La mente degli attentati a Barcellona e Cambrils è stato un informatore degli 007 spagnoli. L’imam di Ripoll, il marocchino Abdelbaki Es Satty, capo del gruppo jihadista responsabile delle stragi sulla Rambla e nella cittadina della Catalogna, ha fatto parte del CNI, i servizi segreti spagnoli. Non è ancora stato chiarito quanto tempo sia durato il rapporto di collaborazione né se il terrorista sia stato pagato per i suoi servizi, ma alcune fonti hanno rivelato che gli 007 spagnoli hanno avvicinato Es Satty nel 2014, quando l’uomo si trovava in carcere a Castellon per traffico di droga.
Chi è Es Satty?
Abdelbaki Es Satty pubblicamente predicava in maniera moderata. Un imam riservato che viaggiava molto e aveva numerosi contatti con diversi terroristi. Nel 2010 Es Satty è stato arrestato a Ceuta, enclave spagnola in Marocco, perché trasportava 12 chili di hashish. Durante i quattro anni in prigione, l’imam ha conosciuto alcuni degli attentatori che parteciparono al peggior attacco terroristico mai subito dalla Spagna, quello alla stazione madrilena di Atocha l’11 marzo 2004, in cui 4 bombe esplosero contemporaneamente su altrettanti treni, uccidendo 192 persone. Secondo le ultime rivelazioni, in questi anni l’uomo sarebbe stato avvicinato dai servizi segreti spagnoli. Il capo del commando di Barcellona, nel 2016 ha trascorso diversi mesi in Belgio, nella cittadina di Vilvoorde, considerata una culla del jihadismo europeo. Qui avrebbe iniziato a formare la cellula terroristica che ha colpito la Catalogna lo scorso agosto.
L’attentato a Barcellona
Il 17 agosto 2017 un furgone bianco si è lanciato a tutta velocità contro la folla che passeggiava sulla Rambla. In quell’istante Barcellona sprofonda nell’incubo del terrorismo. Altri cinque membri del gruppo, nella notte, hanno colpito a coltellate i passanti sul lungomare della cittadina di Cambrils. Il bilancio degli attentati è drammatico: 15 morti e 134 feriti. Ma il piano della cellula jihadista doveva essere diverso. È Mohamed Houli Chemla, uno dei terroristi arrestati nei giorni successivi, a iniziare a parlare e svelare tutti i dettagli. L’attacco prevedeva l’uso di bombe, le stesse che sono esplose proprio la sera prima nel covo del gruppo ad Alcanar, uccidendo diversi membri della cellula, tra cui anche l’imam e mente degli attacchi, Abdelbaki Es Satty. Il leader spirituale della rete jihadista voleva immolarsi in un grande attentato kamikaze contro la Sagrada Familia. Ma è stato fermato dalle sue stesse armi.