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	<title>7 ottobre, un anno dopo Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>7 ottobre, un anno dopo Archives - InsideOver</title>
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		<title>7 ottobre, un anno dopo &#8211; La guerra senza limiti in Medio Oriente e le sue lezioni. Parla il generale Capitini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 16:01:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Medio Oriente, da Gaza estesasi alla regione, infuria da un anno e gli scenari militari che la contraddistinguono sono complessi. A un anno dai massacri del 7 ottobre 2023, il conflitto tra Israele e Hamas è deragliato in una colluttazione generalizzata che rende una polveriera la regione, dal Libano al potenziale scontro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-la-guerra-senza-limiti-in-medio-oriente-e-le-sue-lezioni-parla-il-generale-capitini.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604080747950_35f73828d03ac7b4a0e21475753d5a6a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>guerra in Medio Oriente</strong>, da Gaza estesasi alla regione, infuria da un anno e gli scenari militari che la contraddistinguono sono complessi. A un anno dai massacri del 7 ottobre 2023, il conflitto tra Israele e Hamas è deragliato in una <strong>colluttazione generalizzata</strong> che rende una polveriera la regione, dal Libano al potenziale scontro tra Tel Aviv e l&#8217;Iran. Che scenari si aprono? <em>InsideOver</em> ne discute con <a href="https://it.insideover.com/guerra/generale-capitini-che-cosa-vuol-dire-davvero-la-parola-guerra.html"><strong>Paolo Capitini</strong>,</a> generale di brigata in riserva dell’Esercito, autore con <strong>Mirko Campochiari</strong>, del volume “<em>Le Parole della Guerra – Viaggio nel mondo dei termini militari –Esercito</em>” (edizioni Parabellum).</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Ad un anno dai massacri del 7 ottobre, la guerra scoppiata tra Israele e Hamas ha acquisito una portata regionale. Che scenari si possono leggere dopo 365 giorni di scontri?</strong></h4>



<p>Viene da chiedersi se il 26 ottobre, quando il primo carro armato di Tshal è entrato nel nord della Striscia, qualcuno a Tel Aviv immaginava che dopo un anno l’avrebbe ritrovato ancora là, tra le macerie di quella che era stato il secondo pezzo di quell’embrione di Palestina non ancora israeliana. In molti, me compreso, guardando ai precedenti delle guerre arabo-israeliani e delle svariate operazioni che l’IDF aveva fino ad allora condotto contro Gaza e contro il Libano immaginavamo che si sarebbe trattato di un’operazione dura, violenta ma dalla durata limitata. E invece dopo un anno si combatte ancora e la prospettiva di una soluzione è ben lontana.</p>



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<p class="has-medium-font-size"><strong><a href="https://it.insideover.com/topic/7-ottobre-un-anno-dopo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO – LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER</a></strong></p>



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<h4 class="wp-block-heading"><strong>Perché allora quasi tutti gli analisti militari sono caduti nell’errore?</strong></h4>



<p>? Per diversi fattori. Il primo riguarda proprio Hamas. Nessuno e quel che è grave neppure Israele aveva ben compreso il grado di preparazione della difesa che Hamas aveva predisposto per rispondere all’inevitabile reazione dello Stato ebraico. Una reazione che tutta la dirigenza del movimento poteva facilmente immaginare vista la portata e l’efferatezza dell’offesa che proprio un anno fa stavano per portare contro Israele. Anzi, la violenza dell’attacco di Hamas puntava proprio a scatenare una reazione rabbiosa e muscolare da parte di Tel Aviv. Non voleva solo colpire il territorio, né solo terrorizzare la popolazione israeliana, no. Quel che Hamas si prometteva era di provocare la belva, indurla a farla uscire per condurla nel terreno che con cura aveva predisposto e dove avrebbe potuto se non abbatterla almeno ferirla ulteriormente. E così è stato. Malgrado l’incredibile numero di vittime civili e la quasi completa distruzione delle abitazioni e delle infrastrutture di Gaza, Hamas ancora è ben lungi dall’essere stata eliminata, sia come entità politica sia come forza militare. Certo, la pressione che deve sopportare è eccezionale e le possibilità di controbattere ridotte al minimo, tuttavia Hamas a Gaza c’è ancora e continua a combattere. Varrebbe a questo punto riflettere sul significato della parola Jahad che non è quello che comunemente si attribuisce di “guerra santa”, ma di resistenza al male, anche quando questo sembra prevalere.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Con queste premesse cambiamo molto anche i termini di &#8220;vittoria&#8221; e &#8220;sconfitta&#8221;&#8230;</strong></h4>



<p>Ad Hamas quindi non interessa vincere, almeno non nel senso che noi occidentali attribuiamo al termine vittoria, ma vuole resistere, tenere alta la testa. In questo senso Hamas ha vinto, almeno nei confronti del mondo arabo. Qui è necessario spendere due parole per chiarire cosa si intende per mondo arabo. Non certo quello dei governi delle petromonarchie del golfo o dei regimi come quello di Al Sisi o di Habdallah di Giordania. Non, quindi, quello delle elite di governo, ma alle masse povere della galassia mediorientale alle quali la resistenza di Hamas contro Israele suona una vittoria. La prima dopo tanto tempo, la sola che finora è stata conseguita. Si è detto come questo anno di guerra si poggia su diversi fattori. Il secondo, a mio avviso, riguarda proprio Israele e la sua leadership e forse Hamas non l’aveva considerato. La violenza e la crudeltà dell’affronto subito hanno infatti minato alcune delle certezze su cui si fondava lo Stato di Israele, in particolare l’efficienza e pervasività dei propri servizi di sicurezza e in secondo luogo la potenza soverchiante delle forze armate.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Ritiene importante il danno subito dallo Stato Ebraico sotto questo punto di vista?</strong></h4>



<p>Dietro questi due baluardi per oltre settant’anni Israele ha tentato di costruire la sua normalità, svegliandosi dall’illusione proprio il 7 ottobre scorso. L’eventualità che nel futuro si potesse ripresentare una simile situazione ha indotto il governo israeliano, ma soprattutto la maggioranza della popolazione a spingere per una soluzione definitiva del problema della sicurezza dello stato. Quindi non si chiedeva solo di chiudere i conti con Hamas, ma di farla finita una volta e per tutte con Hezbollah e con tutta la miriade di formazioni minori che ancora e sempre inneggiavano alla cancellazione dello stato di Israele e allo sterminio di tutti gli ebrei. Chiudere per sempre i conti con le formazioni terroristiche significava automaticamente prendere di petto la questione iraniana.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Che scenari apre<a href="https://it.insideover.com/difesa/7-ottobre-un-anno-dopo-iran-e-israele-alla-resa-dei-conti-gli-arsenali-a-confronto.html"> per l&#8217;Iran</a> l&#8217;escalation recente del conflitto?</strong></h4>



<p>L’Iran che affannosamente cercava di accreditarsi come nuova potenza nucleare del Golfo, che si era impadronito di buona parte dell’Iraq e di ampie porzioni della Siria e che spaventava sempre di più i propri vicini, in primo luogo l’Arabia Saudita. Non ostante i suoi legami con Mosca, Teheran doveva comunque fronteggiare non solo una crescente insofferenza popolare, ma anche una fronda interna allo stesso establishmet della Repubblica islamica. Per Israele l’Iran era quindi certamente un nemico robusto, ma non invincibile, soprattutto se si poteva far conto sull’appoggio di Washington. Questo è il terzo fattore da considerare. Nella storia degli ultimi quarant’anni mai la leadership americana era stata così debole e messa in discussione così spesso. Le ragioni sono note a tutti, ma per Tel Aviv ciò che contava e che conta ancora che proprio perché così debole Washington non sarebbe stata in grado di negoziare serie alternative alla “madre di tutte le guerre” che Netanhyau aveva in mente per regalare ad Israele una pace duratura, un prestigio accresciuto e, perché no, anche per salvarsi dalla possibilità di passare qualche mese in prigione. Alla luce di quanto è accaduto e sta ancora accadendo in questi mesi va precisato che l’Iran, pur se ha abbandonato la linea definita della “pazienza strategica” che aveva caratterizzato gli anni precedenti, soprattutto quelli della presidenza Trump, oggi non è ancora disposta a scendere apertamente in campo contro Israele. Al di là delle reazioni tutto sommato contenute del 13 aprile e di qualche giorno fa contro Israele, Teheran sa benissimo che il tempo lavora a suo favore.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>In che maniera secondo lei?</strong></h4>



<p>Il lancio di qualche centinaio tra missili e droni ha infatti dimostrato a Israele due semplici concetti: il primo che il triplice scudo formato da Arrows 3, Fionda di Davide e Iron Dome non è impenetrabile e quindi che tutto Israele è concretamente a rischio. Il secondo è che senza l’aiuto americano e in genere occidentale la difesa israeliana non è affatto impenetrabile. Tutto questo senza causare vittime tra la popolazione civile. Vale a dire in diretta opposizione al massacro da parte dell’aeronautica israeliana sia a Gaza come in Libano. Intendiamoci, non si tratta di spirito umanitario. Nella scala delle possibili reazioni Israele ha infatti deciso da subito di iper reagire, opponendo il massimo della forza e della violenza seguendo una linea strategica decennale di cui Israele sembra sempre persuasa, quella cioè di garantire la propria sicurezza diffondendo attorno a sé stesso un clima di paura se non addirittura di terrore. Giocare sempre al rialzo priva però la leadership israeliana di una ampia gamma di possibili scelte alternative. Avendo deciso di agire con il massimo della forza essa non è cioè in grado di modulare ogni altra risposta. Al contrario Teheran si è lasciata aperta ogni porta. L’Iran può, infatti, agire e reagire contro Israele avendo davanti un’ampia gamma di possibili interventi: dalle proteste di piazza, al lancio di droni con ampio preavviso fino a quello di missili contro obiettivi militari. Tutto questo permette a Teheran di muoversi sulla linea del tempo con maggiore efficacia di quanto si possa permettere Tel Aviv che inizia a soffrire dall’aver tenuto quasi al massimo dei giri il motore della propria sicurezza.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i fattori di logoramento dell&#8217;apparato israeliano?</strong></h4>



<p>Richiamo di migliaia di riservisti; usura massiccia di materiali e armamenti e consumi da tempo di guerra iniziano a pesare su Israele che a questo punto non può che rilanciare ancora in avanti la palla con interventi sempre più duri e violenti. Iran può invece permettersi di attendere e vedere Israele consumarsi per iper-attivismo. &nbsp;Dopo un anno, possiamo quindi dire che il piano è in pieno svolgimento e a giudicare da quanto accade a Gaza e dalle prime difficoltà che si stanno incontrando in Libano è evidente che non tutto procede speditamente verso l’inevitabile vittoria finale. A questo gioco Tel Aviv non può che puntare alla vittoria completa. In alternativa, vale a dire una impasse su qualche fronte, una robusta reazione iraniana e non ultimo un appoggio americano poco più che tiepido, esporrebbero lo stato nato per dare una patria a tutti gli ebrei del mondo ad un rischio esiziale. E questo Netanhyau lo sa.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>In quest&#8217;ottica, esistono delle lezioni militari che si possono apprendere da un anno di guerra a Gaza e dintorni?</strong></h4>



