Sono oltre 10mila i salafiti presenti in Germania secondo il  rapporto dell’Ufficio federale per la protezione della costituzione e presentato dal ministro dell’Interno Horst Seehofer (Csu).

Si parla di 10.800 salafiti nel 2017 rispetto ai 9.700 censiti nel 2016. L’incremento è di quasi mille seguaci del movimento estremista islamico e il ministero dell’Interno tedesco lancia l’allarme: “La Germania è un obiettivo del terrorismo islamico!”.

Contando anche altri movimenti considerati ufficialmente estremisti come Hezbollah, Fratellanza Musulmana e Hamas, il numero degli islamisti presenti sul territorio tedesco raggiunge quasi le 26mila unità. Il movimento salafita in Germania è l’unico a registrare un notevole incremento.

“Particolare attenzione deve essere rivolta ai jihadisti di ritorno. Un terzo dei foreign fighter ha già lasciato la Siria o l’Iraq per tornare in Germania ancora radicalizzati e ben addestrati a usare le armi e gli esplosivi”, si legge nel report.

Nel 2017 c’è stato un solo attacco terroristico in Germania, grazie anche a un buon lavoro dei servizi dell’intelligence di Berlino. Nel 2016, però, gli attacchi (tutti di matrice salafita) sono stati ben sei e la situazione potrebbe degenerare da un momento all’altro.

“Non bisogna sottovalutare le donne e i bambini di questi jihadisti poiché la propaganda dello Stato islamico ha avuto come obiettivo quello di rendere il jihad un obbligo morale anche per loro”, continua il report.

La relazione del  ministero dell’Interno tedesco mette in evidenza come i jihadisti cerchino di reclutare nuovi adepti anche tra i rifugiati musulmani o addirittura si nascondano tra gli immigrati per poter entrare in Europa utilizzando le rotte migratorie.  Il report mette in evidenza come quattro degli attacchi terroristici siano stati perpetrati proprio da richiedenti asilo.

Per la prima volta, quest’anno la polizia federale ha dovuto raccogliere dati riguardanti la  Cristianofobia in Germania. Nel 2017 si sono registrati cento casi di violenza e atti vandalici contro fedeli e simboli cristiani. Così come riportato da Gli Occhi della Guerra, nel periodo che va da febbraio a settembre del 2016, 743 cristiani e 10 yazidi nei campi profughi tedeschi hanno subito violenze sessuali, minacce di morte o altri attacchi da parte di richiedenti asilo di fede musulmana.

“L’islam non è parte del Paese”, ha tuonato  Markus Söder, presidente della Baviera, introducendo la proposta di installare crocifissi e simboli cristiani negli uffici pubblici. Assieme a una riscoperta dei valori cristiani della Germania, è necessario rafforzare i controlli delle frontiere esterne e potenziare i servizi di intelligence onde evitare che l’estremismo islamico possa continuare a trovare terreno fertile in Germania e in Europa.

Articolo di Marco Gombacci