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I militanti di al-Nusra stanno cercando di utilizzare il cessate il fuoco, ancora sulla carta, per rafforzare le proprie posizioni. È quanto ha dichiarato il presidente della Commissione Affari Esteri russa della Duma Alexei Pushkov.

La posizione del fronte Al-Nusra (affiliato ad Al Qaeda) è particolare. Alleati da un anno, l’Esercito Siriano Libero ed il fronte l’Al-Nusra, hanno dato vita al Jaish al-Fatah (esercito di conquista), con lo scopo di combattere le forze lealiste di Bashar al Assad. Dallo scorso marzo, le due fazioni hanno combattuto insieme in quasi ogni singola battaglia: da Aleppo a Lattakia da Hama a Idlib. Grazie a questa alleanza diversi gruppi militanti, come il Fronte Al Nusra ed il movimento Ahrar al-Sham (gruppo islamista salafita) hanno avuto accesso all’equipaggiamento pesante Usa, fornito da Stati Uniti, Arabia Saudita e Qatar all’Esercito Siriano Libero. Dietro le forniture militari dell’opposizione moderata siriana c’è la Cia.

Gli Stati Uniti, nonostante i dati ottenuti, continuano a rifornire i cosiddetti gruppi militanti moderati in Siria, alcuni dei quali legati ad al-Qaeda. Questo, secondo il Pentagono, sembra al momento essere il male minore. Un esempio è dato dai missili Tow (acronimo di Tube-launched Optically-tracked Wire-guided), forniti dagli Stati Uniti e dai suoi alleati all’Esercito Siriano Libero ed ai gruppi che combattono contro il governo di Bashar al-Assad. Il primo (massiccio) impiego dei Tow risale alla prima settimana dello scorso ottobre, durante la prima offensiva di terra delle truppe governative supportate dai russi.Nonostante il programma di “train and equip” americano sia stato sospeso, la fornitura di equipaggiamento continua. Il programma Tow, supervisionato dalla Cia, è totalmente separato da quello miseramente fallito dal Pentagono che, secondo le intenzioni, avrebbe dovuto influenzare il risultato dell’altra guerra condotta in Siria, quella nella parte nord-orientale del paese contro lo Stato islamico.

La Cia ha avviato il programma Tow nei primi mesi del 2014, con l’obiettivo di contrastare Damasco fornendo formazione, armi leggere, munizioni e missili anticarro: strumenti che si sarebbero rivelati essenziali per colmare il gap con l’equipaggiamento pesante del governo lealista. Sebbene siano noti i dissidi interni al movimento, tra irriducibili di al-Qaeda e nazionalisti siriani, il Fronte Al-Nusra (secondo la visione occidentale) rientra nel contenitore verbale chiamato “opposizione moderata siriana”. Secondo tale definizione, quindi, le posizioni di Al-Nusra sarebbero tutelate dal cessate il fuoco, qualora dovesse entrare in vigore in Siria. Non la pensano così i russi che considerano il Fronte al-Nusra alla stregua dello Stato islamico e quindi escluso dal cessate il fuoco.

Il fronte Al-Nusra, accusato di crimini contro l’umanità dalle Nazioni Unite, ha chiesto ufficialmente una tregua di tre settimane. La situazione imbarazza non poco gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita. I russi, infatti, non intendono sospendere i raid contro il Fronte al-Nusra ed a più riprese hanno confermato che non si sarebbero seduti al tavolo delle trattative con i terroristi.La richiesta di una tregua, da parte di un’organizzazione terroristica, è comunque una mossa originale (probabilmente dettata da qualche agenzia di intelligence). Per i russi, l’offerta di pace è una trappola. Mosca, infatti, interpreta tale richiesta come l’ultimo tentativo di riorganizzare le forze, piegate dall’offensiva russa ed ottenere altro equipaggiamento dall’Arabia saudita.

Questa volta il Cremlino, diplomaticamente sconfitto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ha rinviato una decisione su una possibile risoluzione contro l’invasione turca della Siria, si ritrova supportato dall’Onu, nel combattere un’organizzazione terroristica riconosciuta a livello internazionale. Da rilevare, l’imbarazzo della Casa Bianca per i programmi paralleli di cooperazione della Cia con il Fronte al-Nusra.