<p>È ancora presto per poter dare un giudizio complessivo sull’impiego delle varie componenti dello strumento militare israeliano nel contesto della battaglia per Gaza. Troppo pochi sono infatti gli indizi e i documenti in grado di far comprendere, ad esempio, quel è stato l’impiego dell’intelligence operativo, o quello della artiglieria convenzionale per non parlare delle operazioni condotte dalle forze speciali. Una cosa però emerge già con chiarezza ed è che il combattimento urbano moderno non permette più di separare i contendenti dalla popolazione. Si combatte non più dietro i civili, ma dentro di essi. Come prima conseguenza assistiamo alla crisi dei cardini del diritto umanitario e dei conflitti armati e spesso non per cattiva volontà, ma per impossibilità di applicarlo. Forse, se all’inizio della operazione si fosse deciso di seguire la strada di interventi mirati piuttosto che quella della forza bruta, sarebbe stato ancora possibile limitare i danni, ma è stato lo stesso premier israeliano a chiudere a questa possibilità nel momento in cui ha dichiarato l’intera popolazione di Gaza complice e sostenitrice delle formazioni di Hamas. L’ammaestramento che se ne può trarre è quindi più tipo politico-strategico che operativo-militare. Chi governa deve infatti essere ben attento a decidere chi è nemico e chi è invece semplice vittima delle circostanze e adeguare lo strumento militare a combattere o primi e proteggere i secondi. Una volta che si è dichiarato che tutti sono nemici non ha molto senso agire in punta di fioretto, ma si impugna la clava.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Mentre il mondo commemora i morti degli attentati di Hamas, il fronte più caldo resta quello libanese: che prospettive prevede nel Paese dei Cedri?</strong></h4>



<ol class="wp-block-list">
<li></li>
</ol>



<p>Rispetto a Gaza il Libano è tutt’altra faccenda. In primo luogo, è molto più vasto della piccola striscia di sabbia di Gaza, in secondo luogo gli attori che operano in quel teatro sono diversi, ciascuno dei quali in grado di facilitare, ma soprattutto mettere in pericolo ogni operazione militare. Detto questo c’è da capire quale sia il reale obiettivo di Israele. Si tratta infatti di imporre a Hezbollah il rispetto della risoluzione ONU 1701 del 14 agosto 2006? Vale a dire lo sgombero armi e bagagli di quella striscia profonda una trentina di chilometri compresa tra il confine israelo-libanese e il fiume Litani oppure c’è dell’altro. A ben guardare sembra un po’ poco per Netanhiau accontentarsi di un semplice ridislocamento. D’altra parte, i bombardamenti su Beirut come contro il nord del Libano e in Siria, così come la campagna dei <em>pager</em> e dei <em>walkie-talkie</em> esplosivi per non parlare delle ottanta tonnellate di esplosivo destinate a sopprimere Nasrallah sembrano indicare qualcosa di più ambizioso. Davvero Tel Aviv punta alla cancellazione di Hezbollah? Se si prende a raffronto cosa sta succedendo con Hamas verrebbe da pensare che questa volta si tratterebbe di vaporizzare gran parte del Libano. Peraltro Hezbollah ha una forza numerica, un addestramento e mezzi incomparabilmente superiori a quello di Hamas e, per giunta gode del sostegno non solo dell’Iran, ma di gran parte della popolazione che in questi anni ha potuto usufruire del lavoro, dell’assistenza sanitaria, del sistema amministrativo e dei servizi offerti proprio da Hez-bollah visto che il legittimo governo di Beirut non era in grado di svolgere quei compiti. Per quel che fu il Paese dei Cedri non si apre però un periodo facile, sia che Israele riesca a ridimensionare Hezbollah, sia che sia costretto a tornarsene indietro con una parziale vittoria, così come accadde nel 2006</p>
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		<title>7 ottobre, un anno dopo &#8211; Gli ostaggi in mano ad Hamas vittime degli opposti estremismi</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/7-ottobre-un-anno-dopo-gli-ostaggi-in-mano-ad-hamas-vittime-degli-opposti-estremismi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 13:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si sono ritrovati silenziosamente, alcuni piangendo lacrime di rabbia e dolore, alcuni tenendo duro, a Aza Street, a Gerusalemme, vicino alla casa del primo ministro Benjamin Netanyahu. Sono i famigliari degli ostaggi ancora in mano ad Hamas un anno dopo gli attentati che hanno aperto l&#8217;anno più lungo del Medio Oriente. Su 251 ostaggi catturati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/7-ottobre-un-anno-dopo-gli-ostaggi-in-mano-ad-hamas-vittime-degli-opposti-estremismi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/7-ottobre-un-anno-dopo-gli-ostaggi-in-mano-ad-hamas-vittime-degli-opposti-estremismi.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; Gli ostaggi in mano ad Hamas vittime degli opposti estremismi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007141934586_29aecfc305cb2d06dbeaf9e491edd4cb-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si sono ritrovati silenziosamente, alcuni piangendo lacrime di rabbia e dolore, alcuni tenendo duro, a Aza Street, a Gerusalemme, vicino alla casa del primo ministro Benjamin Netanyahu. Sono i famigliari degli ostaggi ancora in mano ad Hamas un anno dopo gli attentati che hanno aperto l&#8217;anno più lungo del Medio Oriente. <strong>Su 251 ostaggi catturati da <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/7-ottobre-un-anno-dopo-la-stampa-di-tutto-il-mondo-ricorda-gli-attacchi-di-hamas-pochi-riflettono-sulle-conseguenze.html">Hamas,</a></strong> quel giorno, 97 sono ritenuti &#8220;dispersi&#8221; da Israele. L&#8217;esercito ritiene che 33 di questi possano esser morti, aggiungendosi ai 37 deceduti di cui si è recuperato il corpo. <strong>Restano 64 prigionieri</strong>: 64 esistenze sospese dal giorno dell&#8217;assalto di Hamas che ha <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/7-ottobre-un-anno-dopo-dalla-disfatta-con-hamas-allattacco-a-hezbollah-la-guerra-delle-spie-di-israele.html">bucato le difese israeliane.</a></p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-cronaca-di-dodici-mesi-terribili.html">L&#8217;anno più lungo del Medio Oriente</a></strong></li>
</ul>



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<h2 class="wp-block-heading">La protesta dei parenti degli ostaggi</h2>



<p>Ad Aza Street, alle 6:29, orario in cui un anno fa iniziò l&#8217;incursione, erano in un piccolo, ma significativo gruppo: &#8220;Almeno 20 familiari di ostaggi ancora detenuti a Gaza erano presenti<strong> all&#8217;incontro di prima mattina</strong>&#8220;,<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/families-of-hostages-mark-anniversary-of-hamas-attack-with-moment-of-silence-in-jerusalem/"> ha scritto il <em>Times of Israel</em>, </a>&#8220;tra cui i genitori dell&#8217;ostaggio Naama Levy, un soldato di sorveglianza; la famiglia di Ofer Calderon, rapito dal kibbutz <strong>Nir Oz</strong>; la figlia di Ohad Ben Ami del kibbutz Be&#8217;eri; la figlia di Keith Siegel; il fratello e il padre dell&#8217;ostaggio Matan Angrest, un soldato preso in ostaggio dal suo carro armato; e i genitori di Omer Wenkert, rapito dal festival Nova&#8221;, il famigerato <strong>rave nel deserto</strong> in cui si è consumata la parte peggiore della mattanza di 1.200 civili da parte dei terroristi.</p>



<script type="text/javascript" src="//services.brid.tv/player/build/brid.min.js"></script><div id="Brid_37285" class="brid" style="width:16;height:9;" > </div> <script type="text/javascript"> $bp("Brid_37285", {"id":"45519","width":"16","height":"9","video":"1778107"}); </script>



<p>Venti persone che amplificano il messaggio portato in piazza, più volte, da <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/tra-raid-e-proteste-inizia-una-settimana-difficile-per-israele.html">centinaia di migliaia di israeliani</a>, per i quali la guerra a Gaza</strong> è innanzitutto una guerra per <strong>salvare gli ostaggi. I 64 rimasti dei 251 rapiti</strong> di un anno fa (117 sono tornati a casa), a cui se ne aggiungono <strong>quattro in custodia di Hamas dai tempi della guerra del 2014</strong>. La presa di ostaggi è una forma antica, tribale di guerra. Per Hamas è la vendetta per la <strong><a href="https://it.insideover.com/dossier/prigionieri-di-israele">scure della giustizia penale</a></strong> israeliana, che adotta il pugno duro contro i palestinesi e ha imprigionato per motivi politici almeno 5.200 di essi. Per il diritto internazionale la <strong>legge del taglione resta un crimine di guerra</strong> e in tempi di crescente disumanità e oscurità chi analizza le dinamiche globali è tenuto a ribadirlo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli ostaggi nella morsa di Hamas e estremisti</h2>



<p><strong>Non esisteva alcun diritto in capo ad <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-hamas-ora-e-allo-sbando-ma-le-sue-stragi-hanno-fatto-il-gioco-di-netanyahu.html">Hamas</a></strong>, che non rappresenta (e lo ha messo <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-la-pace-di-pechino-hamas-non-ha-piu-scuse-per-minare-lunita-dei-palestinesi.html">nero su bianco a Pechino</a> in un accordo con l&#8217;Organizzazione per la Liberazione della Palestina) la Palestina in quanto tale di aggredire, uccidere e rapire civili israeliani innocenti così come, chiaramente, non <strong>esiste alcun diritto in capo a Tel Aviv</strong> di vendicare morti e rapiti con l&#8217;idea della <strong>punizione collettiva</strong> e l&#8217;immane strage dell&#8217;ultimo anno. <strong>La detenzione di ostaggi in mano ad Hamas</strong> è stata, è, resterà inaccettabile. Ma questo non deve <strong>far venire meno un giudizio</strong> politico sulla risposta del governo israeliano e sulla presa di consapevolezza che, contrariamente alle dichiarazioni, il ritorno a casa degli ostaggi non è oggi, e forse non è mai stata, una delle priorità del governo Netanyahu.</p>



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<p class="has-medium-font-size"><strong><a href="https://it.insideover.com/topic/7-ottobre-un-anno-dopo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO – LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER</a></strong></p>



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<p>Non lo vogliono i falchi di estrema destra: la cattura e la detenzione degli ostaggi, per Itamar Ben-Gvir e sodali, è ai loro occhi una conferma del fatto che con i palestinesi non si può e non si deve scendere a compromessi. <strong>E sostanzialmente non sembra accelerare</strong> su questo fronte nemmeno Bibi, che preso dalla foga tattica di aprire più fronti non esplicita, o forse cela volutamente, <strong>il fine della guerra a Gaza</strong>. Il cui obiettivo non è più la liberazione degli ostaggi, non è (o non prioritariamente) la sconfitta di Hamas, ma è più ampio: l&#8217;obliterazione definitiva di Gaza e della prospettiva di uno Stato palestinese. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione dei leader</h2>



<p><strong>Liberare gli ostaggi fermerebbe questo disegno</strong>: per questo motivo politico la società israeliana si è spesso schierata duramente contro Netanyahu sul caso e per il medesimo principio la stampa più critica della condotta della guerra, a partire da <em>Haaretz</em>, ragiona del ritorno a casa dei prigionieri come via maestra per la pace. </p>



