<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Elezioni Usa 2024</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/topic/elezioni-usa-2024/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/topic/elezioni-usa-2024</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 05 May 2025 07:25:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Elezioni Usa 2024</title>
	<link>https://it.insideover.com/topic/elezioni-usa-2024</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L&#8217;ultimo bersaglio di Trump: ActBlue, la piattaforma di donazioni dei Dem</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lultimo-bersaglio-di-trump-actblue-la-piattaforma-di-donazioni-dei-dem.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 07:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=467995</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-600x280.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-1024x478.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-768x358.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-1536x717.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La piattaforma per i contributi ai Democratici, ActBlue, è nel mirino della Casa Bianca per la presunta origine illecita e straniera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lultimo-bersaglio-di-trump-actblue-la-piattaforma-di-donazioni-dei-dem.html">L&#8217;ultimo bersaglio di Trump: ActBlue, la piattaforma di donazioni dei Dem</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-600x280.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-1024x478.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-768x358.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-1536x717.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> ha recentemente firmato un <a href="https://it.insideover.com/politica/immigrazione-trivelle-gender-raffica-di-ordini-di-esecutivi-di-trump.html">ordine esecutivo</a> che sollecita il dipartimento di Giustizia ad avviare un’indagine sulla principale piattaforma di donazioni del <strong>Partito Democratico</strong>, <strong>ActBlue</strong>. La mossa dell’inquilino della Casa Bianca non era del tutto imprevedibile, poiché nel recente passato il portale web è stato posto sotto la lente di ingrandimento di diversi procuratori per via dei <strong>sospetti di contributi illegali e provenienti da Paesi stranieri</strong> moltiplicatisi negli ultimi anni. La piattaforma nasce con l’obiettivo di incentivare le donazioni dal basso, ovvero da parte del cittadino medio americano per finanziare le cause liberali e progressiste, ragione per cui i Democratici interpretano l’iniziativa di Trump come un accanimento contro di loro: “ll memorandum di Donald Trump contro ActBlue è progettato per minare la partecipazione democratica, e non c&#8217;è da stupirsi”. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I primi sospetti e le azioni del Congresso &nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Nel 2023 l’attivista conservatore <strong>James O’Keefe</strong> aveva diffuso la notizia secondo cui alcuni cittadini di età avanzata del Maryland avrebbero elargito svariate migliaia di dollari ad ActBlue secondo i registri della Commissione federale elettorale e i diretti interessati hanno affermato di non avere mai donato somme di denaro cospicue tramite la piattaforma ma solo cifre modiche. Quanto sostenuto dai donatori dell’Old Line State ha scoperchiato il vaso di Pandora sui <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/sorpresa-quando-era-pagato-da-kamala-harris-tiktok-non-era-un-pericolo-per-la-democrazia.html">flussi di finanziamento ai Democratici</a> tramite la loro principale infrastruttura digitale, fino ad attirare l’attenzione del Congresso. </p>



<p>Il deputato repubblicano <strong>Bryan Steil</strong>, in qualità di presidente della Commissione per l&#8217;amministrazione della Camera,  ha avviato un audit sui finanziamenti da oltre 200 milioni di dollari avvenuti nell’arco degli ultimi 14 anni per scovare eventuali irregolarità. Dopo una prima disamina, la Commissione per l’amministrazione ha constatato che<strong> le donazioni su Actblue non richiedevano il codice di verifica (CVV) della carta di credito</strong>, inducendo il suo Presidente a ritenere che le transazioni di denaro avvenissero con altri mezzi che renderebbero di più difficile identificazione l’origine del denaro. </p>



<p>Il 5 agosto 2024 Steil ha inviato una lettera alla Commissione elettorale federale in cui si chiedeva di implementare una regolamentazione che costringesse le campagne politiche ad accettare pagamenti online solo con carte di credito di cui va verificato il codice di sicurezza e vieti alle stesse l’accettazione di contributi con carte prepagate e regalo. Sempe Steil ha poi inviato delle lettere a procuratori generali di cinque Stati &#8211; Arkansas, Florida, Missouri, Texas e Virginia &#8211; in cui li invitava a investigare sui fondi ad ActBlue per il seguente motivo: “Questa indagine si è concentrata sul potenziale sfruttamento illecito di <strong>&#8216;donatori fittizi&#8217;</strong> ignari, le cui identità potrebbero essere state utilizzate per convogliare fondi illeciti in campagne nel vostro stato”. Scendendo più nel dettaglio, la commissione del Congresso ha riscontrato <strong>donazioni sproporzionate rispetto al patrimonio netto del donatore, contributi da cittadini affiliati a un partito che finanziano i candidati della formazione avversaria</strong> e transazioni frequentissime da elettori molto anziani e giovani.</p>



<p>Arrivando all’oggi sono circa una ventina i procuratori repubblicani che stanno indagando sui fiumi di soldi che passano da ActBlue dal momento che alcuni di loro sospettano che parte dei soldi provenga dall’estero per influenzare l’esito delle competizioni elettorali mettendo in atto il meccanismo dello “<em>smurfing</em>” mediante cui le somme più ingenti vengono scomposte in più piccole e attribuite a donatori comuni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le reazioni e le contromisure&nbsp;</h2>



<p>Alla notizia dell&#8217;ordine esecutivo di Trump, da ActBlue hanno fatto sapere che procederanno per vie legali per tutelarsi diramando una nota in cui si legge: “L&#8217;escalation odierna della Casa Bianca è palesemente illegale e deve essere vista per quello che è: l&#8217;ultimo fronte di Donald Trump nella sua campagna per sradicare ogni opposizione politica, elettorale e ideologica&#8221;. Un plauso è invece arrivato da <strong>Elon Musk</strong> che non molto tempo prima aveva accusato la dirigenza di Actblue di finanziare i gruppi che stanno vandalizzando gli <a href="https://it.insideover.com/economia/il-futuro-di-tesla-e-un-enigma-tra-incertezze-e-speranze.html">store di Tesla</a>.&nbsp;</p>



<p>Fino a quando l’indagine su Actblue è rimasta di appannaggio del solo Congresso, il già citato Bryan Steil ha detto che il personale della piattaforma si è dimostrato collaborativo fornendo tutta la documentazione che prova l&#8217;impegno per una maggiore regolamentazione delle transazioni finalizzata a <strong>bloccare in automatico le donazioni effettuate tramite carte regalo nazionali, carte prepagate o regalo estere, nonché quelle provenienti da Paesi soggetti a sanzioni</strong>.</p>



<p>Steil ha affermato che resta ancora tanto da fare per scongiurare irregolarità e illeciti, ma un interrogativo aleggia su come la faccenda potrà evolvere da ora in avanti con l’amministrazione Trump che ha deciso di diventare un giocatore in questa regolazione dei conti.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lultimo-bersaglio-di-trump-actblue-la-piattaforma-di-donazioni-dei-dem.html">L&#8217;ultimo bersaglio di Trump: ActBlue, la piattaforma di donazioni dei Dem</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ucraina, dazi, Usaid: in 100 giorni Trump ha cambiato il mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-dazi-usaid-in-100-giorni-trump-ha-cambiato-il-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 10:28:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=467380</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Record di ordini esecutivi: Trump ha firmato 137 ordini esecutivi in 100 giorni, superando ogni altro presidente USA dal 1989, consolidando il controllo su partito e amministrazione con nomine strategiche come Tulsi Gabbard e Kash Patel.</p>
<p>Politica estera mercantilistica: Abandonando l’universalismo, Trump persegue un pragmatismo che privilegia accordi commerciali con rivali come Russia e Cina, mirando a un dialogo con Mosca per contenere Pechino.</p>
<p>Medio Oriente e Ucraina: Ha mediato una tregua temporanea a Gaza, ma le negoziazioni con Hamas restano fragili; in Ucraina, punta a un accordo con la Russia per chiudere la guerra, nonostante resistenze di Regno Unito e Francia.</p>
<p>Smantellamento burocratico: Ha avviato una rivoluzione amministrativa, smantellando l’Usaid, accusata di interferenze politiche, e riducendo il Dipartimento di Stato del 17%, con tagli al personale e chiusura di uffici.</p>
<p>Politica dei dazi: Con dazi medi al 22,5%, i più alti dal 1909, Trump mira a ridurre il deficit commerciale e gestire il debito pubblico, usando le tariffe come leva geopolitica, con possibili alleggerimenti nel settore automobilistico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-dazi-usaid-in-100-giorni-trump-ha-cambiato-il-mondo.html">Ucraina, dazi, Usaid: in 100 giorni Trump ha cambiato il mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105056155_891e601985321f7833f4f4b45cd2c66b-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Piaccia o meno, nei suoi primi 100 giorni di questa seconda avventura alla Casa Bianca, <strong>Donald Trump</strong> ha cambiato il mondo, con un impatto rilevante sull&#8217;ordine internazionale, sul rapporto tra grandi potenze, sulla globalizzazione e sul commercio globale. Basti pensare che durante i 100 giorni del suo secondo mandato alla Casa Bianca, iniziato il 20 gennaio 2025, il presidente Usa ha firmato <strong>137 ordini esecutivi</strong>, un record assoluto rispetto a qualsiasi altro presidente degli Stati Uniti dal 1989. <strong>Joe Biden</strong> aveva firmato 42 ordini esecutivi nei suoi primi 100 giorni nel 2021, mentre Trump, durante il suo primo mandato (2017-2021), ne aveva firmati solo 15 nello stesso periodo di tempo. </p>



<p>Rispetto al primo mandato, infatti, nonostante i problemi con la giustizia e l&#8217;assalto di Capitol Hill, Trump è molto più forte e politicamente solido, potendo contare su un partito totalmente &#8220;trumpizzato&#8221; e privo di reali avversari interni: le <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-conferma-di-tulsi-gabbard-spaventa-lestablishment.html">nomine nei posti chiave di Tulsi Gabbard</a> (direttore dell&#8217;intelligence nazionale) o di <a href="https://it.insideover.com/politica/con-patel-e-bongino-trump-rivoluziona-lfbi-e-indaga-sul-russiagate.html">Kash Patel e Dan Bongino</a> ai vertici dell&#8217;Fbi, riflettono la sua rivoluzione (<em>Drain the Swamp</em>) volta a &#8220;bonificare&#8221; la &#8220;palude&#8221; di Washington DC.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo paradigma per la politica estera americana</h2>



<p>Nella sua visione di politica estera, <strong>Donald Trump</strong> si discosta radicalmente dall’universalismo che ha caratterizzato sia i democratici che i <em>neocon</em>, <strong>abbracciando un approccio mercantilistico</strong> che riflette la sua natura di businessman. Per Trump, il mondo non è popolato da nemici esistenziali, come Joe Biden ha dipinto la Russia, ma da <strong>competitor commerciali e rivali strategici</strong>, come Cina e Russia, con cui è possibile negoziare e trovare accordi. Questa prospettiva abbandona la narrazione manichea che divide il mondo in democrazie virtuose e autocrazie malvagie, proponendo invece un pragmatismo che mette gli interessi nazionali americani sopra ogni cosa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105200882_96a143a4232066c03fa006deb45dce13-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-467388" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105200882_96a143a4232066c03fa006deb45dce13-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105200882_96a143a4232066c03fa006deb45dce13-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105200882_96a143a4232066c03fa006deb45dce13-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105200882_96a143a4232066c03fa006deb45dce13-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105200882_96a143a4232066c03fa006deb45dce13-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105200882_96a143a4232066c03fa006deb45dce13.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>In questo contesto, la possibilità di dialogo e compromesso con qualsiasi attore globale, anche con i rivali più ostici, <strong>diventa il fulcro della strategia trumpiana</strong>. Non si tratta di imporre valori o di perseguire crociate ideologiche, ma di stringere accordi vantaggiosi per gli Stati Uniti, mettendo da parte retoriche moralistiche che Trump considera stucchevoli e controproducenti. </p>



