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Terrorismo

Nuovo attentato a Mosca, due agenti uccisi: il colabrodo-Russia e il disastro del Fsb

Un nuovo attentato ha colpito Mosca nella mattinata odierna, uccidendo due agenti della polizia stradale e un civile in via Yeletskaya, sita nel Sud della capitale russa a poca distanza dal luogo dell’esplosione che due giorni fa ha colpito l’auto...

Un nuovo attentato ha colpito Mosca nella mattinata odierna, uccidendo due agenti della polizia stradale e un civile in via Yeletskaya, sita nel Sud della capitale russa a poca distanza dal luogo dell’esplosione che due giorni fa ha colpito l’auto del Tenente Generale Fanil Sarvarov, capo della direzione di addestramento operativo dello Stato Maggiore dell’esercito russo, uccidendolo.

Un nuovo attentato, due giorni dopo Sarvarov

Le modalità dell’attentato, nuovamente una bomba su un veicolo, rendono clamoroso il varco apertosi e in cui si è inserito chi ha voluto perpetrare gesti tanto audaci e pericolosi per la sicurezza russa. Secondo il presidente Vladimir Putin e i vertici della sicurezza nazionale, la responsabilità è dell’Ucraina, la cui intelligence militare guidata da Kyrilo Budanov ha saputo più volte operare nei confini del Paese invasore. Non c’è però stata alcuna rivendicazione, e questo aumenta la “nebbia di guerra”.

Se questo non è avvenuto con l’omicidio di Sarvarov, che può essere considerato un attacco a un target militare legittimo per quanto con modalità tutt’altro che ortodosse, difficile avvenga in questa circostanza, dove le vittime sono stati degli agenti di polizia chiamati per un’auto sospetta detonata al loro approssimarsi al veicolo.

In tal senso, va sottolineato che un nuovo attentato, per giunto a poca distanza da quello contro il generale ucciso, mostra delle indubbie falle nel sistema di sicurezza russo, e in particolare sull’intelligence interna, l’Fsb, che non ha saputo prevenire l’eliminazione di target importanti e l’aumento di operazioni spericolate sul suolo russo dall’invasione dell’Ucraina in avanti. Solo nell’ultimo anno il conto si è fatto severo.

La serie degli omicidi mirati in Russia

Da quando a dicembre 2024 Igor Kirillov, generale di primo piano che guidava l’unità titolare della sorveglianza sulle armi di distruzione di massa, è stato ucciso con il suo attendente da un attentato dinamitardo a Mosca, casi del genere si sono moltiplicati. Ad aprile è stato ucciso Yaroslav Moskalik, vicedirettore del dipartimento operazioni dello Stato Maggiore, con analoghe modalità. Aggiungiamo a ciò l’incursione dei membri dell’intelligence ucraina contro i bombardieri strategici centrali nella deterrenza nucleare russa che a inizio giugno ha esposto la protezione di asset critici per Mosca e il quadro è completo.

In più occasioni, la Russia si è rivelata un colabrodo, e la conta dei danni dall’inizio della guerra può proseguire con l’esplosione in un bar di San Pietroburgo che nell’aprile 2023 ha portato all’uccisione del blogger militare Vladlen Tatarsky e, soprattutto, con il violento attentato del Crocus City Hall condotto dall’Isis-K a Mosca nel marzo 2024 e con il revival del terrorismo in Daghestan.

La guerra in Ucraina assorbe risorse e personale e la sicurezza della Russia interna è risultata sicuramente sguarnita dal Fsb, su cui peraltro pende la spada di Damocle delle errate valutazioni sul potenziale ucraino all’inizio della guerra.

Russia, la guerra in casa

Mosca subisce l’iniziativa avversaria nel proprio territorio e in tal senso la proteiforme creatura spionistica ucraina, maggiore sospettata per molte operazioni di questo tipo, può unire un modus operandi che ben ricorda l’insegnamento sovietico (in cui il fronte degli omicidi mirati è stato ben sviluppato), interiorizza il sostegno tecnologico, Sigint e informativo occidentale (Usa e Regno Unito) e prende esempio dalla capacità operativa del Mossad israeliano in termini di ideazione di operazioni asimmetriche e, soprattutto, di sostanziale rifiuto di rivendicazioni per mosse eclatanti di vario tipo.

Ad oggi, questo crea un fattore di condizionamento per portare la guerra e l’insicurezza anche nel territorio russo proprio mentre Mosca rilancia contro Kiev nel quadro dei possibili negoziati di pace ma si trova, inaspettatamente, il conflitto in casa. E i fallimenti d’intelligence alimentano un crescente senso di insicurezza.

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