L’Isis rinasce dalle sue ceneri: pronto a riprendersi Baghdad

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La minaccia dell’Isis incombe di nuovo sull’Iraq. Affrancatosi dal Califfato nel dicembre 2017, il Paese sta ancora faticando a risollevarsi dagli anni di guerra; ma lo Stato islamico è già pronto a riprendersi Baghdad.

Un primo avvertimento era giunto nel mese di giugno da Wasta Rasul, comandante dei Peshmerga di Kirkuk; “L’Isis non è stato davvero sradicato dall’Iraq” – ha dichiarato Rasul – “Il gruppo ha soltanto perso il territorio che governava, ma si è completamente riorganizzato ed è più forte di prima”.

Domenica scorsa, il responsabile dell’Intelligence irachena, Abu Ali Al-Basri, ha riferito di aver sventato un attacco terroristico che avrebbe dovuto colpire Baghdad, Basra e la regione del Kurdistan. “Con questi attentati l’Isis voleva dimostrare a tutti di essere ancora vivo e attivo”, ha dichiarato Al-Basri.

Anche dopo la sconfitta del Califfato, un gran numero di jihadisti è rimasto in Iraq, organizzandosi in cellule dormienti e nascondendosi nelle aree desertiche del Paese. I terroristi si sono palesati soltanto occasionalmente, compiendo piccoli attentati – per lo più contro personalità militari o politiche -, allo scopo di mantenere viva la speranza dei seguaci e minare gli sforzi di stabilizzazione compiuti dal governo iracheno.

Nel tentativo di ostacolare la ripresa economica dello Stato mediorientale, negli scorsi mesi il gruppo avrebbe anche incendiato i campi iracheni, devastando le coltivazioni in maniera irreparabile.

Operazione “Victory Will”

Una presenza nascosta, quella dell’Isis, ma persistente, che Baghdad ha cercato di eliminare attraverso l’operazione “Victory Will”, lanciata il 7 luglio scorso al fine di individuare le cellule terroristiche nelle aree desertiche di Anbar, Mosul e Salah Al-Din. Soltanto nell’area di Mosul – capoluogo del governatorato di Ninive – le forze irachene avrebbero arrestato più di 600 jihadisti – secondo quanto riferito da Hamad Namis, capo della polizia di Ninive.

La presenza di terroristi all’interno dell’ex territorio del Califfato è stata confermata anche dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, secondo il quale in Siria e Iraq sarebbero rimasti circa 10 mila militanti dell’organizzazione di Al-Baghdadi. Negli ultimi otto mesi, almeno mille jihadisti nascosti in Siria sarebbero riusciti a varcare il confine con l’Iraq, alimentando le fila locali dell’Isis.

Questi combattenti – molti dei quali originari dell’Iraq – sono determinati a unirsi alle cellule militanti irachene dell’organizzazione, aiutati anche dalla profonda conoscenza del territorio. La debolezza militare dell’Isis viene compensata anche dal ricorso a tattiche di guerriglia e all’effetto sorpresa nel condurre le proprie operazioni.

Contando su tunnel sotterranei e nascondigli nel deserto, inoltre, i seguaci dell’Isis sono in grado di ostacolare le operazioni delle forze irachene, cogliendole alla sprovvista. Mirano così a creare un clima di insicurezza, cui la classe politica, già divisa al suo interno, non riesce a far fronte.

La strategia dell’Isis

Al momento – secondo il Ministero della Difesa iracheno –, le cellule dell’organizzazione terroristica sarebbero confinate nell’entroterra rurale o in aree desertiche, senza la reale possibilità di conquistare città o grandi aree. Tuttavia, proprio il ricorso alla guerriglia e agli attacchi terroristici potrebbe risultare una strategia vincente a lungo termine: terrorizzate, le comunità irachene sarebbero più propense a “chiudere un occhio” di fronte alle strategie di rinascita dell’Isis, piuttosto che a ostacolarle apertamente.

Come in passato, l’Isis cerca di sfruttare le debolezze di un Paese ancora instabile. Diviso politicamente, economicamente distrutto e martoriato da più di tre anni di guerra, l’Iraq sta faticosamente cercando di ricostruire una propria stabilità politica e sociale. Ma l’organizzazione jihadista sa come far breccia in una nazione dove gli iracheni sunniti, minoranza in un Paese a maggioranza sciita, mal sopportano di essere governati da un primo ministro sciita.