L’Isis può essere riconosciuto come Stato sovrano o è semplicemente un gruppo terrorista? Questo quesito alla luce del fatto  che amministra dei territori, come da queste pagine abbiamo già sottolineato, commercia con altri Stati e gestisce una popolazione.Cosa definisce uno StatoIl Global Policy Forum definisce uno “Stato” come un’entità separata ma gestita da un governo ed è il mezzo di gestione su un territorio precisamente definito o un territorio sovrano. Secondo questa definizione uno Stato è costituito da una serie di istituzioni, quali il sistema giudiziario, amministrativo ed esecutivo, esige imposte e tasse, gestisce una polizia e un esercito.Secondo vari osservatori l’Isis ha creato una serie di servizi di questo tipo in varie città, inclusa la capitale Raqqa, dove sussistono programmi in ambito amministrativo e giudiziario, esiste un sistema scolastico e un apparato di sicurezza affidato alla polizia. Inoltre l’Isis ha messo in essere una serie di servizi dedicati alle necessità del vivere civile, quali la distribuzione di acqua ed elettricità. Da questo punto di vista il Califfato, così la definizione data dall’Isis alla propria entità amministrativa, può venire considerata uno Stato vero e proprio.Per approfondire: La propaganda dell’Isis che seduce gli stragistiMa per essere definito effettivamente uno “Stato” avrebbe bisogno del riconoscimento dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) oppure, in alternativa, ottenere il riconoscimento dal più grande numero di altri Stati possibile, qualora non venga appunto garantito il riconoscimento con la ratifica da parte dell’ONU.L’intrattenere rapporti commerciali può essere un ulteriore dimostrazione della sua esistenza come Stato. La Convenzione di Montevideo del 1933 conviene, anzi dichiara, che uno Stato sia tale se disponga di un territorio definito, una popolazione permanente, un governo e la effettiva capacità di intrattenere rapporti con altri stati. Ma poiché l’Isis ha guadagnato e perso territorio e conseguentemente popolazione tramite invasione ed occupazione forzata, il primo e il secondo requisito non sono presenti. Va inoltre considerata, nell’ottica del Diritto Internazionale, l’effettiva volontà dei soggetti di essere sottoposti al governo e all’autorità imposta con la forza,con metodi coercitivi e l’esercizio della violenza sistematica.Per approfondire: L’Isis perde terreno e cambia strategiaLa chiave del parere negativo sta anche nel fatto che l’Isis non ha dimostrato di poter mantenere né il controllo né la giurisdizione su vaste aree di territorio per un tempo sufficientemente lungo. In quanto alla capacità intrattenere rapporti con altri stati l’Isis non ha potuto gestirli anche per la mancanza di legittimazione internazionale e pertanto non ha potuto interagire con altri Stati e Istituzioni internazionali. Per questi motivi gli USA hanno continuato a definire l‘Isis un gruppo terroristico e non uno Stato.Cosa definisce un’ organizzazione terroristicaL’Fbi, Federal Bureau of Investigations, definisce un gruppo terroristico tramite tre parametri:1) Commette azioni violente o che comunque siano una minaccia per la vita umana2) Intenda intimidire o coartare la volontà di popolazioni civili3) Influire sulla condotta di governo di uno Stato tramite distruzioni, assassini o rapimentiEsaminando le recenti azioni violente compiute dall’Isis, risulta evidente che l’organizzazione è coinvolta in un conflitto asimmetrico voluto per istillare paura e guadagnarsi un’attenzione vastissima da parte dei media mondiali. Le azioni violente, i modi barbarici di esercitare il diritto islamico, inclusi i bombardamenti di popolazioni civili inermi, le decapitazioni, le lapidazioni, le crocifissioni e le amputazioni possono soltanto farlo considerare un gruppo terroristico.Bisogna, infine, considerare che l’Isis si è chiaramente e pubblicamente definito un Califfato, e il suo deliberato scopo è di instaurare su tutto il mondo, con la forza delle armi un governo islamico basato sulla sharia, la famigerata legge islamica, e che questo obiettivo si scontra con la volontà democratica dei governi sia d’Occidente sia d’Oriente.Lo scopo dell’Isis è far capitolare le democrazie che sono state spesso raggiunte con guerre, fatiche e morti a milioni. È inoltre irragionevole pensare che l’Isis, dati i limitati mezzi che per ora possiede, sia in grado di raggiungere i suoi scopi. È inoltre necessario che gli stati più direttamente minacciati e già colpiti duramente prendano una posizione dura e intransigente, una posizione di attacco, anche considerando che alcune potenze del mondo islamico, quali ad esempio l’Arabia Saudita, continuano a comprare armamenti che sono in quantità decisamente superflua per il proprio esercito, c’è insomma da domandarsi che gioco stiano giocando sugli scacchieri internazionali.