni oltre 500.000 firme</a>. Il testo della petizione è particolarmente duro: «Secondo la Commissione europea, lo Stato di Israele è responsabile di un livello senza precedenti di uccisioni e ferimenti di civili, di operazioni su vasta scala di sfollamento della popolazione e della distruzione sistematica di ospedali e strutture mediche a Gaza. Israele ha inoltre messo in atto un blocco degli aiuti umanitari assimilabile all’uso della fame come arma di guerra». </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Cos&#39;abbiamo a che fare con un Paese che si sceglie a ministro un ceffo del genere? <br>Firmiamo l&#39;iniziativa dei cittadini europei per la sospensione totale dell&#39;accordo di associazione UE-Israele. 👇link nei commenti <a href="https://t.co/tYo1Vxu8zc">https://t.co/tYo1Vxu8zc</a></p>&mdash; raffaele oriani (@rafforiani) <a href="https://twitter.com/rafforiani/status/2038696629268594991?ref_src=twsrc%5Etfw">March 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ciononostante, si legge, «<strong>l’Unione europea non ha ancora sospeso l’accordo di associazione con Israele, pietra miliare della cooperazione commerciale bilaterale</strong>, economica e politica tra l’UE e Israele. I cittadini dell’UE non possono tollerare che l’Unione continui ad applicare un accordo che contribuisce a legittimare e finanziare uno Stato responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità.» La petizione invita formalmente la Commissione europea a presentare al Consiglio una <strong>proposta di sospensione totale dell’Accordo di Associazione</strong>.</p>



<p>Resta da vedere se l’Unione Europea applicherà con coerenza la clausola sui diritti umani scritta nel proprio accordo o se continuerà a privilegiare gli interessi strategici ed economici rispetto ai principi che dichiara di difendere. <strong>Dopo svariati pacchetti sanzioni contro la Russia e zero misure contro Tel Aviv, difficile attendersi molto da Bruxelles</strong>. </p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><br><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sospendere-laccordo-ue-israele-la-legge-sulla-pena-di-morte-per-i-palestinesi-diventa-un-banco-di-prova-per-bruxelles.html">&#8220;Sospendere l’accordo UE-Israele&#8221;: la legge sulla pena di morte per i palestinesi diventa un banco di prova per Bruxelles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La minaccia delle sanzioni Usa sulla finanza etica europea: il caso di Francesca Albanese</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-delle-sanzioni-usa-sulla-finanza-etica-europea-il-caso-di-francesca-albanese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Francesca Albanese ha dichiarato che a suo avviso neanche la “finanza etica” è tale fino in fondo per la questione sanzioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-delle-sanzioni-usa-sulla-finanza-etica-europea-il-caso-di-francesca-albanese.html">La minaccia delle sanzioni Usa sulla finanza etica europea: il caso di Francesca Albanese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>A un recente convegno organizzato dai dipendenti della Banca d’Italia </strong>la relatrice speciale Onu per i Territori Palestinesi <strong>Francesca Albanese </strong>ha dichiarato che a suo avviso neanche la “finanza etica” è tale fino in fondo, perché costretta dalle prescrizioni delle principali centrali operative politiche del pianeta a definire i propri perimetri sui diversi fronti. Tra questi, la giurista italiana ha citato l’impossibilità per <strong>istituzioni come Banca Etica </strong>di aprire un conto corrente a suo nome, pena la violazione delle sanzioni imposte <strong>dall’Ufficio per il controllo dei beni esteri (Ofac)</strong> <strong>del Tesoro statunitense contro la stessa Albanese</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso geopolitico dell&#8217;Ofac</h2>



<p>L’Ofac è la più potente centrale sanzionatoria al mondo. Controllata dal governo statunitense, di cui è un braccio operativo, decide chi è titolato a utilizzare dollari e a operare nel sistema finanziario che scambia attraverso le istituzioni Usa. <strong>Essere colpiti dalle sanzioni Ofac significa essere sostanzialmente esclusi da una vasta fetta del sistema internazionale di scambi</strong>, e ben lo sanno ad esempio <strong>Russia e Iran che di recente hanno visto un allentamento </strong>delle sanzioni verso il petrolio da loro esportato, comminate proprio dall’Ofac, mentre infuria la guerra in Medio Oriente e i prezzi energetici sono saliti alle stelle per effetto dell’assalto israelo-americano…<a href="https://it.insideover.com/energia/petrolio-il-cortocircuito-usa-sulla-guerra-trump-allangolo-toglie-le-sanzioni-al-greggio-iraniano.html">allo stesso Iran! </a></p>



<p>Situazione paradossale ma che dà l’idea della pervasività e della discrezionalità con cui si muove un apparato che fa del <strong>ruolo geopolitico del dollaro una leva di straordinaria rilevanza</strong>: gli Usa avocano a sé il diritto di colpire con le sanzioni Ofac e potenzialmente con le inchieste del <strong>Dipartimento della Giustizia </strong>tutti quei soggetti che usano o cercano di usare il sistema di scambi che passa per le banche e gli apparati Usa. Dunque questo impone alle istituzioni di finanza etica dei doverosi compromessi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sentiero stretto della finanza etica</h2>



<p>Per istituzioni come Banca Etica questo non vuol dire certamente sminuire il caso Albanese: le prese di posizione pubbliche della banca guidata dal direttore <strong>Nazzareno Gabrielli sul caso sono state molteplici e più volte Banca Etica </strong>ha espresso il suo sdegno per il modo illegale in cui le liste anti-terrorismo sono state usate dall’amministrazione Trump per sanzionare la relatrice ONU e i giudici della Corte Penale Internazionale. Ciononostante, il mondo è fatto di scelte e responsabilità e, in quest’ottica, rompere con le “regole del gioco”, discutibili ma non ignorabili, avrebbe voluto dire mancare a una chiara <strong>scelta di responsabilità </strong>verso <strong>le 120mila persone e organizzazioni proprie clienti, tra cui 50mila soci portatori di 100 milioni di euro di capitale sociale.</strong> Persone la cui operatività bancaria rischierebbe di essere messa a repentaglio per compiere un’azione simbolica che non gioverebbe, in fin dei conti, a molti: non alla stessa Albanese, non a Banca Etica, non al sistema di economia sociale che la principale istituzione di finanzia etica italiana rappresenta.</p>



