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	<title>Il conflitto nella striscia di Gaza</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 27 Oct 2026 18:12:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Il conflitto nella striscia di Gaza</title>
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		<title>Voto in Israele. Tante le variabili e le incognite</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/voto-in-israele-tante-le-variabili-e-le-incognite.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 18:12:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027184824756_cfbcabfa26e0757fec479730b6d15192.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Voto in Israele. Tante le variabili e le incognite" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027184824756_cfbcabfa26e0757fec479730b6d15192.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027184824756_cfbcabfa26e0757fec479730b6d15192-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027184824756_cfbcabfa26e0757fec479730b6d15192-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027184824756_cfbcabfa26e0757fec479730b6d15192-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027184824756_cfbcabfa26e0757fec479730b6d15192-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027184824756_cfbcabfa26e0757fec479730b6d15192-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per avere un quadro della composizione della Knesset occorrerà aspettare probabilmente fino allo scrutinio definitivo dell'ultimo seggio per sapere se alcuni partiti abbiano superato o meno la soglia di sbarramento e il riconteggio conclusivo per sapere se il surplus-vote agreement abbia mutato il quadro complessivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/voto-in-israele-tante-le-variabili-e-le-incognite.html">Voto in Israele. Tante le variabili e le incognite</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Le elezioni israeliane vedono un&#8217;affluenza record, come d&#8217;altronde più che prevedibile. Per avere un responso bisognerà aspettare: gli exit pool potranno dare indicazioni, ma in un&#8217;elezione che potrebbe giocarsi su un seggio o due sui 120 in palio alla Knesset, l&#8217;incertezza durerà tempo. Ad allungare i tempi saranno soprattutto due fattori.</p>



<p>Il fatto che alcuni partiti, sembra tre, oscillano sul limite della soglia di sbarramento del 3.25%, da cui una lotta all&#8217;ultimo sangue per validare o annullare più schede possibili dei partiti amici o rivali. Il secondo, è il fatto che la legge elettorale prevede che, se esistono accordi previ tra partiti (<em>surplus-vote agreement)</em>, alcuni voti di un partito potrebbero trasmigrare a un altro.</p>



<p>È il caso in cui un partito abbia un&#8217;eccedenza di voti rispetto a quelli utilizzati per far eleggere i propri esponenti. Tale eccedenza verrebbe indirizzata a un partito collegato nella speranza che, sommati ad altri di questo partito non sufficienti per far eleggere un ulteriore proprio esponente, riescano nell&#8217;impresa di farlo eleggere. Tale norma, però, non può essere applicata se il partito beneficiario non supera la soglia di sbarramento.</p>



<p>Così, per avere un quadro della composizione della Knesset occorrerà aspettare probabilmente fino allo scrutinio definitivo dell&#8217;ultimo seggio per sapere se alcuni partiti abbiano superato o meno la soglia di sbarramento e il riconteggio conclusivo per sapere se il <em>surplus-vote agreement </em>abbia mutato il quadro complessivo.</p>



<p>Trovata la quadra della knesset inizia l&#8217;iter per la formazione del governo, con il presidente che consulta i rappresentanti dei partiti presenti alla knesset per chiedere chi debba essere incaricato a formare un governo, dopo di che decide a chi affidare l&#8217;incarico di provare a formarlo.</p>



<p>Non è detto che il partito che ha preso più voti esprima il premier o addirittura che partecipi al governo. Il passato presenta esempi di partiti usciti vincitori dalle urne relegati poi all&#8217;opposizione.</p>



<p>La grande incognita in questo caso sono i partiti arabi, che potrebbero esprimere, come sembra che possa avvenire, un numero di eletti tale che impedisca ai partiti ebraici delle due coalizioni di ottenere la maggioranza di 61 parlamentari. E sarebbero decisivi nel sostenere, anche dall&#8217;esterno tramite astensione, un governo di minoranza guidato dalle opposizioni, come hanno dichiarato.</p>



<p>Per questo Netanyahu sta forzando la mano sugli arabi, mentre le Ong denunciano ritardi e molestie che rendono <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/elections/2026-10-27/ty-article/.premium/reports-of-delayed-voting-at-arab-polling-stations-amid-police-presence/000001a1-7d5c-dd27-a1ef-ff7ddc2d0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ardua</a> la loro espressione di voto e sta inviando troupe televisive per trovare prove di <a href="https://www.facebook.com/turkiyetodaycom/posts/netanyahus-likud-is-reportedly-sending-paid-teams-to-film-arab-voters-outside-po/1756059779857808/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">eventuali frodi</a>, così da tentare di annullare le elezioni.</p>



<p>Se non riuscirà, la battaglia si sposterà sulla formazione del governo. Se la sua coalizione non otterrà la maggioranza, ha due strade: provare a forzare la nascita di un governo di unità nazionale che lo veda ancora in sella o provare a impedire la nascita di un governo alternativo così da riportare il Paese alle urne, che devono essere fissate entro 5 mesi dallo scioglimento della knesset, periodo durante il quale rimarrebbe premier (con tutto quel che consegue).</p>



<p>Ad oggi, oltre alle manovre di disturbo sull&#8217;elettorato arabo, Netanyahu si sta concentrando sull&#8217;opzione unità nazionale. In questo senso, è interessante il <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2026/10/26/how-netanyahu-could-lose-israeli-election-say-power-with-trump-support/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Washington Post</a>, secondo il quale l&#8217;amministrazione Trump starebbe lavorando proprio a tale opzione.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.washingtonpost.com/world/2026/10/26/how-netanyahu-could-lose-israeli-election-say-power-with-trump-support/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-WP-15-1024x335.jpg" alt="Netanyahu, with Trump’s backing, could lose election and still lead a divided Israel" class="wp-image-84137"/></a></figure>



<p>Una bufala, tanto che, nel descrivere la manovra d&#8217;oltreoceano, lo stesso WP deve comunque riferire le perplessità di parte dei funzionari dell&#8217;amministrazione. In realtà, a lavorare in tale direzione potrebbe essere il Segretario di Stato Marco Rubio e qualche altro neocon, ma non Trump e altri importanti esponenti della sua amministrazione, come annota <a href="https://www.axios.com/2026/10/24/israel-election-trump-netanyahu-advisers" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Axios</a>.</p>



<p>Se Trump avesse voluto davvero una vittoria di Netanyahu, non avrebbe bloccato, e per ben tre volte, la guerra contro l&#8217;Iran che questi voleva innescare, l&#8217;ultima delle quali domenica scorsa, quando a fermarlo last minute è stato il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir che, dopo aver contestato duramente l&#8217;ordine di attaccare Teheran e non potendo però rifiutarlo formalmente, gli ha chiesto di mettere nero su bianco che si assumeva tutte le responsabilità dell&#8217;iniziativa, cosa che Bibi ha evitato di fare. Uno stop al quale avrebbe preso parte anche Trump, riferisce Yossi Verder su <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/elections/2026-10-27/ty-article/.premium/what-netanyahu-might-do-after-the-election-is-the-real-danger/000001a1-7a60-d682-a7af-7a6643240000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, il quale gli avrebbe intimato di smetterla.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/elections/2026-10-27/ty-article/.premium/what-netanyahu-might-do-after-the-election-is-the-real-danger/000001a1-7a60-d682-a7af-7a6643240000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-H-copia-3-1024x403.jpg" alt="What Netanyahu Might Do After the Election Is the Real Danger" class="wp-image-84139"/></a></figure>



<p>Da notare che Chanel 12, nel riferire la notizia del diverbio con Zamir, precisava che il servizio era stato trasmesso &#8220;<a href="https://www.timesofisrael.com/in-unprecedented-confrontation-idf-chief-said-resisting-military-action-tied-to-iran-ordered-by-pm/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nel rispetto dei limiti imposti dalla censura militare israeliana</a>&#8220;, il che vuol dire che l&#8217;IDF ha voluto rivelare l&#8217;accaduto. Una guerra contro l&#8217;Iran avrebbe comportato l&#8217;annullamento delle elezioni, da cui le accuse di tradimento all&#8217;indirizzo del premier da parte delle opposizioni.</p>



<p>Pericolo scampato, resta però che Netanyahu non si rassegnerà e potrebbe tentare di scatenare questa guerra nel corso delle consultazioni per la formazione del nuovo governo, magari dopo le Midterm americane, tempistica indicata da Trump per decidere se attaccare o meno l&#8217;Iran.</p>



<p>Lo riferisce sempre Yossi Verder, che commenta: &#8220;Che vantaggio otterrebbe da una guerra a novembre? Forse posticiperebbe l&#8217;apertura della prossima Knesset, attualmente prevista per il 10 novembre; forse è un tentativo (destinato al fallimento) di formare un finto governo di unità nazionale; forse è un&#8217;arma propagandistica contro la formazione di un governo di minoranza con l&#8217;appoggio dei partiti arabi. I suoi sostenitori protesterebbero contro tale opzione: &#8216;Noi combattiamo gli arabi e voi formate un governo con loro? Questo è tradimento!&#8217;. I leader dei partiti di opposizione devono prepararsi a questo scenario, che è più che probabile&#8221;. Per questo, Verder spiega che le opposizioni devono mettere da parte le discrasie emerse durante la campagna elettorale e presentarsi all&#8217;apertura della knesset con un governo già pronto. Vedremo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/voto-in-israele-tante-le-variabili-e-le-incognite.html">Voto in Israele. Tante le variabili e le incognite</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Summit cruciale a Teheran tra iraniani e delegazioni del Patto della Mecca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/summit-cruciale-a-teheran-tra-iraniani-e-delegazioni-del-patto-della-mecca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 15:58:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Summit cruciale a Teheran tra iraniani e delegazioni del Patto della Mecca" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un summit di importanza capitale. Il viceministro degli Esteri saudita Rayad Krimly, nel dare l'annuncio, ha affermato che la visita "rientra negli sforzi in corso da parte degli stati del Patto di Mecca per allentare la tensione [regionale] e incoraggiare il dialogo e le soluzioni diplomatiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/summit-cruciale-a-teheran-tra-iraniani-e-delegazioni-del-patto-della-mecca.html">Summit cruciale a Teheran tra iraniani e delegazioni del Patto della Mecca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Summit cruciale a Teheran tra iraniani e delegazioni del Patto della Mecca" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026164940134_7d01a4555165addad11901941f218db3-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un giorno caratterizzato dalle notizie sull&#8217;esito di elezioni di importanza capitale, in <a href="https://it.insideover.com/politica/brasile-serbia-vince-lula-perde-vucic-netanyahu-perde-due-alleati.html">Brasile e Serbia</a>, e alla vigilia di elezioni ancora più decisive, quelle in Israele, è passata sottotraccia una notizia altrettanto, se non più, rilevante, provienente dal Medio Oriente: il summit odierno tra delegazioni di alto profilo dei Paesi aderenti al Patto della Mecca e le più alte cariche della Repubblica islamica iraniana.</p>



<p>Un summit di importanza capitale. Il viceministro degli Esteri saudita Rayad Krimly, nel dare l&#8217;annuncio, ha affermato che la visita &#8220;rientra negli sforzi in corso da parte degli stati del Patto di Mecca per allentare la tensione [regionale] e incoraggiare il dialogo e le soluzioni diplomatiche. Essa sostiene inoltre gli sforzi di mediazione intrapresi da Qatar e Pakistan&#8221; nell&#8217;ambito del conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele.</p>



<p>Le delegazione saudita sarà guidata dal ministro della Difesa, il principe <a href="https://www.arabnews.com/saudi-arabia/saudi-defense-minister-leads-delegation-attending-makkah-pact-countries-meeting-with-iran-3008284" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Khalid bin Salman</a>, fratello del principe ereditario e di fatto reggente del Regno, Mohamed bin Salman; quella pakistana dal Capo di Stato Maggiore, il feldmaresciallo <a href="https://www.dawn.com/news/2039939/makkah-defence-pact-officials-to-visit-tehran-today-iranian-state-media" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Asim Munir</a>, l&#8217;uomo forte del Paese e figura chiave della trattativa Iran-Usa; quella turca da <a href="https://aa.com.tr/en/world/senior-turkish-saudi-pakistani-officials-to-visit-iran-for-security-talks/4100729" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ibrahim Kalin</a>, a capo dell&#8217;Intelligence nazionale.</p>



