Il governo britannico ha sospeso un progetto di aiuti umanitari alla Siria dopo che la BBC ha scoperto che le risorse sono finite nelle mani di un gruppo ribelle islamista. A renderlo noto è il The Guardian. Come mostrato da BBC Panorama lunedì scorso, che ha mandato in onda il reportage dal titolo “Jihadis You Pay For”, i fondi raccolti e inviati dal think-tank Adam Smith International alla Free Syrian Police di Aleppo sarebbero stati intercettati da Nour al-Din al-Zinki – formazione salafita vicina ad al-Qaeda accusata di crimini di guerra da Amnesty International.

Secondo Amnesty, infatti, Harakat Nour al-Din al-Zenki, insieme alla 16 Divisione, al Fronte del Levante, a Ahrar al-Sham e al-Nusra, è responsabile del rapimento e della tortura di giornalisti e operatori umanitari nella Aleppo controllata ai ribelli nel 2014 e nel 2015. Secondo la BBC, gli agenti della Free Syrian Police hanno collaborato con al-Zinki in esecuzioni sommarie e omicidi. Gli aiuti provenivano dal budget di aiuti stranieri della Gran Bretagna da 13 miliardi di sterline, stanziato in gran parte dal Dipartimento per lo sviluppo internazionale, ma anche da altri dipartimenti, incluso il Foreign Office.

Sospesi gli aiuti ai ribelli

Non più tardi dello scorso aprile, il Ministro degli Esteri Boris Johnson ha impegnato 4 milioni di sterline per il programma di aiuti destinato alla polizia ribelle di Aleppo attraverso l’Adam Smith International. Il reportage della BBC ha però costretto il governo a fare marcia indietro: “Riteniamo che il lavoro in Siria sia importante per proteggere i nostri interessi in materia di sicurezza nazionale ma, naturalmente, prendiamo atto di quest’indagine con attenzione, poiché in un ambiente così complesso nessuna attività è priva di rischi”, ha affermato il Foreign Office in una nota. “Prendiamo molto sul serio ogni accusa di cooperazione con gruppi terroristici e violazioni dei diritti umani e quindi il Foreign Office ha sospeso questo programma di aiuti mentre indaghiamo”.

Dal canto suo il think-tank nega le accuse, definendole in un comunicato “del tutto inesatte e fuorvianti”. “Secondo una nostra verifica interna – dichiara l’Adam Smith International – solo 1800 su 20 milioni di sterline del progetto sono finiti ad agenti di polizia che avevano collegamenti con al-Zinki”. Quel denaro, sottolinea il think-tank liberal di Londra, “non proviene da contribuenti britannici ma da altri donatori statali”.

Le accuse della BBC

Come mostrato da Panorama, noto programma televisivo della BBC andato in onda lunedì sera, diverse persone morte e fittizie erano sul libro paga del progetto della Polizia siriana libera. Secondo un documento divulgato dalla tv britannica, nel settembre 2016, quando lo staff dell’Adam Smith International si recò a Koknaya, nella provincia di Idlib, avrebbe dovuto visitare una stazione di polizia di 52 agenti ma, giunto sul posto, non trovò nulla. Un rapporto del luglio 2016 avvertiva che il 20% di tutti gli stipendi del Free Syrian Police serviva in realtà per “pagare il supporto militare e di sicurezza che Zinki fornisce alle cinque stazioni della polizia nelle aree controllate dai ribelli”. In passato, giornalisti investigativi come Vanessa Beeley avevano denunciato la collusione della Free Syrian Police con i terroristi di al-Qaeda e le altre formazioni salafite. E ora la verità viene a galla.