Lo Stato islamico torna a minacciare la Spagna e rievoca Barcellona come obiettivo principale (ma non unico) per colpire l’Europa. Secondo quanto riferito al quotidiano La Razon dalle fonti dell’antiterrorismo, l’Isis ha lanciato giovedì scorso un nuovo appello contro la Spagna, il primo di quest’anno e uno dei pochissimi che ha fatto riguardanti l’Europa in questo ultimo periodo di sconfitta in Siria e Iraq, in cui chiede agli “attori solitari” (coloro che vengono chiamati erroneamente “lupi solitari”) di attaccare le città spagnole. La minaccia è già stata segnalata al Centro Nacional de Protección de Infraestructuras y Ciberseguridad (Cnpic).

Secondo quanto riferito dal quotidiano iberico, “la minaccia è stata pubblicata in una delle pagine che i terroristi hanno su Telegram (Muharar al Ansar) e raccomanda l’uso di veicoli di ogni tipo (auto, furgoni o camion) o coltelli per attaccare personalmente gli ‘infedeli’“. Accanto all’invocazione ai lupi solitari, è inserito una sorta di manifesto in cui si distingue perfettamente la Sagrada Familia di Barcellona, obiettivo del terrorismo durante gli attentati di agosto che hanno colpito il capoluogo catalano e Cambrils, con scritto “se non avete un’arma, avete un  camion o un coltello”.

Nonostante l’alto numero di vittime, gli attentati della scorsa estate che hanno sconvolto la Catalogna sono considerati da molti analisti e dai funzionari dell’intelligence un vero e proprio “fallimento” dei piani dello Stato islamico. La cellula dell’Isis che ha operato tra Barcellona, Ripoll e Cambrils, infatti, intendeva commettere diverse azioni simultanee con un numero di morti che avrebbe dovuto anche superare i 200. La mancata operatività del piano della Sagrada Familia ha sventato un bagno di sangue molto peggiore di quello finale. 

Tuttavia, anche con la famigerata cellula di Ripoll smantellata (e con essa la sua rete di collegamento con le altre cellule), non si può affatto ritenere che il terrorismo islamico non abbia altri attori, altre cellule quiescenti, pronte a colpire. E la presenza di altri terroristi o potenziali terroristi è tanto evidente, che il fatto che riproducano l’immagine della Sagrada Familia viene vista solo come un segnale di voler colpire i punti nevralgici, turistici e noti della penisola iberica. In realtà, non significa che non possano attaccare altrove su tutto il territorio nazionale.

L’intelligence spagnola, come tutto l’antiterrorismo europeo, dà ormai per erronea la definizione di “lupi solitari”. Va bene per il mondo mediatico, ma di fondo è ormai appurato che tutti i terroristi che hanno colpito nel Vecchio Continente, tranne in alcuni casi, sono solo interpreti di una regia molto più grande di loro. Non è il singolo radicalizzato, ma l’azione di un individuo o di più individui che è posta sotto il mandato di un coordinatore che a volte li ha istruiti anche fino a pochi minuti prima dell’azione criminale.

Questo fatto di aver costruito una rete di attori individuali posto il l’ombrello di una rete jihadista estesa, è evidente ne fatto che lo Stato islamico abbia recentemente pubblicato diversi manuali per “attori solitari”. In uno degli ultimi, scritto in turco, diffuso a metà dello scorso anno, vengono date istruzioni per la realizzazione di ordigni esplosivi, sul modo di causare il maggior numero di vittime con furgoni, camion o altri tipi di veicoli, sul provocare incendi boschivi e causare incidenti stradali. L’ultimo manuale chiede inoltre di colpire direttamente la Spagna. 

Questi manuali consistono sì nelle istruzioni per colpire da soli, ma confermano il fatto che essi non sono per niente isolati, ma parte di un’organizzazione vastissima e capillare. E sarebbe sciocco pensare il contrario. Già solo il fatto di avere degli “istruttori”, avere dei siti internet, avere dei manuali, fa sì che questi lupi solitari non possano essere considerati tali. Inoltre, il fatto che ci sia qualcuno che dica cosa colpire, come farlo e perché, dimostra che esiste una sorta di cellula-madre e che le sue ramificazioni non agiscono da sole. Colpire la Spagna, ad esempio, ha una matrice precisa, un significato preciso, sia politico che culturale ma anche internazionale. La casualità o la “follia” lasciamole da parte.