<p>Del resto, il tecnicismo imposto dalle sanzioni Ofac non è meramente legato al dato prescrittivo e se Banca Etica forzasse i blocchi automatici del sistema operativo che impediscono l’apertura di un conto corrente a chi è inserito nelle liste del Tesoro Usa, la rete sanzionatoria non sarebbe unicamente smantellata. Se anche Albanese avesse accesso a un conto, come persona sanzionata non potrebbe comunque avere accesso a servizi essenziali quali la carta di pagamento e la carta di debito. Nel quadro del <strong>panorama europeo</strong> i sistemi di pagamento attualmente utilizzati (Visa, Mastercard, Paypal) sono tutti di proprietà di società statunitensi ,che hanno il divieto di erogare servizi a chi è inserito in quelle liste. Visa e Mastercard coprono la totalità dei pagamenti transfrontalieri e il 61% delle transazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida della sovranità digitale sui pagamenti</h2>



<p><strong>Figure come il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta spingono da tempo per una piattaforma sovrana europea, </strong>spesso definita con il termine colloquiale di “Euro digitale”, e molti osservatori ritengono sia doveroso procedere a <strong>un disaccoppiamento da uno status quo che impone sostanzialmente un rapporto di dipendenza. E seppur basato in Belgio, </strong>anche il sistema di interscambio <strong>Swift su cui passa la stragrande maggioranza delle transazioni </strong>dipende dalle stesse logiche. </p>



<p>I conglomerati tecno-finanziari americani<a href="https://www.lesechos.fr/monde/europe/jai-un-peu-limpression-de-vivre-dans-les-annees-90-lalarme-de-ce-juge-de-la-cour-penale-internationale-qui-ne-peut-plus-utiliser-visa-ou-mastercard-2216520">, ha ricordato Les Echos</a> sottolineando la storia di <strong>Francois Guillou,</strong> giudice della Corte Penale Internazionale colpito dalle <strong>stesse sanzioni di Albanese, </strong>si muovono all’unisono in casi del genere: “Le principali piattaforme americane, come Amazon, Netflix e Airbnb, chiudono gli account degli utenti soggetti a sanzioni. Le prenotazioni alberghiere effettuate su una piattaforma che ha accettato la transazione possono essere annullate nel giro di poche ore. Un pacco ordinato con successo potrebbe non essere consegnato se il fornitore di servizi logistici è americano”.</p>



<p>Per istituzioni come Banca Etica resterebbe, inoltre, il rischio di <strong>sanzioni secondarie da parte del </strong><a href="https://www.corporatecomplianceinsights.com/state-ofac-sanctions-enforcement-2026/"><strong>Tesoro Usa: nel Trump 2.0 l’Ofac sta lavorando a pieno ritmo</strong></a><strong> </strong>e aprire un conto a Albanese potrebbe portare a una dura multa negli Usa o a limitazioni dell’operatività verso la clientela. <strong>Per le istituzioni della finanza etica, in tal senso, un passaggio obbligato di libertà </strong>non potrà che essere il consolidamento, su tutta la filiera del mercato, di progettualità per un <strong>mercato comunitario dei capitali e dei sistemi di pagamenti resiliente, sovrano e disaccoppiato dal dominio di oltre Atlantico</strong>. Un sistema finanziario capace al tempo stesso di portare capitali per la prosperità e la crescita dell’Europa e di alimentare l’attività di istituzioni come Banca Etica per uno sviluppo sostenibile e al servizio delle comunità dovrà evitare di dipendere dalle discrezionalità dei giganti di oltre Atlantico e dal potere geo-finanziario di Washington, oggi utilizzato in modo discrezionale dagli Usa contro chi è ritenuto d’ostacolo alle loro politiche. Incluse figure come Francesca Albanese, che sono messe in difficoltà da un gioco più grande di loro in un meccanismo dai rapporti di forza a dir poco sproporzionati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-delle-sanzioni-usa-sulla-finanza-etica-europea-il-caso-di-francesca-albanese.html">La minaccia delle sanzioni Usa sulla finanza etica europea: il caso di Francesca Albanese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele non si nasconde più dietro il vittimismo: la brutalità ostentata</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-non-si-nasconde-piu-dietro-il-vittimismo-la-brutalita-ostentata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 16:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=506710</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="897" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele non si nasconde più dietro il vittimismo: la brutalità ostentata" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia-1024x478.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia-1536x718.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia-600x280.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La nuova tendenza è quella di essere rozzi, violenti e privi di empatia per la sofferenza altrui. Ed è tutto pubblico</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-non-si-nasconde-piu-dietro-il-vittimismo-la-brutalita-ostentata.html">Israele non si nasconde più dietro il vittimismo: la brutalità ostentata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="897" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele non si nasconde più dietro il vittimismo: la brutalità ostentata" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia-1024x478.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia-1536x718.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HAAREZ-copia-600x280.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Nel 1948, la maggior parte dei palestinesi fu espulsa dalla propria patria. Eppure il mondo non ha mai smesso di esprimere solidarietà al giovane Paese contro cui gli arabi &#8216;si erano ribellati per distruggerlo'&#8221;. Così Odeh Bisharat su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-02-24/ty-article-opinion/.premium/israel-tells-the-world-this-is-our-new-brutal-face-get-used-to-it/0000019c-8bd3-d8cf-ad9e-ebfb807b0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, che prosegue: &#8220;Lo stesso accadde nel giugno del 1967. Israele occupò ed espulse [i palestinesi], ma gli israeliani continuarono a comportarsi come se fossero stati attaccati dalle persone che avevano espulso e dagli abitanti dei campi profughi. Il mondo si lasciò convincere da questa assurdità. Tale il potere delle lacrime&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ora tutto è cambiato. L&#8217;approccio è cambiato completamente. Non ci sono più pianti e lamenti. Ora il governo Netanyahu e parte dell&#8217;opposizione stanno mostrando il loro volto aggressivo e messianico, come a dire al mondo: abituatevi al nostro nuovo volto. Se vi piace, bene, e se non vi piace, &#8220;andate ad asfaltare il mare&#8221;, come dice il proverbio arabo&#8221; [cioè fatevene una ragione et similia ndr.].</p>



