Dicevano che il terrorismo islamico, soprattutto dopo gli attentati dell’Isis in Europa, non ci avrebbe cambiati. Il mantra dei politici e di molti opinionisti era che la vita avrebbe continuato a scorrere tranquillamente e che gli eventi di massa, dai concerti alle manifestazioni, sarebbero rimasti invariati. Proprio come simbolo della sconfitta ideologica del terrorismo.

In realtà, è duro ammetterlo, ma il terrorismo ci ha già cambiati. E sono proprio i grandi eventi, sia tradizionali che non, a essere la cartina di tornasole di un problema che si è ormai annidato nella mentalità europea: il terrorismo può colpire sempre, in ogni luogo e quando vuole. Ed è così che le nostre città sono cambiate. Sono arrivati gli enormi vasi a chiudere le vie pedonali, i furgoni dei militari per le strade, le telecamere, le transenne, percorsi appositi per il deflusso delle persone, controlli a tappeto. Ogni evento è diventato per l’antiterrorismo un banco di prova. 

La questione è particolarmente sentita ovunque e interessa anche le grandi manifestazioni della tradizione europea. E in Spagna, con l’arrivo della Settimana Santa, l’intelligence sta correndo ai ripari. Dove non arriva il terrorismo, arriva il panico a creare danni, ed è questo che preoccupa le autorità locali. Come ricorda El Confidencial , l’anno scorso, durante la Madrugá della Semana Santa di Siviglia, cioè la notte fra il Giovedì e il Venerdì Santo, ci furono 80 feriti per le strade. Tutti feriti dalla calca durante alcune scene di panico. 

“Non c’era un piano organizzato o una cospirazione per rovinare una notte chiave nella città di Siviglia. Tutto era molto più semplice, il risultato di una combinazione di paura, rumore e l’impulso umano di fuggire terrorizzato quando è presente un grave pericolo” spiegano al sito spagnolo. “Il panico si diffonde come un’onda d’urto incontrollabile. Un rumore, come quello di una recinzione che cade, o il grido di un disturbato con un “Allah è grande” può scatenare un incubo”. Psicologia delle folle in un momento in cui tutto può essere interpretato come un atto di terrorismo.

Ed è così che con il progetto “Smart City”, Siviglia attende la sua Semana Santa con misure pionieristiche per il monitoraggio delle masse. Le recinzioni saranno di plastica, per evitare il rumore metallico delle transenne, è stato creato un sistema per inviare messaggi ai cittadini in caso di emergenza sono state installate altre 101 telecamere lungo le strade principali e punti di incrocio delle confraternite, luoghi fondamentali nelle processioni che attirano migliaia di fedeli e turisti.

Di queste nuove telecamere, 18 sono fotocamere speciali, che consentono non solo di vedere ma anche “misurare il flusso delle persone e il livello di rischio” , spiega il responsabile comunale al quotidiano. Misura quante persone lasciano o entrano in una strada e osserva subito se qualcuno (per esempio) deposita un pacco da qualche parte o se ci sono flussi troppo veloci di persone che fanno sospettare un momento di fuga. Tutto a costo zero, poiché il consorzio di imprese che sponsorizza e supporta questo progetto, Bosch, Cisco, Ferrovial e Telefónica in primis, ha l’obiettivo di usare la città come banco di prova per la tecnologia che sperano di introdurre sul mercato. Insomma, un test sulla paura della gente nella settimana più intrisa di cristianesimo dell’intero Paese. 

Un esempio di queste novità è dato dall’illuminazione. Le processioni si svolgono nella penombra, con la luce dei secoli passati. Le fiaccole sono fondamentali e le confraternite non vogliono che sia alterato l’equilibrio delle ombre nella notte. Ma l’Isis ha cambiato tutto. E così la Cisco ha sviluppato un sistema di luci che permette in pochi secondi, con la semplice pressione di un pulsante anti panico, di illuminare a giorno qualsiasi strada

A questo, si è aggiungono i Gps installati nella Cruz de guía, cioè la croce che si posiziona all’inizio delle confraternite in processione.  I messaggi anti-panico, app che dicono in tempo reale la situazione di rischio nelle processioni. Una settantina di istruttori di polizia e vigili del fuoco ha insegnato ai nazarenos, cioè a coloro che partecipano alle processioni, come comportarsi in caso di panico generale.La piattaforma digitale ha anche aggiunto un sistema che misura il numero di persone per metro quadrato e rivelerà i dati precisi su, per esempio, quante persone hanno visto il passaggio di una confraternita. 

Dicono che sia tutto teso a garantire la normalità. Ma possiamo ritenerla tale? L’intelligenza artificiale che domina le processioni religiose, misure per il monitoraggio, paura diffusa e panico che può esplodere in ogni momento. Forse il terrorismo non colpirà la manifestazione. Ma forse, senza ammetterlo, il terrorismo ha già vinto.