Il servizio di sicurezza britannico MI5 ha inviato più di settecento ufficiali a Belfast. Si tratterebbe del 20 per cento delle proprie forze. Il principale obiettivo dell’intelligence di Sua Maestà è quello di combattere la minaccia dei gruppi armati repubblicani. Il timore è che la violenza possa riesplodere qualora non venisse raggiunto un accordo sulla Brexit. Il tempo per concludere l’intesa, infatti, è arrivato quasi al termine. Il 29 marzo, data in cui il Regno Unitodovrà lasciare l’Unione europea, si sta avvicinando.

Nonostante le affermazioni dei politici che si dicono ottimisti, i timori per un mancato accordo crescono. Uno dei principali ostacoli dell’intesa tra Gran Bretagna e Ue è un tipo di confine detto backstop, che protegga le risoluzioni dell’Accordo del Venerdì Santo e garantisca che non venga istituito un confine fisico (hard border). L’ex capo della Police Service of Northern Ireland (Psni) Hugh Orde ha dichiarato a RTE Radio che un vero confine avrebbe enormi conseguenze in termini di sicurezza e che i funzionari doganali diventerebbero un obiettivo dei gruppi armati nazionalisti. “Al momento si vede qualcosa che inizia a creare la percezione di una netta distinzione tra Nord e Sud. Questo crea un catalizzatore che consente alle persone di sfruttare questa posizione e certamente i repubblicani sarebbero in quella categoria. Se fossi il comandante della forza di polizia nord-irlandese un hard border mi preoccuperebbe molto”, ha specificato.

L’hard border sarebbe visto come un’ingerenza dei britannici

Fintan Hoey, professore associato di storia e dottore di ricerca dello University College di Dublino, in un’intervista ha spiegato che “probabilmente questa è la sfida più difficile che l’Irlanda ha dovuto affrontare negli ultimi trent’anni”. Il principale problema riguarda la libertà di movimento e commercio garantito dal fatto che Irlanda e Regno Unito siano state fino ad ora parte dell’UE. Questo, spiega il professore, “ha trasformato la frontiera tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord in un confine quasi invisibile. Se ci fossero delle guardie al confine, invece, sarebbero subito percepite dalle comunità di frontiera come una manifestazione dello Stato britannico e una sua inaccettabile ingerenza”. Un hard border, dunque, richiederebbe la rimilitarizzazione della zona e questo sarebbe un duro colpo per gli accordi di pace siglati tra la Gran Bretagna e la Repubblica d’Irlanda nel 1998.

La New Ira è l’obiettivo dell’intelligence inglese

Un articolo pubblicato sul London Times spiega che lo scopo dei servizi segreti britannici in Irlanda del Nord sarebbe l’Oglaigh na hEireann, ovvero la New Ira. Una nuova formazione dell’Esercito Repubblicano Irlandese formata nel 2012 unendo le diverse realtà nazionaliste armate ancora attive, che dovrebbe contare dai 200 ai 500 uomini pronti ad entrare in azione. Il gruppo ha già compiuto diversi attacchi. L’ultimo il 19 gennaio scorso, quando un’autobomba è esplosa davanti al tribunale di Derry. L’attacco, che non ha causato vittime, è stata rivendicato la settimana successiva. Nel comunicato della New Ira inviato al Derry Journal, si legge che l’organizzazione continuerà “a colpire il personale delle forze della Corona e le loro istituzioni imperiali”.

Ritrovato un’arsenale dei gruppi armati repubblicani

Nonostante gli arresti di alcuni membri del gruppo repubblicano eseguiti dalla polizia, il comandante della Psni Barbara Gray ha spiegato che la “minaccia non è paragonabile al passato, ma queste persone sono intente alla violenza e non si vogliono fermare”. Intanto la Garda, la polizia della Repubblica d’Irlanda, in un’operazione di contrasto alle attività dei gruppi armati repubblicani nella Contea di Louth, ha ritrovato diversi esplosivi e munizioni.