<p>Tali delegazioni s&#8217;incontreranno con Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale dell&#8217;Iran, e con il presidente Masoud Pezeshkian. L&#8217;alto profilo dei convenuti e dei loro interlocutori evidenzia ancor più, se ce ne fosse bisogno, l&#8217;importanza del vertice.</p>



<p>Negli incontri, riferiscono i report, si cercherà di trovare una soluzione alle varie conflittualità mediorientali, o quantomeno di attutirle, a iniziare dal conflitto iraniano e dalla guerra che si sta consumando in Yemen tra gli Houti e le forze governative sostenute dai sauditi.</p>



<p>La guerra yemenita ha allontanato notevolmente Riad da Teheran, ponendo fine a un processo di distensione che si era sviluppato durante l&#8217;aggressione israelo-americana contro l&#8217;Iran (Riad ha sostenuto con forza la <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c7079e55zjro" target="_blank" rel="noreferrer noopener">causa della de-escalation</a>). Ciò perché gli Houti sono considerati una propaggine di Teheran, laddove, come hanno sempre specificato le autorità iraniane, sono loro alleati con una propria agenda, in parte distinta da quella di Teheran.</p>



<p>E la guerra attuale nasce propria da tale agenda, con la milizia yemenita che chiede la fine del blocco draconiano imposto al loro Paese, in particolare ai territori in cui vive la loro gente (l&#8217;80% della popolazione yemenita), e dell&#8217;influenza pervasiva saudita sul loro Paese.</p>



<p>Richieste che Riad finora non ha preso nemmeno in considerazione, confidando in un&#8217;impossibile vittoria militare (impossibile almeno in questa situazione, se sarà rilanciata l&#8217;aggressione all&#8217;Iran, le cose potrebbero cambiare&#8230; forse).</p>



<p>L&#8217;Iran si è più volte proposto di mediare, ma finora tale apertura non aveva trovato orecchie interessate nonostante i danni che gli Houti stanno infliggendo all&#8217;economia di Riad rispondendo con missili e droni ai diuturni bombardamenti sauditi sul loro territorio (ieri sono state colpite altre abitazioni civili, <a href="https://news.antiwar.com/2026/10/25/yemen-saudi-airstrikes-on-civilian-homes-cement-factory-workers-housing-kill-17/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">17 le vittime yemenite</a>).</p>



<p>A sbloccare la situazione sembra sia stata la visita di lunedì scorso di Munir in Iran, il quale, in un incontro con Rezaei, aveva dibattuto a lungo della <a href="https://www.iranintl.com/en/202610217076" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questione yemenita</a> (non per nulla le delegazioni del Patto della Mecca oggi si incontrano con lo stesso Rezaei).</p>



<p>In quella sede Munir aveva <a href="https://www.dawn.com/news/2039939/makkah-defence-pact-officials-to-visit-tehran-today-iranian-state-media" target="_blank" rel="noreferrer noopener">proposto il summit </a>odierno,&nbsp;ipotesi che Teheran aveva accolto con favore, come ha <a href="https://www.dawn.com/news/2039939/makkah-defence-pact-officials-to-visit-tehran-today-iranian-state-media" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riferito</a> il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ismail Baqaei (e dire che tutti i report di allora avevano parlato di un incontro inconcludente&#8230;).</p>



<p>Era il giorno fatidico nel quale Netanyahu ha provato per l&#8217;ultima volta a rilanciare la guerra contro Teheran prima delle elezioni israeliane, inviando <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/netanyahu-ha-provato-di-nuovo-a-rilanciare-la-guerra-alliran" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decine di jet ai confini dell&#8217;Iran</a> nella speranza di una reazione (il Temesofisrael riporta anche di uno &#8220;<a href="https://www.timesofisrael.com/in-unprecedented-confrontation-idf-chief-said-resisting-military-action-tied-to-iran-ordered-by-pm/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scontro senza precedenti</a>&#8221; tra Bibi e il Capo di Stato Maggiore dell&#8217;IDF Eyal Zamir, che ha contrastato duramente le pressioni del premier per innescare tale guerra prima delle elezioni&#8230;).</p>



<p>Ma il vertice delle delegazioni dei Paesi della Mecca con gli iraniani non sembra destinato a rimanere confinato al conflitto iraniano e quello yemenita. Infatti, come riporta <a href="https://www.dawn.com/news/2039939/makkah-defence-pact-officials-to-visit-tehran-today-iranian-state-media" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dawn</a>, si parlerà anche delle altre criticità regionali non meno importanti, cioè delle &#8220;politiche espansionistiche di Israele e gli sviluppi in Palestina e Libano&#8221;.</p>



<p>Resta da vedere se questo primo passo riuscirà ad aprire la strada a una concreta cooperazione tra questi Paesi per tentare di stabilizzare la regione e trovare vie di risoluzione endogene alle conflittualità che vi abitano o resterà un solo un tentativo.</p>



<p>Tanto è sospeso all&#8217;esito delle elezioni israeliane di domani: nel caso in cui Netanyahu riuscisse in qualche modo a vincere, ad esempio tramite un governo di unità nazionale, difficilmente si potrà frenare l&#8217;attuale spinta destabilizzatrice, che verrebbe anzi accelerata.</p>



<p>Di interesse notare che stasera, dopo aver incontrato le delegazioni del Patto della Mecca, <a href="https://www.aa.com.tr/en/world/iranian-president-to-visit-russia-for-gas-summit-meet-putin/4100852" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pezeshkian volerà a Mosca dove incontrerà Putin</a>. A tema la cooperazione con la Russia, il conflitto con gli Usa e tanto altro. Ma va tenuto presente anche che a inizi settembre il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov aveva incoraggiato <a href="https://www.trtworld.com/article/0a7143507b49" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;adesione dell&#8217;Iran al Patto della Mecca</a>. Ipotesi che ha <a href="https://www.aa.com.tr/en/eurasia/lavrov-says-russia-will-honor-its-economic-agreements-with-iran-despite-challenging-situation-/4093735" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilanciato domenica 18 ottobre</a> quando è sbarcato a Teheran, la prima visita di un alto funzionario russo in Iran dall&#8217;inizio della guerra.</p>



<p>Più che probabile che nel summit odierno tra i Paesi del Patto della Mecca e le autorità iraniane si parli anche di questa ipotesi, ventilata fin dal <a href="https://www.kurdistan24.net/en/story/934497" target="_blank" rel="noreferrer noopener">primo vagito del Patto</a>: anche se al momento è aleatoria, ormai è comunque entrata nell&#8217;orizzonte degli eventi. Se si concretizzasse, sarebbe un passo epocale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/summit-cruciale-a-teheran-tra-iraniani-e-delegazioni-del-patto-della-mecca.html">Summit cruciale a Teheran tra iraniani e delegazioni del Patto della Mecca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gaza, un anno di una tregua che non c&#8217;è mai stata</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-un-anno-di-una-tregua-che-non-ce-mai-stata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 00:18:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tregua a Gaza che non c’è mai stata: in un anno Israele ha ucciso quasi 1.500 palestinesi, tra cui 320 bambini. La popolazione continua a soffrire la fame e la sete, mentre gli aiuti umanitari restano insufficienti. Il sistema sanitario, devastato dai bombardamenti, è ancora incapace di garantire cure adeguate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-un-anno-di-una-tregua-che-non-ce-mai-stata.html">Gaza, un anno di una tregua che non c&#8217;è mai stata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010075029641_b512e9f3527df6002fd2a6fd96ea66b6-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un anno dall’entrata in vigore del cosiddetto &#8220;cessate il fuoco&#8221;. Era il 10 ottobre 2025 quando il popolo di Gaza, già martoriato e ridotto allo stremo, festeggiava tra le macerie l’annuncio di quella tregua tanto agognata. <strong>Da quel momento in poi, Israele ha ucciso meno, ma non ha mai smesso.</strong></p>



<p>Al momento in cui scriviamo, sono <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/10/8/israel-kills-or-wounds-palestinian-every-90-minutes-in-gaza-since-ceasefire">1.454 i palestinesi uccisi</a> nell’ultimo anno, almeno 320 i bambini. Significa che, nella tregua all’israeliana, vengono uccisi in media <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/10/7/three-years-of-israels-genocide-in-gaza-in-numbers">quattro palestinesi al giorno</a> e un bambino ogni 27 ore. A questi vanno aggiunti i feriti: oltre 5.189, secondo i dati diffusi da <em>Islamic Relief,</em> organizzazione umanitaria con sede nel Regno Unito.</p>



<p>Feriti a cui, nella maggior parte dei casi, sono precluse cure adeguate, dato che poco o nulla è cambiato dal punto di vista sanitario durante questo anno di &#8220;tregua&#8221;. Nell’ottobre 2025 erano 14 su 36 gli ospedali della Striscia, compresi quelli da campo, a operare parzialmente. Un anno dopo, il numero è salito a 20, ma nessuno è ancora in grado di funzionare appieno, secondo il rapporto di <a href="https://www.phr.org.il/en/ongoing-genocide-en/?pr=24">Physicians for Human Rights-Israel</a>.</p>



<p>Il rapporto evidenzia, ad esempio, che nell’ottobre 2025 Gaza disponeva di 103 posti letto di terapia intensiva, oggi ne conta solo uno in più. Dati che certamente non riflettono un segnale di ripresa del sistema sanitario, quasi interamente distrutto dai bombardamenti. Al contrario, danno la misura di quanto poco sia cambiato in un anno, nonostante la “tregua”. &#8220;Il cessate il fuoco non ha fermato il genocidio, ha solo cambiato il modo in cui viene effettuato&#8221;, denuncia Physicians for Human Rights-Israel.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>325 attacchi in 361 giorni</strong></h2>



<p>Mentre il cosiddetto <em>Board of Peace </em>resta impantanato, dall’entrata in vigore della tregua Israele ha attaccato Gaza 325 giorni su 361. Significa che <strong>soltanto in 36 giorni non sono stati segnalati attacchi,</strong> morti o feriti. Una tregua violata quasi quotidianamente, fin dall’indomani della sua entrata in vigore.</p>



<p>Ricordiamo, ad esempio, il giorno più buio per la tregua di Gaza, il 29 ottobre scorso, quando Israele ha ucciso 109 persone, tra cui 52 bambini, in appena 24 ore. A quel giorno nefasto ne sono seguiti altri, tipici di questo genocidio a singhiozzo. L’ultimo, l&#8217;altro ieri, l&#8217;8 ottobre, quando Israele ha ucciso dieci palestinesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La fame e la sete a Gaza</strong></h2>



<p>Oltre alle uccisioni e alla progressiva riduzione della <a href="https://www.newarab.com/news/lsraels-genocide-squeezes-gaza-smaller-territory">porzione di Striscia</a> rimasta sotto il controllo palestinese — l’esercito israeliano controlla circa il 65 per cento del territorio — Israele ha violato gli accordi anche sul fronte della distribuzione degli aiuti umanitari. Il cessate il fuoco prevedeva che &#8220;un aiuto completo sarà immediatamente inviato nella Striscia di Gaza&#8221;. Tuttavia, la realtà sul campo rimane molto diversa.</p>



<p>Secondo l’Ufficio stampa del governo di Gaza, <strong>tra il 10 ottobre 2025 e il 24 agosto 2026 sono entrati nella Striscia soltanto 66.607 camion,</strong> a fronte dei 189.000 previsti: appena il 35 per cento del totale. E non basta. I camion che riescono a raggiungere Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom, unico punto di ingresso degli aiuti, subiscono ritardi che possono fare la differenza tra la vita e la morte, tra la sofferenza e il sollievo, per chi ha bisogno di medicinali, alimenti e cibo terapeutico.</p>