<p>&#8220;[&#8230;] La nuova tendenza è quella di essere rozzi, violenti e privi di empatia per la sofferenza altrui. Ed è tutto pubblico [&#8230;] Se si prendono le loro dichiarazioni [dei politici ndr] e le loro campagne di demonizzazione contro i palestinesi, si potrebbero redigere accuse a nastro per la corte – quella dell&#8217;Aja, ovviamente. Non c&#8217;è bisogno di sforzarsi per ottenere una dichiarazione agghiacciante qui, un po&#8217; di istigazione sgradevole lì. Basta registrare e tremare&#8221;.</p>



<p>Due la ragioni di tale cambiamento. &#8220;La prima è l&#8217;ebbrezza del potere. Faremo tutto ciò che ci aggrada e non c&#8217;è nessuno che ci ostacoli. L&#8217;AIPAC e gli evangelici sono con noi e attaccheranno chiunque solo twitti contro di noi. Abbiamo un esercito onnipotente che può raggiungere persino le camere da letto dei leader regionali. Abbiamo cercapersone con ordigni esplosivi che possono smembrare arti in un secondo. E non è stata approvata nessuna risoluzione ONU contro di noi, perché siamo protetti dal nostro fratello maggiore&#8221;.</p>



<p>&#8220;La seconda ragione è che quanti un tempo sostenevano la pubblica diplomazia sono per lo più giunti alla conclusione che Israele non ha più nessuna possibilità di convincere il mondo di avere ragione. La vecchia narrazione, secondo cui gli arabi erano gli aggressori e Israele si stava solo difendendo è andata in frantumi. Quindi [hanno concluso che] il mondo si abituerà alla crudeltà di Israele&#8221;.</p>



<p>&#8220;Questo approccio è stato interiorizzato a tal punto che le persone qui credono davvero che l&#8217;approccio aggressivo convincerà il mondo e che altre nazioni sosterranno le vessazioni contro i palestinesi. Questa interiorizzazione di aggressività, rozzezza e supremazia è così radicata che quanti adottano tale approccio pensano persino che il mondo sia d&#8217;accordo&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] La nostra aggressività e la nostra disperazione nel convincere il mondo si alimentano a vicenda. Di conseguenza, invece di concludere che, se il mondo non crede più alla storia degli arabi crudeli che combattono i buoni israeliani, forse Israele dovrebbe adottare una tattica che miri alla pace, gli israeliani hanno fatto l&#8217;opposto. Nella loro cecità, credono che il mondo si abituerà e persino applaudirà un Israele crudele che se ne infischia non solo degli arabi, ma di tutte le nazioni del pianeta&#8221;.</p>



<p>_____________</p>



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		<title>Gaza, lo studio di Lancet: 75mila morti violente nei primi 16 mesi, il 35% in più delle cifre ufficiali</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gaza-lo-studio-di-lancet-75mila-morti-violente-nei-primi-16-mesi-il-35-in-piu-delle-cifre-ufficiali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 05:55:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un nuovo studio pubblicato su The Lancet dimostra che il numero dei morti ufficiale a Gaza è sottostimato: anche quelli di Hamas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-lo-studio-di-lancet-75mila-morti-violente-nei-primi-16-mesi-il-35-in-piu-delle-cifre-ufficiali.html">Gaza, lo studio di Lancet: 75mila morti violente nei primi 16 mesi, il 35% in più delle cifre ufficiali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un <a href="https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X(25)00522-4/fulltext">nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica <em>The Lancet</em></a> rivela che il numero di <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/israele-daccordo-con-hamas-a-gaza-i-morti-sono-almeno-70-mila-imbarazzo-per-i-negazionisti-da-salotto.html">morti violente nel conflitto a Gaza</a> durante i primi 16 mesi di guerra è stato <strong>significativamente più alto rispetto</strong> alle cifre ufficiali fornite all&#8217;epoca dal Ministero della Salute palestinese. La ricerca, intitolata <em>Violent and non-violent death tolls for the Gaza conflict: new primary evidence from a population-representative field survey</em>, è stata condotta da un team internazionale guidato dal professor <strong>Michael Spagat </strong>della Royal Holloway, University of London, insieme a Jon Pedersen, Khalil Shikaki del Palestinian Center for Policy and Survey Research, Michael Robbins, Eran Bendavid, Håvard Hegre e altri esperti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo studio di The Lancet</h2>



<p>Lo studio riporta una metodologia denominata <em>Gaza Mortality Survey (Gms)</em>, che rappresenta la <strong>prima indagine indipendente su larga scala basata</strong> su interviste dirette a famiglie in un contesto di conflitto attivo. Tra il 30 dicembre 2024 e il 5 gennaio 2025, i ricercatori hanno intervistato 2.000 famiglie, per un totale di 9.729 individui censiti alla vigilia del 7 ottobre 2023, più i neonati successivi. Le interviste si sono concentrate nelle aree accessibili, principalmente nei governatorati di <strong>Khan Younis</strong> e <strong>Deir al-Balah</strong>, includendo però in modo sistematico le popolazioni sfollate dai territori settentrionali e da <strong>Rafah</strong>, inaccessibili a causa delle operazioni militari.</p>



