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La fine del Califfato in Siria e in Iraq non fermerà l’Isis né il terrorismo islamico. E non lo fermerà neanche l’uccisione di Al-Baghdadi. La struttura creata dall’Isis è infatti una formidabile rete internazionale che sfrutta, in ogni parte del mondo, e diversificandosi a seconda del contesto, le risorse che ha a disposizione sul quel territorio. Per molti analisti, la morte di Al-Baghdadi e la fine del Daesh come entità parastatale rappresenta una sfida ancora più grande per le intelligence globali rispetto alle già difficilissime sfide che il terrorismo internazionale pone davanti alle nostre vite. Perché se prima c’era un leader riconosciuto da tutto il mondo e un presunto Stato dove arrivare, combattere e anche morire, adesso il rischio è, che una volta scomparsi questi due elementi, i terroristi non decidano di smettere di combattere la loro “guerra santa”, ma decidano di portarla nel nostro mondo, come già avvenuto in Regno Unito, Francia, Belgio e Germania.

Il jihad dello Stato Islamico si differenzia infatti da qualunque altra forma di terrorismo internazionale conosciuta finora perché a differenza delle altre non ha necessità di gruppi altamente specializzati che mettano in atto progetti terroristici particolarmente complessi. Al contrario, una delle armi dell’Isis nel mondo è stata proprio quella di promuovere un jihad fai-da-te dal potenziale tecnicamente illimitato, bastando un’automobile, un furgone o anche un coltello, fino ad arrivare, chiaramente, a ordigni artigianali. Una conferma di questa forza operativa dell’Isis viene dalla Turchia, dal ramo terroristico turco del Daesh, che secondo quanto riportato dal Washington Times, ha anche pubblicato un manuale e-book per questo nuovo tipo di jihad. Sembra fantascienza, e invece esiste, è stato trasmesso tramite Telegram ed ha anche avuto un grande numero di visualizzazioni: ed ha anche un titolo “Lone Wolf’s Handbook”, “Manuale per Lupi Solitari”. Quasi un titolo ironico per giocare con l’etichettatura data dai media occidentali a queste nuove modalità di terrorismo. E che gioca soprattutto con le nostre forze d’intelligence, che non riescono a bloccare sul nascere questi fenomeni così evidenti come un libro elettronico che viaggia su internet

Si tratta di un manuale online di 66 pagine, con centinaia di raffigurazioni e sette grafici per spiegare meglio alcune dinamiche durante gli attentati. È stato trasmesso per la prima volta il 3 luglio ed ha circolato indisturbato per una settimana in tutto il mondo tramite l’utilizzo della piattaforma di Telegram, sistema largamente usato dalle reti islamiche per via degli standard di sicurezza molto più elevati che rendono difficilissimo, per le forze di intelligence, entrare all’interno del sistema. Scritto completamente in turco, il manuale incita i lettori a compiere attentati in Europa e negli Stati Uniti, con un focus naturalmente maggiore sull’Europa visto il notevole numero di lettori in lingua turca presenti nel Vecchio Continente rispetto a quelli presenti Oltreoceano. Nel manuale c’è scritto di tutto, da come appiccare incendi in città e in campagna, come collocare trappole per provocare incidenti mortali per le strade e per le autostrade, come utilizzare al meglio camion per investire le persone in luoghi pedonali, fino alla creazione di ordigni in casa. Un vero e proprio know-how del terrorismo messo a disposizione in e-book e alla mercé di chiunque voglia addentrarsi in questa nuova attività.

Nella sua follia, il manuale in e-book dimostra due cose fondamentali: la prima è che il Daesh ha una formidabile capacità di manifestarsi con ogni mezzo messo a disposizione dalla stessa tecnologia occidentale e russa (come Telegram); la seconda è che la guerra al Califfato non è guerra al terrorismo, ma soltanto a una manifestazione del terrorismo, che in Siria, in Iraq e in altri Paesi trova la via della guerra, mentre in altri Paesi intraprende la strada più propriamente terroristica. In questo senso, lo Stato islamico può veramente essere paragonato alla figura mitologica dell’Idra di Lerna, il mostro ucciso da Eracle che per ogni testa mozzata ne vedeva nascere altre due. Tagliare una delle teste dello Stato Islamico sembra veramente essere un fondamentale ma allo stesso tempo vano gesto, perché in ogni caso esso può risuscitare in altra forma. È dunque necessario modificare i parametri della lotta e anticipare il nemico prima che sia capace di ricrearsi, premettendo che, in ogni caso, inutile negarlo, un attentato terroristico, al giorno d’oggi, può davvero esserci ovunque ed in qualsiasi forma: forse questa è la vera grande vittoria dello Stato Islamico, nonostante la sua disfatta in Iraq e in Siria.

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