<p>Al Jazeera segnala, tra le altre cose, che <strong>Israele continua a bloccare alimenti come carne, latticini e verdure,</strong> consentendo invece l’ingresso di prodotti come snack, patatine e bevande gassate. Un filtro che obbedisce a una logica distorta, soprattutto se si considera che, a un anno dall’annuncio della tregua, la popolazione palestinese continua a fare i conti con la fame: <strong>Amnesty International stima che 1,4 milioni di persone stanno affrontando la fame a livello critico.</strong></p>



<p>Infine, a Gaza c’è il problema dell’acqua. I palestinesi della Striscia, a causa delle restrizioni imposte da Israele e dalla distruzione delle infrastrutture, sopravvivono con meno di <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/three-years-of-gaza-genocide-how-israel-devastated-water-and-power-lifelines/4080824">sei litri d’acqua al giorno</a>, a fronte dei 20 litri considerati dall’OMS il minimo necessario per soddisfare i bisogni essenziali di salute e igiene. Spesso, peraltro, l’acqua disponibile è contaminata: secondo l’OMS, il 20 per cento dell’acqua accessibile non è sicura.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il cessate il fuoco è solo sulla carta</strong></h2>



<p>Una popolazione ridotta allo stremo, affamata, assetata e costretta a trovare rifugio tra le macerie e le tende da campo logore, mentre Israele continua ad attaccare Gaza quasi ogni giorno.</p>



<p>Il cessate il fuoco esiste, ma <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2026/10/gaza-ceasefire-exists-in-name-only-say-more-than-100-organizations/">solo sulla carta</a>. E sulle pagine di alcuni giornali e nelle parole di quanti, in Occidente, hanno ripetuto in quest’anno che a Gaza c’era una tregua. In quale tregua è possibile uccidere 1.454 persone in un anno?</p>



<p>Insomma, tutto è rimasto come un anno fa. Forse, però, un alito di vento è cambiato. È notizia di ieri, 9 ottobre, che il Nobel per la Pace 2026 è stato assegnato a <strong>Navi Pillay</strong>, giurista sudafricana, ed ex presidente della Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite sul Territorio palestinese occupato, che accusò Israele e Benjamin Netanyahu di aver commesso un genocidio a Gaza. A settembre scorso, presentando le conclusioni della Commissione, disse: &#8220;È chiaro che esiste l’intento di distruggere i palestinesi a Gaza attraverso atti che soddisfano i criteri stabiliti dalla Convenzione sul genocidio”.</p>



<p>FONTI</p>



<p><br>The New Arab: <a href="https://www.newarab.com/news/lsraels-genocide-squeezes-gaza-smaller-territory">https://www.newarab.com/news/lsraels-genocide-squeezes-gaza-smaller-territory</a><br><br>MiddleEastEye: <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/three-years-of-gaza-genocide-how-israel-devastated-water-and-power-lifelines/4080824">https://www.aa.com.tr/en/middle-east/three-years-of-gaza-genocide-how-israel-devastated-water-and-power-lifelines/4080824</a></p>



<p>Physicians for Human Rights-Israel: https://www.phr.org.il/en/ongoing-genocide-en/?pr=24</p>



<p>Al Jazeera: <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/10/8/israel-kills-or-wounds-palestinian-every-90-minutes-in-gaza-since-ceasefire">https://www.aljazeera.com/news/2026/10/8/israel-kills-or-wounds-palestinian-every-90-minutes-in-gaza-since-ceasefire</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-un-anno-di-una-tregua-che-non-ce-mai-stata.html">Gaza, un anno di una tregua che non c&#8217;è mai stata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Nobel per la Pace e il genocidio di Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-nobel-per-la-pace-e-il-genocidio-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 18:40:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il Nobel per la Pace e il genocidio di Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mondo ha detto basta. E quando parliamo di mondo intendiamo tanto potere occidentale, tanta parte della diaspora ebraica e, ovviamente, le forze di opposizione a Netanyahu all'interno di Israele. Tale variegato ambito che si è unito al resto del mondo che da tempo cerca invano di frenare Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-nobel-per-la-pace-e-il-genocidio-di-gaza.html">Il Nobel per la Pace e il genocidio di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il Nobel per la Pace e il genocidio di Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009194047688_499b802e823613ac2893e7771dd0c293-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Nobel per la pace al giudice sudafricano Navanethem Pillay è un segnale alto: il mondo si è stancato del genocidio dei palestinesi. È stata lei, infatti, a firmare le conclusioni della Commissione d&#8217;inchiesta indipendente delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati in cui si dichiarava che quanto stava avvenendo in Palestina era un genocidio.</p>



<p>Il mondo ha detto basta. E quando parliamo di mondo intendiamo tanto potere occidentale, che ricomprende ovviamente tanto mondo della diaspora ebraica e, ovviamente, le forze di opposizione a Netanyahu all&#8217;interno di Israele. Tale variegato ambito che si è unito al resto del mondo che da tempo cerca invano di frenare Israele.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-09-08/ty-article-magazine/.highlight/netanyahu-got-an-explicit-warning-before-oct-7-he-didnt-brief-security-chiefs/000001a0-7a3b-d7d5-a9fc-7eff3d0f0000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-HAARETZ-copia-4-1024x551.jpg" alt="Revealed: Netanyahu Received an Explicit Warning Days Before Oct. 7. He Didn't Brief Israel's Security Chiefs" class="wp-image-83917"/></a></figure>



<p>Ma questo è solo l&#8217;ultimo segnale in tal senso, altri lo hanno preceduto. Il primo squillo di tromba è stato lo scoop di <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-09-08/ty-article-magazine/.highlight/netanyahu-got-an-explicit-warning-before-oct-7-he-didnt-brief-security-chiefs/000001a0-7a3b-d7d5-a9fc-7eff3d0f0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a> sull&#8217;avvertimento ricevuto da Netanyahu sull&#8217;imminenza del 7 ottobre. Non tanto per lo scoop in sé, pure notevole, quanto per le figure coinvolte, anzitutto il principe ereditario emiratino Mohamed bin Zayed, che peraltro non ha smentito di aver avvertito Netanyahu.</p>



<p>Nello stesso giorno, il cambio di guardia della Gran Bretagna che, dopo aver sostenuto a lungo il genocidio, ha cambiato drasticamente rotta e ha imposto sanzioni contro Israele per quanto si stava consumando in Cisgiordania ad opera di coloni e governo.</p>



<p>Il secondo squillo di tromba è risuonato all&#8217;Onu dove è stato evidente l&#8217;isolamento internazionale di Bibi. Non solo per l&#8217;uscita dall&#8217;aula di quasi tutti i convenuti &#8211; maggiore delle precedenti occasioni &#8211; al momento del suo discorso, ma anche per le critiche a Israele degli intervenuti, ancora più accese delle precedenti occasioni (tra queste il j&#8217;accuse del debole re di Giordania, normalmente prono al Paese confinante).</p>



<p>Ma, soprattutto, il fatto che nell&#8217;occasione nessuna organizzazione ebraica americana abbia accolto il premier israeliano e che Trump l&#8217;abbia snobbato. Con le elezioni israeliane alle porte, il segnale è forte.</p>



<p>Il nobel alla Pillay è il terzo squillo di tromba. Ed è come se il mondo abbia messo alla sbarra Netanyahu perché il documento Onu da lei siglato non ha solo giudicato il genocidio in corso, ma ha anche dato un nome e cognome ai colpevoli di tale orrendo crimine, anzitutto quello del premier israeliano.</p>



<p>La designazione della Pillay, se si guarda al pregresso, ha anche un altro significato simbolico. Lo scorso anno il nobel per la pace fu assegnato a Maria Corinha Machado. Il momento più basso di tale onorificenza perché l&#8217;asserita dissidente venezuelana &#8211; in realtà una risorsa del Dipartimento di Stato americano &#8211; è tutt&#8217;altro che votata alla pace, come dimostrano le reiterate sollecitazioni a <a href="https://www.prio.org/comments/1830" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bombardare</a> il suo stesso popolo; ma soprattutto perché ha strenuamente sostenuto il genocidio dei palestinesi.</p>



<p>Se si considera anche che nel luglio del 2020 la Machado aveva stretto un&#8217;<a href="https://www.ventevenezuela.org/wp-inter/uploads/2020/07/Inter-Party-Agreement-Likud-Vente-Signed.pdf?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alleanza </a>con il Likud di Netanyahu, allora capo del partito e del governo, si può comprendere l&#8217;ironia del ribaltamento, con Bibi che nel 2025, per interposta persona, aveva ricevuto il Nobel per la pace dallo stesso Comitato &#8211; ma di diversa composizione &#8211; che oggi lo ha messo alla sbarra.</p>



<p>Segnale meno eclatante, ma non irrilevante, che evidenzia la stanchezza del mondo riguardo al genocidio dei palestinesi anche la vicenda di August Hanning, l&#8217;ex capo del BND, l&#8217;intelligence tedesca, arrestato per spionaggio in favore di un Paese straniero. Si ritiene che Hanning, sintetizza il <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/oct/06/germany-august-hanning-bnd-arrest-former-domestic-intelligence-chief" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guardian</a>, avesse contatti con Russia e Cina &#8220;e che intrattenesse rapporti anche con le più alte autorità dell&#8217;intelligence di Israele&#8221;.</p>



<p>Non è tanto lo spionaggio in sé a colpire, normale amministrazione, ma che i media occidentali, non solo il Guardian, abbiano riferito dei suoi rapporti privilegiati con l&#8217;intelligence israeliana, del quale appare una risorsa, violando la prassi che vuole che i panni sporchi si lavino in famiglia.</p>



<p>Tale vicenda fa il paio con quella di David Milstein, assistente dell&#8217;ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee, sorpreso a <a href="https://www.nytimes.com/2026/10/08/world/middleeast/israel-embassy-milstein-huckabee.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">modificare in favore di Israele</a> i documenti che il suo superiore inviava in madrepatria. Anche qui, non è tanto importante la cosa in sé, la manipolazione è usuale in politica e nell&#8217;amministrazione Usa è prassi, ma che abbiano deciso di rendere pubblica una vicenda incresciosa per Israele.</p>



<p>Oltre alle bordate esterne, Netanyahu deve far fronte a quelle interne. Avi Gil, già suo segretario per gli affari militari, lo ha accusato di aver <a href="https://www.timesofisrael.com/netanyahus-former-military-secretary-alleges-attempt-to-alter-october-7-records/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">falsificato</a> il verbale della riunione della Sicurezza del 7 ottobre. E ha rincarato la dose in una successiva intervista, accusandolo di &#8220;aver dato priorità alla sua sopravvivenza politica quando avrebbe potuto salvare la vita degli ostaggi&#8221; (<a href="https://www.timesofisrael.com/pms-ex-military-secretary-netanyahu-prioritized-political-survival-when-he-could-have-saved-hostages-lives/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>).</p>



<p>Al di là degli interna corporis israeliani, resta il tentativo di tanto mondo di usare le elezioni israeliane per eliminare dalla scena politica lo scomodo protagonista del caos globale. Ma dare per sconfitto Netanyahu è <em>sempre</em> azzardato. Sa usare la condanna globale del genocidio per alimentare la narrazione di un Israele vittima dell&#8217;odio del mondo.</p>



