Una recente operazione antiterrorismo del FSB a Mosca ha portato allo smantellamento di una cellula appartenente a Tablighi Jamaat, un’organizzazione islamica con sede in India, di cui si scrive e si parla poco, che opera legalmente in più di 150 paesi, nonostante le accuse di propagandare una versione estremista dell’islam e, quindi, di facilitare e promuovere la radicalizzazione dei membri.

L’operazione

L’operazione antiterrorismo ha avuto luogo il 19 febbraio ed è stata condotta dai servizi segreti federali russi (Fsb) nella regione di Mosca, portando all’arresto di sette persone. Gli arrestati, sia di nazionalità russa che di provenienza centro-asiatica, erano membri di Tablighi Jamaat, le cui attività sono state dichiarate fuorilegge nel paese dal 2009, ossia da quando l’organizzazione è stata introdotta nell’elenco delle entità terroristiche monitorate dal Cremlino su parere della Corte Suprema.

La cellula era impegnata in diverse attività, fra le quali la ricerca di nuovi adepti tramite una forte campagna di proselitismo, la diffusione nella comunità islamica moscovita di materiale propagandistico di Tablighi Jamaat, la gestione di campi d’addestramento per le nuove reclute, funzionali alla loro radicalizzazione.

L’ultima grande operazione contro l’organizzazione era avvenuta nel 2017, sempre nella regione di Mosca, e aveva portato all’arresto di 69 persone, la maggior parte delle quali del Caucaso settentrionale e dell’Asia centrale.

Tablighi Jamaat: la minaccia di cui nessuno parla

Tablighi Jamaat viene fondata nel 1926 da Muhammad Ilyas al-Kandhlawi, un predicatore islamico di formazione wahhabita. Al-Kandhlawi era convinto che i musulmani indiani si stessero perdendo fra integrazione, disinteresse per il religioso e secolarizzazione, e che l’unico modo per riavvicinarli alla fede fosse quello di restaurare l’islam, insegnando agli adepti a vivere come i puri antenati, ossia il profeta Maometto e i suoi primi discepoli.

Gli elementi caratteristici dell’organizzazione la rendono categorizzabile come una setta: forte legame fra i membri e il predicatore di riferimento, obbligo di coinvolgere le famiglie nelle attività del gruppo, obbligo per i membri di provvedere ai fabbisogni dell’organizzazione tramite regolari donazioni, rigido codice di disciplina, demonizzazione del mondo circostante.

I membri di Tablighi Jamaat dedicano la loro intera esistenza all’espansione dell’organizzazione, sono dei dialogatori attivi, similmente ai testimoni di Geova, che viaggiano in ogni continente per condurre attività missionarie e caritatevoli utilizzate come ombrello per nascondere, e come pretesto per svolgere, campagne di proselitismo. La loro strategia sembra funzionare: secondo il Pew Research Center potrebbero essere 80 milioni i membri dell’organizzazione in tutto il mondo e opererebbero in più di 150 paesi.

Tablighi Jamaat vive di donazioni volontarie, ma la sua rete transcontinentale a base di moschee, scuole coraniche e centri culturali, non sarebbe capace di sopravvivere senza i fondi regolarmente ricevuti dalla Lega Musulmana Mondiale e da altre organizzazioni pan-islamiche finanziate dall’Arabia saudita e dalle petromonarchie wahhabite del golfo. La sede principale dell’organizzazione in Europa, che si trova a Dewsbury, in Inghilterra, è stata costruita nel 1978 proprio grazie al denaro della Lega musulmana mondiale.

In Occidente l’attenzione su questo gruppo è rarefatta nonostante esistano prove di un partenariato con Al-Qaeda e sia stato appurato che diversi jihadisti celebri si siano formati o abbiano frequentato luoghi dell’organizzazione, come ad esempio i responsabili degli attentati di Londra del 7 luglio 2005 e del 29 giugno 2007, le menti del fallito attentato all’aeroporto di Glasgow del 30 giugno 2007, e Zacarias Moussaoui, l’unico cittadino francese condannato per aver avuto un ruolo negli attentati dell’11 settembre 2001.

Nello spazio post-sovietico, però, la situazione è radicalmente diversa e il gruppo è dichiarato fuorilegge non soltanto in Russia, ma anche in Uzbekistan, Tagikistan e Kazakistan. Ognuno di questi paesi è alle prese con un’epidemia di islam radicale sin dalla caduta dell’Unione Sovietica ed è stato accertato che Tablighi Jamaat abbia tentato di infiltrarsi nelle moschee e nelle scuole coraniche che poco alla volta venivano riaperte per radicalizzare i musulmani del luogo e trasformarli in combattenti da spedire nei teatri di guerra. Quest’ultima accusa è stata lanciata anche dai servizi segreti di Stati Uniti, Regno Unito e Francia ed è valsa al gruppo il soprannome di “anticamera del terrorismo” ma, nonostante ciò, gli è permesso di operare liberamente nei tre paesi.

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