<p>Il tasso di risposta è stato eccezionalmente alto, pari al 97,2%, grazie a team locali esperti e a rigorosi protocolli di sicurezza, tra cui monitoraggio Gps in tempo reale. I risultati principali coprono il periodo dal 7 ottobre 2023 al 5 gennaio 2025. Gli autori stimano <strong>75.200 morti violente direttamente legate al conflitto</strong>, con un intervallo di confidenza al <strong>95% compreso tra 63.600 e 86.800</strong>. Questa cifra corrisponde a circa il 3,4% della popolazione pre-bellica della Striscia di Gaza, stimata intorno ai 2,2 milioni di abitanti.</p>



<p>Al confronto, il Ministero della Salute di Gaza riportava per lo stesso periodo <strong>49.090 morti violente: una sottostima del 34,7% rispetto alla stima centrale dello studio</strong>. La composizione demografica delle vittime violente emerge in modo chiaro e allineato con i dati ufficiali del Ministero: donne, bambini sotto i 18 anni e anziani oltre i 64 anni rappresentano il <strong>56,2% del totale, per circa 42.200 morti</strong>. In dettaglio, si contano intorno ai 22.800 bambini, 16.600 donne adulte tra i 18 e i 64 anni e 2.870 anziani. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Con questi numeri è &#8220;genocidio&#8221;</h2>



<p>Questa proporzione, molto vicina al 54% indicato dal Ministero, rafforza la credibilità delle registrazioni amministrative palestinesi nonostante le evidenti difficoltà operative in zona di guerra.Oltre alle morti dirette<strong>, lo studio quantifica anche le morti non violente, stimate in 16.300 casi</strong>, di cui 8.540 in eccesso rispetto alle proiezioni di mortalità pre-conflitto elaborate dal <em>US Census Bureau</em>. Queste morti indirette – legate a malattie non curate, malnutrizione, mancanza di accesso alle cure e altre cause non direttamente collegate ai combattimenti – risultano dunque rilevanti ma lontane dalle proiezioni più allarmistiche circolate in precedenza, che ipotizzavano un multiplo di quattro volte le morti violente.</p>



<p>Il tasso di mortalità grezzo calcolato è di <strong>33,1 morti violente per mille abitanti all’anno</strong>, con un tasso complessivo (violente più non violente) di 40,3 per mille. Gli autori sottolineano che questi numeri <strong>confermano e superano le conclusioni di un’analisi precedente basata sul metodo capture-recapture</strong>, pubblicata anch’essa su <a href="https://it.insideover.com/guerra/amici-di-israele-basta-alibi-a-gaza-e-genocidio-e-lancet-ci-spiega-perche.html"><em>The Lancet</em>, che indicava una sottostima del 40% </a>nei primi nove mesi di guerra.</p>



<p>La ricerca dimostra la fattibilità di indagini demografiche rigorose anche in contesti di estrema difficoltà, grazie alla collaborazione con ricercatori palestinesi e a metodologie collaudate come il raking per correggere le distorsioni del campione. Tuttavia, gli studiosi riconoscono alcuni limiti: <strong>l’impossibilità di raggiungere famiglie completamente eliminate o aree settentrionali ancora sotto controllo militare</strong>, il trattamento conservativo dei circa 12.200 dispersi (considerati vivi nelle stime principali).Al 19 febbraio 2026, il Ministero della Salute di Gaza riporta un bilancio complessivo di oltre 72.000 morti dall’inizio del conflitto, con migliaia di corpi ancora sepolti sotto le macerie e condizioni umanitarie ulteriormente deteriorate dopo la fine del periodo coperto dallo studio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La necessità di nuove indagini</h2>



<p>Gli autori auspicano ulteriori indagini indipendenti per monitorare l’evoluzione del costo umano e sottolineano il valore delle registrazioni nominative del Ministero, che attribuiscono dignità individuale a ciascuna vittima. Questo lavoro, finanziato in parte dal <strong>Consiglio Europeo della Ricerca</strong>, offre una base empirica solida e indipendente per comprendere la reale portata della tragedia a Gaza, confermando che le cifre ufficiali, pur affidabili nella loro struttura demografica, sono conservative a causa del collasso delle infrastrutture di registrazione in tempo di guerra.</p>



<p>Nonostante le inevitabili smentite di rito, nelle scorse settimane ha fatto discutere, come riportato da vari media israeliani (non solo l’anti-governativo&nbsp;<em><a href="https://www.haaretz.com/gaza/2026-01-29/ty-article/.premium/the-idf-admits-it-killed-70-000-gazans-what-other-accusations-might-be-true/0000019c-0abd-dc8a-addd-2eff12620000">Ha</a><a href="https://www.haaretz.com/gaza/2026-01-29/ty-article/.premium/the-idf-admits-it-killed-70-000-gazans-what-other-accusations-might-be-true/0000019c-0abd-dc8a-addd-2eff12620000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a</a><a href="https://www.haaretz.com/gaza/2026-01-29/ty-article/.premium/the-idf-admits-it-killed-70-000-gazans-what-other-accusations-might-be-true/0000019c-0abd-dc8a-addd-2eff12620000">retz</a></em>&nbsp;ma anche&nbsp;<em><a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-884905" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jerusalem Post</a></em>,&nbsp;<em><a href="https://www.timesofisrael.com/idf-believes-70000-gazans-killed-in-war-as-claimed-by-hamas/">Times of Israel</a></em>&nbsp;e altri), l&#8217;ammissione di un alto ufficiale che, a condizione di anonimato, ha confermato alla stampa israeliana che almeno&nbsp;<strong>70.000 persone sono morte</strong>&nbsp;durante l’Operazione Spade di Ferro nella Striscia di Gaza. Certo, le&nbsp;<em>Forze di Difesa Israeliane</em>&nbsp;contestano al contempo la percentuale di morti civili dichiarata dalle Nazioni Unite e sottolineando che, a loro dire, “nessuna persona sana è morta di fame&#8221;. Tuttavia, è indubbio che si tratta di un’ammissione estremamente significativa sotto vari punti di vista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-lo-studio-di-lancet-75mila-morti-violente-nei-primi-16-mesi-il-35-in-piu-delle-cifre-ufficiali.html">Gaza, lo studio di Lancet: 75mila morti violente nei primi 16 mesi, il 35% in più delle cifre ufficiali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Marocco, Indonesia, Kazakistan, Kosovo e Albania: chi ci sarà sul terreno per la pace a Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/marocco-indonesia-kazakistan-kosovo-e-albania-chi-ci-sara-sul-terreno-per-la-pace-a-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 16:51:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Board of Peace]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla riunione inaugurale del Board of Peace il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato 10 miliardi di dollari di aiuti per la ricostruzione di Gaza e sottolineato che sono stati trovati cinque Paesi che forniranno truppe per la costituenda Forza Internazionale di Stabilizzazione (Isf) che dovrebbe garantire il cessate il fuoco tra Israele &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/marocco-indonesia-kazakistan-kosovo-e-albania-chi-ci-sara-sul-terreno-per-la-pace-a-gaza.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/marocco-indonesia-kazakistan-kosovo-e-albania-chi-ci-sara-sul-terreno-per-la-pace-a-gaza.html">Marocco, Indonesia, Kazakistan, Kosovo e Albania: chi ci sarà sul terreno per la pace a Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla riunione inaugurale del <strong>Board of Peace</strong> il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> ha annunciato 10 miliardi di dollari di aiuti per la ricostruzione di Gaza e sottolineato che sono stati trovati cinque Paesi che forniranno truppe per la costituenda <strong>Forza Internazionale di Stabilizzazione (Isf)</strong> che dovrebbe garantire il cessate il fuoco tra Israele e Hamas. <strong>Indonesia, Marocco, Albania, Kosovo e Kazakistan</strong>: cinque Paesi a maggioranza musulmana, nessuno del Medio Oriente, in sostegno a <strong>Egitto e Giordania</strong> che dovrebbero garantire lo sviluppo dell&#8217;Isf e la sicurezza militare durante lo sviluppo della &#8220;Fase 2&#8221;. </p>



