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Il Pentagono ha indetto un bando per coinvolgere scienziati e ricercatori nella produzione di nuove tecnologie atte al combattimento. La nota è stata pubblicata ad inizio anno dal Combating Terrorism Technical Support Office (Cttso), ufficio del Department of defense (Dod) che si occupa di ricerca e sviluppo di strumenti per fronteggiare terrorismo e avversari irregolari.

Il Cttso pubblica annualmente un report per elencare agli appaltatori della difesa le tecnologie antiterrorismo richieste dal Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America.

Nel documento è presente una vera e propria “wishlist” di tecnologie, alcune delle quali, stando al parere degli esperti, potrebbero essere già disponibili in tempi piuttosto brevi. Stando alla richiesta del Cttso, addirittura entro la fine del 2019. Di seguito, riportiamo alcune tra le richieste presenti nella lista del Cttso.

Sistema di individuazione attraverso i muri

Tale tecnologia dovrebbe essere rinchiusa in un apparecchio portatile , di peso inferiore ai 15 chili e utilizzabile da un solo operatore. Dovrebbe fornire la capacità di individuare in tempo reale esseri umani (e se siano armati oppure no) attraverso una struttura opaca, senza il bisogno di accedere fisicamente o con altri strumenti ed esporre quindi gli operatori tattici al rischio.

Un sistema di allarme silenzioso e indossabile per le ambasciate
Questo tipo di strumento sarebbe destinato alle ambasciate situate in Paesi in cui le delegazioni americane sono sotto costante rischio di attacco. Dovrebbe essere in grado di mettere il personale dell’ambasciata e il centro di comando al corrente di una situazione di emergenza dentro la struttura stessa o nelle sue vicinanze, senza emettere segnali acustici. Nel rapporto ne vengono anche fornite forma e dimensioni: un cerotto autoadesivo dello spessore inferiore ai 2,5 millimetri.

Sistema di riconoscimento facciale a lunga distanza

Il Dod sarebbe interessato all’acquisto di una tecnologia di riconoscimento e comparazione facciale utilizzabile fino ai 300 metri. Il rapporto descrive lo strumento come facilmente trasportabile in uno zaino e di peso non superiore ai 15 chilogrammi, occultabile e allo stesso tempo in grado di operare in grado di condizioni sfavorevoli alla comunicazione. Il dispositivo è destinato a fornire deterrenza e rilevamento di potenziali criminali e terroristi, di accedere all’archivio immagini del Dipartimento di giustizia, e anche di comparare le immagini presenti sui social media.

Visori notturni a colori per bonifica di ordigni esplosivi (explosive ornance disposal, Eod)
Nel documento si fa richiesta di un dispositivo montabile su elmetto o su robot, che sia in grado di riprodurre colori in modo accurato, le cui dimensioni non superino quelle di una videocamera compatta.  Nel caso in cui le batterie siano montate in modo improprio, si legge ancora, il dispositivo non dovrebbe subire danni.

Droni (Remotedly operated vehicles, Rov) armati sottomarini

La marina russa sembra aver già sviluppato questa tecnologia, mentre la Us Navy ricorre all’uso di droni per scopi che vanno dalla sorveglianza all’acquisizione di dati, fino alle operazioni di bonifica di tratti di mare minati. Il Cttso sta cercando un sistema di armamento dei droni  che possa essere usato fino ai 30 metri sott’acqua e “sia in grado di lanciare almeno due detonatori(blasting caps) e di supportare il sitema Pan (Percussion Actuated Non-electric) Disruptor”, un sistema per neutralizzare gli ordigni esplosivi.

Nella lista compaiono decine di altre richieste, e tuttavia non è del tutto chiaro quali di queste possano essere realizzate e quale possa essere il loro impiego effettivo nella guerra al terrore degli Stati Uniti.

Paul Rosenzweig, senior fellow del think tank R Street Institute ed esperto di antiterrorismo, ritiene che, nonostante alcune tecnologie richieste Cttso siano attualmente fuori portata, altre potrebbero essere realizzate anche in tempi ragionevolmente brevi.





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