Dopo la strage di Pasqua, i cristiani dello Sri Lanka continuano a tremare. Il cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, ha annunciato la cancellazione di tutte le messe previste per domani. Il religioso ha riferito ad Asia News di aver ricevuto “informazioni da fonti attendibili all’estero” della possibilità di “nuovi attacchi durante questo weekend contro una famosa chiesa e una scuola”. Per questo, spiega Ranjith, abbiamo deciso di tenere chiuse le chiese e le scuole cattoliche fino a che non ci saranno “ulteriori notizie”.

Le scuole pubbliche, invece, riapriranno lunedì sei maggio con agenti di sicurezza messi a presidio dei 10mila istituti del Paese. “Ci è stato assicurato che tutte le scuole saranno perquisite e messe al sicuro per riprendere il nuovo periodo scolastico”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione Akila Kariyawasam.

Gli attacchi di Pasqua

Nel giorno di Pasqua diversi attacchi hanno colpito lo Sri Lanka e, in particolar modo, la piccola comunità di cristiani del Paese. Nei diversi attentati a chiese e hotel di lusso sono morte oltre 250 persone e centinaia sono rimaste ferite. Si tratta della strage più sanguinosa nella storia della regione.

Il governo ha subito puntato il dito contro un piccolo gruppo islamista locale, il National Thowheeth Jama’ath. Fino ad ora, questa organizzazione era semi sconosciuta, se non per qualche manifestazione fatta davanti alle Moschee del Paese. Nulla di eclatante. Per questo, sempre il governo, ritiene che gli attacchi siano stati organizzati grazie all’aiuto esterno. “C’è stato un addestramento e un coordinamento che non avevamo mai visto prima” ha commentato il primo ministro Ranil Wickremesinghe, aggiungendo che sicuramente “c’è il coinvolgimento di una rete internazionale”.

La complessità degli attentati, avvenuti in diversi luoghi quasi in simultanea e con l’utilizzo di esplosivi molto potenti, lo conferma. Un attacco del genere ha bisogno di pianificazione e di fondi, che difficilmente un piccolo gruppo locale, in un Paese dove i musulmani sono una minoranza del 10 per cento, sarebbe stato in grado di organizzare in solitaria.

Mentre l’allarme per possibili nuovi attacchi resta alto in tutto il Paese, la polizia ha arrestato più di 150 persone considerate in qualche modo collegate alla strage di due settimane fa.

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