<p>E in Israele tale manipolazione attecchisce. &#8220;Nelle ultime tre generazioni&#8221; scriveva su <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-07-31/ty-article-magazine/.premium/the-victim-identity-israel-built-over-generations-now-fuels-its-denial-of-genocide-in-gaza/00000198-603f-d669-a99d-7cbf34f70000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz </a>Daniel Blatman (uno storico specializzato nell&#8217;Olocausto e nel genocidio) Israele &#8220;si è costruito un&#8217;identità di vittima, che spazia dagli atti perpetrati durante l&#8217;Olocausto a quelli di Hamas del 7 ottobre. Nega i propri crimini e vive quindi in una realtà permanentemente distorta. Qualsiasi tentativo di parlare dei crimini commessi da Israele contro i palestinesi viene percepito come una minaccia non solo all&#8217;immagine della nazione, ma alla sua stessa sopravvivenza. La narrazione difensiva è diventata fondamentale per l&#8217;identità nazionale israeliana e qualsiasi critica a questa narrazione viene accolta con la violenza istituzionale e pubblica a cui stiamo assistendo oggi&#8221;.</p>



<p>Titolo dell&#8217;articolo: &#8220;L&#8217;identità di vittima che Israele ha costruito nel corso di generazioni oggi alimenta la sua negazione del genocidio di Gaza&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-nobel-per-la-pace-e-il-genocidio-di-gaza.html">Il Nobel per la Pace e il genocidio di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il 7 ottobre, tre anni dopo: gli avvertimenti ignorati e la guerra delle narrazioni. Parla Iannuzzi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-7-ottobre-tre-anni-dopo-gli-avvertimenti-ignorati-e-la-guerra-delle-narrazioni-parla-iannuzzi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 13:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249-1024x546.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249-1536x819.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249-600x320.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Roberto Iannuzzi sostiene che le nuove inchieste di Haaretz e The Atlantic confermano che Netanyahu fu avvertito dell’attacco del 7 ottobre da Emirati ed Egitto, ma che la loro uscita in piena campagna elettorale è tutt’altro che casuale, mentre il Board of Peace per Gaza sarebbe inefficace e Israele, pur sulla difensiva, continuerebbe a combattere la propria “guerra” di propaganda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-7-ottobre-tre-anni-dopo-gli-avvertimenti-ignorati-e-la-guerra-delle-narrazioni-parla-iannuzzi.html">Il 7 ottobre, tre anni dopo: gli avvertimenti ignorati e la guerra delle narrazioni. Parla Iannuzzi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249-1024x546.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249-1536x819.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009153310933_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-e1791552816249-600x320.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A tre anni dall&#8217;attacco di <strong>Hamas</strong> del 7 ottobre 2023, quando i miliziani palestinesi fecero irruzione nel sud di Israele uccidendo circa 1.200 persone e sequestrandone oltre 250, <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-09-08/ty-article-magazine/.highlight/netanyahu-got-an-explicit-warning-before-oct-7-he-didnt-brief-security-chiefs/000001a0-7a3b-d7d5-a9fc-7eff3d0f0000" type="link" id="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-09-08/ty-article-magazine/.highlight/netanyahu-got-an-explicit-warning-before-oct-7-he-didnt-brief-security-chiefs/000001a0-7a3b-d7d5-a9fc-7eff3d0f0000">nuove inchieste di <em>Haaretz</em></a> e <em><a href="https://www.theatlantic.com/national-security/2026/09/egypt-israel-gaza-hamas-palestinian-october-7/688720/" type="link" id="https://www.theatlantic.com/national-security/2026/09/egypt-israel-gaza-hamas-palestinian-october-7/688720/">The Atlantic</a></em> sembrano indicare che gli avvertimenti su un imminente attacco non arrivarono solo agli apparati di sicurezza, ma anche al vertice politico israeliano: gli Emirati Arabi Uniti e l&#8217;intelligence egiziana avrebbero messo in guardia <strong>Benjamin Netanyahu</strong> e il suo ufficio politico. La questione pesa sulla campagna elettorale in Israele e si intreccia con il futuro di Gaza e con la battaglia per l&#8217;opinione pubblica internazionale. Ne parliamo con Roberto Iannuzzi, ricercatore ed esperto di Medio Oriente, autore di «Il 7 ottobre tra verità e propaganda» (Fazi). Tra i primi libri al mondo a mettere in discussione la versione «ufficiale» sul 7 ottobre.&nbsp;</p>



<p><strong>Nel suo libro uscito nel 2024 ha raccontato come almeno una parte degli apparati israeliani fosse a conoscenza nel dettaglio di un possibile attacco di Hamas. Oggi <em>Haaretz</em> e<em> The Atlantic</em> spostano l&#8217;attenzione dagli apparati al vertice politico, ovvero il premier Benjamin Netanyahu. Queste inchieste confermano la tesi del suo libro?</strong></p>



<p>&#8220;Confermano il quadro che avevo tracciato nel libro e lo completano. Nel libro avevo parlato di una serie di segnali premonitori che rendevano difficile sostenere la tesi dell&#8217;attacco inaspettato. Avevo accennato in particolare al documento classificato noto come <em>Mura di Gerico</em> che, secondo un&#8217;inchiesta del New York Times del novembre 2023, era in possesso degli apparati di sicurezza israeliani almeno un anno prima dell&#8217;attacco e descriveva per filo e per segno il piano che Hamas avrebbe messo in pratica. Poi c&#8217;erano gli avvertimenti di diversi rapporti dell&#8217;intelligence israeliana, secondo cui Hamas stava intensificando esercitazioni e preparativi che lasciavano presagire un possibile attacco. C&#8217;erano i rapporti dell&#8217;Unità 8200 e dello Shin Bet, e le osservazioni delle soldatesse incaricate di monitorare la Striscia di Gaza negli avamposti che la circondano. Le rivelazioni di questi giorni completano il quadro. Che l&#8217;intelligence egiziana avesse informato i vertici israeliani, in particolare il premier, in qualche modo già si sapeva, ma ora emergono nuovi dettagli. C&#8217;è poi la novità assoluta che anche gli Emirati Arabi avrebbero avvertito Israele.</p>



<p>Va rilevata anche la tempistica. Queste rivelazioni probabilmente sono veritiere, ma il fatto che emergano proprio ora non è casuale. Siamo in uno scontro elettorale durissimo, che verte proprio su ciò che accadde il 7 ottobre: gli apparati di sicurezza e di intelligence accusano il premier di non averli avvertiti, e Netanyahu accusa a sua volta gli apparati di non avergli segnalato i segnali premonitori in loro possesso. Le rivelazioni fanno parte di questo scontro&#8221;.</p>



<p><strong><em>Haaretz</em> sostiene che Netanyahu ricevette la telefonata di Bin Zayed e non ne informò né il ministro della Difesa, né il capo di stato maggiore, né i vertici di Shin Bet e Mossad. Il suo ufficio parla di «menzogna assoluta». Quanto è solida questa ricostruzione?</strong></p>



<p>&#8220;La rivelazione sugli Emirati si basa su un precedente episodio, rivelato anch&#8217;esso dalla stampa israeliana. Era in corso un negoziato tra il leader di Hamas Yahya Sinwar e i vertici israeliani, per la liberazione di detenuti palestinesi e per il miglioramento delle condizioni a Gaza. Il negoziato era finito in un vicolo cieco perché gli israeliani non facevano concessioni. A quel punto Sinwar, attraverso un mediatore palestinese, Sufian Abu Zaida, esponente dell&#8217;Autorità nazionale palestinese, manda un messaggio ai vertici israeliani, in particolare allo Shin Bet, in cui minaccia un «terremoto». Il fatto che Sinwar facesse veicolare un messaggio simile lascia intendere che stesse giocando quasi a carte scoperte.</p>



<p>Di fronte alla mancata reazione israeliana, Abu Zaida avrebbe ritenuto la risposta insoddisfacente e avrebbe avvertito i vertici degli Emirati, in particolare l&#8217;emiro Mohammed bin Zayed, il quale a sua volta avrebbe ritenuto opportuno avvertire Israele e il premier. Da qui emerge che erano stati avvertiti sia i servizi sia Netanyahu&#8221;.</p>



<p><strong>The Atlantic racconta che un jet privato legato all&#8217;intelligence egiziana atterrò a Ben Gurion il 26 settembre 2023 e ripartì 67 minuti dopo, con un messaggio riassunto così: «Gaza sta per esplodervi in faccia». Il Wall Street Journal racconta inoltre di una telefonata di Kamel a Netanyahu nei giorni immediatamente precedenti l&#8217;attacco. Il governo israeliano ed Egitto negarono all&#8217;epoca. Cosa ne pensa?&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;Anche la soffiata egiziana rivela lo stesso quadro. Gli elementi ulteriori emersi sostengono che gli egiziani avrebbero avvertito gli israeliani addirittura tre volte. In almeno uno di questi casi, Abbas Kamel, il direttore dell&#8217;intelligence egiziana, avrebbe parlato con altri ufficiali israeliani non meglio specificati, che probabilmente erano esponenti dell&#8217;intelligence, visto che di solito i servizi dei diversi Paesi si rapportano innanzitutto tra di loro. Dopodiché Kamel avrebbe avvertito direttamente il premier. La sostanza è che, nonostante le accuse reciproche tra servizi e Netanyahu, sembra che tutti sapessero almeno qualcosa&#8221;.</p>



<p><strong>Siamo a un mese dalle elezioni. Le opposizioni chiedono un&#8217;indagine, ma Netanyahu ha sempre respinto una commissione d&#8217;inchiesta, e anche tra gli oppositori c&#8217;è chi teme che un&#8217;inchiesta possa favorire il governo. Crede che emergerà mai una verità istituzionale? E quali effetti avranno queste rivelazioni sul voto?</strong></p>



<p>&#8220;È difficile da prevedere. Il dibattito elettorale ruota moltissimo attorno alla polemica sul 7 ottobre e sul fatto che finora non c&#8217;è stata alcuna indagine ufficiale. La società israeliana chiede a gran voce una commissione d&#8217;inchiesta statale, cioè nominata dalla magistratura. Netanyahu finora si è sempre rifiutato e propone una commissione d&#8217;inchiesta governativa, nominata dal governo, in particolare da esponenti che erano in carica quando gli eventi accaddero. L&#8217;accusa dell&#8217;opposizione e di ampie fasce della società israeliana è che il governo voglia insabbiare tutto.</p>



<p>Nonostante questa polemica, i sondaggi mostrano il blocco che sostiene Netanyahu e quello dell&#8217;opposizione in un testa a testa. Nessuno sembra in grado di costituire un governo: entrambe le coalizioni sono date intorno ai 51-52 seggi, mentre ne servono 61. Netanyahu potrebbe addirittura spuntarla ancora una volta, anche per la frammentazione dell&#8217;opposizione, che ha tre leader diversi: Naftali Bennett, Yair Lapid e Gadi Eisenkot, che è dato in qualche modo come favorito. Ma da parte degli altri esponenti non c&#8217;è stato un endorsement chiaro, e questo avvantaggia ancora Netanyahu. La situazione è estremamente incerta&#8221;.</p>



<p><strong>Gli altri candidati sono così diversi da Netanyahu sulla politica estera?</strong></p>



<p>&#8220;Ci sono differenze sulle modalità con cui è stata condotta l&#8217;offensiva militare a Gaza, ma sulla sua necessità c&#8217;è fondamentalmente un accordo unanime. Ci sono state dichiarazioni molto dure a favore della prosecuzione dell&#8217;operazione militare sia da parte di Lapid sia di Bennett, sia dello stesso Eisenkot, che è il favorito.</p>



<p>Non dimentichiamo che Eisenkot è un ex generale ed è l&#8217;ideatore della cosiddetta dottrina della Dahiya, inaugurata durante la guerra in Libano del 2006 contro Hezbollah. Dahiya è il sobborgo meridionale di Beirut, considerato la roccaforte di Hezbollah. La dottrina si riassume in un uso della forza senza limiti, cioè nel colpire duramente anche obiettivi civili per far pagare alla popolazione il costo dello scontro. È il modello strategico che è stato seguito a Gaza&#8221;.</p>