<p>In tale ottica <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-mano-sul-cuore-di-witkoff-davanti-a-putin-unaltra-bufala-della-informazione-di-qualita.html">vanno viste le azioni diplomatiche</a> dell&#8217;amministrazione Trump, che ha avviato un processo di <em>distensione</em> con la <strong>Federazione russa</strong> che ricorda quello voluto da <strong>Henry Kissinger</strong> durante la Guerra Fredda e che va ben oltre l&#8217;obiettivo di chiudere la guerra per procura in Ucraina su cui Biden e i democratici avevano fortemente investito al fine di &#8220;dissanguare&#8221; la Russia per più tempo possibile. Viceversa, <a href="https://it.insideover.com/politica/bloomberg-stati-uniti-pronti-a-riconoscere-la-crimea-come-territorio-russo.html">l&#8217;amministrazione Trump vuole raggiungere un accordo con Mosca</a> per concentrarsi sul Pacifico e sul contenimento della Cina, percepita come il vero avversario strategico e minaccia alla sicurezza nazionale globale. Gli ostacoli non mancano, anche per via di un&#8217;acclarata <a href="https://it.insideover.com/guerra/dichiarazioni-incendiarie-trump-allattacco-di-zelensky-sulla-crimea.html">&#8220;azione di disturbo&#8221; di Regno Unito e Francia</a>. </p>



<p>E se il dossier ucraino è estremamente delicato, quello relativo al <strong>Medio Oriente</strong> è se possibile ancora più complesso, in modo particolare per l&#8217;enorme influenza della <strong>lobby israeliana</strong> sulla politica estera americana e sulla stessa amministrazione Trump. Qualche risultato lo si è comunque raggiunto: il 15 gennaio, infatti, è stata annunciata una tregua temporanea mediata da Egitto, Qatar e Stati Uniti, che includeva uno scambio di ostaggi israeliani (circa 100 ancora detenuti da Hamas) e prigionieri palestinesi. Nonostante ciò, le<a href="https://it.insideover.com/politica/haaretz-gaza-come-il-vietnam.html"> operazioni militari sono riprese e oggi la situazione umanitaria a Gaza è catastrofica</a>. Le <a href="https://it.insideover.com/guerra/hamas-pronti-a-liberare-tutti-gli-ostaggi-la-mossa-che-spiazza-netanyahu.html">negoziazioni per un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi</a> nel frattempo proseguono, con momenti di progresso alternati a stalli.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105307185_85bd335b97d6a698a84341d7a26a9494-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-467389" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105307185_85bd335b97d6a698a84341d7a26a9494-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105307185_85bd335b97d6a698a84341d7a26a9494-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105307185_85bd335b97d6a698a84341d7a26a9494-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105307185_85bd335b97d6a698a84341d7a26a9494-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105307185_85bd335b97d6a698a84341d7a26a9494-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105307185_85bd335b97d6a698a84341d7a26a9494.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Le <strong>trattative rimangono fragili</strong>. Hamas insiste su un cessate il fuoco permanente e il ritiro totale delle forze israeliane, proponendo altresì <strong>la liberazione totale degli ostaggi</strong>, mentre Israele, sotto il premier Benjamin Netanyahu, punta a una &#8220;vittoria totale&#8221; e rifiuta proposte che non garantiscano la distruzione di Hamas. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo smantellamento dell&#8217;Usaid</h2>



<p>Un <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/che-cose-usaid-lagenzia-per-gli-aiuti-e-molto-altro-a-cui-trump-fa-la-guerra.html">elemento chiave di questa svolta è lo smantellamento dell’Usaid</a>, l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale su cui <a href="https://it.insideover.com/dossier/born-in-the-usaid"><em>InsideOver</em> ha dedicato un ampio <em>dossier</em></a>, che Trump ha criticato come uno strumento di interferenza politica mascherato da assistenza umanitaria. Fondata nel 1961, l’Usaid è stata a lungo un pilastro della politica estera americana, utilizzata non solo per promuovere sviluppo socioeconomico e programmi umanitari, ma anche per <strong>operazioni clandestine di &#8220;Regime Change&#8221;</strong>. Un articolo del <em><a href="https://www.nytimes.com/roomfordebate/2014/04/15/when-is-foreign-aid-meddling/secret-programs-hurt-foreign-aid-efforts">New York Times</a></em> del 2014 ne evidenziava la duplice natura: da un lato, un’agenzia dedita alla cooperazione internazionale; dall’altro, uno strumento per interferenze politiche, come a Cuba, dove ha condotto programmi di &#8220;promozione della democrazia&#8221; o, storicamente, in Sud America, dove è stata coinvolta in operazioni della CIA, incluso l’addestramento di forze di polizia che hanno prodotto torturatori.</p>



<p>Esempi concreti abbondano. In <strong>Ucraina</strong>, sin da Euromaidan (2014), l’Usaid ha finanziato think tank e testate giornalistiche che hanno preparato il terreno per la caduta del governo Yanukovich. In Nicaragua, nel 2018, ha sostenuto media e organizzazioni dell’opposizione nel tentativo di destabilizzare il Governo di <strong>Daniel Ortega.</strong> In Venezuela, gli “aiuti” dell’Usaid sono stati utilizzati per rafforzare il leader dell’opposizione Juan Guaidó. Più recentemente, in Romania, la Corte Costituzionale ha annullato il primo turno delle elezioni presidenziali del 2024, vinte a sorpresa dal candidato indipendente <strong>Călin Georgescu</strong>, critico della NATO. Documenti di intelligence hanno denunciato un’ingerenza russa tramite account falsi su TikTok, ma il giornalista Lee Fang ha rivelato che dietro questa decisione c’erano pressioni di <a href="https://it.insideover.com/politica/romania-il-ruolo-neanche-tanto-nascosto-degli-usa-dietro-il-caos-elettorale.html">think tank e ONG finanziate da USAID</a>, dal National Endowment for Democracy (NED) e dal Dipartimento di Stato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rivoluzione al Dipartimento di Stato</h2>



<p>Attraverso il Doge di <strong>Elon Musk</strong>, l&#8217;amministrazione Trump ha messo in campo un&#8217;azione complessiva di riorganizzazione della macchina burocratica inedita nella storia recente americana. <a href="https://www.thefp.com/p/trump-state-shake-up-rubio">Riorganizzazione che investe il Dipartimento di Stato</a>, con la <strong>chiusura di 132 uffici, inclusi quelli dedicati alla promozione dei diritti umani</strong>, alla democrazia, alla lotta contro l&#8217;estremismo e alla prevenzione dei crimini di guerra. Secondo documenti interni ottenuti da <em>The Free Press</em>, infatti, il numero di uffici a Washington, D.C., <strong>sarà ridotto da 734 a 602</strong>, un taglio del 17%. Inoltre, i sottosegretari hanno 30 giorni per presentare piani di riduzione del personale del 15% nei rispettivi dipartimenti, inclusi sei uffici principali con migliaia di dipendenti. L&#8217;obiettivo dell&#8217;amministrazione Trump è chiaro: ridurre significativamente le dimensioni e l&#8217;influenza del governo federale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105519869_446595c098fb49ab6812166fac3852d5-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-467390" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105519869_446595c098fb49ab6812166fac3852d5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105519869_446595c098fb49ab6812166fac3852d5-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105519869_446595c098fb49ab6812166fac3852d5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105519869_446595c098fb49ab6812166fac3852d5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105519869_446595c098fb49ab6812166fac3852d5-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105519869_446595c098fb49ab6812166fac3852d5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La politica dei dazi per ridurre il deficit</h2>



<p>Uno dei temi più dibattuti in questi primi 100 giorni di Trump alla Casa <a href="https://it.insideover.com/economia/egemonia-del-dollaro-fardello-o-privilegio-cosa-ce-dietro-lo-scontro-sui-dazi.html">Bianca è stato indubbiamente quello relativo ai dazi</a>. Secondo le ultime indiscrezioni pubblicate dal <em>Wall Street Journal</em>, il presidente statunitense sarebbe <strong>pronto ad alleggerire l’impatto dei dazi</strong> sul settore automobilistico. Ma qual è l&#8217;obiettivo (vero) dei dazi di Donald Trump? Come ha spiegato Andrea Muratore su InsideOver, il presidente Usa ha portato il dazio medio Usa al 22,5%, &#8220;il più alto dal 1909&#8221; secondo il Budget Lab di Yale. Trump utilizza le tariffe come &#8220;strumento di coercizione finanziaria e geopolitica&#8221; per <strong>ridurre il deficit commerciale</strong>, colpendo anche Paesi strategici come il Vietnam, usato per il &#8220;disaccoppiamento industriale dalla Cina&#8221;. Inoltre, la politica daziaria si lega alla gestione del debito pubblico statunitense, &#8220;una delle spade di Damocle&#8221; sull&#8217;economia Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dicono i sondaggi</h2>



<p>I sondaggi hanno storicamente sottostimato l&#8217;apprezzamento degli americani verso Donald Trump. Non stupisce, dunque, che i sondaggi dopo i primi 100 giorni registrino un calo dei consensi verso il suo operato. Secondo un sondaggio <em>Washington Post-ABC News-Ipsos</em>, solo il <strong>39% degli americani approva il suo operato</strong>, contro un 55% che invece lo disapprova, un dato inferiore rispetto a qualsiasi presidente al traguardo dei 100 giorni dagli anni di Roosevelt.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105604189_11dfb0da4dc85dbe87bc69309edd323d-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-467391" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105604189_11dfb0da4dc85dbe87bc69309edd323d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105604189_11dfb0da4dc85dbe87bc69309edd323d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105604189_11dfb0da4dc85dbe87bc69309edd323d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105604189_11dfb0da4dc85dbe87bc69309edd323d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105604189_11dfb0da4dc85dbe87bc69309edd323d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429105604189_11dfb0da4dc85dbe87bc69309edd323d.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il sondaggio <em>New York Times/Siena College</em> riporta <strong>un’approvazione del 42%,</strong> definita &#8220;storicamente bassa&#8221;, con il 54% che disapprova. Anche <em>Fox News</em> registra un calo, con tasso di approvazione al 44%, <strong>in diminuzione di cinque punti rispetto al mese precedente</strong>. I votanti esprimono crescente preoccupazione per i metodi di Trump, in particolare su economia e immigrazione, con il 54% che, secondo <em>Times/Siena</em>, ritiene che le sue riforme siano &#8220;andate troppo oltre&#8221;. Trump, tuttavia, non sembra curarsene molto e derubrica come &#8220;falsi&#8221; i sondaggi sopra citati. </p>



<p>Sebbene i sondaggi registrino un calo di consensi, <strong>l&#8217;impatto dei primi 100 giorni di Trump sui paradigmi globali</strong> e sulla politica americana segnano un cambiamento destinato a ridefinire il ruolo degli Stati Uniti nel mondo da qui ai prossimi anni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-dazi-usaid-in-100-giorni-trump-ha-cambiato-il-mondo.html">Ucraina, dazi, Usaid: in 100 giorni Trump ha cambiato il mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Così la dottrina (e gli uomini) di Trump stanno cambiando l&#8217;ordine globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-la-dottrina-e-gli-uomini-di-trump-stanno-cambiando-lordine-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 13:12:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=457346</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Trump si muove come capo d'azienda e va a caccia di accordi favorevoli. Senza badare ad alleanze e tradizioni. Le conseguenze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-dottrina-e-gli-uomini-di-trump-stanno-cambiando-lordine-globale.html">Così la dottrina (e gli uomini) di Trump stanno cambiando l&#8217;ordine globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Trump-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Donald Trump ha inaugurato un nuovo corso nella politica estera statunitense, rompendo con molte convenzioni del passato. Sin dall’inizio della sua amministrazione, <strong>Trump ha rivolto le sue sfide più dure non tanto verso i tradizionali rivali degli Stati Uniti, bensì verso Paesi storicamente amici.</strong> Ha imposto dazi commerciali anche agli alleati (come quelli su acciaio e alluminio) e ha perfino minacciato di ridimensionare la NATO, mentre mostrava interessi insoliti come l’acquisto della Groenlandia e si spingeva a interferire nelle dinamiche politiche europee (emblematico l’<em>endorsement</em> via Twitter di Elon Musk – figura a lui affine – all’estrema destra tedesca dell’AfD). In altre parole, appena insediato, Trump ha orientato <strong>“la maggior parte dei suoi attacchi verso i vicini <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-contro-tutti-trump-spara-su-canada-messico-e-cina-la-prima-raffica-di-dazi.html">(Canada</a> e Messico) e l’Europa”</strong>, riservando paradossalmente toni più cauti verso la Cina. Questo ribaltamento di fronte rispetto alla prassi diplomatica precedente segnala un approccio da “dealmaker”: Trump si muove come un capo d’azienda a caccia di accordi bilaterali vantaggiosi, impaziente verso i vincoli delle alleanze tradizionali. L’obiettivo dichiarato è infatti <strong>“far tornare l’America grande”</strong>, anche a costo di ignorare protocolli e rapporti consolidati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Europa retrocessa da alleato a concorrente</strong></h2>