<p>In teoria: <strong>Israele si dovrebbe ritirare da Gaza</strong>; Hamas dovrebbe <strong>cedere le armi</strong> all&#8217;Isf e il potere nella Striscia al <strong>Comitato nazionale per l&#8217;Amministrazione di Gaza (Ncag)</strong> guidato dall&#8217;ingegnere Ali Shaath, che a sua volta ha annunciato lo schieramento di 5mila poliziotti gazawi nei prossimi due mesi. Si tratta con ogni probabilità delle stesse unità che potrebbero<a href="https://it.euronews.com/2026/01/27/italia-ipotesi-addestramento-carabinieri-per-la-polizia-di-gazainutile-fare-speculazioni"> ricevere l&#8217;addestramento dell&#8217;<strong>Arma dei Carabinieri </strong>italiana</a> e si dovrebbero sommare all&#8217;Isf, la cui costituzione mostra la natura politica chiara del <strong>Board of Peace per Gaza come partenariato tra Paesi che cercano spazio</strong>, con la sponda di Gaza, agli occhi della superpotenza Usa. </p>



<p>Attorno ai mediatori (Egitto, Qatar, Turchia) di cui solo Il Cairo è ben visto da Israele con un ruolo sul terreno, gli Stati membri dell&#8217;Isf annunciati da Trump hanno secondi fini molto chiari. </p>



<p>Li ha sicuramente l&#8217;<strong>Indonesia, Paese pienamente inserito nel contesto globale</strong> e dall&#8217;ampia diplomazia multilaterale per cui la partecipazione sul terreno a Gaza serve per favorire via Israele l&#8217;apertura all&#8217;Occidente ma dà, al contempo, una <strong>postura globale agli occhi del mondo musulmano</strong>. L&#8217;ambiziosa nazione del Sud-Est asiatico, quarta potenza demografica e settima per Pil a parità di potere d&#8217;acquisto su scala globale, usa il Board of Peace per mostrare <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-lindonesia-vuole-triplicare-le-sue-forze-armate.html">bandiera davanti alla Umma, <strong>mettere alla prova</strong></a> le sue rinnovate forze armate e aumentare la sua esposizione internazionale, acquisendo credito agli occhi del mondo arabo. </p>



<p>Parimenti, il <strong>Kazakistan</strong> che di recente ha annunciato la volontà di firmare gli <strong>Accordi di Abramo traccia così un nuovo vettore</strong> della sua diplomazia che lo vede triangolare tra Russia, Cina e Stati Uniti, specie dopo gli avvicinamenti sul piano <a href="https://it.insideover.com/politica/nel-grande-gioco-dellasia-centrale-lindia-punta-sullafghanistan.html"><strong>economico e energetico </strong>consolidati con i meeting autunnali a Washington</a>. <strong>Il Marocco ha bisogno di ricambiare la sponda di Usa e Israele</strong> sul Sahara Occidentale, territorio la cui sovranità è stata affibbiata a Rabat da Washington e Tel Aviv in cambio della <strong>adesione del Paese agli Accordi di Abramo nel 2020. Inoltre, per Rabat</strong> la stabilità di Gaza può presupporre un contributo fattivo del Paese a quella del contestato territorio su cui il controllo del Marocco non è internazionalmente riconosciuto. </p>