<p><strong>Il Board of Peace di Trump ha presentato un piano da 2,45 miliardi di dollari, con 66 programmi, per ricostruire Gaza. Lo stesso Rubio ammette che è un progetto di lungo periodo, mentre Kushner, che lo ha ideato, sostiene il diritto di Israele a «finire il lavoro» se Hamas non si disarma. Come legge questa ricostruzione?</strong></p>



<p>&#8220;Il Consiglio di pace ideato da Trump è una sorta di truffa, un organismo del tutto inefficace. Il piano di ricostruzione ha un budget di circa 2,5 miliardi, ridicolo se si pensa che le stime dell&#8217;ONU per i costi della ricostruzione si aggirano intorno ai 70 miliardi. In tutti questi mesi non è stato fatto nulla: non sono stati fatti entrare neanche i prefabbricati, perché Israele lo impedisce, e il veto israeliano non viene sfidato in alcun modo dal Consiglio di pace. Quando Israele oppone un diniego, il Consiglio non fa nulla per superarlo. A dettare la linea a Gaza continua a essere Israele.</p>



<p>Credo che sul medio-lungo termine si potrebbe arrivare perfino allo scioglimento di questo Consiglio, che appare totalmente inutile. Intanto continuano le minacce israeliane di portare avanti la cosiddetta «emigrazione volontaria», che in altre parole non è altro che una deportazione forzata della popolazione. Vedremo che cosa succederà all&#8217;indomani delle elezioni&#8221;.</p>



<p><strong>Come pensa sia cambiata la società israeliana dal 7 ottobre 2023 a oggi? Si è «radicalizzata», in qualche modo, appoggiando la risposta militare di Netanyahu?</strong></p>



<p>&#8220;Dopo il 7 ottobre la società israeliana si è ulteriormente radicalizzata. Dico «ulteriormente» perché anche negli anni precedenti si era registrato uno spostamento verso destra dell&#8217;opinione pubblica. Il 7 ottobre ha accentuato radicalmente questa tendenza: l&#8217;ipotesi dei due Stati è ormai scartata dalla grande maggioranza degli israeliani, e percentuali che arrivano all&#8217;80-90% hanno sostenuto non solo l&#8217;operazione militare, ma di fatto un&#8217;operazione genocidaria, cioè lo sterminio della popolazione, nella convinzione che la popolazione di Gaza sia collettivamente responsabile dei fatti del 7 ottobre. Allo stesso modo, c&#8217;è stata una schiacciante maggioranza a sostegno della guerra israeliana contro l&#8217;Iran. La radicalizzazione dell&#8217;opinione pubblica israeliana credo sia incontrovertibile&#8221;.</p>



<p><strong>Dopo la pubblicazione del docu-film <em>Naza</em>, crede che Israele stia perdendo la sua «guerra» di propaganda? Quella dell’«ottavo fronte»?&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;In questo momento Israele è sulla difensiva. Ha avuto una perdita di immagine spaventosa, e il calo di popolarità sia in Europa sia nell&#8217;opinione pubblica americana è incontrovertibile. Tuttavia non credo che la battaglia sia decisa. Hai accennato all&#8217;«ottavo fronte», di cui ha parlato insistentemente Netanyahu. Netanyahu ha sempre sostenuto che Israele combatte su sette fronti: Gaza, Cisgiordania, Libano, Siria, Iraq, Yemen e Iran. A questi si aggiunge l&#8217;ottavo fronte, quello dell&#8217;opinione pubblica, in particolare americana. A questo fronte Israele sta dedicando enormi energie, e lo stesso Netanyahu si è recato negli Stati Uniti per parlare a una platea di influencer americani che dovrebbero sostenere la narrazione israeliana e che sono pagati dal sistema della propaganda israeliana.</p>



<p>L&#8217;altro fenomeno a cui assistiamo è il tentativo di scalare mezzi di informazione di vasta portata da parte di esponenti sionisti e filo-israeliani. L&#8217;ultimo episodio è l&#8217;acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount, che appartiene alla famiglia Ellison: il padre Larry, miliardario sionista, e il figlio David. Con questa operazione passano di mano testate importanti come la CNN e la CBS. La battaglia, insomma, resta aperta&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-7-ottobre-tre-anni-dopo-gli-avvertimenti-ignorati-e-la-guerra-delle-narrazioni-parla-iannuzzi.html">Il 7 ottobre, tre anni dopo: gli avvertimenti ignorati e la guerra delle narrazioni. Parla Iannuzzi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gaza. L&#8217;8 ottobre, il 9 ottobre, il 10 ottobre&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-l8-ottobre-il-9-ottobre-il-10-ottobre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 16:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1254" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza. L&#039;8 ottobre, il 9 ottobre, il 10 ottobre..." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"[...] Se c'è una caratteristica che definisce la guerra che Israele ha scatenato contro la Striscia di Gaza, è la sfrenata sete di vendetta, una sete folle e sproporzionata. Cos'erano le uccisioni e la devastazione se non una campagna sottesa di vendetta?"</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-l8-ottobre-il-9-ottobre-il-10-ottobre.html">Gaza. L&#8217;8 ottobre, il 9 ottobre, il 10 ottobre&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1254" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza. L&#039;8 ottobre, il 9 ottobre, il 10 ottobre..." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Novembre 2023, New York: un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=fhRJu05ldJo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornalista chiede</a> in modo provocatorio a un uomo che stava manifestando per la pace a Gaza: &#8220;Che pensa del 7 ottobre?&#8221;’. La risposta dell&#8217;interpellato: &#8220;Mi chiede cosa penso del 7 ottobre? E lei che pensa dell’8 ottobre? Che pensa del 9 ottobre? Che pensa del 10 ottobre? Che pensa dell’11 ottobre?…&#8221; Così via fino al 2 novembre, quando il giornalista ha battuto in ritirata. Senza rispondere, ovviamente, ché difficilmente chi pretende compassione &#8211; legittima &#8211; per le vittime del 7 ottobre ne prova per quelle palestinesi, incomparabilmente più numerose.</p>



<p>Va ricordato come Netanyahu, <a href="https://www.foxcarolina.com/video/2026/09/25/netanyahu-compares-oct-7-attacks-sixteen-911s/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intervistato su Fox News</a>, si lanciò in un ardito paragone tra le vittime dell&#8217;11 settembre e quelle del 7 ottobre: in termini percentuali &#8211; rispetto alla popolazione &#8211; è come se in Israele quel giorno si fossero registrati sedici 11 settembre, ha chiosato Bibi.</p>



<p>A Gaza ad oggi si contano 74mila vittime su una popolazione di 2,2 milioni di persone, circa il 3,36% del totale. Significa che circa 1 persona su 30 a Gaza ha perso la vita, significa 3.220 volte l&#8217;11 settembre.</p>



<p>Nel calcolo non sono ricomprese le vittime non ancora identificate, quelle che giacciono sotto le macerie o tutte quelle che sono state vaporizzate dalle alte temperature provocate dalle esplosioni (vedi <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2024-12-17/ty-article-magazine/.premium/israeli-attacks-on-the-south-gaza-humanitarian-zone-have-killed-scores-of-palestinians/00000193-d0f9-d4b3-adb3-f8fd6c5a0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>: &#8220;Persone semplicemente vaporizzate etc&#8230;). Né sono rendicontate le ancora più innumerevoli vittime indirette &#8211; fame, malattie, stenti &#8211; causate dalle durissime restrizioni imposte alla popolazione della Striscia e dalla distruzione del sistema sanitario e delle infrastrutture; né sono calcolate le vittime della Cisgiordania. Se si sommano alle 74mila vittime ufficiali le centinaia di migliaia di vittime suddette avremmo a che fare con decine di migliaia di 11 settembre.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2024-12-17/ty-article-magazine/.premium/israeli-attacks-on-the-south-gaza-humanitarian-zone-have-killed-scores-of-palestinians/00000193-d0f9-d4b3-adb3-f8fd6c5a0000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-H-21-1024x479.jpg" alt="Current section Israel News 'People Simply Vaporized': Israeli Attacks on the South Gaza Humanitarian Zone Have Killed Scores of Palestinians" class="wp-image-83893"/></a></figure>



<p>Se abbiamo ripreso il paragone di Netanyahu tra l&#8217;11 settembre e il 7 ottobre è anche per ricordare un vecchio articolo di Barbara Spinelli, purtroppo scomparsa ieri, che rigettava il paragone tra il Terrore islamista e l&#8217;estremismo palestinese.</p>



<p>Citiamo un brano di un suo articolo pubblicato sulla Stampa del 28 ottobre del 2001, ripreso dal mensile <a href="https://www.30giorni.it/in_breve_id_numero_24_id_arg_32125_l1.htm#73782" target="_blank" rel="noreferrer noopener">30Giorni</a> diretto da Giulio Andreotti: &#8220;Israele non può ignorare le radici di un risentimento che coinvolge almeno un miliardo di uomini fedeli all’islam. E non può mettere sullo stesso piano l’aggressione sofferta dagli americani e le aggressioni che Israele subisce dagli estremisti palestinesi&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ci sono territori che esso occupa abusivamente e colonie che vi tiene insediate da trentacinque anni, facendo scorrere molto sangue. Gli americani non stanno conducendo una simile guerra coloniale contro gli Stati legati al terrore. Eppure l’equiparazione fatta da Sharon tra Bin Laden e Arafat non suscita serio sdegno tra gli ebrei, né in patria né in diaspora&#8221;.</p>



<p>&#8220;[…] In Israele stesso c’è chi sospetta che il popolo d’Israele, per rigenerarsi, voglia strappare nuovi dolori dai giorni futuri, sognando una specie di secondo Olocausto. Tanto più urgenti sono il risveglio e la vigilanza di chi non vuole avere a che fare con simile tentazione apocalittica, e ha davvero cura dello Stato ebraico&#8221;.</p>



<p>Probabile che dopo il 7 ottobre la Spinelli abbia moderato tale posizione, data l&#8217;entità della strage, ma, nella condanna per l&#8217;ingiustificabile attacco di Hamas, è rimasta ferma nel condannare anche la risposta sproporzionata e il <a href="https://www.facebook.com/groups/2630211550569533/posts/4697870503803617/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">genocidio</a> &#8211; così nei suoi scritti &#8211; dei palestinesi.</p>



<p>Ma quel che ci interessava rilevare è quell&#8217;accenno a quanti, nel 2001, sognavano una sorta di nuovo Olocausto che avrebbe rigenerato Israele. Non è difficile immaginare a chi si riferisse e a cosa si volesse intendere con quella rigenerazione: la Grande Israele, dal mare al fiume Giordano (peraltro lo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Likud" target="_blank" rel="noreferrer noopener">slogan del Likud</a>).</p>



<p>Quella vigilanza, invocata dalla Spinelli, che pure esisteva al tempo e aveva una sua forza, è mano a mano regredita, si è erosa, ed è stata spazzata via il 7 ottobre, spesso paragonato a un nuovo Olocausto (paragone <a href="https://www.timesofisrael.com/yad-vashem-chief-rejects-comparison-between-hamas-atrocities-holocaust/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rigettato dallo Yad Vashem</a>), a proposito di quel sogno apocalittico, allora di una minoranza.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/yad-vashem-chief-rejects-comparison-between-hamas-atrocities-holocaust/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-TOI-copia-4-1024x417.jpg" alt="Yad Vashem chief rejects comparison between Hamas atrocities, Holocaust" class="wp-image-83895"/></a></figure>



<p>E, soprattutto, tale vigilanza è stata incenerita dall&#8217;8 ottobre, quando iniziò a prepararsi la vendetta contro Hamas e i palestinesi tutti. Ne scrive su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-10-08/ty-article-opinion/.premium/the-gentle-israeli-intellectual-who-advocated-genocide-by-popular-demand/000001a1-17fb-dbd6-a5a5-9fff39530000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz </a>Gideon Levy commentando un&#8217;intervista dell&#8217;intellettuale israeliano Benny Ziffer. Nel corso di tale intervista, Ziffer interrompe il cronista per portare la discussione a &#8220;un livello più globale, a qualcosa di spirituale&#8221;, spiegando che gli ebrei sono incapaci di vendicarsi.</p>