<p>In quest’ottica, l’Europa ha visto drasticamente ridimensionato il suo ruolo nella strategia USA. Se durante la Guerra Fredda e nei decenni successivi Washington considerava l’Europa un pilastro dell’alleanza occidentale, nell’era Trump l’Unione Europea viene trattata principalmente come un rivale economico.&nbsp;<strong>“Nel mondo di Trump (e<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/elon-musk-lancia-grok3-per-diventare-leader-anche-nellintelligenza-artificiale.html"> di Musk</a>) l’Europa intesa come Ue non è più – o non solo – un alleato bensì soprattutto un potenziale concorrente”</strong>, un intralcio “terzo (o quarto) incomodo” nello scenario bipolare che oppone gli Stati Uniti alla Cina. Dopo il primo mandato trumpiano, eventuali illusioni degli europei su una normale partnership transatlantica sono svanite: Washington sembra disposta a mettere in secondo piano la storica amicizia, percependo l’Europa più come ostacolo commerciale che come alleato strategico. Non sorprende quindi che Trump abbia spesso riservato parole più dure verso Bruxelles, Berlino o Ottawa che non verso Pechino. L’ex presidente ha criticato aspramente il basso contributo europeo alla difesa comune e gli squilibri commerciali, arrivando a mettere in dubbio il valore di difendere altri Paesi “lontani”. In un mondo in cui Trump ridisegna le priorità americane, i&nbsp;<strong>“vecchi alleati dovrebbero difendersi da soli”</strong>, una prospettiva che comprensibilmente preoccupa molto l’Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Priorità geopolitiche ridefinite: il focus sulla Cina</strong></h2>



<p>Il ridimensionamento dell’Europa si inserisce in una più ampia ridefinizione delle priorità geopolitiche statunitensi sotto Trump. La sua amministrazione sembra vedere il XXI secolo non più come un ordine internazionale basato su regole condivise, ma come un’arena di competizione tra grandi potenze e relative <strong>sfere d’influenza</strong>. In questa visione, gli Stati Uniti concentrano potere e interessi nell’emisfero occidentale (dal Polo Nord fino all’America Latina), accettando implicitamente che altre potenze dominino le proprie regioni: “la Cina in Asia orientale, la Russia in Eurasia e gli Stati Uniti nell’emisfero occidentale”. Di conseguenza, Washington appare meno disposta a investire risorse per contenere Mosca in Europa o Pechino in Asia al di fuori delle questioni che toccano direttamente l’America. </p>



<p>L’attenzione di Trump è rivolta soprattutto alla Cina, percepita come il principale competitore sul piano economico e militare globalmente. <strong>La competizione USA-Cina diventa il fulcro della scena mondiale nella dottrina Trump</strong>, relegando altri attori a ruoli secondari. Persino la Russia, tradizionale antagonista, viene vista come un attore di secondo piano “destinato a un ruolo da comprimaria, gestibile e arginabile”. In pratica Trump tende a de-enfatizzare la minaccia russa – con cui ha cercato un dialogo più conciliante – per concentrare energie sul duello strategico con Pechino e sulla tutela dell’interesse americano nel proprio “cortile di casa”. Questa svolta comporta scelte geopolitiche inedite: Trump ha ipotizzato, ad esempio, che gli Stati Uniti potrebbero accettare di buon grado una sfera di influenza russa in Ucraina pur di disimpegnarsi dall’Europa orientale, arrivando a suggerire provocatoriamente che “l’Ucraina potrebbe anche tornare a essere Russia&#8230; e la pace sarebbe assicurata”. Un tale approccio <strong>ribalta decenni di politica estera americana</strong> e i principi dell’ordine internazionale liberale, lasciando intendere che gli USA trumpiani privilegiano accordi pragmatici tra grandi potenze rispetto alla difesa intransigente della sovranità dei piccoli stati o delle alleanze multilaterali.</p>



<p><strong>La squadra di Trump e la nuova dottrina</strong><br>Questa strategia non è frutto del solo Trump, ma anche dei consiglieri e ministri che hanno plasmato la sua politica. Fin dall’inizio, la sua squadra di governo comprendeva figure che condividevano – o rafforzavano – l’impostazione America First. Ad esempio, strateghi come <strong>Steve Bannon</strong> hanno incoraggiato l’approccio nazionalista ed euroscettico, sostenendo che l’Unione Europea fosse un ostacolo e promuovendo il sovranismo anche oltreoceano. Allo stesso tempo, advisor economici come <strong>Peter Navarro e Robert Lighthizer</strong> hanno dato sostanza alla linea dura verso Pechino, traducendo la retorica protezionista in dazi e barriere commerciali. Sul fronte diplomatico, segretari di Stato come Mike Pompeo hanno spinto una politica estera assertiva, identificando la Cina come <strong>“rivale strategico numero uno”</strong> e mettendo in discussione gli impegni tradizionali con alleati che, a loro avviso, approfittavano degli Stati Uniti. </p>



<p>L’orientamento della squadra trumpiana ha dunque favorito il confronto con la Cina e una certa disinvoltura nel trattare con durezza anche gli alleati. Inoltre, figure non istituzionali ma influenti nel suo entourage mediatico-ideologico – come il già citato Elon Musk o l’ex consigliere Bannon – hanno contribuito a diffondere questa visione distopica in cui l’America si smarca dai vecchi amici e riscrive le regole a proprio vantaggio. Non a caso, Trump ha avuto pochi veri alleati personali sulla scena mondiale: uno di questi è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, con cui condivide una visione spregiudicata delle relazioni internazionali. Proprio la gestione della crisi mediorientale ha mostrato il modus operandi della squadra di Trump: il suo inviato speciale per il Medio Oriente è riuscito a ottenere un fragile cessate-il-fuoco tra Israele e Hamas con proposte fuori dagli schemi tradizionali, come quella di <strong>“spostare i palestinesi in un posto tranquillo”</strong> per risolvere a tavolino il problema di Gaza. </p>



<p>Soluzioni di questo genere – appoggiate da un alleato fidato come Netanyahu – evidenziano come l’entourage trumpiano fosse disposto a rompere tabù e protocolli diplomatici, in linea con la visione del presidente. In sintesi, la <strong>dottrina Trump</strong> è stata portata avanti da una squadra che ha sposato l’idea di un drastico riallineamento della politica estera USA, anteponendo l’interesse nazionale immediato e la forza negoziale alla diplomazia multilaterale tradizionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Effetti economici della dottrina “America First”</strong></h2>



<p>Un pilastro della strategia di Trump verso la Cina – e verso il mondo – è la leva economica. Convinto da decenni che gli Stati Uniti “ci rimettono” negli scambi globali, <strong>Trump ha fatto dei dazi e delle guerre commerciali uno strumento privilegiato </strong>sia di politica estera sia di politica interna. In continuità con le idee espresse già negli anni Ottanta nel suo libro <em>The Art of the Deal</em>, Trump considera i deficit commerciali una prova che altri Paesi stiano sfruttando l’America. Durante la presidenza, questa convinzione si è tradotta in azioni concrete: l’imposizione di tariffe punitive contro la Cina per decine di miliardi di dollari di beni, il ritiro da accordi commerciali plurilaterali (come il TPP) e <strong>continue minacce di nuovi dazi per piegare sia rivali che partner</strong>. L’obiettivo dichiarato era ottenere condizioni più eque per gli Stati Uniti e proteggere l’industria nazionale, ma la portata globale di queste mosse è stata dirompente. La “dottrina dei dazi” di Trump ha innescato una spirale di ritorsioni e contromisure: Pechino, ad esempio, ha colpito a sua volta prodotti agricoli americani e tecnologici, mentre altri Paesi hanno cercato di adattarsi al nuovo scenario.</p>



<p>Nel breve periodo, la tattica di Trump ha messo sotto pressione l’economia cinese, ma non senza costi per gli stessi Stati Uniti e i loro alleati. Le filiere produttive internazionali hanno iniziato a riorganizzarsi per aggirare gli ostacoli: la Cina ha dimostrato <strong>“di essere diventata piuttosto brava ad aggirare i dazi statunitensi”</strong> spostando fabbriche e investimenti verso Paesi terzi. Ad esempio, nel 2023 la taiwanese Foxconn ha aperto una grande fabbrica di iPhone in India, mentre imprese cinesi e statunitensi del settore automobilistico e manifatturiero hanno ampliato la produzione in Messico, Vietnam, Malesia e altri stati asiatici. Ciò significa che parte della pressione dei dazi è stata neutralizzata attraverso delocalizzazioni e nuove catene di fornitura fuori dalla Cina continentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I timori di Washington</h2>



<p>Questa dinamica ha anche creato timori a Washington: Trump si è detto preoccupato che Pechino sfrutti persino il nuovo trattato nordamericano USMCA (ex NAFTA) per far entrare i suoi prodotti negli USA attraverso Canada e Messico, “timore (che) spiega le minacce di dazi nei confronti dei Paesi vicini”. Di fatto, la guerra commerciale di Trump ha finito per coinvolgere anche partner storici come Ottawa e Città del Messico – confermando la logica che nessun Paese, nemmeno amico, è immune dai dazi se questo serve agli interessi americani.</p>



<p>Alla luce di tutto ciò, gli economisti si interrogano sugli effetti di lungo termine della dottrina Trump. Da un lato, essa <strong>ha ridisegnato il ruolo globale di Washington nei commerci</strong>: gli Stati Uniti da promotori del libero scambio si sono trasformati in attori imprevedibili e protezionisti. Dall’altro lato, <strong>questa strategia aggressiva rischia di “favorire Pechino</strong> e accelerare il declino dell’influenza degli Stati Uniti nei Paesi emergenti”. Infatti, mentre Washington alzava barriere, la Cina ne ha approfittato per rafforzare la propria integrazione economica altrove, firmando accordi di libero scambio bilaterali e investendo in Asia, Africa e America Latina. Paradossalmente, l’unilateralismo economico di Trump ha spinto molte nazioni a guardare altrove per opportunità commerciali, erodendo la leadership americana nei mercati emergenti. Inoltre, alcune industrie USA (come l’agricoltura e l’automotive) hanno sofferto la perdita di sbocchi o l’aumento dei costi di importazione, mostrando i limiti domestici del protezionismo. Nel complesso, <strong>la dottrina “America First” in economia ha certamente avuto un impatto globale</strong>: ha incrinato decenni di architettura commerciale basata su regole condivise (indebolendo ad esempio l’OMC/WTO) e ha aperto la strada a una competizione economica più frammentata e regionale, con il rischio di blocchi economici contrapposti attorno a Washington e Pechino.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conseguenze per l’ordine internazionale</strong></h2>



<p>Le politiche di Trump verso la Cina e la sua reinterpretazione delle alleanze hanno implicazioni profonde per l’ordine mondiale. La visione trumpiana prefigura la fine dell’ordine liberale fondato sul multilateralismo americano post-1945, sostituito da un equilibrio basato sul potere delle grandi potenze. Invece di un sistema di regole universali, si delineano <strong>“tre zone d’influenza”</strong> principali – una sino-centrica in Asia, una russo-centrica in Eurasia e una sotto il controllo statunitense nelle Americhe. Ciò significa che aree come l’Europa occidentale, prive di una superpotenza autoctona, <strong>rischiano di trovarsi senza il tradizionale ombrello protettivo americano</strong> e al contempo esposte alle pressioni degli altri blocchi. L’idea che <strong>gli Stati Uniti possano “tagliare i legami”</strong> che li vincolano da decenni alla difesa dell’Europa e dell’Asia ha già innescato un acceso dibattito nelle capitali occidentali. In Europa in particolare l’ipotesi di dover <strong>“difendersi da soli”</strong> senza l’America appare preoccupante, spingendo alcuni leader a invocare un rafforzamento della difesa comune europea e dell’autonomia strategica dell’UE.</p>



