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Terrorismo

Quello che sappiamo sulla cellula che ha colpito Barcellona

Basta guardare i dati per comprendere perché la Spagna era nel mirino dello Stato islamico. Sono infatti almeno 160 i foreign fighter partiti per la Siria, la Libia e l’Iraq. Molti di questi sono riusciti a tornare in patria, grazie...

Basta guardare i dati per comprendere perché la Spagna era nel mirino dello Stato islamico. Sono infatti almeno 160 i foreign fighter partiti per la Siria, la Libia e l’Iraq. Molti di questi sono riusciti a tornare in patria, grazie a un egiziano che viveva a Teulada e che aveva il compito di “facilitare il rientro in Spagna dei terroristi dello Stato islamico”, come racconta oggi Fausto Biloslavo su Il Giornale. Il “facilitatore” è stato arrestato lo scorso aprile. Ma cos’è successo realmente ieri? E come ha fatto la cellula terroristica ad organizzarsi?

L’esplosione di mercoledì notte

Nella notte tra mercoledì e giovedì, esplode una casa nel comune di Montecarlo de Alcanar Platja, 90 chilometri a sud di Cambrils, dove ieri notte si è verificato un secondo attacco. Nell’esplosione muore una persona. Non si dà peso alla cosa, ma molto probabilmente in quella casa si stavano preparando gli ordigni che sarebbero dovuti esplodere, in un altro attacco, nel centro di Barcellona, come riporta LaVanguardia. L’esplosione ha cambiato i piani dell’attentato. I due fratelli magrebini che stavano maneggiando le bombole di gas farebbero parte, secondo le prime ricostruzioni, alla cellula che ha colpito ieri sulla Rambla.





Il secondo attacco

Nella notte tra giovedì e venerdì, un’Audi A3 si lancia contro la folla a Cambrils, 120 chilometri a sud di Barcellona, e, infine, contro un veicolo dei Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana. Dallo scontro, si passa a una sparatoria, nella quale vengono uccisi cinque terroristi, mentre vengono feriti sei civili e un agente. Questo tipo di diversivo era stato introdotto da Amedy Coulibaly l’8 gennaio del 2015 quando, per permettere la fuga dei fratelli Kouachi, sparò contro la polizia francese.

Gli arresti a Ripoll

A Ripoll, 110 chilometri a nord di Barcellona, vengono arrestate tre persone. Il primo a finire in manette (giovedì sera) è Driss Oukabir, che però denuncia alla polizia il furto dei propri documenti. A che gioco sta giocando Driss? Venerdì mattina vengono arrestate altre due persone, collegate all’attentato di Barcellona, di cui però non si conoscono le identità. 

Moussa Oukabir, il presunto attentatore

Sarebbe Moussa Oukabir l’attentatore che ieri si è lanciato contro la folla sulla Rambla. L’uomo, che è ancora ricercato, si è subito dato alla fuga. Si sa ancora poco del 17enne, ma la sua radicalizzazione sarebbe avvenuta in poco tempo. In un post sui social di qualche anno fa, alla domanda “Cosa faresti da re del mondo” ha risposto: “Ammazzare gli infedeli e lasciare in vita sono i musulmani che seguono la religione”.

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