Gli islamisti ceceni, addestrati dallo Stato Islamico in Siria e Iraq, ora combattono nel Donbass a fianco dell’Ucraina contro i separatisti russi. Il motivo? Molto semplice. Come racconta al Times Mansur, 36enne islamista membro di un battaglione ceceno che ha base vicino alla città portuale di Mariupol, nell’Oblast’ di Donec’k, “Putin è il nostro nemico comune. Porta con sé solo il male”.

Il battaglione Sheikh Mansur, che prende il nome da una figura della resistenza cecena del XVIII secolo, è guidato dal musulmano Cheberloevsky, un combattente dalla barba grigia che possiede un lungo pugnale in cui campeggia una frase eloquente: “Morte ai separatisti”. Come spiega il Times, alcuni degli uomini armati del battaglione avrebbero ammesso nel 2015 di aver affinato le loro abilità di combattimento nei campi di addestramento dello Stato Islamico in Iraq e in Siria. Benché i combattenti volontari non abbiano legami ufficiali con l’esercito ucraino, Kiev è stata criticata per aver chiuso un occhio sulle loro attività.

Ceceni islamisti a fianco di Kiev

La guerra degli ex miliziani ceceni dello Stato Islamico nel Donbass è motivata anche dalla loro ostilità verso Ramzan Kadyrov, Presidente della Repubblica Cecena dal 2007, che gode dell’appoggio del Presidente russo Vladimir Putin. “Vogliamo che il mondo sappia che non sono stati i ceceni ad attaccare l’Ucraina ma il Cremlino”, ha spiegato Mansur al Times. “Kadyrov e il popolo ceceno sono cose molto diverse”.

La forza del suo battaglione islamista, per la verità, pare esigua. Ma per il combattente jihadista poco importa: “Che differenza fa? I numeri non significano nulla” ha spiegato al giornale inglese. “La Cecenia ha solo un milione di persone, ma abbiamo mandato a casa l’esercito russo dopo averlo massacrato”. Sempre al Times, il guerrigliero si vanta delle armi catturate dai separatisti russi: “Armi da trofeo” ha sottolineato.

È del tutto evidente che il battaglione ceceno in Ucraina opera al di fuori della legge. Il suo leader, Cheberloevsky, sostiene di non essere legato all’esercito o alla polizia – che è un requisito legale indispensabile per qualsiasi organizzazione paramilitare nel Paese. Tuttavia, in un’intervista del 2017, ha spiegato di avere un ottimo rapporto con le forze di Kiev: “Se ci sono difficoltà in un settore o in un altro, ci chiamano e noi li aiutiamo”.

Jihadisti in Ucraina già dal 2015

La presenza di islamisti ceceni nell’Ucraina orientale non è certo una novità. Come raccontava un articolo del New York Times del 2015, i terroristi ceceni erano sotto il comando del collettivo militare neonazista del Settore Destro, emerso per la prima volta alla fine del novembre 2013 nella protesta Euromaidan a Kiev. “Combattere i russi” è l’obiettivo comune di entrambe le fazioni lì riunite a formare un vero e proprio asse del male che racchiude fanatismo religioso ed estremismo politico. Elementi sui quali la diplomazia occidentale ha finora chiuso non un occhio, ma due.

Nel frattempo, nel 2019 l’esercito ucraino riceverà la bellezza di 200 milioni di dollari di aiuti militari dagli Stati Uniti. Il Pentagono riuscirà a impedire che questi aiuti finiscano nelle mani dei terroristi ceceni?

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