<p><strong>Kosovo e Albania giocano pienamente nel campo americano</strong>, ed è curioso vedere soprattutto il primo, nato in opposizione all&#8217;ideologia espansionista serba, sostenere oggi il campo che più sembra voler controllare, piuttosto che emancipare, i palestinesi. <strong>Tirana sarà l&#8217;unica capitale della Nato, per ora, a dare un contributo alla Fis,</strong> e sarà interessante capire se giocherà in sponda con l&#8217;alleata Turchia, ritenuta spauracchio da Israele. Insomma, la stabilità di Gaza non necessariamente fa rima con l&#8217;istituzionalizzazione della soluzione a due Stati o della totale autonomia della Palestina dopo la guerra. La forza di stabilizzazione che nasce è un &#8220;taxi&#8221; politico utile per molti Paesi. Non è detto, a monte, lo sarà per i gazawi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/marocco-indonesia-kazakistan-kosovo-e-albania-chi-ci-sara-sul-terreno-per-la-pace-a-gaza.html">Marocco, Indonesia, Kazakistan, Kosovo e Albania: chi ci sarà sul terreno per la pace a Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Board of Peace, il sì di Meloni e il no di Papa Leone XIV: su Gaza la Roma della diplomazia si divide</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/board-of-peace-il-si-di-meloni-e-il-no-di-papa-leone-xiv-su-gaza-la-roma-della-diplomazia-si-divide.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 09:03:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Board of Peace]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1481" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a-300x231.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a-1024x790.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a-768x592.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a-1536x1185.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a-600x463.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Board of Peace, il sì di Meloni e il no di Papa Leone XIV: su Gaza la Roma della diplomazia si divide. E l'Italia rischia l'autogol.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1481" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a-300x231.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a-1024x790.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a-768x592.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a-1536x1185.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218085354916_e6185c8382fa470c0935002a29ec7d5a-600x463.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Giorgia Meloni</strong> dice sì all&#8217;<strong>Italia nel </strong><em><strong>Board of Peace</strong> </em>guidato dal presidente statunitense <strong>Donald Trump</strong>, mentre il <strong>Vaticano di Papa Leone XIV</strong>, per bocca del Cardinale Segretario di Stato <strong>Pietro Parolin</strong>, si chiama fuori. La Roma delle due diplomazie, spesso convergenti sul Medio Oriente, si divide di fronte alla considerazione dello scenario geopolitico e al ruolo degli Usa come mediatori nel conflitto tra Israele e Hamas. E spicca una profonda asimmetria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Board of Peace parte in salita</h2>



<p>Meloni invierà domani il <strong>Ministro degli Esteri Antonio Tajani</strong> a partecipare alla riunione inaugurale di un&#8217;istituzione internazionale chiamata a <strong>supervisionare un cessate il fuoco per Gaza</strong> ancora incerto e critico, i cui sviluppi sono tutti da definire, ma che fin dagli albori non cela la sua ambizione di essere una sostanziale alternativa alle Nazioni Unite. Un&#8217;istituzione, peraltro, in cui per <strong>dettato costituzionale l&#8217;Italia non può essere membro integrante</strong>, dato che il Board of Peace nominato nella risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite come supervisore del cessate il fuoco ha l&#8217;anomalia di non essere un&#8217;istituzione in cui <strong>i Paesi entrano con un piede di parità</strong>. Trump ne è presidente a prescindere dalla durata del suo mandato alla Casa Bianca, ha facoltà di invitare gli Stati membri e di revocarne la partecipazione.</p>



<p>Parolin, probabilmente, si riferiva a questo quando ha citato &#8220;<a href="https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/vaticano-board-of-peace-dichiarazione-parolin_7e7TL5nwvrHH5vge3GAQ7i">criticità che devono essere risolte&#8221;</a>, che per la Santa Sede e la sua posizione di <strong>sostegno alla soluzione a due Stati e al multilateralismo</strong> si aggiungono a una divergenza nella visione del mondo con l&#8217;amministrazione Trump. Il <em>Board of Peace</em> non sembra avere, sostanzialmente, il futuro di Gaza e della questione israelo-palestinese come obiettivo.</p>



<p>Da un lato, la sua <em>leadership </em>è piena di alleati del presidente Usa, di stretti partner politici e d&#8217;affari di Trump, spesso con importanti legami con Israele; dall&#8217;altro, sul piano politico riunisce gli Stati della regione e del mondo arabo-musulmano desiderosi di <strong>acquisire un posto al sole agli occhi di Washington</strong> o aver emani libere altrove. Si pensi alla Turchia, che acquisisce in cambio spazio d&#8217;azione in Siria, al Pakistan sempre più legato a Washington, al Kazakstan unitosi agli Accordi di Abramo. Un equilibrio situazionista a cui partecipano pochi Stati europei. L&#8217;Italia è in compagnia di due Paesi membri a pieno titolo, Ungheria e Bulgaria, e tra gli osservatori di Grecia e Romania.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pizzaballa: il Board of Peace &#8220;operazione colonialista&#8221;</h2>



<p>Il Vaticano è in tal senso favorevole alla soluzione pacifica del conflitto ma sostiene solo iniziative che risultano effettivamente bilaterali. Dall&#8217;alto dell&#8217;autorità morale di Patriarca di Gerusalemme dei Latini ma anche della libertà che gli consente il non avere incarichi istituzionali nella Santa Sede, il 6 febbraio scorso il cardinale Pierbattista Pizzaballa lo ha detto chiaramente parlando in un evento a Roma: &#8220;<strong>Penso che sia un&#8217;operazione colonialista: altri che decidono per i palestinesi</strong>&#8220;, ha detto il prelato bergamasco riguardo al <em>Board of Peace.</em></p>



<p>Una posizione che in altri tempi avremmo, probabilmente, visto anche da parte della diplomazia italiana che fin dall&#8217;epoca della <strong>Prima Repubblica ha mantenuto un&#8217;apertura bipartisan</strong> alla soluzione del conflitto mediorientale e ancora con <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/un-piano-marshall-per-la-palestina-la-proposta-dimenticata-di-berlusconi.html">Silvio Berlusconi </a>e Romano Prodi</strong> sapeva coniugare l&#8217;amicizia con Tel Aviv con l&#8217;apertura alle istanze emancipatrici della Palestina in nome degli Accordi di Oslo. </p>



<p>Il Board of Peace, letto dopo<a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/marco-rubio-a-monaco-risveglia-la-pericolosa-illusione-dei-neocon.html"> l&#8217;<strong>agghiacciante discorso del Segretario di Stato Usa</strong></a><strong> Marco Rubio alla Conferenza di Sicurezza di Monaco </strong>che ha esaltato la necessità per Usa e Europa di andare alla sostanziale riconquista del Sud Globale, rischia di essere per un Paese occidentale una trappola senza ritorno, una macchia caratterizzante. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;autogol dell&#8217;Italia sul Board of Peace</h2>



