Nei giorni scorsi la capitale greca è stata sconvolta da una vasta operazione anti-terrorismo, avvenuta in seguito ad una soffiata, che ha permesso alle autorità di arrestare più di 20 persone legate all’insurgenza curda, pesantemente armate, che avevano costruito una galleria sotterranea nel pieno centro della città.

L’operazione

Atene, 19 marzo. Una chiamata anonima avverte la polizia che perquisendo determinati indirizzi potranno essere sequestrate delle armi pesanti, eseguiti degli arresti eccellenti, e fatte ulteriori scoperte. L’anti-terrorismo considera credibile la soffiata ed organizza immediatamente delle squadre per recarsi nei domicili indicati, nei quartieri Sepolia ed Exarchia.

Nel corso delle due operazioni vengono arrestate 26 persone, cittadini turchi di nazionalità curda, sequestrata artiglieria pesante, come armi anticarro, e viene addirittura scoperto un tunnel segreto. La soffiata era realmente credibile, e i nomi sono eccellenti: presunti appartenenti ad un’organizzazione terroristica curda di estrema sinistra, il Fronte Rivoluzionario della Liberazione Popolare (Devrimci Halk Kurtuluş Partisi-Cephesi), popolarmente noto come DHKP-C. L’organizzazione si è resa protagonista di numerosi attentati in Turchia, dove è dichiarata fuorilegge, e le sue attività sono illegali anche negli Stati Uniti e nei paesi membri dell’Unione Europea.

Il tunnel segreto è stato scoperto durante il raid a Exarchia, nel pieno centro della capitale, dove è stato perquisito l’ufficio di un’organizzazione non governativa, il Comitato di Solidarietà per i Prigionieri Politici in Turchia e Kurdistan. L’arsenale è stato rinvenuto dall’anti-terrorismo durante l’esplorazione del tunnel, lungo 47 metri, ed era composto da due lanciatori portatili per armi anticarro, due lanciagranate, quattro pistole ed un fucile automatico. La polizia ha proceduto anche al sequestro dei dispositivi mobili e dei computer degli arrestati, che sono adesso in fase di analisi.

I precedenti

Il DHKP-C è stato fondato in Turchia verso la fine degli anni ’70 come un partito di ispirazione marxista-leninista e da allora è impegnato nella lotta armata contro lo stato turco. Uno dei più eclatanti attentati dell’organizzazione è stato l’attacco suicida contro l’ambasciata statunitense di Ankara, del febbraio 2013, conclusosi con due morti e tre feriti.

La Grecia, che ha tradizionalmente avuto una politica migratoria favorevole verso i curdi e i dissidenti turchi, ha attratto molto rapidamente gli esuli del gruppo, così come i membri del PKK, e i servizi segreti del paese credono che, infatti, il DHKP-C sia presente ed operativo da diversi anni.

Delle operazioni di polizia contro i presunti membri del gruppo erano avvenute nel 2014, durante la quale furono arrestati quattro cittadini turchi e sequestrate armi da fuoco, esplosivi e detonatori, e nel novembre 2017, alcuni giorni prima della visita di stato di Recep Tayyip Erdogan ad Atene. Nel secondo caso, la polizia aveva arrestato nove persone, presumibilmente in procinto di compiere un attentato contro il presidente turco, ma il tribunale le ha scagionate definitivamente da ogni accusa nel maggio dell’anno scorso.

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