Dimenticarsi di chiudere a chiave la porta d’ingresso della propria abitazione è ritenuto un crimine che prevede un’ammenda di 100 dollari.Lo Stato islamico ha diramato una nuova lista di reati minori e relative pene pecuniarie, per quanti vivono nel califfato. Le “disposizioni” sono state pubblicate in un nuovo rapporto del think tank IHS.Lo Stato islamico, secondo il Pentagono, avrebbe perso un quarto delle proprie entrate mentre sarebbero scese a sei milioni (rispetto ai nove dello scorso anno) le persone che ancora oggi vivono sotto la bandiera nera dell’Isis.La tassazione costituisce circa il 50 per cento delle fonti di reddito mensili dello Stato islamico. Quest’ultimo definisce reati minori svariati comportamenti che violano, secondo la loro distorta visione che nulla ha a che vedere con il diritto musulmano moderno, la Sharia. Tagliare la barba? 50 dollari di multa. Un mantello troppo stretto per una donna? È un reato minore che prevede un’ammenda di 25 dollari. Sempre le donne possono essere multate di 30 dollari qualora dovessero dimenticare, uscendo da casa, guanti e calze. Qualora, per sbaglio, un estraneo dovesse intravedere il colore degli occhi di una donna, quest’ultima potrebbe essere punita con una sanzione di 10 dollari.Il controllo delle norme sul gentil sesso spetta alla brigata al Khansaa formata esclusivamente da donne. Formata nel 2014 per monitorare e punire le donne che avessero trasgredito le regole religiose, la brigata ha poi ricevuto l’ordine di proteggere le principali roccaforti dello Stato islamico mediante incursioni suicide. Utilizzata come polizia religiosa femminile (e per propaganda in pose belligeranti), la brigata al Khansaa ha giocato un ruolo cruciale nel reclutamento delle donne occidentali. La distorta visione delle legge islamica, impone alle donne di indossare il burqa, guanti e di coprire il volto con almeno tre veli scuri. I crimini della Brigata al Khansaa, non sono secondi a quelli della controparte maschile. Resta inteso che per i reati più gravi, come uscire sole da casa, per le donne è prevista la morte tramite lapidazione. Essere seppellite vive, invece, è una sorta di concessione, ritenuta meno traumatica, che spetta al tribunale religioso.I giuristi dello Stato islamico, nella nuova lista dei reati minori, ritengono fuori legge anche mettere un campanello al collo di una pecora. La multa è di dieci dollari per il pastore che potrebbe rischiare anche la confisca degli animali. Ci sono poi i test a sorpresa. Chiunque non dovesse rispondere alle domande sulla Sharia poste dai delegati dello Stato islamico, viene multato di 20 dollari. 20 dollari a risposta sbagliata si intende. C’è poi il nuovo certificato di pentimento (che sostituisce i precedenti) che si applica per i musulmani non sunniti e per coloro che in precedenza hanno lavorato per il governo iracheno o siriano. A secondo della mansione svolta, il certificato di pentimento oscilla tra i 200 ed i 2500 dollari.Tali disposizioni confermano, ancora una volta, le differenze tra Al- Qaeda e l’Isis e la distorta interpretazione della Sharia che, invece, dovrebbe fornire le regole di buona condotta nella vita di un musulmano. Al-Qaeda ha attuato una strategia a lungo termine basata sul sostegno popolare, facilitando i locali nella comprensione della sharia prima di imporla. Quindi anche sotto il profilo giuridico le differenze sono sempre state evidenti. L’obiettivo finale di al-Qaeda è sempre quello di creare una ‘Ummah’, un nazione araba globale. Lo Stato islamico, invece, ha imposto fin da subito la brutale legge della Sharia, colpendo con violenza gli apostati, come sciiti e cristiani. Sarebbe stato lo stesso Ayman al-Zawahiri, ad ordinare un approccio più moderato, inteso come meno controproducente in vista di possibili alleanze.
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