La Somalia è nella morsa del terrore jihadista. Come riporta la Cnn, le forze armate statunitensi hanno condotto nella giornata di lunedì un attacco aereo contro gli islamisti di Al-Shabaab, un’organizzazione terroristica affiliata ufficialmente ad al-Qaeda. Le forze speciali di Washington sono sul luogo per fornire assistenza all’esercito regolare somalo nella lotta contro i terroristi entrati nel network jihadista il 9 febbraio 2012. “In coordinamento con il governo federale – ha spiegato il maggiore Karl Wiest, portavoce del comando Usa in Africa – le forze statunitensi hanno condotto un attacco aereo contro i guerriglieri di al-Shabaab a circa 50 chilometri a nord di Kismayo, in Somalia”.

Proprio in quella zona lo scorso 9 giugno il soldato americano Alexander W. Conrad, di 26 anni, è morto per mano dei terroristi. Conrad era originario di Chandler, in Arizona, ed era un militare delle forze speciali. In quell’attacco sono rimasti feriti altri quattro soldati americani e un soldato kenyano. È solo l’ultimo di una lunghissima scia di sangue e di attentati.

Colpiti i terroristi affiliati ad al-Qaeda

L’attacco aereo di lunedì ha colpito gli islamisti di Al-Shabaab mentre stavano trasportando armi in un’area vicina all’avamposto delle forze regolari, secondo quanto riferito dall’Africa Command. L’avamposto americano si trova a Jubaland, in Somalia, a circa 350 chilometri a sud-ovest della capitale, Mogadiscio. Al momento ci sono circa 500 truppe statunitensi nel Paese allo scopo di fornire supporto alle le forze locali che combattono contro Al-Shabaab. Gli Stati Uniti stimano che il gruppo terroristico abbia dalla sua parte dai 4.000 ai 6.000 combattenti attivi, il che lo rende uno dei più importanti e pericolosi affiliati di al-Qaeda nel mondo.

Lunedì scorso, nello stesso giorno del raid americano, il gruppo islamista ha reso noto di aver compiuto un attentato contro una base militare nel sud della Somalia,  nel Basso Giuba, e di aver ucciso 27 persone. A riportarlo è l’agenzia di stampa Mena: ”Prima abbiamo attaccato la base con un’autobomba e poi abbiamo fatto irruzione. Abbiamo ucciso 27 soldati e preso la base. Alcuni soldati sono scappati nella giungla” ha dichiarato Abdiasis Abu Musab, il portavoce di Al-Shabaab per le operazioni militari. La base militare attaccata si trova a circa 50 chilometri dalla città portuale di Kismayu.

Al centro della rivalità tra Qatar e Arabia Saudita

La rivalità araba nel Golfo Persico sta rimodellando le tradizionali sfere di influenza ed esacerbando le linee di faglia più a sud, nel Corno d’Africa, la regione più instabile di tutto continente. L’embargo imposto da Arabia Saudita,  Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto al Qatar, ha generato ripercussioni su tutto il Mar Rosso, con conseguenze anche per la sicurezza.

Al centro della rivalità tra Riyad e Doha c’è la Somalia, tra i Paesi più poveri e più esposti al conflitto. Una nazionale fragilissima, che combatte contro un’insurrezione terroristica e tenta di rimboccarsi le maniche dopo il collasso dello stato e dopo la sanguinosa guerra civile del 1991. Ma mentre la comunità internazionale guidata dall’Occidente chiede ai leader somali di lavorare insieme per il bene comune, le faide per procura nel Paese africano giocano un ruolo di primo piano – anche se ufficialmente il governo somalo si è dichiarato neutrale nella disputa.

Una decisione, quella del governo somalo, che a Riyad non è affatto piaciuta. Tant’è che, nelle scorse settimane, come riferisce Al-Jazeera, il Parlamento europeo ha condannato Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita per aver ridotto il sostegno finanziario alla Somalia per via della sua posizione neutrale sulla crisi del Golfo.

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