<p>Allo stesso tempo, l’approccio Trump ha incoraggiato una politica estera più spregiudicata anche da parte di altri attori. La riluttanza americana a sostenere incondizionatamente gli alleati o a intervenire in crisi lontane può aver dato spazio a mosse più aggressive: la Russia di Putin, ad esempio, ha potuto intravedere la possibilità di consolidare la propria sfera d’influenza nell’ex spazio sovietico senza un forte intervento USA contrario. La disponibilità di Trump a “chiudere un occhio” sulle mire di Mosca in Ucraina o a tollerare l’erosione graduale dell’autonomia di Taiwan (definendo meno impellente l’interesse a difenderla) lancia segnali che potrebbero alterare gli equilibri regionali. Anche in Asia, gli <strong>alleati tradizionali come Giappone e Corea del Sud hanno percepito l’incertezza dell’ombrello di sicurezza americano</strong> e potrebbero essere tentati di adottare posture più indipendenti – o nel peggiore dei casi, di piegarsi a compromessi con Pechino. Sul fronte mediorientale, le azioni di Trump (dall’avvicinamento senza precedenti a Kim Jong-un in Corea del Nord, allo spostamento dell’ambasciata USA a Gerusalemme, fino all’isolazionismo verso l’Iran) hanno ridisegnato alleanze e inimicizie, spesso ignorando il consenso internazionale. La sua recente proposta di “deportazione” dei palestinesi per risolvere il conflitto israelo-palestinese ha scandalizzato molti osservatori, segnalando un indebolimento delle norme umanitarie che finora hanno retto i negoziati di pace.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una frattura netta </h2>



<p>In definitiva, la <strong>dottrina Trump</strong> verso la Cina e il mondo ha introdotto elementi di instabilità e incertezza nell’ordine globale. Da un lato, <strong>ha messo apertamente in discussione istituzioni e prassi consolidate</strong> – dalle alleanze militari come la NATO alla fiducia nei meccanismi multilaterali di risoluzione delle dispute – erodendo il ruolo di garante internazionale tradizionalmente esercitato dagli Stati Uniti. Dall’altro lato, ha accelerato<strong> la transizione verso un sistema internazionale più competitivo e meno cooperativo</strong>, in cui le grandi potenze si contendono sfere di influenza e i Paesi medi o piccoli devono adattarsi a un gioco geopolitico più duro. Nel breve termine, alcuni risultati sono tangibili: la Cina, oggetto della pressione americana, sta cercando di capitalizzare gli spazi lasciati liberi dagli USA rafforzando la propria posizione in Asia e nel Sud del mondo; l’Europa, scossa dalla retorica trumpiana, dibatte sul proprio futuro strategico ed economico senza l’affidabilità del partner d’Oltreoceano; e gli Stati Uniti stessi appaiono più isolati in certi consessi, con un’immagine di potenza imprevedibile. </p>



<p>Le conseguenze a lungo termine restano in parte imprevedibili. La strategia di Trump potrebbe costringere a un doloroso riequilibrio l’ordine internazionale nato dopo la Seconda guerra mondiale, magari stabilizzandosi in nuovi equilibri di potere; oppure potrebbe innescare reazioni a catena capaci di alimentare conflitti e crisi economiche globali, qualora il <strong>“bluff”</strong> di una politica estera così muscolare non regga alla prova del tempo. Ciò che è certo è che l’era Trump ha segnato una frattura netta, ridefinendo priorità e modalità dell’azione americana nel mondo – una frattura le cui implicazioni globali si faranno sentire anche negli anni a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-dottrina-e-gli-uomini-di-trump-stanno-cambiando-lordine-globale.html">Così la dottrina (e gli uomini) di Trump stanno cambiando l&#8217;ordine globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Panama, Groenlandia&#8230; Ma se credete che siano solo farneticazioni di Trump&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/panama-groenlandia-ma-se-credete-che-siano-solo-farneticazioni-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jan 2025 13:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=452582</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1233" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b-600x385.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b-1536x986.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando parla di annettere Panama e la Groenlandia, Trump non sta farneticando ma solo riscoprendo una vecchia vocazione degli Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/panama-groenlandia-ma-se-credete-che-siano-solo-farneticazioni-di-trump.html">Panama, Groenlandia&#8230; Ma se credete che siano solo farneticazioni di Trump&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1233" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b-600x385.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250119001138275_1fafcf3906ec398e2535b06f7d82462b-1536x986.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le affermazioni del presidente eletto <strong>Donald Trump</strong>, che manifestano le mire degli Stati Uniti su <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-rivuole-il-canale-di-panama-ma-puo-riprenderselo-solo-con-la-guerra.html">Panama</a>, <a href="https://it.insideover.com/politica/non-solo-trump-perche-la-groenlandia-e-strategica-per-gli-usa.html">Groenlandia</a> e sul <strong>Canada</strong>, non sono affatto, come qualcuno crede, le farneticazioni estemporanee di un eccentrico inquilino della Casa Bianca poco incline alla diplomazia e famoso per le sue dichiarazioni altisonanti. Rientrano invece in una visione del mondo <strong>radicata nella tradizione politica a stelle e strisce</strong>, dalla Dottrina Monroe al Corollario Roosevelt (sui cui ci soffermeremo successivamente).</p>



<p>&#8220;Come nel caso della Dottrina Monroe, che nel XIX secolo sfidò l’espansionismo europeo, oggi Trump sta cercando di contrastare quello che definirei “colonialismo economico e politico” di Paesi come la Cina e la Russia. Questi sono i veri rivali globali degli Stati Uniti, e li vediamo operare in Asia, Medio Oriente, America Latina e Africa&#8221; <a href="https://it.insideover.com/politica/george-papadopoulos-la-dottrina-trump-rafforzera-gli-usa-e-quanto-a-putin.html">ha raccontato l&#8217;ex collaboratore del tycoon, George Papadopoulos, a <em>InsideOver</em></a>. Secondo Trump, la sicurezza dell&#8217;emisfero occidentale, esteso fino alla Groenlandia, costituisce il fulcro della leadership statunitense. Tale visione si basa su un approccio determinato dalla <strong>tutela dell&#8217;interesse nazionale</strong>, privilegiando un&#8217;affermazione strategica e muscolare rispetto a velleitari tentativi di imporre l&#8217;influenza americana in aree remote e lontane, spesso tramite conflitti interminabili (le cosiddette <em>Endless Wars</em>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;Donroe Doctrine&#8221;</h2>



<p>L&#8217;idea di utilizzare la <strong>forza militare</strong> per annettere la <strong>Groenlandia</strong> è stata ventilata dal presidente eletto, scatenando reazioni contrastanti negli Stati Uniti e nel mondo. Durante una conferenza stampa al Mar-a-Lago, Trump ha accennato a questa possibilità. Peraltro, nel 2019, lo stesso tycoon affermò che gli Stati Uniti avrebbero dovuto comprare l&#8217;isola. Ma perché la <strong>Groenlandia</strong>, una remota isola ghiacciata sotto sovranità danese, suscita tanto interesse?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨 ‘THE DONROE DOCTRINE’: Today’s cover of the New York Post<br><br>Panama Canal = “PanaMAGA Canal”<br>Greenland = “Our land”<br>Gulf of Mexico = “Gulf of America”<br>Canada = “51st state” <a href="https://t.co/ZBHAhD3EzZ">pic.twitter.com/ZBHAhD3EzZ</a></p>&mdash; Eric Daugherty (@EricLDaugh) <a href="https://twitter.com/EricLDaugh/status/1876989847195250920?ref_src=twsrc%5Etfw">January 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo analisti e fonti vicine alla transizione presidenziale, citate dal <em>New York Post</em>, le motivazioni risiedono nella <strong>posizione strategica e nelle risorse naturali uniche </strong>dell&#8217;isola. La Groenlandia, considerata la più grande isola del mondo, si trova lungo rotte di navigazione cruciali e ospita abbondanti <strong>terre rare come litio, cobalto e grafite</strong>, materiali essenziali per la produzione tecnologica e militare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le mire sulla Groenlandia e sull&#8217;Artico</h2>



<p>Il controllo della Groenlandia consentirebbe agli Stati Uniti di <strong>rafforzare la propria posizione nell&#8217;Artico</strong>, una regione che sta diventando sempre più contesa tra Washington, Pechino e Mosca. E che in prospettiva, con i cambiamenti climatici in corso, assumerà un ruolo ancora più predominante. L&#8217;Artico, infatti, non è solo una miniera di risorse naturali, ma anche un <strong>crocevia strategico per le rotte marittime emergenti</strong>, rese accessibili dal ritiro dei ghiacci causato proprio dal cambiamento climatico.</p>



<p>Secondo il <em>Wilson Center</em>, gli Stati Uniti sono impegnati da anni in una silenziosa competizione con Cina e Russia per l&#8217;accesso all&#8217;Artico. La Cina, in particolare, è un fornitore chiave di terre rare per gli Stati Uniti, ma questa dipendenza è considerata &#8220;non sostenibile&#8221; a lungo termine, data la crescente rivalità geopolitica tra Washington e Pechino. <strong>Alex Plitsas</strong>, membro dell&#8217;<em>Atlantic Council</em>, spiega: &#8220;Ci sono due ragioni principali per annetterla. La prima sono i grandi depositi di elementi rari necessari per la difesa e la produzione elettronica. La seconda è che la Groenlandia offre una legittima rivendicazione sull&#8217;Artico, fornendo agli Stati Uniti un vantaggio nelle future competizioni su risorse e navigazione&#8221;.</p>



<p>Va detto che gli Stati Uniti, grazie a un accordo del <strong>1951</strong> (e successivi), hanno già il diritto di mantenere basi militari in Groenlandia. La <strong>Thule Air Base</strong>, situata nel Nord dell&#8217;isola, era una grande struttura durante la Guerra Fredda e, nonostante le smentite ufficiali, ospitava anche armi nucleari. Ora ribattezzata <strong>Pituffik Space Base</strong>, la struttura si occupa di funzioni di <strong>allerta precoce</strong> e <strong>sorveglianza spaziale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Canale di Panama</h2>



<p>Come <strong>Teddy Roosevelt</strong> prima di lui, anche Donald Trump comprende l&#8217;importanza del Canale di Panama, la cui costruzione, come ricorda Henry Kissinger, iniziò nel 1904 con competenze ingegneristiche e fondi americani su un territorio strappato alla Colombia tramite una ribellione locale sostenuta dagli Usa. La <strong>Repubblica di Panama</strong>, diventata ufficialmente indipendente il 3 novembre 1903, grazie al sostegno politico e militare americano, è oggi uno Stato sovrano e indipendente. Per molti decenni, tuttavia, una parte del territorio panamense, relativa alla Zona del Canale di Panama, fu amministrata da Washington. Questa situazione <strong>terminò solo nel 1999</strong>, quando il controllo del canale passò interamente a Panama, in seguito agli accordi del Trattato Torrijos-Carter. Il trattato fu firmato nel 1977, quando gli Usa vedevano nella Cina un partner in chiave anti-sovietica e non come il principale rivale strategico a livello globale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250115122945827_aa343405f8729bab04e331bbe33f64cb-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-452588" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250115122945827_aa343405f8729bab04e331bbe33f64cb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250115122945827_aa343405f8729bab04e331bbe33f64cb-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250115122945827_aa343405f8729bab04e331bbe33f64cb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250115122945827_aa343405f8729bab04e331bbe33f64cb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250115122945827_aa343405f8729bab04e331bbe33f64cb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250115122945827_aa343405f8729bab04e331bbe33f64cb.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dopo il passaggio alla sovranità panamense nel 1999, alcuni politici statunitensi hanno continuato a considerare questa decisione un <strong>errore strategico</strong>, soprattutto alla luce <strong>dell’influenza crescente della Cina</strong> nella regione. Pechino, attraverso <a href="https://www.freightwaves.com/news/why-the-panama-canal-is-so-important-to-trump">investimenti infrastrutturali e il controllo di porti chiave vicino al canale</a>, ha ampliato il suo ruolo, sollevando timori di manipolazione commerciale, sorveglianza tecnologica e rischi per la neutralità del canale. </p>



<p>Come riporta il <em><a href="https://www.nytimes.com/2024/12/26/us/politics/trump-panama-canal.html">New York Times</a></em>, la società di Hong Kong <strong>CK Hutchison Holdings</strong> gestisce due porti agli ingressi del <strong>Canale di Panama</strong>, sollevando preoccupazioni per la sicurezza e la concorrenza negli Stati Uniti, poiché Hong Kong è ormai sotto il controllo cinese. Gli esperti sottolineano che la società potrebbe raccogliere dati su tutte le navi che attraversano il canale, conferendo alla Cina un vantaggio strategico. Inoltre, la Cina utilizza le sue operazioni marittime per attività di <strong>intelligence e spionaggio</strong>. Secondo alcuni esperti, Pechino potrebbe esercitare un certo controllo sul canale anche in assenza di conflitti militari, rappresentando una potenziale minaccia. Tuttavia, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, <strong>Mao Ning</strong>, ha dichiarato che la Cina continuerà a rispettare la sovranità di Panama sul canale. Pechino, il secondo maggiore utilizzatore del canale dopo gli Stati Uniti, ha rafforzato la propria influenza nella regione dal 2017, quando Panama ha riconosciuto la Cina al posto di <strong>Taiwan</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla Dottrina Monroe al Corollario Roosevelt</h2>