<p>Lo hanno capito, fin da inizio guerra, quei leader globali che fin dalle prime battute hanno <strong>connesso i temi della fine della violenza sui civili a Gaza, del cessate il fuoco e del ritorno a casa degli ostaggi</strong> come interdipendenti tra loro. All&#8217;inizio erano pochi, tra cui <strong><a href="https://www.true-news.it/venti-di-guerra/liberare-gli-ostaggi-e-finire-il-massacro-la-linea-francesco-sanchez-la-chiave-per-la-guerra-a-gaza">Papa Francesco e Pedro Sanchez</a></strong>, poi ci sono arrivati tutti: <strong>il premier britannico <a href="https://it.insideover.com/politica/profili-keir-starmer-baronetto-come-i-beatles-piacione-come-blair-indeciso-come-tutti.html">Keir Starmer</a></strong>, il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong>, la presidente del Consiglio italiana<a href="https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-un-anno-dopo-litalia-e-il-suo-governo-alla-prova-della-guerra-di-gaza.html"> <strong>Giorgia Meloni</strong>. </a>Tutti, ad oggi, meno Netanyahu e i vertici di Hamas. Per i quali una trattativa, avente al centro anche l&#8217;uscita degli ostaggi superstiti da Gaza, non è più concepibile. E una volta di più, tra i prigionieri nelle mani dei jihadisti e i civili gazawi che soffrono sotto le bombe, a perdere in questo braccio di ferro sono gli innocenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/7-ottobre-un-anno-dopo-gli-ostaggi-in-mano-ad-hamas-vittime-degli-opposti-estremismi.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; Gli ostaggi in mano ad Hamas vittime degli opposti estremismi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>7 ottobre, un anno dopo &#8211; Iran e Israele alla resa dei conti, gli arsenali a confronto</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/7-ottobre-un-anno-dopo-iran-e-israele-alla-resa-dei-conti-gli-arsenali-a-confronto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 12:23:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /></p>
<p>Nella possibilità, quantunque remota, di uno scontro aperto tra Iran e Israele diventa interessante guardare alle rispettive forze armate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/7-ottobre-un-anno-dopo-iran-e-israele-alla-resa-dei-conti-gli-arsenali-a-confronto.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; Iran e Israele alla resa dei conti, gli arsenali a confronto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /></p>
<p>L&#8217;andamento della crisi in atto in Medio Oriente, la peggiore dai tempi della guerra del Kippur del 1973, che apre alla possibilità (lungi dall&#8217;esser certa) di una guerra aperta, consiglia di dare uno sguardo al potenziale militare dei due Paesi che ne sono coinvolti: <strong>Iran</strong> e <strong>Israele</strong>.</p>



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<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-cronaca-di-dodici-mesi-terribili.html">L&#8217;anno più lungo del Medio Oriente</a></strong></li>
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<p>Le forze armate iraniane sono composte da personale convenzionale, inquadrato in marina, aeronautica, esercito e difesa aerea, e nelle IRGC (<em>Islamic Revolutionary Guard Corps</em>), meglio note come <em>pasdaran</em>. Secondo stime dell&#8217;<a href="https://www.cfr.org/backgrounder/irans-revolutionary-guards">CFR (<em>Council of Foreign Relations</em>)</a> di aprile 2024, <strong>le forze convenzionali assommavano circa 350mila uomini</strong> nell&#8217;esercito (compresi i coscritti), 18mila in marina, 37mila nell&#8217;aeronautica e 15mila nella difesa aerea. Per quanto riguarda le IRGC, la loro consistenza è data da circa 150mila uomini nelle forze di terra, più di 20mila nella marina, 15mila nelle forze aerospaziali e possono contare <strong>sulla mobilitazione permanente di 600mila uomini delle forze paramilitari Basij</strong>. Da questo conteggio sono esclusi i <em>proxy</em> iraniani che operano in Iraq, Siria, Libano, Bharein, Yemen e in misura minore nei territori palestinesi.</p>



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<p><strong>Le forze di difesa israeliane (IDF – <em>Israel Defense Forces</em>) hanno oltre 169.500 </strong>effettivi in servizio attivo secondo il rapporto Military Balance 2023 dell&#8217;International <em>Institute for Strategic Studies</em> (IISS). <strong>Le IDF hanno anche circa 465mila riservisti</strong>, di cui circa 300mila richiamati dopo l&#8217;attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre. In Israele il servizio militare è obbligatorio per chi ha più di 18 anni, con una durata di 32 mesi per gli uomini e di 24 mesi per le donne. In dettaglio, l&#8217;esercito può contare su 126mila effettivi in servizio, la marina su 9500 e l&#8217;aeronautica su 34mila.</p>



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<p class="has-medium-font-size"><strong><a href="https://it.insideover.com/topic/7-ottobre-un-anno-dopo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO &#8211; LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER</a></strong></p>



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<p>Date le caratteristiche del possibile teatro bellico (due Paesi non confinanti e non bagnati dallo stesso mare), un possibile conflitto aperto coinvolgerebbe, oltre ai sistemi missilistici, le <strong>forze aeree</strong>, pertanto risulta interessante elencarne in dettaglio le componenti principali. </p>



<p>La <strong>IAF</strong> (Israel Air Force) ha in servizio 339 aerei da combattimento, tra cui 309 aerei multiruolo (difesa aerea e attacco al suolo). Questa flotta include: 196 cacciabombardieri F-16, 83 F-15 e 30/39 F-35. Israele possiede 7 aerocisterne Boeing 707 che si accompagnano ad altrettanti KC-130H per il rifornimento in volo tattico. La <strong>IRIAF</strong> (Islamic Republic of Iran Air Force) è una forza aerea obsoleta, composta per la maggior parte da velivoli ereditati dai tempi antecedenti la rivoluzione del 1979. La totalità dei caccia ammonta a 183 velivoli tra cui 63 F-4 (e alcuni RF-4), 26 F-14, 23 Sukhoi Su-24, 20 MiG-29, 17 F-5, 17 F-7 , 8 Saeqeh (versione locale dell&#8217;F-5), 9 Mirage F-1 e un numero imprecisato di Su-22 e Su-25. Non si conosce l&#8217;operatività di questi assetti, ma si stima che per quanto riguarda i caccia di provenienza occidentale essa sia molto bassa per via dell&#8217;impossibilità di ottenere pezzi di ricambio. Anche l&#8217;IRIAF ha una flotta di aerocisterne composta, sulla carta, da 3 Boeing 707 e altrettanti 747. Per quanto riguarda l&#8217;ala rotante, Israele ha in servizio 128 elicotteri di vario tipo tra cui 26 da attacco AH-64A e 22 AH-64D. La Repubblica Islamica, invece, non possiede elicotteri da attacco e si ritiene ne abbia in servizio solo 6 da trasporto medio e leggero. </p>



<p>L&#8217;<strong>arsenale missilistico</strong> iraniano, che è operato dalle IRGC, è ancora annoverato tra i più numerosi dell&#8217;aerea mediorientale e può contare su una notevole serie di vettori a corto e medio raggio. Sebbene non sia nota ufficialmente la sua consistenza, è interessante per questa trattazione indicare i modelli dei soli MRBM (<em>Medium Range Ballistic Missile</em>), gli unici in grado di colpire Israele. Teheran può contare quindi su un numero imprecisato di Shahab-3, Sejjil, <a href="https://www.janes.com/osint-insights/defence-news/weapons/iran-unveils-kheibar-shekan-ballistic-missile">Kheibar Shekan</a>, Khorramshahr, Ghadr-1 (o Qadr) ed Emad, questi ultimi entrambe varianti dello Shahab-3. Le IRGC hanno dato enfasi allo sviluppo di vettori ipersonici (Fattah e Fattah-2) ma il loro ingresso in servizio è controverso. <strong>L&#8217;Iran ha in servizio almeno due missili da crociera a lungo raggio</strong>: il Soumar (2/3mila km di gittata) e il <a href="https://www.csis.org/analysis/iran-israel-air-conflict-one-week">Paveh</a>, derivato del primo (1600 km di gittata stimata). Anche Israele possiede missili balistici: si tratta della famiglia dei Jericho, i cui modelli 2 e 3 sono rispettivamente un MRBM e un IRBM (<em>Intermediate Range Ballistic Missile</em>). Si ritiene che Tel Aviv possa disporre di <strong>90 testate nucleari</strong> tra cui si stima che 50 possano essere montate su questi tipi di vettori balistici. Le forze israeliane hanno anche missili da crociera: il Delilah, un LACM (<em>Land Attack Cruise Missile</em>) da 250/300 km di gittata e il Popeye, un ALCM (<em>Air Launched Cruise Missile</em>) da un centinaio di km di gittata.</p>



<p>Per completezza di trattazione forniamo qualche dato sulle rispettive forze terrestre e navali, sebbene in caso di aperto conflitto diretto non sarebbero verosimilmente impiegate (e impiegabili) per via della natura del teatro come già detto. Israele possiede circa 400 MBT (<em>Main Battle Tank</em>) tipo Merkava IV e 4M (più 700 tipo III in magazzino) e diverse centinaia (forse migliaia) di veicoli blindati per trasporto truppe. L&#8217;Iran ha all&#8217;incirca <a href="https://www.dia.mil/Portals/110/Images/News/Military_Powers_Publications/Iran_Military_Power_LR.pdf">1900 MBT</a> (tra cui il T-72S è quello principale) e 2600 veicoli per trasporto truppe (di cui i BMP-2 sono i più capaci). </p>



<p>Dal punto di vista navale, Israele ha 7 corvette e 8 pattugliatori missilistici insieme a 5 sottomarini. La marina iraniana, nel suo complesso (quindi compresa la marina delle IRGC) non ha molte unità d&#8217;altura eccezion fatta per 7 fregate (di cui una sicuramente in riparazione dopo essere affondata in porto) e tre sottomarini classe Kilo. L&#8217;Iran, complessivamente, può però contare su una vasta e variamente assortita flottiglia di unità di superficie e sottomarine minori inquadrate nella IRIN (<em>Islamic Repubblic of Iran Navy</em>) e nella marina delle IRGC utilizzata per l&#8217;interdizione del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz, a cui si affiancano unità di supporto di grosso tonnellaggio frutto della conversione di mercantili <a href="https://news.usni.org/2023/01/03/iran-building-drone-aircraft-carrier-from-converted-merchant-ship-photos-show">recentemente costruite</a> per future operazioni fuori aerea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/7-ottobre-un-anno-dopo-iran-e-israele-alla-resa-dei-conti-gli-arsenali-a-confronto.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; Iran e Israele alla resa dei conti, gli arsenali a confronto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>7 ottobre, un anno dopo &#8211; Dalla disfatta con Hamas all&#8217;attacco a Hezbollah, la guerra delle spie di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/7-ottobre-un-anno-dopo-dalla-disfatta-con-hamas-allattacco-a-hezbollah-la-guerra-delle-spie-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 07:27:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1635" height="832" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305.jpg 1635w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305-600x305.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305-1024x521.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305-768x391.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305-1536x782.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1635px) 100vw, 1635px" /></p>
<p>Dalla disfatta con Hamas all'attacco a Hezbollah, un anno di guerra delle spie d'Israele tra Gaza, Libano e Iran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/7-ottobre-un-anno-dopo-dalla-disfatta-con-hamas-allattacco-a-hezbollah-la-guerra-delle-spie-di-israele.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; Dalla disfatta con Hamas all&#8217;attacco a Hezbollah, la guerra delle spie di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1635" height="832" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305.jpg 1635w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305-600x305.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305-1024x521.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305-768x391.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled-1-e1728288917305-1536x782.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1635px) 100vw, 1635px" /></p>
<p>La <strong>guerra a Gaza</strong> è iniziata anche &#8211; se non soprattutto &#8211; per il più clamoroso <strong>fallimento di intelligence</strong> dell&#8217;ultimo mezzo secolo di storia israeliana e per il disarticolamento della catena operativa delle spie dello Stato Ebraico di fronte a una minaccia operativa. Il conflitto prosegue con le <strong>due principali agenzie, Shin Bet e Mossad</strong>, in prima linea nel contribuire alla <strong>linea politica per tutelare la sicurezza nazionale</strong> del Paese nel confronto delle trattative internazionali per cercare un cessate il fuoco che appare remoto. E, al contempo, come un Giano Bifronte, le spie d&#8217;Israele, a partire dal Mossad, in un anno hanno accumulato <strong>diverse occasioni di riscatto</strong> su altri fronti lontani da Gaza.</p>