<p>Se Ankara, Islamabad e Astana possono strumentalmente trarre dividendi dalla partecipazione al <em>Board of Peace,</em> l&#8217;Italia rischia di compiere un capolavoro di a-strategia: <strong>dare l&#8217;<em>endorsement </em>a un organo che danneggia la propria visione delle relazioni internazionali</strong> consolidata in decenni, che va contro la stessa <strong>Costituzione repubblicana</strong> scritta da democristiani e comunisti proprio per evitare che Roma cedesse alla sopraffazione di singoli Paesi o leader, che non ha un&#8217;idea chiara su come risolvere la crisi palestinese e che ha a capo una potenza, gli Usa, che pur essendo stati i mediatori del cessate il fuoco, <strong>non sono neutrali nel teatro</strong>.</p>



<p>In questo senso, la scelta del Vaticano di chiamarsi fuori è un monito importante che a Roma andrebbe colto: <strong>la vocazione di mediazione della Santa Sede</strong> si ferma alle porte del Board of Peace perché, evidentemente, non è ritenuto uno strumento capace di perseguire questo fine. Leone XIV manda un altro avvertimento a Trump sul sistema internazionale dopo aver più volte <strong>criticato l&#8217;agenda Maga del presidente</strong>, non aver considerato l&#8217;invito negli Usa per i 250 anni della Dichiarazione d&#8217;Indipendenza e aver proclamato <a href="https://it.insideover.com/religioni/sia-profezia-di-pace-da-leone-xiv-in-libano-un-messaggio-di-speranza-per-il-medio-oriente.html">nel suo viaggio in Libano la </a>necessità di unità e pace vera per il Medio Oriente. Quella pace che il <em>Board </em>che da essa prende il nome, secondo la Santa Sede, difficilmente potrà emergere, date le condizioni di partenza.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/board-of-peace-il-si-di-meloni-e-il-no-di-papa-leone-xiv-su-gaza-la-roma-della-diplomazia-si-divide.html">Board of Peace, il sì di Meloni e il no di Papa Leone XIV: su Gaza la Roma della diplomazia si divide</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cancellate la Palestina: il British Museum e la pressione legale di UKLFI</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cancellate-la-palestina-il-british-museum-e-la-pressione-legale-di-uklfi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 06:16:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-600x396.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il British Museum avrebbe rimosso la parola “Palestina” da alcune didascalie dopo una lettera dell'UK Lawyers for Israel.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cancellate-la-palestina-il-british-museum-e-la-pressione-legale-di-uklfi.html">Cancellate la Palestina: il British Museum e la pressione legale di UKLFI</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-600x396.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei giorni scorsi il quotidiano britannico<strong><a href="https://www.telegraph.co.uk/news/2026/02/14/british-museum-removes-palestine-references-from-ancient-mi/"> The Daily Telegraph</a></strong> ha pubblicato un articolo secondo cui il<strong> British Museum</strong> avrebbe rimosso la parola “<strong>Palestina</strong>” dalle didascalie di alcune sue gallerie dedicate all’antico Medio Oriente, in seguito a una lettera inviata da <strong>UK Lawyers for Israel</strong> (UKLFI).</p>



<p>Secondo quanto ricostruito, l’organizzazione avrebbe inviato una lettera in cui si contestava l’uso del termine in relazione al popolo <em>Hyksos</em>, sostenendo che non fosse corretto definirli un popolo di derivazione “palestinese” e che avrebbe potuto fuorviare il pubblico sulla storia della regione, quindi minare la storia di <strong>Israele </strong>e del popolo ebraico. La notizia è rimbalzata su diverse testate e sui social, sostenendo che il British Museum avesse rimosso la parola. Non una menzogna, ma una verità a metà. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La rettifica del Direttore</h2>



<p>Dopo due giorni dalla notizia, <strong>Francesca Albanese</strong> ha condiviso su X il post dello storico <strong>William Dalrymple</strong> scrivendo di essere &#8220;felice di sapere che il British Museum non rimuoverà la parola &#8216;Palestina&#8217;&#8221;, ma allo stesso tempo di attenzionare tutti quei gruppi che hanno lo scopo di mettere a tacere e cancellare la Palestina.</p>



<p>Dalrymple, dopo aver personalmente contattato il nuovo direttore del British Museum, <strong>Nick Cullinan</strong>, ha provveduto a comunicare che in realtà la menzione non verrà completamente eliminata dalle etichette e che possiedono anche un&#8217;esposizione dedicata interamente alla Palestina e a Gaza. Il direttore sosteneva di non essere al corrente della questione e di non aver nemmeno visionato la lettera in questione, affermando di esserne disgustato.</p>



<p>Secondo quanto affermato da<strong> </strong>Cullinan, durante un ordinario aggiornamento della galleria dell’antico Medio Oriente, sarebbero stati modificati due pannelli per fare in modo che riflettessero una terminologia ritenuta più coerente con i contesti storici rappresentati. Un portavoce del Museo ha poi negato che la decisione sia stata presa in risposta alla denuncia dell&#8217;UKLFI, ma affermando che il termine non è più &#8220;politicamente neutrale&#8221;. Il termine “Palestina” continua a comparire in esposizioni e riferimenti relativi all’epoca moderna e contemporanea, inclusi contenuti su Gaza.</p>



<p>Le modifiche di fatto però ci sono state state, anche se solo ad alcune etichette. Perciò, per ricapitolare, il British Museum non ha cancellato la parola Palestina del tutto, ma ha provveduto a modificare alcune etichette dopo la lettera dell&#8217;UKLFI.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I&#39;ve just been chatting with Nick Cullinan, the excellent new director of the British Museum,  and I&#39;m  very relieved to say that the story put by the Daily Telegraph about the BM cancelling the name Palestine is a complete misrepresentation of the facts:<br><br>&quot;To reassure you we are… <a href="https://t.co/7AnUiDmGYa">pic.twitter.com/7AnUiDmGYa</a></p>&mdash; William Dalrymple (@DalrympleWill) <a href="https://twitter.com/DalrympleWill/status/2023399058690158797?ref_src=twsrc%5Etfw">February 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le vere modifiche del British Museum</h2>