<p>Il 2 dicembre 1823, il presidente degli Stati Uniti <strong>James Monroe</strong> annunciò la <strong>Dottrina Monroe</strong>, un documento che avrebbe definito per decenni la politica estera americana e che ancora oggi rimane una pietra miliare della politica estera statunitense, come dimostrano le affermazioni di Trump. Esposta nel suo messaggio annuale al Congresso, tale dottrina tracciava una linea netta tra il Vecchio Mondo (Europa) e il Nuovo Mondo (Americhe), dichiarando che i due dovevano rimanere sfere separate e autonome.</p>



<p>La Dottrina Monroe si basava su <strong>quattro principi fondamentali</strong>: gli Stati Uniti non sarebbero intervenuti nelle guerre o negli affari interni delle potenze europee; avrebbero rispettato le colonie e le dipendenze europee esistenti nelle Americhe, senza interferire con esse; l&#8217;intero emisfero occidentale sarebbe stato considerato chiuso a nuove colonizzazioni; qualsiasi tentativo da parte delle potenze europee di opprimere o controllare le nazioni americane sarebbe stato interpretato come un atto ostile contro gli Stati Uniti. Con questa dichiarazione, Monroe pose le basi per una politica di non intervento europeo nelle Americhe, affermando al contempo il ruolo degli Stati Uniti come <strong>protettori della sovranità delle nazioni</strong> dell&#8217;emisfero occidentale.</p>



<p>La <strong>Dottrina Monroe</strong> fu ulteriormente rafforzata dal &#8220;Corollario Roosevelt&#8221;, che prende il nome dal 26esimo presidente degli Stati Uniti, <strong>Theodore Roosevelt</strong>, secondo il quale, come ricordava Henry Kissinger nel suo saggio <em>Ordine Mondiale</em> (Mondadori), Washington avrebbe avuto il diritto di intervenire preventivamente negli affari interni delle altre nazioni dell&#8217;emisfero occidentale per porre rimedio a casi palesi di &#8220;comportamento illecito o di incapacità&#8221;.</p>



<p>La visione di Trump enfatizza il controllo strategico delle risorse e delle rotte cruciali, come il <strong>Canale di Panama</strong> e l&#8217;<strong>Artico</strong>, per contrastare l&#8217;influenza crescente di Cina e Russia nel mondo. Con queste mosse, il presidente eletto intende riscoprire vecchi principi geopolitici adattandoli al mondo contemporaneo, focalizzandosi sulla protezione degli interessi nazionali americani (<em>America First</em>).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/panama-groenlandia-ma-se-credete-che-siano-solo-farneticazioni-di-trump.html">Panama, Groenlandia&#8230; Ma se credete che siano solo farneticazioni di Trump&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal Messico al Canada, Trump da l&#8217;addio alla politica di buon vicinato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dal-messico-al-canada-trump-da-laddio-alla-politica-di-buon-vicinato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 16:47:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2024]]></category>
		<category><![CDATA[insediamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=452798</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="768" height="432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>Come si muoverà l'amministrazione Trump con i vicini continentali, da Nord a Sud, tra immigrazione e dazi doganali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-messico-al-canada-trump-da-laddio-alla-politica-di-buon-vicinato.html">Dal Messico al Canada, Trump da l&#8217;addio alla politica di buon vicinato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="768" height="432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>&#8220;<em>Gli Stati Uniti torneranno isolazionisti</em>&#8220;: questo è il <em>refrain</em> caro a chi vede nella prossima amministrazione Trump un palese intento di Washington di battere in ritirata. Ma è davvero così? A questo proposito occorre fare due precisazioni: sebbene il futuro presidente degli Stati Uniti non abbia una grande passione né per la politica estera tantomeno per i multilateralismo, l&#8217;isolazionismo è cosa ben diversa. A questo occorre aggiungere che, a ben vedere, gli Stati Uniti isolazionisti non lo sono stati mai. E di certo non cominceranno adesso.</p>



<p>Il passato e l’attuale fotografia delle relazioni tra Washington e i vicini possono aiutare a fare qualche previsione. Trump certamente impronterà la sua idea di “<strong>buon vicinato</strong>” sul pragmatismo e sulla centralità degli interessi americani, in linea con la sua filosofia &#8220;<em><strong>America First</strong></em>&#8220;. Le relazioni con i Paesi confinanti, come Messico e Canada, e con l&#8217;America Latina nel suo complesso, saranno certamente gestite in modo selettivo, puntando a vantaggi economici e strategici diretti per gli Stati Uniti. È probabile, inoltre, che Trump mantenga il suo tradizionale <strong>scetticismo verso le organizzazioni regionali </strong>come l’Organizzazione degli Stati Americani, privilegiando un dialogo bilaterale con i singoli Paesi, giudicato più vantaggioso e gestibile. C’è da aspettarsi che il filo conduttore di questa strategia resterà un severo nazionalismo economico e politico, con una netta riluttanza a investire risorse diplomatiche o finanziarie in relazioni che non apportino benefici diretti.</p>



<p>Nell’immediato esiste un’<strong>emergenza Canada</strong> che va sanata prima creare una frattura storica nel blocco nordamericano. Di certo, le <em>boutade</em> sul 51esimo stato non giovano alla situazione, aggravatasi con le dimissioni di<strong> Justin Trudeau</strong>. Quest&#8217;ultimo, che si dimetterà dall&#8217;incarico di primo ministro all&#8217;inizio di marzo, promette contromisure se Trump metterà in atto la sua minaccia e vuole una risposta unita dal Governo federale e da dieci province. Ma stanno emergendo delle divisioni interne, con alcune province scontente di quella che ritengono una mancanza di leadership da parte di Ottawa. &#8220;<em>Il governo federale … deve darsi una mossa</em>&#8220;, ha affermato il premier dell&#8217;Ontario Doug Ford. L&#8217;Ontario, la provincia più popolosa e il cuore industriale del Canada, potrebbe perdere fino a 500.000 posti di lavoro se venissero imposte delle tariffe capestro. Trudeau terrà una riunione del suo Governo proprio tra il 20 e il 21 gennaio, mentre Trump si insedierà alla Casa Bianca. Il governo canadese sta preparando miliardi di dollari in misure di ritorsione sulle esportazioni statunitensi in Canada se il presidente eletto dovesse dare seguito alla minaccia di imporre dazi sui prodotti canadesi, dando il via a una potenziale resa dei conti tra due Paesi che sono uno il maggiori partner commerciale dell&#8217;altro. &#8220;<em>Supporto il principio di una risposta dollaro per dollaro</em>&#8220;, ha detto il premier dimissionario Trudeau.</p>



<p>Guardando al confine meridionale, nei confronti del <strong>Messico</strong> è prevedibile un rinnovato impegno nel controllo dell&#8217;<strong>immigrazione irregolare</strong>, con la possibile ripresa dei progetti di rafforzamento della sicurezza al confine, incluso il famigerato muro. Parallelamente, potrebbero emergere pressioni per una maggiore cooperazione nel contrasto al <strong>narcotraffico</strong>, ma con un approccio che spinga il Governo messicano a farsi carico di un ruolo più rilevante nei costi e nelle responsabilità. Sul piano economico, la rinegoziazione di accordi come l’<strong>USMCA</strong> potrebbe rappresentare un ulteriore capitolo di tensioni e aggiustamenti, soprattutto in nome della tutela del lavoro e dell’industria americana. Sulla questione migratoria Trump ha giocato almeno la metà della sua campagna elettorale, ma non è l’unica vicenda in ballo. Questo mese, durante una conferenza stampa nella sua tenuta di Mar-a-Lago, Trump ha annunciato la sua ultima visione per la revisione della mappa del mondo: &#8220;<em>Cambieremo il nome del Golfo del Messico in Golfo d&#8217;America, che ha un suono meraviglioso</em>&#8220;. Si tratta di bordate che vanno comunque prese sul serio, considerando il rango del leader che le propone. In effetti, Trump incolpa ferocemente il vicino meridionale degli Stati Uniti per il flusso di migranti &#8220;illegali&#8221; e droga verso Nord, come se la domanda di sostanze illecite non giungesse dal cuore degli Stati Uniti. Né, di certo, la dipendenza economica degli Stati Uniti dalla <strong>manovalanza clandestina</strong> è un dato da poter ignorare.</p>



<p>Le nomine di Trump, tra cui <strong>Marco Rubio</strong> come Segretario di Stato, Christopher Landau come Vice Segretario di Stato e le rapide nomine di ambasciatori statunitensi in diversi paesi latinoamericani, come il Messico, indicano che la regione sarà una priorità più alta per la politica estera degli Stati Uniti, soprattutto per quanto riguarda migrazione e droghe illecite. Il crescente allineamento di Trump con leader populisti, spesso autoritari in America Latina, come <strong>Javier Milei</strong> in Argentina, <strong>Nayib Bukele</strong> di El Salvador e la<strong> famiglia Bolsonaro</strong> in Brasile, potrebbe incoraggiare gli attori antidemocratici, agitando le sabbie mobili dell&#8217;area. Tuttavia, in qualità di massimo diplomatico del Paese, Rubio avrebbe il compito di guidare gli sforzi volti a espandere l&#8217;influenza degli Stati Uniti. A lui, inoltre, l’ingrato compito cercare di disinnescare alcune delle tensioni derivanti da tale minaccia e dall&#8217;effettiva imposizione di tariffe, se ciò dovesse verificarsi.</p>



<p>Dal Canada alla Groenlandia, dunque, passando per il <strong><em><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-rivuole-il-canale-di-panama-ma-puo-riprenderselo-solo-con-la-guerra.html#google_vignette">Panama affair</a></em></strong>, le parole di Trump annunciano che la passività degli Stati Uniti nell&#8217;emisfero occidentale è finita. Negli ultimi decenni, una lunga tradizione di attenzione Usa verso i propri vicini è stata abbandonata in maniera <em>bipartisan</em>. Con la fine della Guerra Fredda, Washington ha dato per scontato di “essere al sicuro”, lanciandosi soprattutto in Medio Oriente: dal primo conflitto in Iraq fino alla <em>War on terror</em>. Intimidita dall&#8217;insicurezza da “scontro di civiltà” ha lasciato che gli avversari degli Stati Uniti colmassero i vuoti: vedasi la Cina in America Latina. Ma anche Russia e Iran (a mezzo Hezbollah), lesti a promuovere i loro interessi nell’America caraibica e meridionale. Si tratta di un ritorno alla <strong>dottrina Monroe</strong>? Sostanzialmente sì, ma con una differenza: le mappe geografiche non sono più quelle del 1823.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-messico-al-canada-trump-da-laddio-alla-politica-di-buon-vicinato.html">Dal Messico al Canada, Trump da l&#8217;addio alla politica di buon vicinato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il big tech ai piedi di Trump nell&#8217;attesa di appalti e aiuti fiscali</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-big-tech-ai-piedi-di-trump-nellattesa-di-appalti-e-aiuti-fiscali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 13:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Big Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Silicon Valley]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=452232</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/President_Trump_Meets_with_Mark_Zuckerberg_48765153148.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/President_Trump_Meets_with_Mark_Zuckerberg_48765153148.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/President_Trump_Meets_with_Mark_Zuckerberg_48765153148-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/President_Trump_Meets_with_Mark_Zuckerberg_48765153148-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/President_Trump_Meets_with_Mark_Zuckerberg_48765153148-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/President_Trump_Meets_with_Mark_Zuckerberg_48765153148-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Mar-a-Lago chiama Pennsylvania Avenue: i Ceo della Silicon Valley sfilano, uno dopo l'altro, alla corte di Donald Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-big-tech-ai-piedi-di-trump-nellattesa-di-appalti-e-aiuti-fiscali.html">Il big tech ai piedi di Trump nell&#8217;attesa di appalti e aiuti fiscali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/President_Trump_Meets_with_Mark_Zuckerberg_48765153148.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/President_Trump_Meets_with_Mark_Zuckerberg_48765153148.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/President_Trump_Meets_with_Mark_Zuckerberg_48765153148-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/President_Trump_Meets_with_Mark_Zuckerberg_48765153148-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/President_Trump_Meets_with_Mark_Zuckerberg_48765153148-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/President_Trump_Meets_with_Mark_Zuckerberg_48765153148-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Mar-a-Lago chiama Pennsylvania Avenue: i <strong>Ceo della Silicon Valley</strong> sono pronti a essere in prima linea all&#8217;inaugurazione presidenziale di <strong>Donald Trump </strong>dopo essere sfilati, uno dopo l&#8217;altro, alla corte del comandante in capo entrante nella sua residenza in Florida per parlare delle future politiche tecnologiche ed economiche. Tutti i big della tecnologia, dopo anni burrascosi di rapporti con The Donald, mostrano un atteggiamento collaborativo esemplificato nelle donazioni versate per la <strong>cerimonia inaugurale del 20 gennaio</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Cook a Zuckerberg via Bezos: tutti in fila da Trump</h2>