<script type="text/javascript" src="//services.brid.tv/player/build/brid.min.js"></script><div id="Brid_37285" class="brid" style="width:16;height:9;" > </div> <script type="text/javascript"> $bp("Brid_37285", {"id":"45519","width":"16","height":"9","video":"1778107"}); </script>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-cronaca-di-dodici-mesi-terribili.html">L&#8217;anno più lungo del Medio Oriente</a></strong></li>
</ul>



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<h2 class="wp-block-heading">Le spie d&#8217;Israele tra disfatta e riscatto</h2>



<p>Il Mossad e l&#8217;Aman, l&#8217;intelligence militare, negli ultimi mesi hanno messo a segno diversi colpi: l&#8217;uccisione del <strong>capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh,</strong> ucciso in Iran a fine luglio; i duri colpi<a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-mossad-e-i-cercapersone-un-colpo-a-hezbollah-e-una-lezione-di-strategia-a-netanyahu.html"> <strong>inferti a Hezbollah</strong>,</a> da ultimo l&#8217;eliminazione del leader <strong>Hassan Nasrallah</strong>, prima dell&#8217;invasione del Libano delle ultime settimane; l&#8217;attacco a diversi capi dei Pasdaran iraniani, colpiti tra Siria e Libano; l&#8217;individuazione di obiettivi fino in Yemen, con i raid contro le infrastrutture degli Houthi a Hodeida. <strong>Basta tutto questo a cancellare la grave macchia del 7 ottobre?</strong> Sarà molto difficile dirlo, anche se non soprattutto per gli effetti di ogni singola operazione di questo tipo sul quadro securitario di Israele e della regione, oggi definita <a href="https://www.atlanticcouncil.org/blogs/menasource/one-year-after-hamass-october-7-terrorist-attacks-heres-how-the-region-changed/">dall&#8217;Atlantic Council come sull&#8217;orlo di una guerra</a> più ampia nel riassunto del primo anno di conflitto.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/come-funzionano-i-servizi-segreti-israeliani.html">Come funzionano i servizi segreti israeliani</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>La sensazione è che il 7 ottobre abbia segnato la <strong>fine di una lunga fase di torpore</strong> in cui l&#8217;intelligence israeliana si era sfilacciata in diverse cordate e correnti. Alcuni mesi prima del <strong>7 ottobre 2023</strong> abbiamo,<a href="https://it.insideover.com/difesa/braccio-di-ferro-tra-le-spie-di-israele-cosa-divide-mossad-e-shin-bet.html"> su queste colonne, dato conto</a> della rivalità politica emersa tra Shin Bet, agenzia titolare della sicurezza interna, e Mossad, agenzia di riferimento per le operazioni estere, dopo la <strong>nuova ascesa al potere di Benjamin Netanyahu</strong>. Con da un lato David Barnea, direttore del Mossad, fautore di una proiezione d&#8217;intelligence orientata a <strong>consolidare la sicurezza del Paese</strong> tramite il contenimento della triade Hamas-Hezbollah-Iran (in ordine crescente di priorità) attraverso l&#8217;estensione delle partnership regionali e di una rete di alleanze securitarie. E dall&#8217;altro <strong>Ronen Bar, direttore dello Shin Bet</strong>, fautore invece della torsione securitaria attuata dal governo sulla Cisgiordania.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-medium-font-size"><strong><a href="https://it.insideover.com/topic/7-ottobre-un-anno-dopo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO &#8211; LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER</a></strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Il nazionalismo e la sicurezza nazionale israeliana</h2>



<p>Nel frattempo, l&#8217;ascesa di <strong>figure come Itamar Ben-Gvir,</strong> tribuno politico di estrema destra senza competenze strategiche, al ruolo di ministro per la Sicurezza Nazionale e la virata nazionalista di Netanyahu hanno <strong>plasmato una commistione rischiosa</strong> tra ideologie politiche al potere e interessi strategici di Tel Aviv, spingendo sulla compressione della Palestina cisgiordana e il sostegno agli insediamenti l&#8217;orizzonte politico di riferimento degli apparati. E sottovalutando una Striscia di Gaza considerata al sicuro.</p>



<p><strong>Larry Hanauer</strong>, vicedirettore della divisione Global Dynamics and Intelligence presso l&#8217;Institute for Defense Analyses (IDA) di Washington, ha scritto per <em><a href="https://www.thecipherbrief.com/column_article/one-year-later-lessons-from-israels-october-7-intelligence-failures">Cipher News</a></em> un&#8217;analisi in cui ha aggiunto a questi dati il fatto che lo spostamento dell&#8217;<strong>Israel Defense Force </strong>a sostegno dei coloni ha fatto perdere la capacità di riconoscimento della sua intelligence interna, ridimensionando il peso della forza di signal intelligence, l&#8217;Unità 8200, e di human intelligence, l&#8217;Unità 504, di riferimento per capire la minaccia di Gaza. <strong>E ricordato che il vero fronte di riferimento restava quello politico</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Avvertimenti ignorati: così la catena di comando tra politica e intelligence si è spezzata</h2>



<p>Nota Hanauer che &#8220;nonostante gli investimenti insufficienti nella raccolta di dati su Gaza, l&#8217;intelligence israeliana aveva chiare indicazioni di un&#8217;imminente azione da parte di Hamas.&nbsp;<a href="https://www.washingtonpost.com/world/2023/12/06/israel-knew-hamas-attack-oct-7/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Israele ha catturato un piano di Hamas</a>&nbsp;per un attacco transfrontaliero, nome in codice <strong>&#8220;Muro di Gerico&#8221;</strong>, sebbene&nbsp;<a href="https://www.nytimes.com/2023/11/30/world/middleeast/israel-hamas-attack-intelligence.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i funzionari militari lo abbiano liquidato come &#8220;aspirazionale&#8221;.&nbsp;</a><a href="https://www.timesofisrael.com/egypt-intelligence-official-says-israel-ignored-repeated-warnings-of-something-big/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le nazioni amiche hanno condiviso informazioni di intelligence</a>&nbsp;che suggerivano che Hamas stava pianificando qualcosa di grosso. Le sentinelle di confine (&nbsp;<em>tatzpitaniyot)</em>&nbsp;, tutte donne, hanno riferito di aver osservato attività di Hamas che&nbsp;<a href="https://www.politico.eu/article/israel-border-troops-women-hamas-warnings-war-october-7-benjamin-netanyahu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rappresentavano chiaramente un addestramento per un attacco</a>&#8220;. </p>



<p><strong>Come prima della guerra del Kippur del 1973,</strong> sono mancati il <strong>coordinamento delle informazioni in un flusso coerente</strong>, la costruzione di scenari operativi possibili di minacce potenziali che potevano palesarsi, il confronto serrato tra agenzie e governo e, soprattutto, la leadership operativa per <strong>plasmare una risposta</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007084654472_cc1fc4b1207995272e27135b77bb9e5d-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-439421" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007084654472_cc1fc4b1207995272e27135b77bb9e5d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007084654472_cc1fc4b1207995272e27135b77bb9e5d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007084654472_cc1fc4b1207995272e27135b77bb9e5d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007084654472_cc1fc4b1207995272e27135b77bb9e5d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007084654472_cc1fc4b1207995272e27135b77bb9e5d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007084654472_cc1fc4b1207995272e27135b77bb9e5d.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I direttori dello Shin Bet, Ronen Bar (secondo da sinistra) e del Mossad, David Barnea (a destra) alle celebrazioni per il Giorno della Memoria per i caduti delle guerre israeliane e delle vittime degli attentati contro i cittadini dello Stato Ebraico. La cerimonia, nota col nome ebraico di Yom HaZikaron, quest&#8217;anno si è tenuta il 13 maggio 2024.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro delle spie israeliane nella guerra</h2>



<p>La catena di comando ha fallito a ogni livello&nbsp;e questo brusco risveglio ha spinto a una <strong>divisione del lavoro</strong> che ha ridato garanzia operativa e centralità alle agenzie nei teatri critici. <strong>Il&nbsp;capo&nbsp;dell&#8217;intelligence militare&nbsp;israeliana, Aharon Haliva, si è dimesso ad aprile</strong> assumendo le responsabilità per il 7 ottobre, mentre Bar e, soprattutto, Barnea sono rimasti al loro posto con rinnovate premesse.</p>



<p><strong>Applicando, in particolare,</strong> una dottrina operativa <strong>apertamente offensiva</strong> su altri fronti per alleggerire la pressione delle cancellerie globali su Gaza e sfruttare i &#8220;dividendi&#8221; della catena di mosse che sul fronte di Hamas ha prodotto invece lacune, ovvero la conoscenza di un quadro chiaro sugli altri rivali di Israele. Il cui sostegno alla causa di Hamas è stato alla base dell&#8217;offensiva scatenata loro addosso dalle spie di Israele come &#8220;punta di lancia&#8221; dell&#8217;Idf. </p>



<p><strong>Basterà questo a mettere al sicuro Israele negli anni a venire, obiettivo di fondo dell&#8217;intelligence?</strong> Presto per dirlo. Vero è, però, che l&#8217;agenda di Netanyahu non può prescindere dal Mossad e i suoi &#8220;fratelli&#8221;. Ma la leadership resta alla politica, cioè al punto critico del Paese. Le vittorie offensive non cancellano il flop difensivo delle spie di Tel Aviv, che dai 1.200 morti del 7 ottobre possono e devono trarre importanti lezioni sulla necessità di non <strong>sottovalutare nessun nemico</strong>. L&#8217;errore più banale, ma più spesso compiuto, dagli strateghi di ieri e di oggi. E dovendo agire in supplenza di un potere politico che alla sicurezza del Paese antepone l&#8217;ultra-nazionalismo e i suoi effetti, questa necessità è ancor più cogente oggi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/7-ottobre-un-anno-dopo-dalla-disfatta-con-hamas-allattacco-a-hezbollah-la-guerra-delle-spie-di-israele.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; Dalla disfatta con Hamas all&#8217;attacco a Hezbollah, la guerra delle spie di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Israele 1994-2024: ieri il Nobel per la pace a Rabin, oggi i supporter del suo assassino al governo</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/israele-1994-2024-ieri-il-nobel-per-la-pace-a-rabin-oggi-i-supporter-del-suo-assassino-al-governo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 06:12:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Estrema destra]]></category>
		<category><![CDATA[Likud]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528-1536x990.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele 1994-2024: il Nobel di Rabin ieri, i supporter dell'assassino di Rabin al governo oggi. Come cambia un Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/israele-1994-2024-ieri-il-nobel-per-la-pace-a-rabin-oggi-i-supporter-del-suo-assassino-al-governo.html">Israele 1994-2024: ieri il Nobel per la pace a Rabin, oggi i supporter del suo assassino al governo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072935873_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1669245-e1728192657528-1536x990.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>14 ottobre 1994: a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-yitzhak-rabin.html"><strong>Yitzhak Rabin</strong>,</a> primo ministro israeliano, viene assegnato il <strong>Premio Nobel per la Pace</strong> assieme al leader dell&#8217;<strong>Autorità Nazionale Palestinese Yasser Arafat</strong> per lo sforzo negoziale culminato negli <strong>Accordi di Oslo del 1993</strong>. Premessa della possibilità di riconciliazione tra israeliani e palestinesi dopo quarantacinque anni di guerra. Trent&#8217;anni dopo, <strong>ottobre 2024: il progetto di Rabin e Arafat</strong> è ormai un lontano ricordo e, anzi, al governo in Israele dettano legge coloro che, nella <strong>frangia oltranzista dell&#8217;ultradestra</strong>, inneggiavano contro il &#8220;tradimento&#8221; di Rabin e dai cui ranghi proveniva <strong>Yigal Amir</strong>, il colono ultranazionalista che assassinò Rabin nel novembre 1995.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Al potere oggi chi inneggiava a colpire Rabin ieri</h2>