<p>&#8220;Cosa avresti voluto vedere?&#8221; ha chiesto il moderatore un po&#8217; sorpreso. &#8220;Vendicare ciò che è successo. Vendetta&#8230; c&#8217;è la sensazione, che condivido anch&#8217;io, che non ci siamo vendicati a sufficienza&#8221;. &#8220;Che aspetto ha la vendetta?&#8221; ha domandato il moderatore. &#8220;Chiedetelo alla gente per strada. Non vogliono che Gaza esista&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ziffer voleva dire qualcosa di globale e spirituale&#8221;, è il commento di Levy, &#8220;ma ha pronunciato una frase genocida. Cancellare Gaza significa uccidere i restanti 2,1 milioni di persone sopravvissute alla guerra. Non c&#8217;è bisogno di parlare del genocidio, perché è quello che vuole la gente comune. Un genocidio democratico. Un genocidio popolare. Un genocidio tramite referendum&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Se c&#8217;è una caratteristica che definisce la guerra che Israele ha scatenato contro la Striscia di Gaza, è la sfrenata sete di vendetta, una sete folle e sproporzionata. Cos&#8217;erano le uccisioni e la devastazione se non una campagna sottesa di vendetta?&#8221;.</p>



<p>La commemorazione del 7 ottobre, la sua risonanza globale, impone all&#8217;umanità una commemorazione analoga del genocidio palestinese. Sul punto, riprendiamo quanto ha scritto Assaf David su <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-08-07/ty-article-magazine/.premium/jewish-jihad-has-taken-hold-this-scholar-hopes-gaza-war-will-be-israels-isis-moment/00000198-8581-dfd7-a5df-bdeb8b010000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>: &#8220;Un amico mi ha scritto tempo fa: &#8216;Un giorno verrà eretto lo Yad Vashem di Gaza&#8217; – un riferimento al memoriale e museo dell&#8217;Olocausto di Gerusalemme. Quando ho letto questa cosa, mi sono detto: &#8216;Voglio far parte della schiera che erigerà lo Yad Vashem di Gaza&#8217;&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-l8-ottobre-il-9-ottobre-il-10-ottobre.html">Gaza. L&#8217;8 ottobre, il 9 ottobre, il 10 ottobre&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>7 ottobre, tre anni dopo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-tre-anni-dopo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 14:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[7 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1245" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="7 ottobre, tre anni dopo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542-1536x996.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542-600x389.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I media israeliani vicini alle forze di opposizione, al doloroso ricordo della strage intervallano interrogativi sul perché i responsabili del tragico fallimento della sicurezza, in particolare Netanyahu, siano ancora al loro posto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-tre-anni-dopo.html">7 ottobre, tre anni dopo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1245" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="7 ottobre, tre anni dopo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542-1536x996.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007162735854_f4e85cfce8830018f89a5447cfdef542-600x389.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il New York Times e il Washington Post, i media dell&#8217;Impero, hanno dato un basso profilo all&#8217;anniversario del 7 ottobre. Tale la follia del governo di Tel Aviv che, realizzando un genocidio, ha dilapidato l&#8217;empatia verso Israele del loro più importante e incondizionato alleato. Restano i legami politici e militari, ma i media non possono più ignorare che l&#8217;opinione pubblica americana è sempre più critica di quanto sta avvenendo (vedi <a href="https://www.ap.org/news-highlights/spotlights/2026/ap-norc-poll-about-3-in-10-us-adults-believe-israel-has-committed-genocide-against-palestinians/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Associated Press</a>, in particolare il dato: &#8220;il &nbsp;30%, degli adulti ebrei afferma che Israele ha commesso un genocidio&#8221;).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ap.org/news-highlights/spotlights/2026/ap-norc-poll-about-3-in-10-us-adults-believe-israel-has-committed-genocide-against-palestinians/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-AP-2-1024x453.jpg" alt="AP-NORC poll: About 3 in 10 US adults believe Israel has committed genocide against Palestinians" class="wp-image-83870"/></a></figure>



<p>I media israeliani vicini alle forze di opposizione, al doloroso ricordo della strage intervallano interrogativi sul perché i responsabili del tragico fallimento della sicurezza, in particolare Netanyahu, siano ancora al loro posto.</p>



<p>E sul perché non sia stata istituita ancora una Commissione d&#8217;inchiesta che indaghi sui fatti (Editoriale di <a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2026-10-07/ty-article-opinion/on-anniversary-of-october-7-only-hope-can-bridge-the-israeli-abyss/000001a1-12d4-dd49-a5ff-d2d69ad20000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>) e magari anche sulla portata della Direttiva Annibale &#8211; che sollecita a uccidere un prigioniero purché non diventi ostaggio del nemico &#8211; applicata quel giorno (vedi <a href="https://www.ynet.co.il/news/article/yokra13754368#google_vignette" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yedioth ahronoth</a>, <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2024-07-07/ty-article-magazine/.premium/idf-ordered-hannibal-directive-on-october-7-to-prevent-hamas-taking-soldiers-captive/00000190-89a2-d776-a3b1-fdbe45520000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a> e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=dz_pO4NfnUg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;ammissione</a> dell&#8217;allora ministro della Difesa Yoav Gallant).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2024-07-07/ty-article-magazine/.premium/idf-ordered-hannibal-directive-on-october-7-to-prevent-hamas-taking-soldiers-captive/00000190-89a2-d776-a3b1-fdbe45520000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-H-25-1024x516.jpg" alt="IDF Ordered Hannibal Directive on October 7 to Prevent Hamas Taking Soldiers Captive" class="wp-image-83873"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ynet.co.il/news/article/yokra13754368#google_vignette"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2YNET-1-1-1024x443.jpg" alt=" ההוראה: למנוע ממחבלים לחזור לעזה &quot;בכל מחיר&quot;, גם אם יש איתם חטופים" class="wp-image-83878"/></a></figure>



<p>Tra le tante tesimonianze sul 7 ottobre quella di Yonatan Zeigen, che su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-10-07/ty-article-opinion/.premium/my-mother-was-a-peace-activist-killed-on-october-7-dont-use-her-to-justify-war/000001a1-1279-d88d-aba1-defb5c3f0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz </a>traccia un ricordo straziante della madre, Vivien Silver, co-fondatrice di Student Zionist Alliance e attivista per la pace, uccisa nel Kibbutz Be&#8217;eri.</p>



<p>Zeigen lamenta che Rani Rahav, un opinionista israeliano, ha usato &#8220;il nome di mia madre, Vivian Silver, per giustificare la violenza di Israele a Gaza dal 7 ottobre <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-politics/2026-10-06/ty-article/.premium/october-7-culprits-sit-ashen-faced-but-inwardly-celebrate-their-own-survival/000001a1-0d81-dbcb-a5e9-afd5a58e0000">a causa della quale sono stati uccisi degli ostaggi israeliani</a> e decine di migliaia di gazawi innocenti, tra cui decine di migliaia di bambini, che continuano a essere uccisi&#8221;.</p>



<p>Rahav, scrive Zeigen, non stato l&#8217;unico a invocare indebitamente il nome della madre.&nbsp;&#8220;Tra le innumerevoli argomentazioni addotte da quelli che usano il nome di mia madre, vorrei soffermarmi su due. La prima è la voglia di giustificare. Si esprime nell&#8217;affermazione che, se Hamas ha ucciso mia madre, un&#8217;attivista per la pace, ciò significa che è un nemico irrazionale, mosso da una sete di sangue insaziabile, e che quindi non ci sono limiti alla sua oppressione. Finché non sarà distrutta come vogliono loro (e di solito l&#8217;obiettivo non è definito in modo concreto e dettagliato), non esiste limite – morale, legale o strategico – che possa fermare la loro violenza&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-10-07/ty-article-opinion/.premium/my-mother-was-a-peace-activist-killed-on-october-7-dont-use-her-to-justify-war/000001a1-1279-d88d-aba1-defb5c3f0000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-HH-1024x298.jpg" alt="My Mother Was a Peace Activist Killed on October 7. Don't Use Her Name to Justify Mass Killing" class="wp-image-83880"/></a></figure>



<p>&#8220;Il problema di questa linea d&#8217;azione – a parte il fatto che giustificare la violenza omicida è intrinsecamente un&#8217;arma a doppio taglio, rendendo chi la giustifica altrettanto vulnerabile alla violenza contro se stesso – è che si basa su una fantasia infantile, secondo la quale la propria identità o quanto fatto nel corso della vita rendano immuni dalle atrocità belliche&#8221;.</p>



<p>&#8220;Mia madre, e ogni altro attivista per la pace della zona di confine con Gaza, sapeva che razzi e proiettili sono ciechi; il loro attivismo non era finalizzato all&#8217;autodifesa durante specifici momenti di violenza, ma piuttosto a prevenire la violenza. Chiunque desideri un mondo in cui gli attivisti per la pace non vengano uccisi deve ascoltarli finché sono in vita e impegnarsi per la pace, non usarli retroattivamente come giustificazione per la guerra&#8221;.</p>



<p>&#8220;Se questo approccio usa mia madre come simbolo umano individuale, il secondo la usa come simbolo concettuale. L&#8217;affermazione è che quando Hamas l&#8217;ha uccisa, di fatto ha ucciso la pace stessa. Secondo questa logica, mia madre non era un individuo con una propria visione del mondo, ma piuttosto la prova che l&#8217;intero Stato di Israele nutriva in sé il desiderio di pace e tendeva persino la mano ai palestinesi&#8221;.</p>



<p>&#8220;O, per usare le parole di coloro che fanno queste affermazioni: &#8216;Noi [lo Stato di Israele] abbiamo seguito la strada di Vivian e abbiamo ottenuto un massacro&#8217;, &#8216;Vivian [lo Stato di Israele] ha teso la mano e questa è stata recisa&#8217;. Pertanto, nonostante gli attivisti per la pace abbiano subito per anni persecuzioni da parte delle istituzioni, brutalità poliziesche e restrizioni alla propria attività, e nonostante i governi israeliani abbiano trasformato &#8216;pace&#8217; e &#8216;sinistra&#8217; in parole spregevoli, il governo non si fa scrupoli a utilizzare questi attivisti e le loro idee per ripulire la propria immagine di fronte al mondo&#8221;.</p>



<p>&#8220;Di fatto, ciò disegna una realtà immaginaria nella quale la politica che mia madre e di altri come lei cercavano di promuovere si traduceva nella politica ufficiale israeliana. In realtà, anche i più indulgenti rispetto alla politica dello Stato devono ammettere che sono passati anni da quando un governo israeliano ha dato un qualche segno di interesse per porre fine all&#8217;occupazione e a risolvere il conflitto con i palestinesi&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] &nbsp;Sono trascorsi tre anni e tutti noi, israeliani e palestinesi, viviamo ancora in la psicosi della violenza [&#8230;]. Non siamo disposti a permettere a un governo malintenzionato di usare cinicamente noi e la nostra visione del mondo per fini di propaganda. Vogliamo riappropriarci della scena politica e diplomatica per dimostrare che se la strada di mia madre fosse stata davvero quella del governo israeliano, il massacro del 7 ottobre non sarebbe avvenuto e tutti gli israeliani e i palestinesi uccisi inutilmente da quel giorno sarebbero ancora vivi&#8221;.</p>



<p>Utopia? Forse. Ma è pur vero quel che scrive di seguito: &#8220;La vita è sostenibile solo attraverso la pace. La pace è tanto realistica quanto la guerra&#8221;. Zeigen sta mettendo in pratica tale utopia attraverso un movimento che promuove la cooperazione tra ebrei e palestinesi.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-10-06/ty-article-opinion/.premium/israels-right-wants-october-7-to-last-forever/000001a1-101e-d371-a1fd-3adf09690000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A5-HHH-1024x335.jpg" alt="Israel's Right Wants October 7 to Last Forever" class="wp-image-83882"/></a></figure>



