I talebani continuano a sferrare attacchi kamikaze a Kabul: l’ultimo, in cui ha perso la vita un cittadino britannico, era rivolto ad una compagnia di sicurezza britannica come ritorsione nei confronti di un raid aereo statunitense. Gli insorti, che hanno definito questo ennesimo attacco una “rappresaglia”, non rinunciano a questa strategia del terrore per infliggere duri colpi alla capitale del paese governata dal presidente Ashraf Ghani , che è ritenuto dai talebani un “burattino occidentale”.

L’attentato suicida lanciato ieri dai talebani ha ucciso cinque membri del G4S Risk Management Group, una società britannica che opera nel settore sicurezza. Charlie Burdridge, direttore operativo della società, ha comunicato che nell’attacco messo a segno con un camion-bomba imbottito di esplosivo sono rimasti feriti altri 32 dipendenti. Secondo le autorità afghane una sesta persona avrebbe perso la vita. Tutti gli assalitori hanno perso la vita nell’assalto.

Il camion imbottito di esplosivo guidato da un kamikaze si scagliato contro i cancelli di uno compound della società provocando una forte esplosione. In seguito un violento scontro a fuoco ha visto fronteggiassi per oltre un’ora le forze di sicurezza afghane e un gruppo di insorti talebani armati di granate e armi automatiche. I talebani hanno immediatamente rivendicato l’azione, dichiarando che l’attacco suicida è stato una rappresaglia per vendicare un raid aereo americano lanciato nella provincia meridionale di Helmand in cui alcune ore prima erano morte 30 persone.

L’esplosione, che ha scosso la zona est della città, ha generato un enorme cratere e ha fatto saltare le finestre negli edifici circostanti. Il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha rilasciato un messaggio che dichiara che sono stati uccisi 10 stranieri, ma l’informazione non è stata confermata né dalle fonti afgane né dall’agenzia britannica.

Secondo quanto riportato anche dai funzionari locali afgani, la maggior parte delle vittime del raid aereo di Helmand sarebbero state civili – tra i quali ci sarebbero state anche donne e bambini. Il supporto aereo americano, che secondo funzionari del Pentagono avrebbero colpito una casa nella valle del fiume Helmand, roccaforte talebana, è stato rischiato dalle forze speciali afgane impegnate in un’operazione nella quale erano coinvolti alcuni consulenti statunitensi. “Al momento dello strike, la forza di terra [ che ha illuminato o sengnalato l’obiettivo ] non era a conoscenza di alcun civile all’interno o intorno al complesso; sapevano solo che i talebani stavano usando l’edificio come una postazione di combattimento ” ha dichiarato un portavoce del Pentagono.

Quello di ieri è sono l’ultimo di una numerosa serie di brutali assalti talebani che quotidianamente scuotono tutto il Paese, non solo le regioni rurali o la capitale sotto il controllo occidentale. I talebani vedono il governo appoggiato dagli Stati Uniti a Kabul come un burattino asservito con il quale non si può e non si deve negoziare. Gli sforzi per garantire la sicurezza e la pace in questo paese devastato dalla guerra mossi dagli attori internazionali sembrano essere a tuttora inconcludenti invece.