<p>Israele nel <strong>sesto governo di Benjamin Netanyahu</strong> vede al governo molti dei compagni di militanza di Amir. Il <em>Washington Post </em>ha ricordato un episodio del 1995, poco prima dell&#8217;uccisione di Rabin: nell&#8217;ottobre di quell&#8217;anno un gruppo di giovani militanti <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2022/10/27/israel-election-ben-gvir-netanyahu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">apparve in tutti i telegiornali nazionali</a> guidato da un <strong>ragazzo infervorato negli attacchi al primo ministro</strong>. Il giovane militante minacciava in maniera palese Rabin. Sottolineava che i nazionalisti erano giunti “alla sua automobile” e presto “sarebbero giunti anche a lui”. A testimonianza della veridicità di quanto detto il giovane mostrò il simbolo della Cadillac che era stato staccato dall’auto di Rabin. Quel militante era nientemeno che <strong>Itamar Ben-Gvir, oggi ministro della Sicurezza Nazionale di Netanyahu</strong>.</p>



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<p class="has-medium-font-size"><strong><a href="https://it.insideover.com/topic/7-ottobre-un-anno-dopo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO &#8211; LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER</a></strong></p>



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<p>Il leader di Potere Ebraico incarna il <strong>volto più radicale della destra anti-Rabin</strong> che oggigiorno, nel cuore della <strong>guerra di Gaza</strong>, interpreta la campagna contro Hamas come qualcosa di più ampio della lotta al terrorismo. La vede come l&#8217;opportunità di chiudere la partita palestinese, a qualsiasi costo. Aggiungendo, al computo, quella Cisgiordania che <strong>i coloni nazionalisti</strong> stanno erodendo passo dopo passo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando Netanyahu guidava l&#8217;opposizione a Rabin</h2>



<p>Insomma, il Governo più a destra della storia di Israele inverte, trent&#8217;anni dopo, il flusso storico avviato da Rabin, forse definitivamente. E nonostante i lunghi e tortuosi cambi di direzione nei suoi diciassette anni di governo, a guidarlo non poteva che essere colui che, nel 1993-1995, dagli accordi di Oslo all&#8217;assassinio di Rabin, fu il <strong>capo dell&#8217;opposizione:</strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-si-gioca-tutto-attacca-quattro-paesi-affonda-i-negoziati-ma-qual-e-il-suo-scopo.html"><strong> Benjamin Netanyahu</strong>. </a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072641440_e0cf22a54d141b9f34b25c5272253ec5-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-439247" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072641440_e0cf22a54d141b9f34b25c5272253ec5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072641440_e0cf22a54d141b9f34b25c5272253ec5-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072641440_e0cf22a54d141b9f34b25c5272253ec5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072641440_e0cf22a54d141b9f34b25c5272253ec5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072641440_e0cf22a54d141b9f34b25c5272253ec5-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006072641440_e0cf22a54d141b9f34b25c5272253ec5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Netanyahu alla Knesset per la cerimonia che commemorava il 20esimo anniversario dell&#8217;uccisione di Rabin, nel 2015.</figcaption></figure>



<p>Nel 2016 il documentario di <em>Frontilne</em>, <strong>&#8220;<em><a href="https://www.pbs.org/wgbh/frontline/film/netanyahu-at-war/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Netanyahu at War</a></em>&#8220;</strong>,  riportò l&#8217;attenzione sul fatto che Netanyahu, salito al potere la prima volta nel 1996 con un&#8217;agenda critica dell&#8217;apertura ai palestinesi e una dottrina &#8220;tolleranza zero&#8221; sul terrorismo, fu ai tempi considerato dai vertici del <strong>Partito Laburista di Rabin</strong> attento a cavalcare l&#8217;onda politica che contribuì all&#8217;emersione dei nazionalisti anti-accordi di Oslo. &#8220;Ora è un eroe. Ma se non fosse stato assassinato, l&#8217;avrei battuto alle elezioni e poi sarebbe passato alla storia come un politico fallito'&#8221;, disse Netanyahu dopo la morte a Martin Indyk, ambasciatore Usa a Tel Aviv.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ultradestre alleate per demolire il sogno di Rabin</h2>



<p>Prima del 7 ottobre 2023, giorno degli attacchi di Hamas a Israele, il sesto governo di Netanyahu sembrava costruito ad hoc per <strong>demolire l&#8217;eredità di Rabin</strong>: assalti continui dei coloni sostenuti dalle forze di sicurezza, applicazione totale della legge &#8220;Israele Stato Ebraico&#8221; con cui Netanyahu, durante il suo quinto governo, ha messo un crisma speciale alle politiche ultranazionaliste, retorica pubblica anti-araba sdoganata come normale. Netanyahu nel settembre 2023, <a href="https://www.jpost.com/israel-news/politics-and-diplomacy/article-759673">per la prima volta, ha disertato la cerimonia annuale per ricordare Rabin</a>. Poco dopo, parlando alla Knesset a valle dei massacri del 7 ottobre, ha accusato il defunto predecessore: &#8220;L’accordo di Oslo è un disastro che ci ha portato lo stesso numero di vittime dell’attacco a sorpresa di Hamas&#8221;.</p>



<p>Nel formare il suo sesto governo dopo il voto del 2022 Netanyahu ha <strong>passato il Rubicone dell&#8217;alleanza aperta con l&#8217;estrema destra</strong>, la cui retorica è entrata nei palazzi. In nome della <strong>controversa riforma della giustizia prima</strong> e della guerra totale a Gaza poi, Bibi ha perso sul tema ogni freno inibitore. Netanyahu ha alleato due forme di estrema destra a lungo tenute fuori dalla stanza dei bottoni dal Likud, virato negli anni da posizioni di centrodestra al nazionalismo più spinto. Due destre che, soprattutto, a lungo sono apparse in contraddizione tra di loro. </p>



<p>Da un lato, il primo ministro sostiene la destra iper-religiosa e più fedelmente legata al tradizionalismo ebraico, per sua natura <strong>confessionale.</strong> Dall&#8217;altro, Ben-Gvir e sodali sono alfieri di una forma oltremodo spinta di&nbsp;<strong><a href="https://www.true-news.it/venti-di-guerra/mein-kampf-propaganda-netanyahu-male-israele">nazionalismo sionista</a></strong>. Un campo storicamente&nbsp;“laico” che fa del <strong>dato etnico la priorità. Ebbene, queste destre nel governo di Netanyahu cooperano</strong> e si sostengono, trovando da prima del 7 ottobre un nemico comune: i <strong>palestinesi, ceppo per loro allogeno rispetto alla tradizione israeliana</strong>. E dunque da emarginare. Con la guerra a Gaza, magari, da spingere addirittura fuori dalla Striscia e assediare in Cisgiordania. Il sogno di Rabin è un ricordo. Assassinato fisicamente, il primo ministro premiato col Nobel viene oggi assassinato politicamente. E il Medio Oriente è sempre più nel caos.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/israele-1994-2024-ieri-il-nobel-per-la-pace-a-rabin-oggi-i-supporter-del-suo-assassino-al-governo.html">Israele 1994-2024: ieri il Nobel per la pace a Rabin, oggi i supporter del suo assassino al governo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli europei sono stanchi dell&#8217;Israele di Netanyahu ma non riescono a dirlo con il voto</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-europei-sono-stanchi-dellisraele-di-netanyahu-ma-non-riescono-a-dirlo-con-il-voto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 04:41:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1652" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3-600x516.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3-300x258.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3-1024x881.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3-768x661.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3-1536x1322.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Israele di Netanyahu è sempre meno amato in Europa e cresce di giorno in giorno il distacco delle opinioni pubbliche di Governi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-europei-sono-stanchi-dellisraele-di-netanyahu-ma-non-riescono-a-dirlo-con-il-voto.html">Gli europei sono stanchi dell&#8217;Israele di Netanyahu ma non riescono a dirlo con il voto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1652" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3-600x516.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3-300x258.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3-1024x881.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3-768x661.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006235211238_9c2d2edd2eb2775fbb01bb9b1fedb1a3-1536x1322.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre infuria la rappresaglia israeliana su Gaza per l&#8217;eccidio del 7 ottobre ed è in corso un brutale regolamento di conti tra il governo di <strong>Benjamin Netanyahu</strong> e nemici storici come Hezbollah e l&#8217;Iran, <strong>Israele è sempre più impopolare in Europa</strong>, inclusa la Germania. Quest&#8217;ultima, senza che nessun vicino si ribellasse, ha applicato le leggi più repressive contro le proteste a favore della Palestina. Lo riporta <a href="https://www.economist.com/europe/2024/09/15/why-israel-has-not-yet-lost-europe">un&#8217;inchiesta</a> dell&#8217;<em>Economist</em>, secondo cui l&#8217;Italia è, tra i cinque Paesi europei analizzati, quello dove è più bassa la percentuale di chi ha un&#8217;opinione positiva di Israele: appena il 7%. Tuttavia, a frenare qualsiasi iniziativa c&#8217;è un fattore potente in tutta Europa: l&#8217;ostilità verso l&#8217;Islam.</p>



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<p>La penisola, nota il settimanale inglese analizzando i sondaggi di YouGov, è la nazione dove <a href="https://it.insideover.com/politica/questione-palestinese-direttori-di-giornali-e-tg-e-politici-non-rappresentano-gli-italiani.html">il divario tra l&#8217;opinione pubblica e la linea dell&#8217;<em>establishment</em></a> politico e giornalistico è più marcato. L&#8217;<em>Economist</em> ha quindi intervistato la politologa <strong>Nathalie Tocci</strong>, direttrice dell&#8217;Istituto Affari Internazionali di Roma. &#8220;La rabbia contro Israele produce effetti politici limitati: c&#8217;è un&#8217;opinione pubblica contraria a Israele, ma non determina il voto&#8221;, afferma Tocci. Il Partito Democratico e Fratelli d&#8217;Italia hanno una base molto più ostile verso Israele rispetto alle loro dirigenze, anche se, ultimamente, i leader sono diventati più critici.</p>



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<p class="has-medium-font-size"><strong><a href="https://it.insideover.com/topic/7-ottobre-un-anno-dopo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO &#8211; LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER</a></strong></p>



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<p>Ma non bisogna farsi illusioni, avverte Tocci. Il partito di governo, saldamente in testa ai sondaggi da oltre due anni, condivide <strong>un&#8217;ideologia in fondo non così diversa da quella del Likud di <a href="https://it.insideover.com/politica/rovesciare-la-repubblica-islamica-linefficace-propaganda-di-netanyahu-sulliran.html">Benjamin Netanyahu</a></strong>, inquadrando il conflitto a Gaza come una lotta epica tra l&#8217;Occidente e il mondo musulmano. Uno scontro che si manifesta anche nelle nostre città, descritte da <em>influencer</em> e intellettuali sovranisti come un campo di battaglia. In questo scenario il vero jolly è il Movimento cinque stelle che, diversamente dal grillismo delle origini, si è collocato saldamente a sinistra, anche sulla questione palestinese, ma del grillismo delle origini ha pure ereditato l’ubiquità politico-valoriale, in equilibrio tra Harris e Trump.</p>