<p>L&#8217;<strong>UK Lawyers for Israel</strong> è un gruppo di avvocati britannici volontari che, come esplicitato nella <em>mission</em> sul loro sito, dichiara di “usare la legge per contrastare i tentativi di minare, attaccare e delegittimare Israele, le organizzazioni israeliane, gli israeliani e i sostenitori di Israele.”.</p>



<p>Nella lettera, l&#8217;UKLFI ha scritto che l&#8217;uso del termine Palestina nelle mostre &#8220;ha l&#8217;effetto combinato di cancellare i regni di Israele e di Giudea&#8221; e di &#8220;riformulare le origini degli Israeliti e del popolo ebraico come erroneamente derivanti dalla Palestina&#8221;. Nello specifico facevano riferimento a etichette di esposizioni del periodo 1700-1500 a.C. in riferimento alla costa orientale del Mediterraneo come &#8220;Palestina&#8221; e descrivevano il popolo <em>Hyksos </em>come di &#8220;discendenza palestinese&#8221;. Il museo ha quindi provveduto a cambiare le didascalie, sostituendo il termine con riferimenti più generici come “popolazioni di Canaan&#8221;. Il termine è stato rimosso anche dalle mostre sull&#8217;antico Egitto e sui Fenici, perché considerato non &#8220;significativo&#8221; come termine storico-geografico in quel contesto.</p>



<p>Storicamente, però, il termine <strong>Palestina</strong> ha radici accertate. Proprio l&#8217;<a href="https://www.britannica.com/place/Palestine">Encyclopaedia Britannica</a> attesta che il termine deriva dal greco <em>Palaistínē</em>, che a sua volta trasmette l’ebraico <strong>Peleshet</strong>, il nome dei <strong>Filistei</strong>, popolazione costiera del XII secolo a.C. Compare già nel V secolo a.C. negli scritti di Erodoto e in epoca romana fu ufficializzato come Syria Palaestina. La regione era un crocevia tra <strong>Egitto</strong> a Sud e i <strong>Fenici</strong> a Nord-Ovest, influenzando commercio e cultura. Il termine è in uso da oltre 2.500 anni per indicare la zona tra Mediterraneo e Giordano.</p>



<p>Alcuni studiosi si sono espressi sottolineando che &#8220;antica Palestina&#8221; è un termine  storicamente corretto per indicare la regione nell&#8217;antichità e denunciano il gesto come un tentativo di riscrittura della storia.&nbsp;Una prassi chiara e consolidata per Israele, che nel suo progetto genocidario include la totale cancellazione della cultura palestinese e una <a href="https://it.insideover.com/societa/educazione-israeliana-come-la-palestina-e-raccontata-nello-stato-ebraico.html">reinterpretazione e riscrittura della storia.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il pattern di UKLFI</h2>



<p>Negli ultimi anni, UKLFI ha intensificato l’uso delle <strong>denunce legali</strong>, prendendo di mira istituzioni pubbliche e regolatori. L’organizzazione ha rivolto la sua attenzione anche agli ospedali e al personale sanitario solidale con la Palestina. </p>



<p>Le lettere espongono subito l&#8217;intestazione UKLFI e una lista di clienti dell’establishment legale britannico. Questo rende le pressioni particolarmente efficaci, considerando che 9 dei 10 soci dell&#8217;UKLFI sono avvocati qualificati e 6 sono membri effettivi della <strong>Camera dei Lord</strong>. Ed è per questo che molti sono i casi in cui il pattern di UKLFI ha funzionato.</p>



<p>Questo mese l&#8217;<strong>Encyclopaedia Britannica</strong> ha modificato diverse voci di Britannica Kids relative alla Palestina, rimuovendo la dicitura dalle mappe della regione, dopo le pressioni dell&#8217;UKLFI.</p>



<p>A febbraio 2023, l&#8217;ospedale<strong> Chelsea and Westminster</strong> di Londra&nbsp;ha rimosso un&#8217;opera d&#8217;arte&nbsp;realizzata da bambini gazawi. Inizialmente la direttrice dell&#8217;UKLFI aveva sostenuto l&#8217;avessero fatto in seguito a lamentele dei pazienti, solo dopo una richiesta di accesso ai dati, l&#8217;ospedale ha ammesso che l&#8217;unica lamentela era quella dell&#8217;UKLFI.</p>



<p>Anche l&#8217;<strong>Open University </strong>(OU) ha acconsentito alla richiesta del gruppo di eliminare l’espressione “antica Palestina” dai prossimi materiali didattici e di inserire avvisi esplicativi su quelli già in uso, poiché recentemente ritenuti “problematici”.</p>



<p>Un <strong>database </strong>in uscita, redatto dall’<strong>European Legal Support Centre, </strong>documenta 900 episodi di repressione anti-palestinese nel Regno Unito tra il 2019 e il 2025, con UKLFI coinvolta in 128 di questi casi.</p>



<p>In tutti questi episodi emerge un modus operandi preciso, quello della pressione legale o formale, accuse di imprecisione o antisemitismo, e istituzioni che cedono modificando testi o contenuti. È&nbsp;una strategia sistematica per influenzare cultura e informazione pubblica.&nbsp;</p>



<p>Le istituzioni che si piegano alle richieste, quando queste vengono applicate senza adeguate valutazioni, non fanno altro che favorire il <strong>genocidio </strong>dei palestinesi da parte di Israele in modo alternativo, contribuendo in modo attivo alla cancellazione della storia del popolo palestinese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cancellate-la-palestina-il-british-museum-e-la-pressione-legale-di-uklfi.html">Cancellate la Palestina: il British Museum e la pressione legale di UKLFI</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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