Ramadi, liberata dopo essere stata per sette mesi sotto la nera bandiera dello Stato islamico, è un inferno di bombe, trappole esplosive ed ordigni nascosti lasciati dai terroristi in fuga. Secondo la Nato, gli ordigni esplosivi improvvisati sono la principale causa di morte delle forze irachene da quando Ramadi è stata riconquistata.La minaccia è così elevata che gli Stati Uniti hanno deciso di istruire i residenti nel riconoscere e potenzialmente disinnescare un ordigno esplosivo improvvisato. La formazione è il primo passo per aiutare i residenti di Ramadi a ritornare a vivere nella loro città.Tre settimane fa, il Dipartimento di Stato ha assegnato alla società Janus Global Operations un contratto da 5 milioni di dollari per iniziare la formazione dei residenti nelle città di Ramadi e Tamim.Questo contratto – si legge – è parte integrante dell’importante del processo politico in atto che consentirà alla popolazione sunnita di ritornare nelle loro case.Operatori ed equipaggiamento del team Janus sono in viaggio verso l’Iraq. È l’unica azienda al mondo a svolgere questo tipo di lavoro, già attiva in  Bosnia e Laos. A differenza degli esplosivi per uso militare come le mine ad esempio, lo Stato islamico ha fatto largo utilizzo di Ied. Stabilire il loro esatto numero a Ramadi, è impossibile, ma potrebbero essere concentrati nelle aree rurali e circostanti.Circa 60.000 abitanti sono fuggiti da Ramadi, ma soltanto in diecimila hanno fatto ritorno, in gran parte a causa del gran numero di Ied disseminati in tutta la città. La prima valutazione del team Janus è attesa tra qualche settimana e sarà consegnata al Pentagono. Nella stima, gli artificieri della società americana detteranno anche i tempi per la messa in sicurezza dell’area. Potrebbero volerci mesi, forse anni.Dal 1993 ad oggi, gli Stati Uniti hanno speso 2,5 miliardi di dollari per eliminare minacce esplosive in 90 paesi, con 400 milioni di dollari destinati all’Afghanistan e 282 milioni in Iraq. Secondo il Dipartimento di Stato, squadre Janus sono ancora attive per sminare le aree risalenti alla guerra tra l’Iran e l’Iraq negli anni ’80 e disinnescare le bombe del 1991 di Desert Storm.

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