Dopo la sconfitta territoriale dell’Isis, è allarme in Europa per il ritorno dei foreign fighter. Come riportato da Inside Over, i Paesi europei che hanno visto la percentuale maggiore di jihadisti di ritorno dalla Siria e dall’Iraq, sono il Regno Unito con il 45% dei foreign fighter già riapparso su suolo inglese e la Germania, con il 33% dei terroristi tornati nelle diverse città di origine tedesche.

Ed è proprio in quella Germania, che non perde occasione per fare lezioni all’Italia in tema di immigrazione e sicurezza (ultimo il rimprovero del Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier sul caso Sea Watch), che le autorità tedesche hanno perso traccia di ben 160 jihadisti tedeschi partiti alla volta della Siria e Iraq e che ora risultano scomparsi nel nulla o forse già tornati in territorio europeo.

Secondo il Deutsche Welle, dal 2013 sarebbero partiti alla volta del Califfato circa 1050 jihadisti con passaporto tedesco. Un terzo di questi sarebbero già tornati in Germania e si troverebbero in prigione o in centri di de-radicalizzazione, 200 sarebbero deceduti nei combattimenti, ma 160 sarebbero usciti dai radar dei servizi di sicurezza tedeschi. Una falla della sicurezza teutonica che ha richiamato l’attenzione del Partito Liberale Democratico (Fdp) tedesco che, per voce del suo segretario generale Linda Teuteberg, ha denunciato al giornale Die Welt l’assenza di un vera e propria strategia delle autorità di Berlino per gestire i foreign fighters di ritorno.

La Germania non dorme sonni tranquilli quando si tratta di sicurezza nazionale. L’allarme di un aumento dell’estremismo islamico in Germania era stato lanciato nel 2018 dalle autorità tedesche in un report che denunciava oltre 10,000 salafiti presenti su territorio tedesco. Il report dei servizi di sicurezza di Berlino segnalava come i jihadisti cercassero di reclutare nuovi adepti anche tra i rifugiati musulmani e si nascondessero essi stessi tra gli immigrati per poter entrare in Europa utilizzando le rotte migratorie.  Sempre nel 2018, per la prima volta nella storia, la polizia federale ha dovuto raccogliere dati riguardanti numerosi atti vandalici contro fedeli o simboli cristiani tanto da far tuonare il Ministro dell’Interno bavarese Joachim Herrmann: “Chiunque voglia vivere in questa terra deve prendere immediatamente le distanze da qualsiasi forma di tendenza anti-cristiana. Altrimenti queste persone non sono benvenute!”