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Due membri dello staff dell’ambasciata israeliana negli Usa sono stati uccisi a Washington mentre partecipavano a un evento al Capital Jewish Museum, una delle maggiori istituzioni del mondo ebraico statunitense. A uccidere i due, una coppia prossima al fidanzamento, sarebbe stato un uomo, Elias Rodrigues, che ha sparato a bruciapelo venendo poi arrestato. Le autorità americane hanno comunicato che non ci sono “minacce attive” nella capitale Usa dopo il fermo del sospetto

L’attacco ai funzionari giunti all’evento dei giovani professionisti ebrei

Secondo le ricostruzioni, Rodrigues nel momento degli spari avrebbe urlato “Free Palestine“, come a sottolineare un presunto movente politico legato alla volontà di colpire i cittadini israeliani per la guerra di Gaza. Il fatto, unitamente al luogo della sparatoria, ha portato i vertici dell’amministrazione Usa a indicare nell’antisemitismo il movente del duplice omicidio. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che “questi orribili omicidi a Washington, basati ovviamente sull’antisemitismo, devono finire ora” in un post su Truth. Il segretario di Stato Marco Rubio ha parlato di un “atto sfacciato di violenza vile e antisemita”.

L’evento a cui i due funzionari assassinati avrebbero partecipato sarebbe stato dedicato al tema degli aiuti umanitari e organizzato dall’American Jewish Congress. Come nota il New York Times, a l’iniziativa “AJC ACCESS Young Diplomats Reception”, mirava a riunire professionisti ebrei tra i 22 e i 45 anni con lo scopo di parlare del dialogo interculturale e di come la risposta alle crisi umanitarie potessero favorire il dialogo tra cristiani, ebrei e musulmani. Temi molto caldi nei giorni in cui tutto il mondo sta strattonando Israele per il suo rifiuto di far entrare quantità consistenti di aiuti a Gaza. L’evento, poi, era organizzato a margine della mostra “LGBT Jews in Federal City”, dedicata ai membri di spicco omosessuali della comunità ebraica della capitale, iniziata il 16 maggio scorso.

Come scrive il Times of Israel, “la scorsa settimana, il Capital Jewish Museum è stato una delle organizzazioni no-profit locali di Washington a cui è stato assegnato un finanziamento da 500.000 dollari per migliorare la sicurezza”, dato che “i dirigenti del museo erano preoccupati perché si tratta di un’organizzazione ebraica e per la sua nuova mostra LGBTQ, secondo quanto riportato da NBC4 Washington”.

Ripercussioni incerte

Le ripercussioni di questo atto ingiustificabile, un duplice omicidio contro funzionari israeliani colpiti all’interno di un’istituzione ebraica nel cuore della capitale Usa, sono tutte da valutare, dato che l’attacco ai funzionari avviene in un momento delicatissimo per Israele e il suo rapporto con gli Usa e il resto del mondo. Tra una guerra a Gaza che continua, l’alleanza Usa-Israele che nelle scorse settimane aveva affrontato turbolenze e negoziati tra Washington e l’Iran avversati da Tel Aviv lo scenario globale è di per sé complesso.

In Israele Amichay Eliyahu, ministro del Patrimonio Culturale e membro di Potere Ebraico, ha già provato a sfruttare politicamente l’attentato attribuendone la responsabilità morale a Yair Golan, capo dei Democratici, formazione di opposizione progressista, che avrebbe sdoganato moralmente la guerra a Israele dichiarando che Israele a Gaza “uccide i bambini per hobby”. Un’anticipazione del clima che si potrebbe respirare nell’immediato futuro per le conseguenze di questo tragico gesto.

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