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Non solo il muro al confine con il Messico e le misure restrittive per migranti e rifugiati. Tra i vari ordini esecutivi per la sicurezza nazionale, secondo quanto riferisce il New York Times, che fa riferimento ad una bozza ottenuta da fonti della nuova amministrazione, potrebbero esserci, infatti, anche la riattivazione del programma di detenzione segreta della Cia, il mantenimento in funzione del carcere di Guantanamo e l’inserimento della Fratellanza Musulmana nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti. I tre ordini esecutivi potrebbero essere pubblicati nei prossimi giorni, assicura al New York Times chi li ha giĂ  potuti visionare, e determineranno un radicale cambio di passo nella politica estera statunitense. La Casa Bianca, però, ha già smentito che una bozza di ordine esecutivo che prevede la riapertura del programma black-site, sia un documento che provenga dallo studio ovale. Il programma, infatti, costò dure critiche all’amministrazione Bush. Polemiche che si svilupparono anche all’interno della stessa Cia, i cui agenti, sottolinea il Washington Post, per molto tempo hanno rischiato di finire sotto processo penale, per condotte illegali..La riattivazione del programma black-siteSecondo la bozza ottenuta dal quotidiano statunitense, Trump potrebbe voler “ripristinare il programma di interrogatori di terroristi stranieri di alto livello da eseguire fuori dagli Usa”. Tale programma includerebbe “l’uso delle strutture di detenzione operate dalla Cia”, la cui chiusura era stata disposta da Obama, nella sua prima settimana di presidenza, nel 2009. Trump potrebbe ora  decidere, invece, di ripristinare il programma di detenzione segreto “black-site”, con il quale la Cia e il governo americano, durante la Global War On Terror, lanciata dopo l’11 settembre 2001 dall’allora presidente George W. Bush, trattenevano e interrogavano i presunti terroristi in basi segrete di detenzione operative oltreoceano. Tuttavia, riporta il New York Times, nella bozza verrebbe specificato che “nessuno in custodia agli Stati Uniti dovrebbe essere soggetto in alcun momento a tortura, trattamento crudele, disumano o degradante, o punizione, così come previsto dagli Usa e dalla legge internazionale”. Donald Trump però, ieri, in un’intervista alla Abc, si è detto convinto che “la tortura” sia un metodo che funzioni nella lotta al terrorismo. “Ho parlato nelle ultime 24 ore con persone ai piĂą alti livelli dell’intelligence ed ho chiesto loro: la tortura funziona? e la risposta è stata, assolutamente sì”, ha detto Trump. Aggiungendo però che, al riguardo, si affiderĂ  al giudizio del direttore della Cia, Mike Pompeo, e del capo del Pentagono, generale Mattis. Prima che fosse mandata in onda l’intervista di Trump alla Abc, tuttavia, il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha smentito le indiscrezioni sulla bozza di ordine esecutivo sulla riattivazione delle prigioni segrete della Cia, pubblicate dal New York Times. “Non è un documento della Casa Bianca” ha sottolineato Spicer aggiungendo di “non sapere da dove sia venuto fuori”. “Non potrei essere piĂą chiaro di così su questo”, ha detto Spicer, senza aggiungere dettagli in merito.GuantanamoIl neo presidente degli Stati Uniti aveva giĂ  espresso in piĂą di un’occasione la propria contrarietĂ  ai trasferimenti dei detenuti reclusi nel carcere di massima sicurezza di Guantanamo. Obama non riuscì nell’obiettivo di chiudere il carcere, perchĂ© il Congresso, nel 2009 bocciò il decreto presidenziale che ordinava la chiusura del penitenziario entro un anno, ma riuscì a svuotarlo degli oltre 700 detenuti, che ora sono diventati solo 41. Ora, la decisione di mantenere aperto e funzionante il penitenziario sull’isola di Cuba potrebbe essere messa nero su bianco da Trump.I Fratelli Musulmani nella lista dei terroristiUn cambio di rotta radicale rispetto alla presidenza Obama potrebbe essere rappresentata anche dal terzo ordine esecutivo che Trump starebbe per emettere nei prossimi giorni. Ovvero, quello con cui il nuovo presidente chiederĂ  al segretario di Stato di “determinare se inserire i Fratelli Musulmani nella lista delle organizzazioni terroristiche”. La decisione, in favore della quale, secondo il New York Times, hanno fatto pressione il governo egiziano e gli Emirati Arabi Uniti, si pone in netta contrapposizione, infatti, con la linea tenuta dall’amministrazione Obama, che, al contrario, appoggiò fino alla fine il governo islamista della Fratellanza in Egitto, schierandosi contro lo stesso popolo egiziano che dopo un anno di governo dei Fratelli Musulmani, scese nelle piazze per chiedere elezioni anticipate e la fine del regime islamico di Morsi.

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