Skip to content
Terrorismo

Il caso di Mohamed Hajjb, il terrorista che minaccia Europa e Maghreb

Nelle settimane scorse è stato causa anche di tensioni diplomatiche tra il Marocco e la Germania. Lui, Mohamed Hajib, nei suoi video sembra non curarsene. Da anni ha un canale su YouTube in cui si presenta come ex prigioniero politico...

Nelle settimane scorse è stato causa anche di tensioni diplomatiche tra il Marocco e la Germania. Lui, Mohamed Hajib, nei suoi video sembra non curarsene. Da anni ha un canale su YouTube in cui si presenta come ex prigioniero politico di Rabat e lancia provocazioni nei confronti delle autorità del Paese nordafricano. Volto sorridente, con un piccolo berretto in testa e con CheGuevara tra i personaggi immortalati nella sua foto copertina, Hajib per il Marocco è un pericoloso terrorista che invita i più giovani ad immolarsi contro obiettivi marocchini. Per questo adesso da Rabat hanno rilanciato l’allarme ed è stata chiesta la cattura.

La storia di Hajjb

Suo padre ha avuto un percorso ideologico radicalmente diverso, essendo stato tra alcuni esponenti marxisti marocchini. Mohamed Hajjb invece nel 2009 è segnalato in Pakistan, dove avrebbe compiuto i passi decisivi per la sua adesione all’estremismo islamico. Nato nel 1981, all’età di vent’anni è emigrato in Germania e qui nel 2008 ha preso la cittadinanza tedesca. É in questo momento, secondo l’intelligence marocchina, che Hajjb ha maturato le proprie idee radicali. Il giovane, in particolare, avrebbe aderito al movimento Jamaat Tabligh, diffuso soprattutto in Pakistan. Si tratta di una setta dell’Islam radicale, considerata dai servizi di sicurezza pericolosa sotto un profilo ideologico, mentre a livello terroristico gli aderenti al gruppo non si sarebbero mai macchiati di gravi atti di sangue. E infatti quel che ha sempre preoccupato maggiormente di Hajjb, secondo la versione delle autorità marocchine, è la sua capacità di lanciare proseliti. Per questo, dopo il suo rientro dal Pakistan, la polizia tedesca lo ha tratto in arresto e lo ha estradato in Marocco.

Qui è stato condannato a sette anni per attività terroristica e per legami con Al Qaeda. In poche parole, Mohamed Hajjb non era soltanto un membro di Jamaat Tabligh dedito alla propaganda jihadista, ma secondo i giudici avrebbe intrattenuto attivi rapporti con i terroristi. Per il Marocco il giovane è diventato così il nemico numero uno. Scaduti i termini però, Hajjb è stato rilasciato ed è tornato in Germania. Qui ha iniziato a parlare di persecuzione e torture nei suoi confronti, attivando dei canali social da cui ha inveito più volte contro le autorità marocchine. Per questo da Rabat è stato chiesto a Berlino un nuovo trasferimento. Tuttavia al momento sembra che le autorità tedesche questa volta non siano intenzionate a riportare il presunto terrorista in Marocco. Da qui una disputa diplomatica tra le due parti non ancora risolta.

L’attività di Hajjb sui social

L’esponente islamista vivrebbe a Duisburg, località della Renania. Dal suo appartamento registrerebbe i video in cui, anche di recente, ha invitato a lottare contro le autorità marocchine. In alcuni discorsi Hajjb ha smentito di essere un terrorista, ma ha ammesso di voler incitare i più giovani a scendere nelle piazze contro Rabat. Per la Germania questo non costituirebbe motivo di pericolo, per il Marocco invece sarebbe la prova della sua pericolosità. “Hai paura di morire o cosa? – è una delle sue frasi in un recente video – Metti il tuo piede sul collo dei traditori! Sul collo dei capi dello Stato. Li sentirai gridare e abbaiare”.

“L’oligarchia è nostra nemica e deve essere considerata un nemico perché serve gli interessi dell’Occidente – è un’altra frase pronunciata sul proprio canale YouTube – Satana è un nemico per te, tienilo sempre a mente e in modo definitivo! Se non c’è la forza, non c’è niente”. Toni tutt’atro che pacifici e che, per le autorità di Rabat, costituirebbero un grave pericolo per la sicurezza nazionale. Il perché è dato dall’alto numero di visualizzazioni dei video e dal fatto che Hajjb in alcuni ambienti giovani sta diventando molto popolare. La storia del terrorista marocchina è comune purtroppo a diversi altri esponenti islamisti. Molti di loro hanno imparato a usare i social e ad arrivare ad una platea sempre più ampia di cittadini.





Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.