Le mani dell’Isis su Genova: la città snodo italiano del jihad

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Terrorismo /

L’individuazione di Nabil Benamir a Genova getta di nuova l’ombra dell’Isis sull’Italia. Il 39enne era già stato schedato a fine giugno dalla polizia come foreign fighter. Dai dettagli riportati dalle autorità emerge un profilo di una persona ben organizzata. E, soprattutto, pronta a colpire. 



Cinture esplosive e video di decapitazione

Benamir è infatti esperto nella fabbricazione e nell’utilizzo di esplosivi. L’operazione “Over the Web” della polizia ha permesso di accertare l’ideologia islamista radicale dell’uomo. Nel suo cellulare sono stati infatti trovati degli screenshot relativi alla manipolazione dei circuiti interni per l’innesco di ordigni esplosivi. Fra gli oggetti sequestrati, in particolare, c’è anche un vecchio cellulare Nokia, modello 3310, che avrebbe potuto essere trasformato in detonatore attraverso istruzioni scritte in arabo.  

Tra il materiale ritrovato, inoltre, anche video dell’Isis di propaganda o filmati contenenti immagini di decapitazione. Istruzioni dettagliate sulla costruzione di cinture esplosive erano invece dettate attraverso alcuni canali Telegram seguiti da Benamir. Oltre a a tre cellulari, Benamir disponeva di almeno sette sim. 

I documenti rilasciati dall’Isis

Nabil Benamir era arruolato ufficialmente nello Stato islamico. La polizia ha infatti ritrovato un documento con un timbro dell’Isis che attesta la sua appartenenza al gruppo. Il bando stabilisce inoltre le condizioni e le prestazioni previste e le località dove arruolarsi e le sanzioni per chi trasgredisce il giuramento. Il 39enne era infatti in possesso di 4 passaporti rilasciati dall’Isis.

L’attacco terroristico

Tra i video salvati da Benamir, anche uno che si conclude con precise indicazioni circa la realizzazione di un attacco terroristico, da realizare utilizzando veicoli pesanti come un camion. Nel filmati viene anche specificato la modalità per procurarseli.

Ricostruzione

Il 39enne era arrivato a Genova all’inizio di aprile dopo aver lasciato l’Olanda passando attraverso il Belgio. Era stato per molto tempo in Germania dove aveva provato a richiedere, senza riuscirci, un permesso di soggiorno con pause per viaggi nello stato islamico, sia in Iraq che in Siria. Lo scorso 4 agosto era stato arrestato dalla polizia dopo aver picchiato e segregato la compagna incinta, una ragazza brasiliana al terzo mese di gravidanza. 

 Per sfuggirgli, la giovane era scappata dalla finestra del bagno di un appartamento in via dei Pescatori a Genova dove viveva con Benamir. L’uomo era stato condannato per maltrattamenti e lesioni a tre anni e mezzo di carcere e si trova rinchiuso nell’istituto genovese di Marassi. 

Lo snodo Genova

Ma Genova non è solamente la città che ha ospitato Nabil Benamir. È anche, e soprattutto, la città dalla quale è partito Giuliano Ibrahim Delnevo, uno dei primi foreign fighter italiani partiti alla volta del Medio Oriente per combattere assieme alla galassia jihadista. Delnevo era stato attirato dalle sirene dei miliziani che combattono contro Bashar Al Assad. Delnevo, come molti terroristi, utilizzava il web non solo per comunicare con gli jihadisti e per studiare il Corano. Sempre a Genova, pochi mesi fa, sono state trovate 37 tonnellate di Captagon, la cosiddetta droga dell’Isis. Piccoli ma significativi intrecci che dimostrano, però, come l’Isis abbia ormai messo le mani su Genova.