<p>La distanza tra elettori e leader sul tema di Israele non è una caratteristica solo europea: gli amministratori dell&#8217;immagine pubblica del Presidente degli Stati Uniti hanno probabilmente capito fin da subito che<strong> la maggior parte degli americani non voleva essere complice del governo Netanyahu</strong> e del fanatismo dei suoi coloni. Invece di prendere una posizione decisa sulla guerra, hanno diffuso storie sull&#8217;impotenza presunta di Biden. Lo scopo? Tranquillizzare la base democratica.</p>



<p>Infine, non va dimenticato che, almeno nella zona euro, la sopravvivenza politica dei governi dipende in buona parte dalla benevolenza di Bruxelles, attualmente guidata da una Commissione salda a destra (fatta eccezione per qualche nomina <em>green-friendly</em>). La presidente <a href="https://it.insideover.com/persone/ursula-von-der-leyen">Ursula Von Der Leyen</a> si è affrettata a condannare gli attacchi iraniani su Israele, ma si è ben guardata dal farlo quando Israele ha ridotto Gaza in macerie o ha attaccato il Libano, <strong>dando a Netanyahu sostanzialmente carta bianca</strong> e sconcertando molti diplomatici.</p>



<p>Ecco perché anche i partiti nazional-populisti di destra, che teoricamente dovrebbero promuovere una visione alternativa all&#8217;egemonia statunitense nel Mediterraneo e all&#8217;escalation in Medio Oriente, una volta al governo — o quando iniziano a pensare di poterci arrivare — tendono a riallinearsi rapidamente con l&#8217;establishment, sia nel Consiglio europeo sia nel Parlamento europeo. Così come <strong>Giorgia Meloni</strong>, ci si può aspettare che anche l&#8217;estrema destra tedesca e quella austriaca, in forte ascesa, allineino il loro eventuale governo con la linea rigidamente atlantista e filo-israeliana di Von Der Leyen.</p>



<p>Anche in Francia e in Spagna, Marine Le Pen e Vox sono chiaramente disposti ad abbandonare le velleità anti-americane in favore della <strong>metafora di Israele come diga che protegge l&#8217;Occidente dalla barbarie.</strong> Non esiteranno, insomma, a subire un processo di &#8220;melonizzazione&#8221; in nome della lotta all&#8217;Islam, non solo quello radicale. In mancanza di un&#8217;alternativa socialdemocratica fondata sul multilateralismo e la costruzione di una piattaforma di <strong>convivenza mediterranea dove non vinca la forza bruta delle armi</strong>, anche quando gli europei diranno di essere stanchi di Israele e delle sue politiche, difficilmente riusciranno a dirlo con il voto.</p>
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		<title>7 ottobre, un anno dopo &#8211; Cronaca di dodici mesi terribili</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-cronaca-di-dodici-mesi-terribili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2024 17:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Israele-Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando le agenzie battono le prime notizie provenienti dal sud di Israele, lo scenario sembra quello &#8220;consueto&#8221; spesso osservato attorno la Striscia di Gaza. Con cioè Hamas e la Jihad Islamica intente a lanciare missili e l&#8217;Iron Dome israeliano a intercettarli. Alle 7:15, ora locale, del 7 ottobre 2023 Mohammed Deif, membro di spicco di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-cronaca-di-dodici-mesi-terribili.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-cronaca-di-dodici-mesi-terribili.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; Cronaca di dodici mesi terribili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando le agenzie battono le prime notizie provenienti dal sud di Israele, lo scenario sembra quello &#8220;consueto&#8221; spesso osservato attorno la Striscia di Gaza. Con cioè <strong>Hamas</strong> e la<strong> Jihad Islamica</strong> intente a lanciare missili e l&#8217;Iron Dome israeliano a intercettarli. Alle 7:15, ora locale, del 7 ottobre 2023<strong> Mohammed Deif</strong>, membro di spicco di Hamas, lancia infatti il proclama:<em> &#8220;Abbiamo lanciato l&#8217;operazione alluvione su Al Aqsa, 5.000 razzi sono stati spediti contro Israele&#8221;</em>. Il numero indicato sembra imponente e anche lo scenario sul campo, con i vari kibbutz israeliani vicino Gaza svegliati dalle sirene anti aeree, appare difficile.</p>



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<p class="has-medium-font-size"><strong><a href="https://it.insideover.com/topic/7-ottobre-un-anno-dopo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO &#8211; LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER</a></strong></p>



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<p>Ma, come detto, a prima vista non sembra nulla di diverso da quanto spesso visto da queste parti. Anche perché in pochi, in Israele e tra gli analisti internazionali, immaginano un Hamas impegnato in modo diretto contro lo Stato ebraico. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html">Netanyahu</a>, premier tornato in carica da pochi mesi, ha orientato le forze di sicurezza a <strong>Jenin</strong> e in tutta la <strong>Cisgiordania</strong> nei periodi precedenti. Mentre a Gaza, nei raid pre 7 ottobre, la sua aviazione ha preso di mira soprattutto la Jihad Islamica.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Il giorno più lungo di Israele</h2>



<p>E invece, quella mattina ha rappresentato l&#8217;inizio di una lunga guerra e di cui, a oggi, <strong>non si vede fine</strong>. Ma ad accorgersene sono soltanto le popolazioni locali, da una parte e dall&#8217;altra della barriera che divide la Striscia di Gaza dai territori israeliani. Dal lato dello Stato ebraico, il risveglio è dei più atroci: la gente non solo osserva la caduta dei missili, per via della saturazione del sistema Iron Dome, ma avverte anche colpi di arma da fuoco a pochi passi dalle proprie abitazioni. </p>



<p>Chi si affaccia dai rifugi domestici nota uomini in divisa che avanzano, ma non si tratta di soldati israeliani. Al contrario, sono miliziani di Hamas che hanno iniziato una vera e propria <strong>invasione</strong>. Dall&#8217;altra parte del confine, una folla si riunisce nelle piazze centrali di Gaza City e dei vari campi profughi della Striscia. Si è sparsa la voce che Hamas ha divelto parte della barriera che funge da confine e a centinaia si riversano verso il territorio israeliano. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="October 7, 2023: The hours that shook Israel • FRANCE 24 English" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/j2UXS8soTaY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_j2UXS8soTaY");</script>
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<p>A non accorgersi di quanto sta accadendo sono invece <strong>i vertici della Difesa di Tel Aviv</strong>. Nei loro quartier generali, i comandi dell&#8217;esercito dello Stato ebraico ricevono molte segnalazioni a cui però non corrispondono delle precise risposte. Forse è questo il momento in cui <strong>&#8220;l&#8217;effetto sorpresa&#8221;</strong> a cui è andata incontro la leadership israeliana consente il prolungamento dell&#8217;attacco di Hamas. Per diverse ore, in alcuni casi anche per due giorni interi, l&#8217;esercito non riesce a riprendere il controllo dei kibbutz attorno la Striscia. </p>



<p><strong>Re&#8217;im, Be&#8217;eri, Nahal Oz</strong>, ma anche la cittadina di <strong>Sderot</strong>, sono tutti nomi delle località destinate a rimanere simbolo dei massacri di quelle ore. Qui più di 200 civili vengono rapiti e portati nella Striscia, almeno 800 invece vengono uccisi, 300 di loro trovano la morte al <strong>Nova Festival</strong>, un rave party in corso di svolgimento a 5 km dalla Striscia. Le immagini dei rapiti trascinati via e dei kibbutz dati alle fiamme, fanno il giro del mondo. E danno l&#8217;impressione a Israele di ritrovarsi immersa nella sua insospettabile vulnerabilità. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">Il disastro umanitario a Gaza</h2>



<p>Dopo azioni del genere, si è subito capito che è solo questione di tempo prima di osservare una rabbiosa risposta israeliana. Già dal 7 ottobre iniziano i primi raid, per giorni poi si discute circa la <strong>possibilità di un&#8217;azione di terra da parte dell&#8217;esercito</strong>. Nel frattempo, buona parte della stampa israeliana è contro Netanyahu: è a lui, principalmente, che viene attribuita la debacle delle forze di sicurezza, è a lui che molti imputano la scelta di dedicare all&#8217;Iran e alla Cisgiordania le attenzioni, dimenticandosi di Hamas. Anzi, in molti articoli viene puntato il dito contro il premier israeliano per aver considerato più volte, nel corso degli anni, Hamas quasi un male minore. </p>



<p>Le prime azioni di terra alla fine avvengono il <strong>28 ottobre</strong>, quando l&#8217;esercito ammette di aver effettuato alcune incursioni nel nord della Striscia. Le incursioni via terra sono precedute da quelle via aria, con decine di bombardamenti che colpiscono ogni ora Gaza. Ed è questo l&#8217;inizio della tragedia umanitaria: la Striscia viene assediata, nei raid vengono colpiti interi quartieri residenziali. Per Israele, tutto questo è colpa della scelta di Hamas di piazzare obiettivi militari tra le case dei civili. A partire dai tunnel, i quali costituiscono la principale risorsa del movimento islamista dove i propri capi locali, come ad esempio<strong> Yahya Sinwar</strong>, riescono a nascondersi. </p>



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<p>Una prima <strong>tregua</strong> viene raggiunta, con l<strong>a mediazione di Qatar e Usa</strong>, il 24 novembre. Durerà pochi giorni e sarà l&#8217;unica. In quei frangenti, vengono rilasciati cento ostaggi in mano ad Hamas, mentre rientrano a casa migliaia di palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Ma a dicembre è di nuovo guerra: le azioni israeliane si spostano verso <strong>Khan Younis</strong>, poi verso <strong>Rafah</strong>, città che ospita l&#8217;unico valico con l&#8217;Egitto. Il livello di distruzione è enorme: ad oggi, si calcola che in 12 mesi siano morte nella Striscia oltre 40mila persone. C&#8217;è il rischio dell&#8217;insorgenza di <strong>malattie</strong> ed <strong>epidemie</strong>, manca il cibo in diverse aree del conflitto e il sistema sanitario viene giudicato dall&#8217;Onu al collasso.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Hamas ad Hezbollah, il nuovo obiettivo di Israele</h2>



<p>Le conseguenze del conflitto attirano le attenzioni di parte della comunità internazionale, a partire dal <strong>Sudafrica</strong>. Il governo di Pretoria chiede l&#8217;intervento della <strong>Corte Penale Internazionale</strong>, la quale il 21 maggio 2024 ipotizza l&#8217;esistenza di <strong>crimini di guerra</strong> e chiede l&#8217;incriminazione, tra gli altri, del premier <strong>Netanyahu</strong>, del ministro della Difesa <strong>Gallant</strong> e del capo di Hamas a Haza, <strong>Yayha Sinwar</strong>. </p>



<p>Il conflitto va però avanti. Contrariamente a quanto atteso e a quanto visto nella storia israeliana, le operazioni belliche stanno avendo una durata di svariati mesi. Anche perché, con il trascorrere delle settimane, ad accendersi è un altro fronte. Quello cioè settentrionale. <strong>Hezbollah</strong>, movimento sciita libanese attestato a ridosso delle frontiere del nord di Israele, tramite il capo <strong>Nasrallah</strong> annuncia il proprio appoggio ad Hamas. Ma, nel farlo, ha anche fatto intuire di non voler avviare azioni di terra contro lo Stato ebraico come nel 2006.</p>