<p>Tutti in fila per Trump, insomma, in una dimostrazione plastica di quello che è il <strong>primato della politica,</strong> specie della politica di una potenza che è impero e <a href="https://it.insideover.com/politica/george-papadopoulos-la-dottrina-trump-rafforzera-gli-usa-e-quanto-a-putin.html">con il Trump 2.0 intende dirlo a gran voce nel mondo.</a> <strong>E non si tratta solo della volontà di<a href="https://it.insideover.com/politica/musk-milei-un-asse-tra-individualismo-e-libero-mercato-per-guidare-la-destra-mondiale.html"> inseguire Elon Musk</a></strong>, che della proiezione politica (e geopolitica) del suo business ha fatto un dato fondamentale negli ultimi anni ed è diventato uno dei registi <a href="https://it.insideover.com/dossier/trump-2-0-tutti-gli-uomini-del-presidente">della vittoria elettorale di Trump</a>. Parliamo anche di una volontà concreta di collaborazione che <strong>mira a portare il Big Tech a capitalizzare</strong>, con forza, il Trump 2.0 e le sue politiche pronte a favorire il grande business, i miliardari, il rafforzamento del legame tra frontiera tecnologica e sicurezza nazionale.</p>



<p>C&#8217;è chi, come <strong>Microsoft</strong>, ha mantenuto un approccio in continuità: il gruppo fondato da Bill Gates e guidato da Satya Nadella ha donato mezzo milione di dollari all&#8217;inaugurazione di Trump così come aveva fatto nel 2017 e poi nel 2021 con Joe Biden. Poi c&#8217;è il trittico di top manager e imprenditori più storicamente vicino al <strong>Partito Democratico: <a href="https://it.insideover.com/economia/la-compagnia-delle-indie-di-bezos-vende-azioni-cosa-succede-ad-amazon.html">Jeff Bezos</a>, Tim Cook, Mark Zuckerberg</strong>. Il patron di Amazon, il Ceo di Apple e il fondatore di Facebook si sono recati a Mar-a-Lago e hanno <strong>avuto un attivo confronto con Trump</strong>, che si è sdebitato <strong>invitandoli all&#8217;inaugurazione</strong>. A loro si aggiunge <strong>Sam Altmann</strong>, fondatore di OpenAI, e <a href="https://www.fastcompany.com/91257772/trump-inauguration-big-tech-donations-list-google-microsoft-meta-apple">come riporta <em>Fast Company</em> Trump </a>avrebbe incontrato anche il co-fondatore di Google Sergey Brin e il Ceo di Alphabet Sundar Pichai a Mar-a-Lago e anche esponenti di <a href="https://www.cnn.com/2024/12/16/tech/tiktok-ceo-trump-supreme-court/index.html">TikTok</a> e <a href="https://www.cnn.com/politics/live-news/trump-cabinet-transition-news-12-16-24/index.html">Netflix</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi ci sarà all&#8217;insediamento</h2>



<p>Trump ha dato in particolar modo attenzione, oltre che a Musk, a Bezos e Zuckerberg, in passato ritenuti suoi duri critici, per la cerimonia d&#8217;inaugurazione. <a href="https://www.nbcnews.com/politics/donald-trump/elon-musk-jeff-bezos-mark-zuckerberg-attend-trump-inauguration-rcna187642">La Nbc ricorda che Musk, Bezos e Zuckerberg </a>&#8220;avranno un posto d&#8217;onore durante la cerimonia, seduti insieme sul palco insieme ad altri ospiti illustri, tra cui i candidati al gabinetto di Trump e funzionari eletti&#8221;, e mentre Bezos si è offerto di trasmettere su Amazon Prime la cerimonia Zuckerberg, &#8220;ospiterà un ricevimento in abito da sera lunedì con <a href="https://www.nbcnews.com/politics/2024-election/miriam-adelson-primary-republicans-las-vegas-rcna169762" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la mega-donatrice repubblicana Miriam Adelson</a> per celebrare l&#8217;inaugurazione&#8221;.</p>



<p>Non mancheranno, poi, all&#8217;inaugurazione Cook, Sundar Pichai, Ceo di Alphabet, Sam Altman di Open AI e Dara Khosrowshahi di Uber. Tutti hanno un interesse esplicito nel rapporto con la nuova amministrazione: Amazon, come Microsoft, è in primo luogo <strong>appaltatrice federale del cloud</strong> e degli investimenti in data center e con la costellazione <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/nuova-strategia-amazon-conquistare-spazio.html">Kuiper</a></strong> sta studiando un sistema satellitare per far concorrenza a Starlink del magnate e futuro boiardo di Stato Musk, fatto dimostrato di recente <a href="https://it.insideover.com/spazio/la-sfida-stellare-di-bezos-a-musk-rafforza-la-supremazia-usa.html">possibile dal debutto spaziale di Blue Origin di Bezos.</a> </p>



<p>Apple vuole prepararsi al <strong>possibile impatto di politiche commerciali orientate al reshoring industriale </strong>da parte di Trump. Zuckerberg necessita di ricostruire un rapporto, come sta dimostrando con l&#8217;inversione a U su molte politiche ostili al mondo trumpiano e repubblicano promosse da Meta, dall&#8217;uso di fact-checking su Facebook alle politiche di diversità e inclusione nella scelta di dipendenti e fornitori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parigi val bene una messa&#8230;</h2>



<p>A tutti, fanno gola le <strong>politiche economico-finanziarie di Trump,</strong> che promette grandi tagli fiscali e una spinta agli investimenti volti a far proseguire la sardana borsistica che <a href="https://it.insideover.com/economia/il-volo-della-finanza-nellinverno-delleconomia-prepara-una-bolla-finanziaria.html">nel 2024 ha visto, spinto dall&#8217;intelligenza artificiale, il boom dell&#8217;indice S&amp;P500.</a> Si spera, inoltre, che un rapporto costruttivo con la nuova amministrazione tamponi le esuberanze di molti membri del movimento Maga (<em>Make America Great Again</em>), la corrente populista e conservatrice del Partito Repubblicano più vicina a Trump, che ha <strong>costruito sinergie con la sinistra del Partito Democratico</strong> sul tema della regolamentazione e della lotta antitrust al Big Tech.</p>



<p>In nome di business e interesse nazionale, i custodi della tecnologia chiave per mantenere l&#8217;America impero <strong>mettono sotto terra i conflitti del primo mandato di The Donald</strong>. Un tempo si diceva che Parigi valeva bene una messa, oggi si può dire i dividendi attesi dalle politiche trumpiane valgono bene un inchino a Mar-a-Lago.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-big-tech-ai-piedi-di-trump-nellattesa-di-appalti-e-aiuti-fiscali.html">Il big tech ai piedi di Trump nell&#8217;attesa di appalti e aiuti fiscali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Neocon e guerrafondai, tutti contro il Papa che vede lontano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/neocon-e-guerrafondai-tutti-contro-il-papa-che-vede-lontano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 18:45:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=452352</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="papa Francesco" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il Papa che dieci anni fa prendeva una "terza guerra mondiale a pezzetti" è sotto attacco dai fanatici dell'Occidente belligerante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/neocon-e-guerrafondai-tutti-contro-il-papa-che-vede-lontano.html">Neocon e guerrafondai, tutti contro il Papa che vede lontano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="papa Francesco" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il presidente degli Stati Uniti, <strong>Donald Trump</strong>, che su Panama, Groenlandia e Canada adotta la &#8220;strategia del pazzo&#8221; (Nixon docet), e l&#8217;adattamento quasi indolore della Silicon Valley e dell&#8217;Unione Europea al nuovo vibe reazionario, uno dei pochi ad opporsi al cambio di vento è <strong>Papa Francesco.</strong> Forse perché, come scrive il mio amico Vittorio Ray nella sua newsletter, favorito dal fatto di guidare un’istituzione bimillenaria, con una visione centrata sulla vita ultraterrena più che su obiettivi di budget a breve termine, <a href="https://it.insideover.com/persone/papa-francesco">Bergoglio sta mostrando</a> una postura invidiabile e imperturbabile, finendo <strong>nel<a href="https://it.insideover.com/politica/la-visione-geopolitica-di-papa-francesco.html"> mirino della destra reazionaria </a>e del centro radicalizzato cattolico</strong>. La sua opposizione all&#8217;unilateralismo, il rifiuto di assumere una postura militarista e le sue critiche agli squilibri geopolitici gli hanno valso accuse di essere antioccidentale e persino antisemita.</p>



<p><strong>L&#8217;approccio del Pontefice rappresenta un allontanamento dalla tradizionale visione occidentale</strong>. Ciò che più lo rende incompatibile col nuovo clima di scontro tra blocchi è il fatto che l&#8217;idea stessa di &#8220;Occidente&#8221; non trova spazio nella sua mappa concettuale del mondo. Così come &#8211; e questo era un evidente problema per la galassia <em>neocon</em> &#8211; non trovava spazio nella mappa dell&#8217;ex presidente statunitense <strong>Barack Obama.</strong> Anche la scelta dell&#8217;italiano come lingua di comunicazione, per il Papa, al posto dell&#8217;inglese, riflette una scelta politica consapevole di autonomia dal potere globale. «Il gesuita è un decentrato», disse una volta a un convegno di gesuiti.</p>



<p>Francesco si è posto da subito come continuatore della linea di Giovanni Paolo II, che dopo il crollo del Muro aveva denunciato l’illusorietà del convincimento di onnipotenza &#8211; tipico della politica estera statunitense. <strong>Dieci anni fa presagiva una «Terza guerra mondiale a pezzi».</strong> Il pontefice ha quindi segnato il ritorno del Vaticano nella geopolitica dopo l’eclissi rappresentata da Papa Benedetto XVI. Ma contrastando l&#8217;unilateralismo atlantista, il Papa è diventato un ostacolo per i complici dell&#8217;espansionismo israeliano senza freni in Medio Oriente, e per gli apocalittici sull&#8217;Islam e l&#8217;immigrazione musulmana: una posizione scomoda.</p>



<p>Papa Francesco ha criticato apertamente il Primo Ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, in particolare per l&#8217;alto numero di vittime civili a Gaza e per presunte violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani. La sua posizione ha perciò suscitato reazioni feroci da parte di Israele e stizzite da parte della comunità ebraica italiana più conservatrice, soprattutto dopo che ha suggerito di indagare se le azioni a Gaza possano essere tecnicamente definite come &#8220;genocidio&#8221;. Il segno sembra essere stato passato da Francesco qualche giorno fa: l’occasione per accusare Netanyahu di violare i diritti umani e il diritto internazionale sarebbe stato infatti un incontro con un accademico iraniano, il presidente dell’Università delle religioni Abolhassan Navab. Incontrando il Papa nei primi giorni di gennaio, questi lo avrebbe lodato per la sua “posizione coraggiosa nella difesa del popolo palestinese&#8221; e avrebbe aggiunto: &#8220;Non abbiamo problemi con il popolo ebraico&#8221;. Lo ha riferito, pro domo suo, l&#8217;agenzia iraniana Irna, secondo la quale il Papa avrebbe affermato: &#8220;<strong>Anche noi non abbiamo problemi con gli ebrei; l&#8217;unico problema è con Netanyahu</strong> che, ignorando le leggi internazionali e i diritti umani, ha creato crisi nella regione e nel mondo&#8221;.&nbsp;</p>



<p>I rapporti tra il Vaticano e gli ambienti teologici sciiti sono sempre stati buoni, e forse l&#8217;intercessione di Francesco ha aiutato, secondo la studiosa Luciana Borsatti, la liberazione della giornalista Cecilia Sala. Eppure <strong>quest&#8217;ultima apertura è stata raccontata con orrore dai redivivi <em>neocon</em></strong>, già furiosi quando Francesco ha osservato con commozione un Gesù bambino rivestito con una kefiah palestinese, opera di un artista di Betlemme, gesto che ha alimentato accuse di collusione con regimi oppressivi.</p>



