La coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti ha annunciato il decesso di Abu Anas Al-Faransi, al secolo Fabien Clain. Noto per essere lo speaker francese dello Stato islamico, era stato lui a rivendicare, a nome dell’organizzazione terroristica, la paternità dell’attentato che ha messo in ginocchio Parigi nel 2015.

In quell’occasione, gli uomini dell’Isis avevano condotto la più cruenta aggressione in territorio francese dagli anni della Seconda guerra mondiale, uccidendo 129 persone e coordinandosi in attacchi simultanei in diversi luoghi pubblici della capitale francese, tra cui il Bataclan.

Proprio questo episodio avrebbe portato alla ribalta la figura di Clain. Secondo fonti dell’Intelligence francese, nel corso delle indagini il suo coinvolgimento nella strage si sarebbe rivelato assai più rilevante di quanto ritenuto inizialmente.

Chi è Abu Anas Al-Faransi

Fabien Clain, 41 anni, è un cittadino francese convertitosi all’’slam alla fine degli anni ‘90, che si radicalizza negli anni 2000 insieme al fratello minore, Jean-Michel, frequentando gli ambienti estremisti della città di Tolosa.

Il suo mentore è Olivier Corel, noto anche come l’ “emiro bianco”, un siriano naturalizzato francese, fondatore della cellula jihadista “Artigat”, di cui fanno parte numerosi terroristi francesi, tra cui, appunto, i fratelli Clain.

In Francia, Al-Faransi si batte attivamente per la causa del salafismo jihadista, facendo molti seguaci. Condannato nel 2009 a cinque anni di carcere con l’accusa di aver reclutato individui radicalizzati e di averli inviati in Iraq, viene rilasciato nel 2012.

Tre anni più tardi, verosimilmente nel marzo del 2015, parte insieme al fratello alla volta della Siria, dove diviene lo speaker francese dell’Isis.

Figura ben nota nel circuito jihadista, Clain è considerato uno dei foreign fighters eccellenti dello Stato islamico. A tutt’oggi, benché non si conosca precisamente la sua influenza all’interno del califfato, lo si ritiene molto legato agli organizzatori degli attentati. Come fa notare Romain Caillet, esperto di Isis, al New York Times, “normalmente coloro che si occupavano della comunicazione al’interno del califfato erano vicini agli incaricati di ordire attacchi terroristici”.

Al-Faransi è stato ucciso mentre combatteva per lo Stato islamico, nell’ultimo lembo di terra ancora sotto il controllo dei jihadisti, il villaggio di Baghouz. Nel corso dello stesso raid Jean-Michel, fratello di Fabien e come lui jihadista della prima ora è stato gravemente ferito.

Dal “rap cattolico” alla musica del terrore

Prima di convertirsi all’islam, ancora adolescenti, i fratelli Clain erano ossessionati dalla musica rap e scrivevano canzoni “hip-hop cristiane”. Secondo gli inquirenti, la conversione sarebbe coincisa con un cambio di genere musicale: dal “rap cristiano” all’anashid – le canzoni islamiche “a cappella”.

Poco prima di partire per la Siria, nel gennaio 2015, Fabien Clain aveva comprato un set di attrezzature musicali del valore di 4mila dollari, che comprendeva microfoni, programmi voice changer e la licenza di ProTools, un software per l’elaborazione e la produzione digitale di musica.

Una volta diventati membri dell’Isis, i due fratelli avevano inciso numerose canzoni in francese per diffondere la propaganda del califfato. I testi contenevano incitamenti a commettere attacchi terroristici o a lasciare la Francia per unirsi alla causa dello Stato islamico in Siria e in Iraq.

La comunicazione dell’Isis, cui Al-Faransi ha partecipato attivamente, ha avuto un impatto cruciale nel diffondere l’ideologia jihadista, convincendo centinaia di cittadini occidentali ad aderire alla causa del califfato.

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