<p>Il lanci di razzi verso le comunità del nord di Israele, tuttavia, accendono gli animi. Con l&#8217;esercito dello Stato ebraico che, gradatamente, sposta le proprie truppe e i propri mezzi verso nord.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Israel Uses Medieval Trebuchet Against Hezbollah in Lebanon | WSJ News" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/nH-nkCj7Ncg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_nH-nkCj7Ncg");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il botta e risposta con l&#8217;Iran</h2>



<p>Hezbollah del resto è alleato diretto dell&#8217;<strong>Iran</strong>, anzi rappresenta il braccio di Teheran nella regione. La Repubblica Islamica, come noto, è il principale avversario di Israele nella regione. Da qui la strategia di Netanyahu volta a colpire obiettivi iraniani nei Paesi vicini. Il <strong>primo aprile</strong>, in particolare, un raid colpisce l&#8217;ambasciata iraniana di Damasco. L&#8217;attacco ha provocato la morte, tra gli altri, di <strong>Mohammad Reza Zahedi</strong>, un importante comandante dei Pasdaran. Ma soprattutto, il raid prende di mira quella che a tutti gli effetti, per il diritto internazionale, è territorio iraniano. </p>



<p>Da qui la prima risposta di Teheran, attuata nella notte tra il<strong> 13 e il 14 aprile</strong>. Decine di droni e missili vengono scagliati contro il territorio israeliano. I danni materiali sono limitati, tuttavia il gesto a livello politico appare senza precedenti. <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-teheran-ha-risposto-direttamente-a-netanyahu.html">E si ripeterà il<strong> primo ottobre</strong></a>, in risposta ad altri due eventi considerati dall&#8217;Iran come un attacco diretto ai propri interessi: la morte del capo politico di Hamas, <strong>Ismail Haniyeh</strong>, avvenuta il 31 luglio proprio a Teheran, e la<strong> morte di Nasrallah</strong>, avvenuta il 27 settembre a seguito di un raid israeliano sui quartieri sciiti di Beirut.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le operazioni in Libano e i colpi contro Hezbollah</h2>



<p>Ben si intuisce dunque come, con l&#8217;approssimarsi del primo anniversario del 7 ottobre, Israele voglia <strong>chiudere i conti con l&#8217;alleato più vicino al&#8217;Iran</strong>. L&#8217;uccisione di Nasrallah è arrivata pochi giorni dopo l&#8217;incremento delle incursioni aeree israeliane nel sud del Libano e su Beirut. Ma soprattutto, dopo uno degli episodi più clamorosi nella storia delle operazioni di spionaggio: il 17 e il 18 settembre infatti, vengono registrate<a href="https://it.insideover.com/guerra/cercapersone-come-bombe-il-blitz-di-israele-contro-hezbollah-che-puo-allargare-la-guerra.html"> centinaia di esplosioni di dispositivi mobili in tutto il Libano.</a></p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Libano, il video dell&#039;esplosione del cercapersone al mercato" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/zkH6ILsT_xs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_zkH6ILsT_xs");</script>
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<p>A saltare in aria sono soprattutto <strong>cercapersone</strong> e <strong>walkie talkie </strong>in dotazione ai miliziani di Hezbollah per comunicare tra loro. L&#8217;azione dei servizi israeliani, permette di mettere fuori combattimento più di mille miliziani di Hezbollah e di rintracciare complici e sostenitori del movimento sciita. A questo, occorre aggiungere il via alle <strong>operazioni di terra </strong>in territorio libanese arrivato nei primi giorni di ottobre.</p>



<p>Nel primo anniversario delle stragi del 7 ottobre dunque, è il fronte nord quello più importante. Ma a Gaza si continua a combattere e a morire, con Hamas sì indebolita ma non ancora sconfitta. E con almeno 100 ostaggi israeliani ancora presenti tra i tunnel della Striscia e prigionieri del movimento islamista.   </p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-cronaca-di-dodici-mesi-terribili.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; Cronaca di dodici mesi terribili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>7 ottobre, un anno dopo &#8211; Da Gaza a Kiev, la guerra mondiale non è più a pezzetti</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-da-gaza-a-kiev-la-guerra-mondiale-non-e-piu-a-pezzetti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2024 15:54:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="918" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318-600x287.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318-1024x490.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318-1536x734.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le guerre del Medio Oriente e quella in Europa sono in realtà parte di un solo scontro: due ordini mondiale che lottano per prevalere.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="918" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318-600x287.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318-1024x490.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006225939377_eb42281f6775bb972b800ae9e9a18ffe-e1728248448318-1536x734.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra Kiev e Gerusalemme corrono 3.370 chilometri e tra Kiev e Teheran altri 3.115. Al confronto, tra Gerusalemme e Teheran è un soffio: 1.665 chilometri. Potremmo ripetere il gioco con le capitali di altri Paesi che, in un modo o nell&#8217;altro, sono stati coinvolti o hanno deciso di farsi coinvolgere, chi più chi meno, in questo ultimo anno di guerre: la giordana Amman, Beirut in Libano, Damasco in Siria, Parigi, Mosca, Washington&#8230;</p>



<p>Le guerre di quest&#8217;ultimo terribile anno, <strong>dalle stragi dei terroristi di Hamas alle bombe di Israele sulla moschea di Gaza,</strong> passando per l&#8217;offensiva ucraina fallita fin Donbass e quella più riuscita nella regione russa di Kursk, sono già mondiali. Anzi, se osserviamo il quadro con attenzione, è difficile non notare che si tratta in realtà di un&#8217;unica guerra. Lo scontro tra un &#8220;vecchio&#8221; ordine mondiale infragilito e confuso e un ordine &#8220;nuovo&#8221; dai contorni ancora confusi ma ben deciso ad affermarsi. Mondo unipolare contro mondo multipolare, come direbbero russi e cinesi. Democrazie contro autocrazie, come direbbero americani ed europei.Il più sanguinoso dei caos, come direbbero tutti gli altri.</p>



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<p>Che si tratti di questo, o di qualcosa di molto simile a questo, lo dimostra il ruolo degli Stati Uniti. Per lungo tempo hanno fatto la loro parte nel creare le premesse per questa esplosione di violenza. In Palestina assistendo inerti (a parte qualche ininfluente balbettìo di Barack Obama) alla <strong>continua espansione degli insediamenti illegali di Israele</strong>, di fatto collaborando alla compressione in spazi fisici e psicologici sempre più ridotti del popolo palestinese. Una strategia miope, appoggiata solo alla forza militare di Israele e degli Usa, che non poteva non arrivare a fine corsa e quindi ad annullare la credibilità dell&#8217;app e di Abu Mazen, alla prevalenza degli estremisti (leggi Hamas) e a un&#8217;esplosione finale. <strong>In Ucraina spingendo per un&#8217;allargamento della Nato</strong> (fin dal 2008 veniva promesso a Kiev un prossimo ingresso nell&#8217;Alleanza) che agli occhi dei russi, che avevano dovuto digerire l&#8217;allargamento a tutta la galassia Ovest dell&#8217;ex Patto di Varsavia), proprio in Ucraina e in Georgia aveva la sua linea invalicabile. Basta, di fronte a certe prospettive di conflitto, ripetersi che i popoli hanno diritto a scegliere il proprio destino? Salva qualcuno dire che la Russia ha torto ed è colpevole?</p>



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<p class="has-medium-font-size"><strong><a href="https://it.insideover.com/topic/7-ottobre-un-anno-dopo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO &#8211; LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER</a></strong></p>



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<p>Che fossero calcoli cinici (sulla pelle dei palestinesi e degli ucraini) o solo sbagliati (e la qualità dell&#8217;attuale campagna elettorale può portare a pensarlo) poco importa. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. <strong>Ma gli Usa non possono perdere</strong>, non possono accettare che il loro mondo (quello unipolare o democratico che dir si voglia) subisca un&#8217;ulteriore corrosione. E quindi li abbiamo visti entrare sui diversi fronti di questa guerra mondiale prima con riluttanza (all&#8217;Ucraina, all&#8217;inizio della minaccia russa, solo armi difensive; a Israele rimbrotti e la minaccia di non fornire più bombe) poi con sempre maggiore decisione, fino a decidere con Israele quel potrebbe essere la risposta ai bombardamenti dell&#8217;Iran e con l&#8217;Ucraina quali obiettivi colpire con i famosi missili a lunga gittata, che con ogni probabilità <strong>verranno &#8220;sdoganati&#8221; da Joe Biden tra pochi giorni</strong> (il 12) nell&#8217;ennesima riunione a Ramstein (Germania)..</p>



<p>Anche l&#8217;altro lato della barricata, a dispetto di dichiarazioni e manifesti, combatte la sua guerra mondiale. La Russia si sarebbe forse &#8220;accontentata&#8221; di rubare all&#8217;Ucraina una parte dei suoi territori. Ma quando il coinvolgimento della Nato e dei Paesi occidentali è cresciuto ha capito di poter assestare un colpo alle fondamenta del &#8220;vecchio&#8221; ordine. Per Mosca quella in corso, più che una guerra contro l&#8217;Ucraina, <strong>è una guerra contro gli Usa per interposta Ucraina</strong>, proprio come per gli Usa conta non tanto salvare l&#8217;Ucraina quanto indebolire la Russia. Ed è per questo che la Cina arma e rifornisce la Russia, come l&#8217;Iran e la Corea del Nord. Ognuno ha un fronte proprio (Taiwan, la Corea del Sud, il Giappone&#8230;) ma il nemico è uno e la guerra è globale: i &#8220;pezzetti&#8221; di guerra mondiale, di cui Papa Francesco parla fin dal 2014, si stanno infine congiungendo.</p>



<p>Si è fatto un gran parlare, in questi dodici mesi terribili, di &#8220;linee rosse&#8221;. Dall&#8217;una all&#8217;altra <strong>siamo arrivati a prospettive di &#8220;soluzione finale&#8221; per i palestinesi</strong> (e poco meno per il Libano) e di guerra nucleare in Ucraina. Qual è dunque il limite, il passo che nessuno vorrebbe mai fare? E qual è il sacrificio a cui i diversi contendenti sono disposti pur di evitare il passo fatale? Non aspettiamoci sussulti di razionalità dai protagonisti. Gli Usa sono un&#8217;isola, anzi una portaerei, persino una guerra nucleare nel cuore dell&#8217;Europa non li toccherebbe. <strong>La Cina ha la Russia che combatte al suo posto (più o meno come l&#8217;Ucraina combatte per gli Usa)</strong>. Israele e Iran forse  sono arrivati (finalmente, direbbero Netanyahu e i pasdaran) alla resa dei conti. Chi resta? <strong>L&#8217;Europa, certo. Se solo avesse un pensiero, una voce, un&#8217;anima. </strong>Ma chi può credere a un&#8217;ectoplasma che non batte ciglio di fronte alla strage degli innocenti di Gaza (11 mila bambini e 6 mila donne uccisi dalle bombe), che sceglie la consunzione del popolo ucraino (52 milioni di persone nel 1992, 28 milioni adesso) in cambio di un (raggiungibile?) obiettivo politico, che non sa che fare nemmeno sui dazi alle auto elettriche cinesi? E che si aggrappa al Rapporto Draghi come a una coperta di Linus?</p>