<p>Stessa storia per la questione Ucraina: le dichiarazioni di Francesco sull&#8217;invasione, paragonata agli eccidi (e quindi al genocidio) in Ruanda, più le sue parole durissime contro il patriarca ortodosso Kiril non sono bastate a placare gli attacchi coordinati degli attivisti Nato più massimalisti, soprattutto dopo aver suggerito che il conflitto è stato &#8220;in qualche modo provocato o non impedito&#8221;. Il Papa ha sottolineato la necessità di negoziazioni, ma molti interpretano l&#8217;appello un disfattismo inaccettabile, figure come<strong> Federico Rampini </strong>hanno definito Papa Francesco un rappresentante della &#8220;sinistra cattolica antioccidentale&#8221;, mentre altri hanno paragonato la sua posizione al pacifismo di Chamberlain contro Hitler. Pazienza che Francesco abbia sempre condannato sia la brutalità russa che l’indifferenza della Nato verso le conseguenze dei suoi interventi.</p>



<p>Nonostante le critiche, <strong>Papa Francesco gode di un ampio consenso tra i cattolici nei Paesi in via di sviluppo.</strong> La sua posizione riflette le preoccupazioni di milioni di fedeli in America Latina, Africa e Medio Oriente, che vedono le ipocrisie occidentali in conflitti come quello di Gaza o della Siria. Il Papa rappresenta una voce che cerca di mantenere aperti spazi culturali e diplomatici, anche a costo di scontrarsi con narrative dominanti.</p>



<p>Papa Francesco, insomma, non è un Kissinger né un generale sul campo: il suo ruolo è quello di un leader spirituale che cerca soluzioni di pace in un mondo polarizzato. Il tipo di attacchi che riceve ci mostrano, semmai, <strong>il tentativo di reprimere il dibattito critico e svilire sempre più la libertà di opinione</strong>. Si vedano i fatti di Venezia, dove Amnesty Italia non ha potuto presentare il suo rapporto su Gaza a causa di intimidazioni. La Chiesa cattolica sopravviverà così come la conosciamo ora? Quel che è certo è che, nello scontro epocale che ci aspetta, potremmo essere tutti chiamati ad arruolarci. Tutti incluso il Papa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/neocon-e-guerrafondai-tutti-contro-il-papa-che-vede-lontano.html">Neocon e guerrafondai, tutti contro il Papa che vede lontano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aiuto, Trump ci spia! Ma Greenwald svela la grande ipocrisia dei media americani</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/aiuto-trump-ci-spia-ma-greenwald-svela-la-grande-ipocrisia-dei-media-americani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 16:50:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=452416</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ritorno di Donald Trump spaventa i media americani, che adottano comunicazioni criptate per tutelarsi. Ma Greenwald denuncia l’ipocrisia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/aiuto-trump-ci-spia-ma-greenwald-svela-la-grande-ipocrisia-dei-media-americani.html">Aiuto, Trump ci spia! Ma Greenwald svela la grande ipocrisia dei media americani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025011409472047_e229d8f86d3b921aa458c2063d95ccc0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;imminente <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/woke-addio-mcdonalds-amazon-e-disney-si-adeguano-a-trump.html">ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca</a> pare abbia gettato nel panico i principali media statunitensi. Un <a href="https://www.nytimes.com/2025/01/13/business/trump-media-threats.html">recente articolo del <em>New York Times</em></a>, firmato da David Enrich e Katie Robertson, ha rivelato che giornalisti e redazioni stanno intensificando <strong>l&#8217;uso di comunicazioni criptate</strong> per proteggere sé stessi e le loro fonti da potenziali indagini federali e convocazioni giudiziarie. Una narrazione, quella secondo cui queste precauzioni sarebbero una risposta specifica a Trump, che ignora però un dato di fatto: ovvero che l&#8217;infrastruttura di sorveglianza di massa, capace di monitorare cittadini, giornalisti e oppositori politici, non è certo un&#8217;invenzione di The Donald ma è stata creata anni fa e ampiamente utilizzata sotto <strong>l’amministrazione Obama</strong>.</p>



<p>Secondo il <em>New York Times</em>, avvocati ed editori di importanti testate come il <em>Washington Post</em>, il <em>Wall Street Journal</em>, <em>l’Associated Press</em>, il <em>New Yorker</em> e <em>ProPublica</em> hanno &#8220;incoraggiato i reporter a prendere misure per <strong>ridurre il rischio che le fonti o informazioni confidenziali</strong> possano essere esposte da convocazioni giudiziarie&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading"> &#8220;Comunicazioni criptate&#8221;</h2>



<p>Le raccomandazioni delle testate includono un maggiore uso di programmi di messaggistica criptata come <em>Signal</em>, sia per <strong>comunicare con le fonti</strong> sia, in alcuni casi, con colleghi delle redazioni. &#8220;Alcune grandi redazioni hanno recentemente sollecitato i reporter a non memorizzare documenti sensibili o appunti sul cloud digitale, perché aziende come Apple, Google e Amazon potrebbero essere citate in giudizio dalle autorità federali&#8221;, prosegue l’articolo. Altre testate hanno suggerito di &#8220;eliminare appunti e documenti più rapidamente dopo la pubblicazione degli articoli&#8221;. La stessa linea è stata adottata anche da piccole testate locali, come il <em>Jersey Vindicator</em>, un sito investigativo del New Jersey. La fondatrice del giornale, <strong>Krystal Knapp</strong>, ha spiegato di aver cominciato a usare Signal e <em>ProtonMail</em> per proteggere le comunicazioni e ridurre il rischio di essere citati in giudizio. Knapp ha persino acquistato “una SIM a pagamento al minuto che può facilmente eliminare in caso di necessità”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Greenwald, la critica di un veterano del giornalismo</h2>



<p>La pubblicazione dell&#8217;articolo ha scatenato una reazione immediata da parte del Premio Pulitzer <strong>Glenn Greenwald</strong>, il giornalista investigativo che, nel 2013, ha collaborato con <strong>Edward Snowden</strong> per rivelare i programmi di <strong>sorveglianza di massa della NSA</strong>. Greenwald ha criticato aspramente la narrazione del <em>New York Times</em>, definendola ingannevole e ipocrita: &#8220;Questo è un articolo del <em>NYT</em> assolutamente incredibile. Afferma che i media inizieranno a usare la crittografia per proteggersi dallo spionaggio di Trump. Come se Obama non avesse creato un sistema di sorveglianza di massa utilizzato contro tutti, compresi i media&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This is an utterly unbelievable NYT article. It claims media outlets are now going to start using encryption to protect against Trump spying on them.<br><br>As if Obama didn&#39;t build a system of mass surveillance used against everyone including media outlets.<a href="https://t.co/XxtyFvTbfT">https://t.co/XxtyFvTbfT</a> <a href="https://t.co/cbdhTJ0ZpR">pic.twitter.com/cbdhTJ0ZpR</a></p>&mdash; Glenn Greenwald (@ggreenwald) <a href="https://twitter.com/ggreenwald/status/1878897050424889432?ref_src=twsrc%5Etfw">January 13, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il commento di Greenwald mette in evidenza la grande ipocrisia dei media americani: presentare Trump come una <strong>minaccia unica alla libertà di stampa</strong>, ignorando che le basi di un sistema di sorveglianza invasivo sono state consolidate da precedenti amministrazioni democratiche. <strong>Barack Obama</strong>, in particolare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sorveglianza e controllo nella democrazia a stelle e strisce</h2>



<p>Le denunce di Snowden e Greenwald, nel 2013, avevano già fatto emergere <strong>l’entità della sorveglianza di massa</strong> negli Stati Uniti, dimostrando come l&#8217;NSA raccogliesse dati privati in modo sistematico e senza discriminazione. Oggi, con l’allarme lanciato dai media contro Trump, si ripropone il tema di una stampa che ignora i precedenti, concentrandosi esclusivamente su minacce politiche attuali per scopi narrativi, piuttosto che affrontare il problema strutturale della sorveglianza di massa esercitato attraverso leggi come il <em>Patriot Act</em> o il controverso <em>Foreign Intelligence Surveillance Act</em>, o FISA, che consente al governo di raccogliere, senza alcun mandato, <strong>milioni di dati americani</strong>. Il tutto accade nella nazione che dovrebbe rappresentare un modello di democrazia e libertà per tutto l&#8217;occidente. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/aiuto-trump-ci-spia-ma-greenwald-svela-la-grande-ipocrisia-dei-media-americani.html">Aiuto, Trump ci spia! Ma Greenwald svela la grande ipocrisia dei media americani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Walter Russel Mead: &#8220;Il ritorno di Trump prepara un mondo senza Europa&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/walter-russel-mead-il-ritorno-di-trump-prepara-un-mondo-senza-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jan 2025 14:34:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=452043</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="892" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197-600x279.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197-1024x476.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197-768x357.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197-1536x714.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo il politologo Walter Russel Mead, le élite europee verranno travolte dal secondo mandato di Donald Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/walter-russel-mead-il-ritorno-di-trump-prepara-un-mondo-senza-europa.html">Walter Russel Mead: &#8220;Il ritorno di Trump prepara un mondo senza Europa&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="892" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197-600x279.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197-1024x476.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197-768x357.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104701285_e2df5814621a9dbfe038ff6895870d25-e1736502929197-1536x714.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;I leader delle un tempo grandi potenze europee tremano a ogni tweet proveniente da Mar-a-Lago&#8221;. In un editoriale pubblicato sul <em><a href="https://www.wsj.com/opinion/nations-prepare-for-a-post-european-world-trump-foreign-policy-national-defense-f1773e72">Wall Street Journal</a></em>, l&#8217;illustre politologo <strong>Walter Russel</strong> <strong>Mead</strong> traccia un quadro impietoso della profonda crisi che colpisce le élite europee, definite incapaci di affrontare le sfide economiche, politiche e strategiche del 21° secolo. Un ritratto triste ma reale di ciò che è oggi l&#8217;Unione europea. Politicamente irrilevante e in piena crisi, non solo economica ma anche identitaria, come dimostrano le difficoltà di <strong>Emmanuel Macron</strong> in Francia, travolto da proteste e instabilità sociale, e la crisi politica in Germania, culminata con le dimissioni di Olaf Scholz. Per non parlare dei vertici della Commissione europea come <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-kallas-e-la-liberta-per-cecilia-sala-parlare-bene-ora-e-razzolare-male-sempre.html">Ursula von der Leyen e Kaja Kallas</a>.</p>



<p>Mentre <strong>Donald Trump</strong> si prepara al <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-terremota-anche-la-finanza-le-grandi-banche-usa-abbandonano-lalleanza-green.html">ritorno trionfale alla Casa Bianca</a>, il futuro dell’Europa appare dunque sempre più precario e incerto, complice una classe dirigente &#8211; politica e burocratica &#8211; incapace di leggere il futuro. &#8220;Il secondo mandato di Trump sarà ancora più dirompente del primo&#8221;, scrive Mead, sottolineando che la crescente disparità tra Stati Uniti ed Europa porterà a un cambiamento di equilibrio senza precedenti. &#8220;Gli alleati americani in Europa stanno affrontando una realtà scomoda: <strong>l’America sarà più potente</strong>, mentre loro saranno più deboli e meno influenti di quanto siano stati per decenni&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fallimento dell&#8217;Ue</h2>



<p>Secondo Mead, l’Europa sta fallendo &#8220;il test dell’era digitale,&#8221; <strong>incapace di produrre nuove tecnologie e aziende</strong> all’altezza delle sfide globali. L’abbraccio a politiche climatiche che penalizzano la competitività, il &#8220;NIMBYismo&#8221; (<em>Not In My Backyard</em>) che soffoca la crescita e sistemi di Welfare insostenibili aggravano il quadro. &#8220;L’Europa non genera ciò di cui il 21° secolo ha bisogno&#8221;, avverte l’editorialista, evidenziando come i pilastri economici dell’Unione Europea siano sempre più fragili.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104754334_80cb6535e92840214fbd840f712b3286-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-452058" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104754334_80cb6535e92840214fbd840f712b3286-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104754334_80cb6535e92840214fbd840f712b3286-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104754334_80cb6535e92840214fbd840f712b3286-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104754334_80cb6535e92840214fbd840f712b3286-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104754334_80cb6535e92840214fbd840f712b3286-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250110104754334_80cb6535e92840214fbd840f712b3286.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ma l&#8217;editorialista critica la governance politica e strategica del Vecchio Continente, descrivendo un’Unione Europea lenta e<strong> incapace di agire con efficacia</strong>. &#8220;Gli Stati europei, presi singolarmente, sono troppo piccoli per influenzare gli eventi globali. Quando cercano di agire insieme, ottengono risultati al di sotto del loro peso&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Europa vulnerabile&#8221;</h2>



