Un violento attentato ha colpito oggi Bondi Beach, una località marittima della città australiana di Sydney, dove la comunità ebraica della metropoli più popolosa del Paese era intenta a celebrare l’importante festa di Hanukkah: 12 i morti nell’assalto condotto da due uomini armati di fucili d’assalto, uno dei quali è stato ucciso e l’altro, invece, disarmato da un passante che lo ha affrontato a mani nude, mettendolo in fuga.
Un’operazione tecnicamente spericolata, un elemento inatteso che ha probabilmente evitato danni peggiori a una conta delle vittime già di per sé gravosa. Il killer immortalato dalle telecamere di uno spettatore che ha ripreso la scena era posizionato in una zona tecnicamente esposta a attacchi alle spalle, segno probabilmente di una rudimentalità dell’addestramento, e ha visto la sua arma sottratta dal temerario passante, che non lo ha colpito (la presa dell’arma dimostra un’assenza di preparazione balistica).
Questo il dettaglio più saliente di una giornata drammatica. Un colpo al cuore della comunità ebraica di Sydney, dove oggi alle 17 ora locale si stava svolgendo “Chanukah by the Sea“, una cerimonia per la “Festa delle Luci” ebraica, che commemora la riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme del 164 a.C. dopo la rivolta dei Maccabei abitanti la Palestina antica contro l’impero seleucide. Sean Tarek Goodwin dell’Australian Broadcasting Corporation ha raccolto le testimonianze dei superstiti che parlano di attentatori che falciavano i passanti in un attacco durato 10 minuti contro una festa prevista per celebrare una data importante del calendario liturgico ebraico, con molte attività rivolte a famiglie e bambini.
L’evento non aveva alcun retroterra politico ed era pensato per celebrare la comunità ebraica di Bondi, tra le più vibranti della città con la più vasta popolazione d’Australia che aderisce a tale confessione religiosa, pari a 45mila persone. Il primo minstro australiano Anthony Albanese ha definito l’attacco “un atto di malvagio antisemitismo, un terrorismo che ha colpito il cuore della nostra nazione”, aggiungendo che “un attacco contro gli ebrei australiani è un attacco contro tutti gli australiani” e che “non c’è posto per questo odio, questa violenza e questo terrorismo nella nostra nazione”.
La polizia del Nuovo Galles del Sud e l’Asio, l’intelligence australiana, indagano su possibili ulteriori spin-off dell’attentato e hanno scoperto anche degli ordigni esplosivi all’interno di un veicolo. Resta un grande dubbio: i livelli di sicurezza dell’evento non sono noti e non si hanno evidenze di video o foto che mostrino la presenza di un numero nutrito di guardie alla manifestazione. A febbraio la polizia di Sydney aveva denunciato l’ondata di azioni antisemite in corso nella città e trovato in una roulotte in periferia dell’esplosivo collegabile a una possibile azione di massa contro la popolazione civile. Dopo che una sinagoga di Melbourne è stata distrutta da un incendio doloso a dicembre 2024, i controlli erano stati rafforzati. Le maglie sono state però abbastanza larghe da permettere un gesto del genere che manda l’Australia sotto shock. E non mancherà di avere ricadute internazionali.