<p>Fulvio Scaglione</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-da-gaza-a-kiev-la-guerra-mondiale-non-e-piu-a-pezzetti.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; Da Gaza a Kiev, la guerra mondiale non è più a pezzetti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>7 ottobre, un anno dopo &#8211; L&#8217;Italia e il suo Governo alla prova della guerra di Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-un-anno-dopo-litalia-e-il-suo-governo-alla-prova-della-guerra-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2024 13:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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<p>A un anno dallo scoppio della guerra a Gaza, oramai diventata conflagrazione regionale, la posizione dell'Italia resta articolata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-un-anno-dopo-litalia-e-il-suo-governo-alla-prova-della-guerra-di-gaza.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; L&#8217;Italia e il suo Governo alla prova della guerra di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="908" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251-600x284.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251-1024x484.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251-1536x726.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A un anno dallo <strong>scoppio della guerra a Gaza</strong>, oramai estesasi a conflagrazione regionale, la posizione dell&#8217;<strong>Italia si può riassumere</strong> attorno a <strong>tre linee guida strategiche</strong>: cautela diplomatica e bilanciamento; sponda tra Europa e Usa come punti di riferimento; incertezza sulla possibilità di compiere passi in avanti eccessivi sul fronte strategico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Italia alla prova di Gaza</h2>



<p>Roma non è stata in campo europeo certamente una nazione come la Spagna, che ha <strong>preso le difese della causa palestinese</strong> arrivando a riconoscere l&#8217;ambasciatore dell&#8217;<strong>Autorità Nazionale</strong> in sfida a <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/rovesciare-la-repubblica-islamica-linefficace-propaganda-di-netanyahu-sulliran.html">Benjamin Netanyahu</a></strong>, ma nemmeno come la Germania, il cui sostegno a <strong>Tel Aviv</strong> è andato ben oltre la giusta condanna dei massacri di Hamas nello Stato Ebraico.</p>



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<p>La <strong>cautela diplomatica e il bilanciamento</strong> sono stati la linea-guida del presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong> nei confronti della posizione di Israele e delle autorità palestinesi. Il capo del governo, che ideologicamente ha a lungo visto il conservatorismo nazionale del primo ministro israeliano come un punto di riferimento, ha mantenuto operativa una linea di confronto diretto con Netanyahu e sostenuto, in una prima fase le mosse di Israele. Ma Meloni, sostenuta in tal senso da <strong>Antonio Tajani, ministro degli Esteri, e Guido Crosetto, ministro della Difesa</strong>, ha col passare dei mesi spinto l&#8217;Italia a fissare diverse <strong>linee rosse per Israele</strong>.</p>



<p>L&#8217;Italia ha preso <a href="https://www.al-monitor.com/originals/2024/05/once-ally-italys-meloni-sours-israels-netanyahu-repositions-gaza">duramente posizione contro le mosse di Israele</a> in più occasioni a partire da maggio. Mentre si preparava l&#8217;assedio di Rafah, Crosetto ha dichiarato: &#8220;C&#8217;è una situazione sempre più difficile in cui il popolo palestinese viene schiacciato senza riguardo per i diritti di uomini, donne e bambini innocenti che non hanno nulla a che fare con Hamas, e questo non può più essere giustificato&#8221;. In precedenza, Meloni e il governo avevano rifiutato la nomina di <strong>Benny Kashriel,</strong> sindaco della città di Ma&#8217;ale Adumim, colonia illegale di Israele in Cisgiordania, alla carica di <strong>ambasciatore a Roma</strong>. E sul fronte palestinese, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-la-pace-di-pechino-hamas-non-ha-piu-scuse-per-minare-lunita-dei-palestinesi.html">Mohammad Mustafa, </a>premier dell&#8217;Anp dalla scorsa primavera</strong>, è stato ricevuto con tutti gli onori del capo di governo a Roma a maggio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra Europa e Usa</h2>



<p>Roma, e veniamo al secondo punto, come riferimento oscilla tra la <strong>linea europea e quella statunitense</strong>. Soprattutto nella definizione della scala delle priorità per Israele e Palestina, in virtù della carica di presidente di turno del G7, <strong>Roma ha interiorizzato le priorità</strong> di entrambe le cancellerie di riferimento. A inizio guerra il governo Meloni ha <strong>sospeso i finanziamenti all&#8217;agenzia Unrwa</strong> dopo che Israele aveva accusato molti suoi membri di aver partecipato ai massacri del 7 ottobre.</p>



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<p class="has-medium-font-size"><strong><a href="https://it.insideover.com/topic/7-ottobre-un-anno-dopo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO – LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER</a></strong></p>



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<p>Dopo che la notizia si è rivelata senza fondamento, <strong>Tajani ha annunciato la riapertura&nbsp;<a href="https://onuitalia.com/2024/05/25/mustafa-a-roma-litalia-riprende-i-finanziamenti-allunrwa/">dei finanziamenti italiani all’Unrwa</a></strong> e l’aumento da 20 a 30 milioni di euro del finanziamento al progetto Food for Gaza. In sede G7, l&#8217;Italia ha <strong>seguito l&#8217;iniziativa Usa</strong> che invitava a dare per assodata la compattezza della linea di sostegno dell&#8217;Iran ad Hamas contro Israele, inserendone la condanna nel comunicato finale del vertice di Capri dei <a href="https://it.usembassy.gov/g7-italy-2024-foreign-ministers-statement-on-the-situation-in-the-middle-east/">ministri degli Esteri del gruppo ad aprile.</a></p>



<p>In mezzo, molte <strong>prese di posizione su diversi punti</strong> che mostrano un&#8217;attenzione del sistema-Paese al futuro della regione. L&#8217;Italia ha annunciato di<a href="https://www.esteri.it/en/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2024/08/arrivano-in-italia-altri-16-bambini-palestinesi-da-gaza-tajani-ringrazia-il-governo-egiziano-vostra-collaborazione-essenziale-per-portare-aiuto-alla-popolazione-palestinese/"> voler curare un centinaio di bambini gazawi nei suoi ospedali</a>, che stanno arrivando nel nostro <a href="https://www.agensir.it/mondo/2024/01/26/gaza-father-faltas-custody-of-the-holy-land-children-appeal-to-italy-for-help-and-peace/">Paese per cure specialistiche</a>, ha schierato la nave-ospedale<a href="https://www.aa.com.tr/en/europe/italy-deploys-hospital-ship-off-gaza-coast-for-emergency-aid/3047738"> &#8220;Vulcano&#8221; nella regione</a> e sta ragionando con gli Usa a una possibile <strong>missione di pace internazionale a Gaza</strong> per il dopoguerra in cui anche i Carabinieri e l&#8217;Esercito Italiano potrebbero essere chiamati in causa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cautele dell&#8217;Italia tra Israele e Palestina</h2>



<p>Dunque, una posizione cauta che mira a conciliare la triplice esigenza della tenuta della consolidata amicizia con Israele, <strong>con cui dall&#8217;energia ai chip passando per le tecnologie per la Difesa e la ricerca</strong> gli interessi comuni sono molti anche in campo economico, del sostegno alla linea diplomatica ufficiale della soluzione a due Stati e dell&#8217;attenta spinta a <strong>condannare gli attacchi ai civili in maniera coerente, denunciando sia i massacri di Hamas</strong> nello Stato Ebraico che l&#8217;accanimento della rappresaglia israeliana sui palestinesi.</p>



<p>A questa linea, però, potenzialmente Roma potrebbe aggiungere qualcosa di più. E veniamo al terzo scenario della linea italiana, quello dell&#8217;<strong>incertezza strategica</strong>. L&#8217;Italia si sta, con attenzione, muovendo su un terreno irto e pieno d&#8217;insidie ma può, in prospettiva, giocare un ruolo come <strong>attore di bilanciamento</strong> nell&#8217;area mediorientale. A Gaza e non solo. Meloni e il suo governo devono <strong>e possono osare di più,</strong> prendere rischi calcolati e ambire a una leadership europea nell&#8217;approccio alla crisi di Gaza. A maggior ragione ora che l&#8217;escalation del conflitto porta l&#8217;Italia in prima fila, da Paese a capo della <strong>missione Onu Unfil resa precaria</strong> dall&#8217;<strong>aggressione israeliana al libano</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché l&#8217;Italia deve osare di più per la pace</h2>



<p>L&#8217;Italia può <strong>rafforzare il suo ruolo</strong> nel quadro dei colloqui di pace su Gaza, come facilitatrice: alleata degli Usa, in ottime relazioni con Egitto e Qatar, ha <strong>spazio di manovra</strong> per favorire le mosse dei tre mediatori. Ha, inoltre, la possibilità di <strong>fare sponda con la diplomazia pontificia</strong> replicando uno schema che nell&#8217;evacuazione dei bambini gazawi è stato ben sperimentato. Inoltre, l&#8217;Italia ha <strong>una profondità strategica</strong> nella regione garantita dalla presenza di un contingente militare in Iraq, dal <strong>graduale <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-gaza-e-non-solo-tra-diplomazia-e-intelligence-roma-crocevia-del-dialogo.html">riavvicinamento diplomatico alla Siria di Bashar al-Assad</a></strong> e dalla scelta di non chiudere i ponti negoziali con l&#8217;<strong>Iran</strong> che può rendere l&#8217;immagine dell&#8217;Italia gradita e non ostile come possibile volto dell&#8217;Europa in un Medio Oriente conteso.</p>



<p>Uniamo a ciò il fatto che la crisi mediorientale è solo una parte di un doppio arco di tensione che va dal Sahel all&#8217;Ucraina, passando per il Mar Rosso e il Medio Oriente, e che <strong>dalla tenuta geopolitica della regione</strong> saranno determinate le future rotte strategiche dell&#8217;interesse nazionale. La tenuta degli equilibri nel Mediterraneo; la possibilità di riavere commerci floridi e dinamici tra <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-paesi-del-mediterraneo-sono-i-nostri-fratelli-il-racconto-di-alberto-negri.html">Mediterraneo</a>, Mar Rosso e Oceano Indiano, vitali per un&#8217;economia di trasformazione come quella italiana; la governance dei flussi migratori e dell&#8217;allarme securitario che gli afflussi in Europa di ondate di sfollati in fuga dalle guerre di Israele può sdoganare; in prospettiva, la credibilità della proiezione di Roma in una fase in cui il <strong>Piano <a href="https://it.insideover.com/storia/lepopea-partigiana-di-enrico-mattei.html">Mattei </a>per l&#8217;Africa</strong> dipenderà, per la sua attuazione, dalla capacità dell&#8217;Italia di portare avanti la partnership in maniera seria. </p>



<p>E quale miglior modalità di un coinvolgimento più diretto nel teatro mediorientale come <strong>attore di pace? La tradizione italiana, da <a href="https://it.insideover.com/storia/il-ritorno-della-frontiera-dellapocalisse-il-mondo-e-lincubo-atomico.html">Giorgio La Pira</a> a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/italia-sovrana-di-bettino-craxi.html">Bettino Craxi, </a>passando per <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/lassassinio-di-aldo-moro-e-le-sue-conseguenze.html">Aldo Moro</a> e<a href="https://it.insideover.com/storia/la-pira-moro-andreotti-la-via-mediterranea-della-prima-repubblica.html"> Giulio Andreotti</a></strong>, così ha voluto nel Medio Oriente contemporaneo. Con la giusta ambizione si può spingere politicamente su questo campo. Traendone, se possibile, anche dividendi non indifferenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-un-anno-dopo-litalia-e-il-suo-governo-alla-prova-della-guerra-di-gaza.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; L&#8217;Italia e il suo Governo alla prova della guerra di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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