<p>L&#8217;alternativa a questa utopia, è il titolo di un altro articolo di <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-10-06/ty-article-opinion/.premium/israels-right-wants-october-7-to-last-forever/000001a1-101e-d371-a1fd-3adf09690000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>: &#8220;La destra israeliana vuole che il 7 ottobre duri per sempre&#8221;. Lo scrive Yoana Gonen e termina così: &#8220;La verità è che coloro che ci mettono costantemente in guardia dal tornare al 6 ottobre vogliono che restiamo bloccati per sempre al 7 ottobre: un popolo spaventato, mobilitato, assetato di vendetta e di guerra, che non pone domande e non pretende risposte. Un popolo per il quale il compromesso è un pericolo, la compassione un tradimento e per il quale solo la forza porta sicurezza&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-tre-anni-dopo.html">7 ottobre, tre anni dopo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>The Atlantic e The New York Times: Netanyahu nel mirino</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/the-atlantic-e-the-new-york-times-netanyahu-nel-mirino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 08:20:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="The Atlantic e The New York Times: Netanyahu nel mirino" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ma al di là delle autorevoli conferme delle rivelazioni di Haaretz, quel che vale la pena sottolineare in questa sede è che le nuove rivelazioni giungono subito dopo l'intervento di Netanyahu all'Onu, dove il suo isolamento è stato evidente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/the-atlantic-e-the-new-york-times-netanyahu-nel-mirino.html">The Atlantic e The New York Times: Netanyahu nel mirino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="The Atlantic e The New York Times: Netanyahu nel mirino" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260927095448506_78dbeb03584dfae7b4228f3337639709-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 25 settembre <a href="https://www.theatlantic.com/national-security/2026/09/egypt-israel-gaza-hamas-palestinian-october-7/688720/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Atlantic</a> ha rivelato che il capo dell&#8217;Intelligence egiziana, Abbas Kamel, il 26 settembre del 2023 si è precipitato in Israele per avvertire i suoi colleghi che Hamas stava preparando un attacco alzo zero. Il giorno successivo il <a href="https://www.nytimes.com/2026/09/25/world/middleeast/netanyahu-warning-oct-7-uae.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a> ha rivelato di aver interpellato due fonti che hanno confermato che lo sceicco Mohamed bin Zayed ha telefonato a Netanyahu poco prima del 7 ottobre per avvertirlo di quanto si stava preparando.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.nytimes.com/2026/09/25/world/middleeast/netanyahu-warning-oct-7-uae.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z1-NYT-copia-1024x427.jpg" alt="Netanyahu Is Said to Have Been Warned About Hamas Attack Before Oct. 7" class="wp-image-83709"/></a></figure>



<p>Sottolineando ancora una volta che il premier israeliano ha deciso di non fare nulla. Non ha informato né la Difesa né l&#8217;intelligence, come risulta dal verbale di una riunione con i vertici delle agenzie di sicurezza e dell&#8217;esercito convocata successivamente nel quale non è riportato l&#8217;allarme di bin Zayed.</p>



<p>Nulla di nuovo rispetto a quanto rivelato da Haaretz alcuni giorni fa, ma i due media hanno raccolto nuove testimonianze, più o meno dirette, di quanto accaduto, che confermano e suggellano lo scoop del giornale israeliano. Le smentite di Netanyahu, a questo punto, riecheggiano affatto querule.</p>



<p>Ma al di là delle autorevoli conferme delle rivelazioni di Haaretz, quel che vale la pena sottolineare in questa sede è che le nuove rivelazioni giungono subito dopo l&#8217;intervento di Netanyahu all&#8217;Onu, dove il suo isolamento è stato evidente.</p>



<p>Non solo per l&#8217;abbandono dell&#8217;aula da parte della maggior parte delle delegazioni, da cui un intervento al cospetto dei pochi intimi (conniventi o costretti ad ascoltarlo), ma anche perché è la prima volta che, giunto in terra americana, Netanyahu si è ritrovato col cerino in mano.</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/OVERCOME_20260927095859563_3a5f09eaf65b14808b02fabb586f2b62-1024x687.jpg" alt="" class="wp-image-83714"/></figure>



<p>Nessun incontro con leader di altri Paesi a margine dei lavori dell&#8217;Onu, come è consuetudine per le delegazioni che vi partecipano (consuetudine, peraltro, rispettata anche stavolta un po&#8217; da tutte). Nessun incontro con Trump, nessun incontro con i leader delle organizzazioni ebraiche (una sua scelta, ha spiegato il suo team, ma è davvero difficile crederci). Insomma, è arrivato all&#8217;Onu, ha tenuto un discorso allucinato/allucinante, nel quale ha di fatto attaccato e sfidato il mondo intero, ed è tornato a casa.</p>



<p>E, subito dopo l&#8217;incontro, l&#8217;uno-due di The Atlantic e del New York Times. Un doppio colpo importante soprattutto perché copre tutto l&#8217;arco costituzionale americano, dal momento che il primo, sotto la direzione di Jeffrey Goldberg, è diventato il media di riferimento dei neoconservatori, mentre il secondo è il media di riferimento storico dei liberal.</p>



<p>Attenzione, però, a dare per spacciato Netanyahu, dal momento che il &#8220;mago&#8221; di Tel Aviv ha carte che altri non hanno. E il suo grande potere si fonda sulla presa che ha su Israele, tanto che giustamente molti media israeliani hanno sottolineato come il discorso all&#8217;Onu non era indirizzato al mondo, ma ai cittadini israeliani, a quanti spera che siano suoi elettori.</p>



<p>E il suo spettacolo era l&#8217;usuale, quello che gli ha permesso di vincere tante elezioni pregresse: il mondo odia Israele, siamo circondati da nemici, io sono l&#8217;unico che può far fronte a tanto odio e a tanti nemici. Da questo punto di vista, l&#8217;aula vuota è esattamente quello che voleva. La propaganda di Netanyahu, in fondo, è sempre stata la stessa, compresa l&#8217;accusa contro i suoi oppositori politici di sostenere i terroristi &#8211; palestinesi, iraniani etc &#8211; che vogliono distruggere Israele.</p>



<p>Una propaganda banale che, però, gli ha permesso di vincere sempre, o quasi. Ma mai si era trovato contro tanto mondo, né mai si era trovato così in dialettica con gli Stati Uniti. Non gli sarà facile, stavolta, replicare i fasti del passato.</p>
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		<title>Trump evita Netanyahu e incontra Mamdani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-evita-netanyahu-e-incontra-mamdani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 17:37:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump evita Netanyahu e incontra Mamdani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Netanyahu non solo non vedrà Trump neanche da lontano, ma ha dovuto anche annullare in fretta e furia l’incontro con Elon Musk, grazie al quale sperava di poter blandire nuovamente la potente e influente industria Hig Tech israeliana.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump evita Netanyahu e incontra Mamdani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922173854869_27ea86dc4b6006c53fc0d08fcdebf5f3-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In attesa dell&#8217;esito della riunione generale dell&#8217;Onu che si sta tenendo a New York, e dei tanti cruciali incontri a margine, quel che oggi, prima che tutto inizi, va rilevato è la débacle di Netanyahu.</p>



<p>Al solito, Bibi era partito per fare sfracelli, convinto di potere incontrare nuovamente Trump e rinsaldare quell&#8217;asse che ha brandito finora come un martello di fronte all&#8217;opinione pubblica israeliana e che gli ha permesso di ostentare davanti ai suoi concittadini i tanti benefici che quell&#8217;asse prometteva: sostegno incondizionato a Israele su tutti i fronti e finanziamenti a pioggia. Una manna che sperava di spendere nella campagna elettorale più difficile della sua vita politica.</p>



<p>E certo, al cospetto di Trump, sperava di poter nuovamente dar fiato al suo flauto magico che tante volte ha incantato il suo meno scaltro interlocutore, trascinandolo, volente o nolente, nelle sue catastrofiche avventure mediorientali.</p>



<p>Era sicuro di riuscire anche stavolta e, allo scopo, aveva messo in moto l&#8217;usuale macchina propagandistica che dava per certo l&#8217;incontro. Non gli è andata bene, anzi, a dire il vero gli è andata decisamente male.</p>



<p>Tanto che non solo non vedrà Trump neanche da lontano, ma ha dovuto anche annullare in fretta e furia <a href="https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/mediooriente/2026/09/19/media-netanyahu-accorcia-la-visita-negli-usa-non-vedra-elon-musk_6df0b58a-596c-4233-9672-47510a87e1f1.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;incontro con Elon Musk</a>, grazie al quale sperava di poter blandire nuovamente la potente e influente industria Hig Tech israeliana.</p>



<p>Il rovescio inaspettato lo ha costretto, per limitare i danni, ad abbreviare drasticamente la visita: parlerà all&#8217;Onu &#8211; presumibilmente con contorno di legittime contestazioni &#8211; per poi tornare in tutta fretta in patria, al riparo del suo quartier generale, non più fortezza inespugnabile, ma fortino assediato.</p>



<p>In realtà, però, Trump non si è solo rifiutato di incontrarlo, ma ha dimostrato tutta la sua distanza da Netanyahu andando a far visita, prima di inoltrarsi nei meandri del Palazzo di Vetro, al sindaco di New York.</p>



<p>Quel Zohran Mamdani che di Netanyahu è uno dei più acerrimi critici in terra americana, avendo minacciato addirittura di arrestarlo se avesse osato metter piede nella Grande Mela (minaccia alla quale, però, non può dar seguito).</p>



<p>Un incontro cordiale quello tra i due, tra i quali, al di là delle frecciatine di facciata, si è instaurato da tempo un rapporto di amicizia: è la terza volta che si vedono e spesso si s<a href="https://www.axios.com/2026/01/13/trump-call-nyc-mamdani-calls-text">cambiano messaggi</a> o indugiano in telefonate. Tanto che Trump, anche stavolta, non ha mancato di elogiare il suo interlocutore, affermando di sperare che diventi un &#8220;grande&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.axios.com/2026/01/13/trump-call-nyc-mamdani-calls-text"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z3-A-1-1024x321.jpg" alt="Scoop: Trump has been texting with Mamdani" class="wp-image-83664"/></a></figure>



<p>A segnalare il senso all&#8217;incontro, l&#8217;intervista successiva rilasciata da Mamdani alla CNN, nella quale ha ribadito la sua posizione sul premier israeliano: &#8220;Per quanto riguarda Benjamin Netanyahu, l&#8217;ho descritto per quello che credo sia: un criminale di guerra e l&#8217;artefice di un orribile genocidio ai danni del popolo palestinese&#8221;. Parole molto più pesanti di altre volte proprio per l&#8217;incontro previo con Trump, che rafforza quelle critiche.</p>



<p>Ma la visita a Mamdani non va letta solo nel ristretto orizzonte dei rapporti tra Netanyahu e Trump. Infatti, ha altre valenze simboliche. Anzitutto, va tenuto in debito conto che il sindaco di New York è un islamico sciita e&nbsp;ha <a href="https://thehill.com/policy/international/5810401-mamdani-criticizes-us-israeli-iran-conflict/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">condannato con insistenza e veemenza la sua guerra all&#8217;Iran.</a></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://thehill.com/policy/international/5810401-mamdani-criticizes-us-israeli-iran-conflict/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z1-H-3-1024x406.jpg" alt="Mamdani says Iran war ‘should be opposed on every single ground’" class="wp-image-83658"/></a></figure>



<p>Così l&#8217;incontro col sindaco riguarda in qualche modo anche il suo approccio all&#8217;Iran, verso il quale alterna aperture e minacce alzo zero, come ha fatto anche nel suo discorso all&#8217;Onu, demandando a dopo le midterm la soluzione del conflitto.</p>



