Il dirottamento dell’aereo Ryanair partito da Atene e diretto a Vilnius, e costretto ad atterrare a Minsk, in Bielorussia, si arricchisce di nuovi interessanti particolari. Il Dipartimento dell’Aviazione civile bielorusso ha infatti deciso di pubblicare la trascrizione del dialogo intercorso tra le autorità del controllo aereo di Minsk e il pilota del volo Ryanair FR4978. Una conversazione in cui si comprende pienamente la drammaticità del momento, con il pilota che comprende che qualcosa non torna nelle richieste della Bielorussia e, dall’altra parte, le modalità con cui la torre di controllo richiede l’atterraggio nello scalo di Minsk all’aereo prima di raggiungere lo spazio aereo lituano.

“Una bomba può essere innescata a Vilnius”

Tutto inizia alle ore 09:30:49 (Tempo coordinato universale). La torre di controllo bielorussa contatta l’aereo partito da Atene e che si trova ormai nella fase di avvicinamento all’aeroporto di Vilnius. A bordo c’è Roman Protasevich, dissidente legato a Nexta e uno dei principali oppositori di Aleksander Lukashenko. “RYR 1TZ (il codice di identificazione dell’aereo ndr) per tua informazione, abbiamo informazioni da parte dei servizi speciali che hai una bomba a bordo e che può essere attivata su Vilnius”. Il pilota, sorpreso dalla richiesta, chiede di ripetere il messaggio. “Abbiamo informazioni dai servizi speciali che avete una bomba a bordo. Quella bomba può essere innescata su Vilnius”. Il pilota riceve il messaggio e dalla torre arriva un nuovo annuncio: “RYR 1TZ, per motivi di sicurezza ti consigliamo di atterrare allo UMMS (codice ICAO dell’aeroporto di Minsk). Il pilota a quel punto capisce che qualcosa non quadra. Forse perché conosce le “regole del gioco”, forse perché si accorge che la comunicazione è sospetta o perché ha percepito che tra equipaggio e passeggeri c’era qualcuno di sospetto, in ogni caso il pilota rilancia chiedendo di offrire un’alternativa all’atterraggio a Minsk. Una richiesta strana per un comandante che riceve la notizia di una bomba a bordo e che farebbe quindi propendere per la comprensione del dirottamento sin dai primi minuti di conversazione.

Il sospetti del pilota: “Da dove viene il messaggio?”

Il pilota prosegue con le domande nei confronti della torre di controlla, evidentemente non pienamente fiducioso della correttezza delle informazioni. I toni si fanno sempre più sospettosi. “La bomba… il messaggio diretto, da dove veniva? Da dove hai avuto l’informazione?”. Dalla torre rispondono: “Attendi per favore… RYR 1TZ, gli addetti alla sicurezza dell’aeroporto ci hanno informato di aver ricevuto una e-mail”. La mail in questione, come riportato dalle autorità bielorusse, farebbe riferimento a un presunto messaggio di Hamas in lingua inglese e indirizzato all’aeroporto di Minsk da un indirizzo protonmail.com.

Il testo della lettera di Hamas è stato pubblicato dallo stesso sito dell’autorità dell’aviazione civile bielorussa: “Noi, soldati di Hamas, chiediamo che Israele cessi il fuoco nella Striscia di Gaza. Chiediamo che l’Unione europea abbandoni il suo sostegno a Israele in questa guerra. Sappiamo che i partecipanti al Delphi Economic Forum torneranno a casa il 23 maggio con il volo FR4978. Una bomba è stata piazzata su questo aereo. Se non soddisfate le nostre richieste, la bomba esploderà il 23 maggio su Vilnius. Allahu Akbar”. Una lettera che però lascia perplessi per più di un motivo. Il principale è che il forum era terminato il 15 maggio e sembra abbastanza difficile credere che i partecipanti a quel vertice internazionale si siano trattenuti un’altra settimana ad Atene prendendo poi lo stesso volo diretti a Vilnius. A questo si aggiunge poi il tempismo: Hamas avrebbe lanciato un messaggio di tale portata nel momento in cui l’escalation contro la Striscia di Gaza è terminata.

“Qui volo Ryanair, MAYDAY, MAYDAY, MAYDAY”

Proseguendo nella conversazione, il pilota continua a domandare chi abbia ricevuto la mail, se l’aeroporto di Vilnius o quello di Atene. Dal dialogo, infatti, non si riesce ad avere una chiara risposta. E il comandante lo ripete anche sette minuti dopo, quando alle 09:41:58 UTC chiede per l’ultima volta: “Ancora una volta, questo consiglio di deviare a Minsk da dove viene? Dalla compagnia? Proviene dalle autorità aeroportuali di partenza o dalle autorità aeroportuali di arrivo?”. La risposta di Minsk è laconica: “Questo è il nostro consiglio”. La frase viene ripetuta più volte dalla torre su richiesta del pilota finché non dichiarano che è un codice rosso. A quel punto, sono le 09:47:12 UTC, il pilota lancia l’emergenza: “Qui volo Ryanair, stiamo dichiarando un’emergenza, MAYDAY, MAYDAY, MAYDAY. La nostra intenzione sarebbe quella di dirottare verso l’aeroporto di Minsk”. Dalla torre confermando: “Volo Ryanair MAYDAY ricevuto. Attendi le indicazioni”.

Protasevich capisce che l’aereo è stato dirottato

In quel momento, l’aereo compie una brusca virata verso est modificando radicalmente la rotta. I passeggeri se ne accorgono e scatta il panico. Molti credono che ci sia un guasto, altri temono il peggio, finché a bordo non viene comunicato che l’aereo è costretto ad atterrare a Minsk. Come riporta il Corriere della Sera, le testimonianze dei passeggeri a bordo dell’aereo fanno intendere che Protasevich capisce immediatamente che la richiesta di atterraggio a Minsk deriva dalla sua attività politica in Bielorussia contro Lukashenko. Protasevich si alza, cerca qualcosa nel baglio, estrae il suo portatile e comincia a romperlo per evitare che finisca nelle mani della polizia bielorussa. A una coppia lituana vistosamente terrorizzata, il dissidente non fa altro che ammettere: “Questo aereo sta per essere dirottato a causa mia, tutto questo sta succedendo per me. Cerca il mio nome in Google e saprai chi sono”. I passeggeri, una volta scesi dall’aero sono perquisiti e messi in stato di fermo, per poi essere caricati su alcuni bus in attesa di essere rimessi a bordo dell’aereo per ripartire alla volta di Vilnius. Uno di loro sparisce: è Protasevich, arrestato per le sue azioni contro il governo. Insieme a lui viene arrestata anche la cittadina russa Sofya Sapega, compagna del dissidente di Nexta. Di lei parleranno in un incontro entro la fine del mese Lukashenko e Vladimir Putin, come confermato dal portavoce Dmitrij Peskov.

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