Ucciso proprio in uno degli eventi che meglio di ogni altra cosa esprime la vicinanza tra due culture, come quella russa e turca: nel pieno di una mostra ad Ankara, intitolata non a caso ‘La Russia vista dai turchi’, l’ambasciatore di Mosca è rimasto vittima di un agguato che adesso potrebbe avere conseguenze molto gravi all’interno del contesto mediorientale.

Andrey Karlov, il diplomatico che in questi giorni ha lavorato in maniera molto intensa per via delle trattative turco – russe su Aleppo, è stato aggredito da un uomo armato all’interno della mostra ed è deceduto poco dopo il suo trasporto in ospedale; l’attentatore, le cui generalità non sono ancora state fornite ma che potrebbero essere molto utili per capire la matrice dell’episodio, è stato poi neutralizzato dalla Polizia turca.Le convergenze tra Russia e Turchia sul conflitto sirianoSull’asse Mosca – Ankara in questi giorni stava transitando gran parte del destino del conflitto siriano, sia a breve che a lungo termine: in particolare, Russia e Turchia erano riuscite a porre in essere le condizioni per l’evacuazione dei civili e degli ultimi terroristi da Aleppo Est ed erano pronte inoltre a sedersi attorno un unico tavolo con altri attori internazionali a Mosca, proprio nella giornata di oggi. Un asse quindi, quello tra i due Stati, che nelle prossime ore avrebbe potuto mettere nero su bianco alcuni dei principali elementi di novità in merito il conflitto in corso in Siria, in primo luogo circa il dialogo tra parte dell’opposizione siriana, armata anche dalla Turchia, ed il governo di Damasco appoggiato invece dalla Russia.L’incontro previsto nella capitale russa, messo in discussione dopo il grave episodio odierno, avrebbe dovuto mettere nero su bianco anche circa la sorte di Al Bab, città a nord di Aleppo controllata dall’ISIS ma da giorni nel mirino delle forze appoggiate da Ankara e che costituisce uno snodo fondamentale per i prossimi mesi della guerra.Tanto all’interno della Turchia, quanto all’interno dell’opposizione siriana, la ritrovata convergenza tra i presidenti Putin ed Erdogan non erano ben viste; dopo l’abbattimento del caccia russo avvenuto il 23 novembre 2015, ad opera dell’aviazione di Ankara, tra i due paesi era calato un certo gelo e le relazioni diplomatiche erano state fortemente compromesse. Tutto è poi cambiato dopo il fallito colpo di Stato del 16 luglio scorso, quando il governo turco ha riconosciuto alla Russia di essere stato tra i primi paesi a prendere posizione contro i golpisti; dopo questo episodio, Ankara e Mosca hanno iniziato a convergere anche sulla Siria, specie per il comune obiettivo condiviso con Damasco di evitare la formazione di un territorio autonomo curdo nel nord del paese.Il boicottaggio degli accordi russo – turchi su AleppoGià nella giornata di domenica, alcuni episodi hanno fatto temere circa l’ipotesi di sabotaggio dell’asse Ankara – Mosca sulla Siria e su Aleppo in particolare; diversi autobus infatti, che avrebbero dovuto trasportare alcuni cittadini sciiti fuori dalla provincia di Idlib, sono stati dati alle fiamme da alcuni estremisti, complicando e non poco la situazione ad Aleppo Est.Con l’uccisione odierna del diplomatico russo, questo episodio ha non pochi collegamenti: bruciare infatti quei bus verdi che da giorni trasportano civili e miliziani fuori e dentro la provincia di Idlib, di fatto ha rischiato di mettere in discussione il compromesso russo – turco su Aleppo, il quale prevede per l’appunto il trasferimento di civili sciiti fuori da Idlib in cambio dell’evacuazione dei quartieri est della seconda città siriana ancora in mano ai cosiddetti ‘ribelli’.Quelle fiamme appiccate ai mezzi verdi pronti a mettere in pratica l’accordo, evidentemente hanno rappresentato un grave campanello d’allarme: tanto tra l’opposizione siriana quanto tra altri attori internazionali che hanno armato i miliziani jihadisti in funzione anti Assad, pare esserci tutto l’interesse a staccare il prima possibile questo sottile ma importante filo intessuto tra Mosca ed Ankara.La dinamica dell’uccisione dell’ambasciatore russoDalle prime immagini trapelate circa l’omicidio perpetuato ad Ankara dell’ambasciatore di Mosca, pare che l’attentatore abbia urlato ‘Questo è per la Siria e per Aleppo‘, confermando quindi il nesso tra l’episodio e la rinnovata convergenza tra Russia e Turchia. L’attenatore inoltre, appare con un vestito molti simile a quello indossato dalla scorta dell’ambasciatore russo e dagli uomini della sicurezza del museo in cui si è svolto l’agguato. Si parla addirittura del fatto che l’attentatore potrebbe essere addirittura un poliziotto che avrebbe sposato, nei mesi scorsi, la causa dell’estremismo islamico.L’uccisione di Andrey Karlov cade quindi in un momento in cui il conflitto siriano, tra la riconquista di Aleppo ad opera di Assad e la vicinanza tra Russia e Turchia, sembrava ad una svolta; una circostanza grave, che getta un’ombra sulla volontà di diversi attori sul campo di giungere ad una risoluzione di una guerra che sta per entrare nel suo sesto anno.Intanto la comunità internazionale ufficialmente condanna l’attentato: anche il governo italiano, nelle scorse ore, per bocca del premier Gentiloni, ha espresso la solidarietà alla Federazione Russa.

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