Un ordigno esplosivo di piccole dimensioni, nascosto nei pressi dell’ambasciata israeliana di Nuova Delhi, in India, è esploso ieri mattina senza provocare né vittime né feriti. Secondo le autorità indiane l’obiettivo sarebbe stato quello di “intimorire” e provocare una “sensazione”. La notizia, riportata da tutti media locali, è stata confermata dal ministero degli Esteri dello Stato ebraico che ha avviato un’indagine.

A pochi della “giornata della memoria”, data nella quale tutti i membri delle Nazioni Unite osservano il ricordo delle vittime della Shoah, un “dispositivo improvvisato” con un carica esplosiva di “intensità molto bassa”, è stato fatto detonare nelle vicinanze dell’ambasciata israeliana presso la capitale indiana; danneggiando alcune automobili e infrangendo i vetri delle stesse senza ferire alcun passante o membro del corpo diplomatico israeliano. L’esplosione è avvenuta poco dopo le 17:00 dell’ora locale (le 11:30 sul meridiano di Greenwich), quando il presidente indiano Ram Nath Kovind e il primo ministro Narendra Modi erano impegnati in una cerimonia militare ad appena un chilometro di distanza dalla zona interessata – circostanza che potrebbe collegare l’esplosione non soltanto alla pista antisemita, ma alle relazioni che intercorrono tra la superpotenza asiatica e lo Stato ebraico. Considerando che proprio nel 29 di gennaio cade l’anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Israele e India.

Secondo le prime impressioni delle autorità indiane, che sono immediatamente sopraggiunte sul posto per condurre un’indagine sull’accaduto, si tratterebbe di “un tentativo malizioso di creare una data sensazione“. Nel comunicato rilasciato dal ministero degli Esteri israeliano è stato dichiarato che “l’incidente è sotto inchiesta da parte delle autorità in India, che sono in contatto con le autorità israeliane competenti”. Questo sarebbe il secondo caso, dopo ormai dieci anni, in cui un esplosione colpisce l’ambasciata israeliana di Nuova Delhi. Nel 2012 infatti, un primo ordigno era esploso ferendo la moglie di un diplomatico israeliano, il suo autista e altre due persone. L’attentato allora era coinciso con un secondo attacco compiuto ad un altro diplomatico israeliano nella capitale della Georgia. Ricorda l’agenzia Reuters.

L‘ambasciatore israeliano presso l’India, Ron Malka, considera l’esplosione “un incidente terroristico”, invitando le autorità indiane a trattarlo come tale. Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz , una recente direttiva preveniente dal Tel Aviv, avrebbe richiesto una “maggiore vigilanza presso le ambasciate israeliana in tutto il mondo a causa dei timori di un attacco iraniano”. Il ministro degli Esteri indiano ha tenuto ad assicurare che l’India rimarrà vigile riguardo la sicurezza degli emissari israeliani sul proprio territorio. Frattanto il quartiere interessato è stato delimitato dalla polizia e dagli artificieri per assicurare che non vi siano altri ordigni nascosti, e per analizzare che tipo di esplosivo è stato usato per questo attacco dimostrativo.