<p>Anche sul piano strategico, la performance europea viene giudicata fallimentare: &#8220;L’Europa è più <strong>vulnerabile al disordine in Medio Oriente</strong>, all’aggressione russa e alle politiche economiche predatorie della Cina rispetto agli Stati Uniti, ma le sue risposte sono insufficienti e mal concepite.&#8221; L’esempio della guerra in Ucraina è emblematico: &#8220;Quasi tre anni dopo l’inizio del conflitto, l’Europa continua a finanziare Vladimir Putin acquistando energia russa,&#8221; scrive Mead, aggiungendo che le politiche green europee hanno aperto la strada a una <strong>crescente dipendenza economica dalla Cina</strong>, mettendo a rischio settori chiave come l’industria automobilistica. Il risultato, secondo Mead, è che l’Europa <strong>dipende dagli Stati Uniti più che mai</strong>, ma ha sempre meno capacità di influenzarne le politiche. &#8220;I leader delle un tempo grandi potenze europee tremano a ogni tweet proveniente da Mar-a-Lago,&#8221; scrive, evidenziando come il ritorno di Trump rappresenti una sfida epocale per l’Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pietra tombale per le élite europee</h2>



<p>Con il passaggio da un’amministrazione Biden, percepita come indulgente verso le debolezze europee, a una più pragmatica amministrazione Trump, il cambiamento sarà traumatico. &#8220;Per Biden, andare d’accordo con la Germania era il fondamento di una politica estera intelligente,&#8221; afferma Mead, sottolineando come questo approccio tuttavia abbia ignorato i <strong>gravi errori strategici tedeschi su Russia, Cina, Iran</strong> e difesa. Il politologo americano lancia dunque un avvertimento: <strong>&#8220;Il secondo mandato di Trump potrebbe segnare la pietra tombale per le élite europee.&#8221;</strong> Se l’Europa non riuscirà a reagire alle sue debolezze e a ridurre la sua dipendenza dagli Stati Uniti, rischia di perdere definitivamente il ruolo di protagonista nel panorama globale. Un mondo, come suggerisce il titolo dell&#8217;articolo del <em>Wsj</em>, &#8220;post-europeo&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/walter-russel-mead-il-ritorno-di-trump-prepara-un-mondo-senza-europa.html">Walter Russel Mead: &#8220;Il ritorno di Trump prepara un mondo senza Europa&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>George Papadopoulos: &#8220;La Dottrina Trump rafforzerà gli Usa. E quanto a Putin&#8230;&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/george-papadopoulos-la-dottrina-trump-rafforzera-gli-usa-e-quanto-a-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 11:58:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=451948</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="793" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239-600x248.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239-1024x423.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239-768x317.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239-1536x634.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Intervista all'ex collaboratore di Donald Trump e commentatore politico, marito dell'italiana Simona Mangiante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/george-papadopoulos-la-dottrina-trump-rafforzera-gli-usa-e-quanto-a-putin.html">George Papadopoulos: &#8220;La Dottrina Trump rafforzerà gli Usa. E quanto a Putin&#8230;&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="793" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239-600x248.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239-1024x423.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239-768x317.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109152810261_da94de0ff33c0256c64f7114192044f6-e1736510529239-1536x634.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;La <strong>Dottrina Monroe</strong> ha protetto l&#8217;America, permettendole di crescere come una superpotenza senza nemici regionali. La <strong>Dottrina Trump</strong> farà lo stesso ma in un mondo molto più pericoloso.&#8221;<br><a href="https://x.com/GeorgePapa19/status/1876717178734391351">Con queste parole</a>, <strong>George Papadopoulos</strong>, ex consigliere per la politica estera di Donald Trump e attuale commentatore politico, ha espresso la sua visione sul futuro degli Stati Uniti. Papadopoulos, che ha recentemente condiviso il suo punto di vista su X (ex Twitter) in merito alle dichiarazioni del tycoon su <a href="https://it.insideover.com/politica/non-solo-trump-perche-la-groenlandia-e-strategica-per-gli-usa.html">Groenlandia</a>, <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-rivuole-il-canale-di-panama-ma-puo-riprenderselo-solo-con-la-guerra.html">Panama</a> e Canada, ha risposto alle domande di <em>InsideOver</em> sull&#8217;importanza di una strategia che, come la storica <em>Dottrina Monroe</em>, a suo dire potrà garantire la protezione della supremazia americana in un contesto globale sempre più incerto e complesso.</p>



<p><strong>Recentemente ha parlato della Dottrina Monroe in un tweet, suggerendo che potrebbe rendere più forte l’America, in relazione alle dichiarazioni di Donald Trump sulla possibile annessione di Groenlandia, Panama e Canada. Pensa che Trump raggiungerà questo obiettivo? E perché la Dottrina Monroe è così rilevante oggi?</strong></p>



<p>&#8220;Molti nei media mainstream negli Stati Uniti ridono delle dichiarazioni di Trump riguardo al Canale di Panama, alla Groenlandia e al Canada. Ma, come qualcuno che ha contribuito a creare la politica estera di MAGA fin dal 2016, posso dirti che c&#8217;era un obiettivo preciso dietro queste affermazioni. Come nel caso della Dottrina Monroe, che nel XIX secolo sfidò l&#8217;espansionismo europeo, oggi Trump sta cercando di contrastare quello che definirei &#8220;colonialismo economico e politico&#8221; di Paesi come la Cina e la Russia. Questi sono i veri rivali globali degli Stati Uniti, e li vediamo operare in Asia, Medio Oriente, America Latina e Africa.</p>



<p>L&#8217;Artico, poi, diventerà un importante campo di competizione, visto che la Russia ne controlla gran parte. Le mosse di Trump, insieme a quelle della NATO, sono preparatorie per due scopi: creare economie &#8220;fortezza&#8221; e prepararci a un possibile conflitto con la Russia o la Cina, che hanno molto da guadagnare o perdere dalle politiche di Trump nell&#8217;emisfero occidentale. Trump è assolutamente serio riguardo a Panama, alla Groenlandia e al Canada, ma quest&#8217;ultimo è più una questione di negoziazione per consentire una presenza militare statunitense più libera, senza compromettere la sovranità&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-07-at-23.23.36-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-451952" style="width:681px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-07-at-23.23.36-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-07-at-23.23.36-600x450.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-07-at-23.23.36-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-07-at-23.23.36-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-07-at-23.23.36.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><em>Simona Mangiante e George Papadopoulos sul set dell&#8217;intervista con Rudy Giuliani pubblicata sul sito di Tucker Carlson</em></p>



<p><strong>Qual è la sua opinione sulle possibili relazioni di Trump con Bruxelles? L&#8217;Unione Europea ha dichiarato che non permetterà che i confini sovrani dei territori europei siano violati, riferendosi alla Groenlandia, un territorio autonomo della Danimarca, che è membro sia della NATO che dell&#8217;UE.</strong></p>



<p>&#8220;La questione delle relazioni tra Trump e Bruxelles è complessa. L&#8217;Unione Europea ha fatto una dichiarazione forte sulla sovranità territoriale, soprattutto per quanto riguarda la Groenlandia, che è un territorio autonomo della Danimarca. Ma Trump ha sempre adottato una posizione pragmatica e non ideologica nei confronti delle alleanze. Credo che ci saranno negoziati, specialmente su come l&#8217;Europa può giocare un ruolo strategico in un futuro sempre più dominato dalla Cina e dalla Russia. La vera sfida per l&#8217;Europa sarà adattarsi ai cambiamenti nelle dinamiche geopolitiche globali&#8221;.</p>



<p><strong>Cosa pensa delle accuse di interferenza rivolte a Elon Musk dall&#8217;establishment europeo e dall’opposizione in Italia?</strong></p>



<p>&#8220;Elon Musk è un uomo d&#8217;affari di successo e ha sempre cercato di mantenere una posizione indipendente dalle pressioni politiche. Le accuse di interferenza sembrano più una risposta a ciò che Musk rappresenta: un uomo che sfida lo <em>status quo</em>, soprattutto nel campo della tecnologia spaziale e dell&#8217;intelligenza artificiale. L’Europa è preoccupata dell&#8217;influenza crescente di Musk, che non solo ha un impatto economico, ma sta cambiando anche il panorama della politica globale con le sue decisioni imprenditoriali&#8221;.</p>



<p><strong>Pensi che Trump riuscirà a trovare un accordo con Vladimir Putin riguardo all&#8217;Ucraina?</strong></p>



<p>&#8220;Trump ha sempre avuto una visione chiara: evitare conflitti prolungati e cercare soluzioni che siano vantaggiose per gli Stati Uniti senza entrare in guerre interminabili. Credo che Trump riuscirà a trovare un accordo con Putin, come ha già fatto in passato. Tuttavia, il contesto attuale è più complesso e richiederà molta diplomazia. Trump sa come negoziare, e credo che ci siano margini per una soluzione se ci sono le giuste condizioni&#8221;.</p>



<p><strong>Parlando di Russiagate, il giornalista investigativo Aaron Maté ha riportato che, dopo una richiesta di Freedom of Information da parte di <a href="https://www.realclearinvestigations.com/articles/2025/01/06/fbi_is_still_hiding_details_of_russiagate_newly_released_document_shows_1082631.html">RealClearInvestigations</a> nell&#8217;agosto 2022, l&#8217;FBI ha rilasciato, il 31 dicembre, una versione pesantemente censurata del documento che ha avviato l&#8217;indagine su Russiagate. Pensa che Kash Patel riuscirà a scoprire la verità sul Russiagate?</strong></p>



<p>&#8220;Il Russiagate è ancora un capitolo oscuro della storia recente. La verità è stata nascosta per troppo tempo, ma le indagini stanno finalmente facendo luce su molti dettagli. Kash Patel ha fatto un lavoro straordinario e sono fiducioso che alla fine riuscirà a rivelare la verità. Ovviamente, il processo potrebbe richiedere più tempo di quanto ci si aspetti, ma le evidenze emergono, e spero che vengano portate alla luce tutte le informazioni necessarie per capire davvero cosa sia successo&#8221;.</p>



<p><strong>Ha recentemente spiegato che la domanda più importante, ancora senza risposta, riguarda il destino di Joseph Mifsud. Pensi che il misterioso docente al centro del Russiagate possa essere ancora in Italia, nascosto da qualche parte?</strong></p>



<p>&#8220;La domanda su Joseph Mifsud è cruciale, perché potrebbe rivelare molte cose che ancora non sappiamo riguardo al Russiagate. La mia sensazione è che sia nascosto in Italia, ma non abbiamo prove concrete. È una figura chiave di tutta questa vicenda, e la sua storia potrebbe finalmente spiegare molte delle circostanze misteriose legate al Russiagate&#8221;.</p>



<p><strong>Cosa pensa della decisione del presidente Joe Biden di onorare George Soros e Hillary Clinton?</strong></p>



<p>&#8220;Biden sta cercando di celebrare la vecchia guardia del Partito Democratico, ma questa scelta rappresenta anche una visione che sta perdendo terreno. Soros e Clinton sono simboli di un tipo di globalismo che non risponde più ai bisogni degli Stati Uniti e delle sue persone. Biden sta cercando di mantenere un certo status quo, ma non credo che la sua politica sia più in sintonia con la realtà di oggi&#8221;.</p>



<p><strong>Lei e sua moglie Simona Mangiante parteciperete all&#8217;inaugurazione di Donald Trump. Siete entusiasti per questa occasione?</strong></p>



<p>&#8220;Simona ed io non vediamo l&#8217;ora di partecipare all&#8217;inaugurazione di Trump. È una data storica e segna il ritorno di una leadership che rappresenta milioni di americani. Trump ha sempre avuto il coraggio di affrontare le sfide e di restituire forza e orgoglio all&#8217;America. Sarà un momento speciale, e siamo entusiasti di farne parte&#8221;,</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/george-papadopoulos-la-dottrina-trump-rafforzera-gli-usa-e-quanto-a-putin.html">George Papadopoulos: &#8220;La Dottrina Trump rafforzerà gli Usa. E quanto a Putin&#8230;&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/486 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-06-26 12:58:32 by W3 Total Cache
-->