<p>Trascinato in questa guerra e costretto a prolungarla dall&#8217;incantatore mediorientale e dai suoi amici neocon, Trump non sa come uscirne. Sta cercando in tutti i modi di farlo, ma deve salvare la faccia, imperativo che per un Imperatore pare che sia categorico.</p>



<p>Rapportarsi in questo modo con Mamdani ha lo stesso valore delle aperture che stanno puntellando le sue stralunate dichiarazioni sull&#8217;Iran. Un ulteriore segnale, che però ha lo stesso peso degli altri pregressi, rimasti finora senza esito.</p>



<p>Serve ben altro a sbloccare la situazione e di certo, per iniziare un dialogo, servirebbe dismettere le pose muscolari e usare più il cervello o, in mancanza di quella lucidità che latita nella sua amministrazione, cercare altrove sponde in grado farne un uso costruttivo.</p>



<p>Ma quell&#8217;accenno all&#8217;indirizzo di Mandami, quell&#8217;augurio a che questi diventi un grande della politica americana, cela anche altro, che pure s&#8217;intreccia con quanto scritto finora.</p>



<p>Difficile forse da comprendere, ma va tenuto conto che la politica vive di apparenze, spesso necessitate da costrizioni, e di sintonie nascoste, come quella che potrebbe nascere a distanza tra il presidente, i residuali Maga e la squadra di progressisti &#8211; di cui Mamdani è il punto di riferimento &#8211; che potrebbero ascendere al Congresso alle prossime elezioni, i quali potrebbero aiutarlo, a differenza dei repubblicani a trazione neocon, a chiudere la partita iraniana e placare Israele.</p>



<p>D&#8217;altronde, le dichiarazioni di Trump sul fatto che la decisione sul rebus iraniano è demandata a dopo le midterm, come ha ribadito alle Nazioni Unite, suggeriscono che questa è la prospettiva in cui si sta muovendo. Non lo può dire, ma spera che in quel post midterm non ci sia posto per Netanyahu, che le elezioni le affronterà prima.</p>



<p>Tale, ad oggi, il dilemma dell&#8217;Imperatore, tale la tempistica e le prospettive che ha immaginato. Sempre che non accada qualcosa prima a levargli le castagne dal fuoco o a far precipitare la situazione.</p>



<p>D&#8217;altronde, per fortuna, il destino del mondo non è sospeso solo all&#8217;Imperatore d&#8217;Occidente, che nell&#8217;incontro di domani <a href="https://www.reuters.com/business/media-telecom/kremlin-says-putin-xi-trump-may-hold-trilateral-meeting-2026-09-01/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Xi Jinping dovrebbe invitare al vertice APEC di novembre</a>, come aveva concordato con Putin. Se Trump accetterà (e potrà dar seguito alla decisione), i due Imperatori e lo zar, anch&#8217;egli atteso al&#8217;APEC, potrebbero dar vita a un trilaterale di grande interesse e prospettiva.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.reuters.com/business/media-telecom/kremlin-says-putin-xi-trump-may-hold-trilateral-meeting-2026-09-01/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z2-R-1024x242.jpg" alt="Kremlin says Putin, Xi and Trump may hold a trilateral meeting in November" class="wp-image-83660"/></a></figure>
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		<title>Lo Yom Kippur, la festa dell&#8217;espiazione, per quali peccati?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lo-yom-kippur-la-festa-dellespiazione-per-quali-peccati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Yom Kippur]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lo Yom Kippur, la festa dell&#039;espiazione, per quali peccati?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>ggi per gli ebrei è lo Yom Kippur, il giorno dell'espiazione dei peccati. Su Haaretz, Gideon Levy verga un sarcastico, dolente, drammatico, articolo sull'attualità di questa ricorrenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lo-yom-kippur-la-festa-dellespiazione-per-quali-peccati.html">Lo Yom Kippur, la festa dell&#8217;espiazione, per quali peccati?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lo Yom Kippur, la festa dell&#039;espiazione, per quali peccati?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921152736224_a434b5c905d622c0749a4b972cdb4684-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Oggi per gli ebrei è lo Yom Kippur, il giorno dell&#8217;espiazione dei peccati. Su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-09-20/ty-article-opinion/.premium/this-yom-kippur-the-whole-world-must-apologize-to-israel/000001a0-bb0f-da3d-afb5-fb6f579e0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, Gideon Levy verga un sarcastico, dolente, drammatico, articolo sull&#8217;attualità di questa ricorrenza. Riportiamo.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-09-20/ty-article-opinion/.premium/this-yom-kippur-the-whole-world-must-apologize-to-israel/000001a0-bb0f-da3d-afb5-fb6f579e0000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-H-copia-2-1024x380.jpg" alt="This Yom Kippur, the Whole World Must Apologize to Israel" class="wp-image-83617"/></a></figure>



<p>Quest&#8217;anno, lo Yom Kippur dovrebbe essere abolito, probabilmente in modo permanente. Israele è già al di là del bene e del male. Gli ebrei sono incapaci di peccare, semplicemente perché tutto ciò che fanno è sempre giusto, morale, legale e persino sublime. Anche il digiuno deve essere abolito: quest&#8217;anno mangeremo come re, perché ce lo meritiamo.</p>



<p>Lasciate che i Gentili digiunino. Se lo meritano. Lasciate che Dio digiuni. Anche lui se lo merita dopo tutto quello che ci ha fatto. Lasciate che digiunino le migliaia di palestinesi detenuti che muoiono di fame, non gli ebrei che non hanno mai fatto del male a nessuno. Il digiuno è doveroso per i due milioni di rifugiati di guerra di Gaza. Loro meritano di digiunare, non noi. Noi meritiamo solo il bene e non abbiamo nulla di cui scusarci. Eravamo e rimaniamo un popolo eletto, una villa nella giungla. Una nazione di leoni non ha bisogno di scusarsi mai.</p>



<p>Se stasera in Israele si sentiranno <em>le selihot</em> (preghiere penitenziali), sapremo che Israele non ha imparato nulla dalla guerra dello Yom Kippur del 1973: l&#8217;erronea convinzione che Israele sia persino capace di peccare è ancora profondamente radicata.</p>



<p>In questa vigilia dello Yom Kippur, il mondo intero dovrebbe chiedere scusa a Israele. I palestinesi dovrebbero chiedere perdono per tutto ciò che hanno fatto agli ebrei dall&#8217;alba del sionismo. Per come hanno cercato di resistere alla creazione di uno stato straniero nella loro terra, per come osano ancora lamentarsi della Nakba e per come hanno cercato di resistere al progetto sionista che mira alla supremazia ebraica per sempre tra il fiume e il mare.</p>



<p>Come osano resistere vivendo nella gabbia di Gaza e della Cisgiordania? Sono loro che dovrebbero chiedere perdono. Per aver resistito all&#8217;occupazione, dovrebbero cercare l&#8217;espiazione nelle moschee; rivolgersi al loro Dio e dire: &#8220;Padre nostro, perdonaci perché abbiamo peccato, assolvici, Re nostro, perché abbiamo trasgredito&#8221;.</p>



<p>Anche tutte le nazioni del mondo dovrebbero chiedere scusa a Israele. Gli inglesi dovrebbero scusarsi per la <a href="https://www.haaretz.com/world-news/europe/2024-03-08/ty-article/activist-slashes-painting-of-balfour-british-author-of-jewish-homeland-declaration/0000018e-1fda-dbcf-abee-1fda755e0000">Dichiarazione Balfour</a> e per le sanzioni che cercano di imporre all&#8217;impresa più giusta, legale e morale del mondo, quella degli insediamenti. E, insieme a loro, tutti i Paesi europei che intendono seguire il loro esempio. Ci dispiace, coloni.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/world-news/europe/2024-03-08/ty-article/activist-slashes-painting-of-balfour-british-author-of-jewish-homeland-declaration/0000018e-1fda-dbcf-abee-1fda755e0000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-BALFUR-1024x330.jpg" alt="Activist Slashes Painting of Balfour, British Author of Jewish Homeland Declaration" class="wp-image-83618"/></a></figure>



<p>Negli Stati Uniti stasera la gente dovrebbe riunirsi per chiedere scusa in massa a Israele, perché il 67% degli <a href="https://www.haaretz.com/us-news/2026-09-11/ty-article/.premium/poll-u-s-support-for-palestinians-continues-to-eclipse-sympathy-for-israelis/000001a0-8f3f-d2cb-a9b6-af7f1cd40000">americani ha cambiato la propria opinione su di esso</a> in peggio e il 55% ha preso in considerazione l&#8217;idea di rivedere il continuo ingente afflusso di fortune a Israele. Chiunque abbia osato criticare Israele dovrebbe chiedere scusa.</p>



<p>Per cosa esattamente? Di cosa si può accusare Israele? Tutte le persone di coscienza nel mondo che non sono riuscite a rimanere in silenzio di fronte al massacro di mille neonati e 20.000 bambini devono chiedere scusa a Israele, prima che sia troppo tardi.</p>



<p>I 9.000 <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-09-17/ty-article/.premium/palestinian-detainee-dies-as-deaths-in-israeli-prisons-during-war-rise-to-92/000001a0-addf-dea8-afe0-edff47ea0000">detenuti palestinesi imprigionati in Israele</a> , la maggior parte senza processo, devono scusarsi stasera per aver occupato così tanto spazio e consumato così tante quantità di cibo e medicine. Scuse sono dovute anche ai contadini violenti per quei palestinesi che osano intralciare il loro cammino sulle proprie terre.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-09-17/ty-article/.premium/palestinian-detainee-dies-as-deaths-in-israeli-prisons-during-war-rise-to-92/000001a0-addf-dea8-afe0-edff47ea0000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-PRISON-1024x396.jpg" alt="Palestinian Detainee Dies in Israeli Prison, Bringing Toll Since War to 92" class="wp-image-83619"/></a></figure>



<p>E sentite scuse vanno indirizzate ai soldati delle Forze di Difesa Israeliane. I soldati dell&#8217;Esercito della Salvezza Israeliano meritano le scuse più sentite stasera. Scuse a quanti hanno osato mettere in discussione la moralità di un esercito che ha ucciso quasi 100.000 persone.</p>



<p>Scuse ai soldati che hanno ucciso 200 persone per un solo ricercato, considerando ciò un &#8220;danno collaterale&#8221;. Scuse ai piloti che hanno sganciato bombe da una tonnellata sulle tendopoli e si sono tanto offesi quando qualcuno ha osato chiamarli assassini di bambini. Scuse a chi, in Israele e nel mondo intero, ha osato mettere in dubbio la purezza di cuore e le intenzioni dei nostri puri piloti e soldati.</p>



<p>Chiedo scusa ai fascisti israeliani, che sono stati definiti tali senza motivo. &#8220;E per i calunniatori, non ci sia speranza&#8221; (preghiera di Ne&#8217;ilah): chiedo scusa a quanti ora incitano al linciaggio contro i creatori dei &#8220;danni collaterali&#8221;. <a href="https://www.haaretz.com/us-news/2026-09-17/ty-article-magazine/.premium/i-saw-naza-in-a-healthy-israel-it-would-be-shown-on-the-evening-news/000001a0-acf5-d736-a1b2-fdf79b930000">Rachel Szor e Yuval Abraham</a> [i registi di <a href="https://www.biografilm.it/news/naza-a-bologna-la-video-inchiesta-premiata-a-venezia-83/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Naza</a> ndr] devono chiedere perdono stasera per aver osato dire la verità.</p>



<p>«Abbiamo agito con falsità, abbiamo dato cattivi consigli, abbiamo mentito, ci siamo ribellati, abbiamo provocato&#8230; abbiamo trasgredito». Noi, in Israele e in tutto il mondo, tutti coloro che hanno osato gettare discredito sullo Stato ebraico e sulla sua società esemplare, dobbiamo stasera chiedere scusa con tutto il cuore. Noi, e nessun altro.</p>



<p><em>Nulla da aggiungere.</em></p>
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Object Caching 55/733 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

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