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Erano da poche passate le 10.30 di questa mattina quando una notizia ha iniziato a circolare su tutte le testate internazionali: nella Repubblica democratica del Congo, a seguito di un attacco condotto da uomini armati, sono morti l’ambasciatore italiano nella RDC Luca Attanasio, il carabiniere Vito Iacovacci e il loro autista Mustapha Milambo.

Notizie e smentite si sono rincorse per diversi minuti poi hanno iniziato a trapelare le prime comunicazioni ufficiali sia da parte dell’esecutivo di Kinshasa che da parte delle organizzazioni umanitarie operanti in loco.

L’ambasciatore Attanasio, il carabiniere Iacovacci e l’autista Milambo stavano viaggiando a bordo di un veicolo del World Food Program, da Goma, capitale del Nord Kivu, verso Rutshuru, per visitare un progetto scolastico del WFP quando, all’altezza di Kilimayoka, nella località Nyragongo, un gruppo di uomini armati ha attaccato il convoglio su cui viaggiavano il diplomatico e il militare italiano.

Mamabo Kaway, presidente della società civile nella località del Nyragongo, ha raccontato che ha bordo del fuoristrada su cui viaggiava Attanasio c’erano in totale cinque persone e che l’autista è morto sul colpo mentre l’ambasciatore italiano e il carabiniere Iacovacci, sono stati portati d’urgenza in un’ospedale delle Nazioni Unite, dove però hanno spirato in seguito alle ferite riportate all’addome.

Akilimali Saleh, giornalista congolese, recatosi sul posto dove è avvenuto l’agguato, ha così descritto a InsideOver quanto ha potuto constatare parlando con testimoni e la popolazione locale: ”Con ogni probabilità coloro che hanno commesso l’agguato volevano rapire il diplomatico italiano e poi chiedere un riscatto. È da tempo che all’interno del Parco del Virunga si registra la presenza di milizie che compiono sequestri lampo. Non si sa ancora con esattezza chi siano stati gli esecutori dell’omicidio, le persone con cui ho parlato hanno raccontato di un gruppo di uomini armati in abiti civili e al momento le FARDC (Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo) insieme ai rangers del Parco del Virunga stanno setacciando la regione e l’intero parco per scovare gli assassini e consegnarli alla giustizia”.

Il Nord Kivu da decenni è una delle zone più pericolose e problematiche dell’intero paese africano. Regione ricchissima di materie prime e infestata da più di cento formazioni irregolari che attraverso la violenza cercano di mettere mano sui giacimenti minerari e sul commercio del legname. Negli ultimi mesi il Parco del Virunga, che è stato chiuso ai turisti per preservare la popolazione dei primati da un’eventuale diffusione del coronavirus, ha visto un incremento degli episodi di banditismo. Milizie e soldataglie hanno creato all’interno della riserva naturale un proprio fortilizio dove praticare sequestri e azioni illegali. Al momento non c’è stata nessuna rivendicazione da parte di alcun gruppo ribelle e una delle ipotesi più accreditate è che i colpevoli siano dei banditi che volevano sequestrare il personale del convoglio umanitario per chiedere in cambio un copioso riscatto. Il governatore del Nord Kivu Carly Nzanzu Kasivita ha invece ipotizzato che il crimine possa essere stato compiuto dagli FDLR (il gruppo armato composto dai genocidari rwandesi hutu che dalla fine degli anni ’90 è operativo in Congo) o dai Nyatura, una formazione scissionista dell’FDLR.

Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha parlato di ”attacco vigliacco” e ha così scritto alla Farnesina: ”Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della citta di Goma uccidendo l’Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo” .

Attanasio, di soli 43 anni, rappresentava l’Italia a Kinshasa dal 2017 ma la sua carriera diplomatica l’ha visto lavorare anche in Svizzera, Marocco e Nigeria.

Parole di cordoglio e dolore sono state espresso anche dai politici congolesi. “È stato con sgomento che ho saputo della morte dell’ambasciatore italiano nella RDC. Ho avuto il piacere di parlare con lui il 26 gennaio 2021. Lo ricordo come un uomo impegnato nella conservazione delle foreste “, ha detto Jean-Pierre Bemba leader dell’ Mouvement de Libération du Congo, e il ministro degli esteri congolese Marie Tumba Nzeza ha così commentato l’accaduto: ”Faccio le mie condoglianze, non solo a nome mio, ma a nome di tutto il governo della Repubblica democratica del Congo, al governo italiano per questa immensa perdita. E prometto al governo italiano che il governo del mio Paese farà il possibile per scoprire chi sono i colpevoli di questo ignobile omicidio”.

Attanasio è il secondo ambasciatore europeo ad essere stato ucciso mentre prestava servizio nella Repubblica Democratica del Congo. Nel 1993, quando il paese africano si chiamava ancora Zaire, fu assassinato l’ambasciatore francese Philippe Bernard durante i disordini esplosi a Kinshasa tra forze lealiste e reparti di ammutinati che chiedevano la fine del regime di Mobutu Sese Seko.

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