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È di pochi giorni fa la conferma da parte del gruppo terroristico dello Stato islamico della morte di Abu Mohamed Al-Furqan, ministro della propaganda delle bandiere nere. In questi mesi è in corso una vera e propria decimazione – tra uccisioni e cambi di casacca – della vecchia leadership nera – prontamente sostituita da nuove figure – e, in più occasioni, si è persino parlato di morte o ferimento dello stesso Al-Baghdadi, numero uno dell’organizzazione islamista più temuta al mondo.LEGGI ANCHE: Mosul, la resistenza finale dell’IsisMa quanti e chi sono i jihadisti della vecchia guardia ancora vivi? Gli Occhi della Guerra, confrontando il flusso di notizie degli ultimi mesi – tra cui la black list recentemente diffusa dall’emittente panaraba Al-Arabiya e ripresa da AskaNews – con l’organigramma del 2014, ha provato a ricostruire fisionomie ed identità dei “most wanted” del Califfo sinora scampati alla morte.Abu Abdel Qader: Il suo vero nome è Shawket Hazem Al-Farahat, di nazionalità irachena, conosciuto come ministro per gli Affari amministrativi del gruppo jihadista. E’ ritenuto il principale consigliere di Al-Baghdadi per tutto quel che concerne le questioni economiche. A lui spetta il delicato compito di gestire il cash flow dell’organizzazione.Abu Mohammed: Il suo vero nome è Bashar Ismail Al-Hamadani, un iracheno annoverato nella rosa dei sette ministri dell’organizzazione con l’incarico di occuparsi dei prigionieri. Avrebbe ordinato l’esecuzione di un numero non precisato di soldati iracheni, Peshmerga e civili.Abu Luai aka Abu Ali: Abu Luai si chiama in realtà Abdulwahed Khdeir Ahmed, anche lui cittadino iracheno è ritenuto ministro della Sicurezza Generale oltre che principale consigliere del Califfo nelle questioni militari.Abu Kassem: Abu Kassem, al secolo Abdullah Ahmed Al-Meshedani, è ritenuto l’attuale ministro dei “muhajirun”, nome dato ai numerosi foreign fighters confluiti nell’organizzazione. E’ anche responsabile dei cosiddetti “combattenti martiri”, espressione con la quale l’Isis indica i suoi kamikaze, e delle loro famiglie.LEGGI ANCHE: La rete Isis pronta a colpire in EuropaAbu Kifah: E’ il ministro del “Tafkik”, termine arabo che indica le cariche esplosive usate dalle bandiere nere per imbottire le autobomba. Anche lui viene dall’Irak, il suo vero nome è Kheiri Abu Abd ak Tai’i.Abu Sajah: In realtà si chiama Abdul Rahman Al-Afari, cittadino iracheno originario di Tell Afaar, nei pressi di Mosul. E’ il ministro per gli Affari dei Martiri e delle Donne in seno al gruppo terroristico autoproclamatosi Stato nel 2014.Abu Khadr Al-Wasifi: E’un cittadino iracheno responsabile delle comunicazioni interne dell’organizzazione.Abu Shami’a: Il nome vero di Abu Shami’a è Riad Al-Nuaimi, anche lui iracheno. E’ ritenuto il ministro degli Armamenti dell’organizzazione.Abu Suleiman Al-Nasser: Il nome vero di Abdul Nasser è sconosciuto, ma l’uomo – secondo l’emittente panaraba – riveste attualmente la carica di emiro della provincia di Deir ez-Zor nel nord-est della Siria. Anche Al-Nasser – ex figura di spicco di Al-Qaeda in Irak – come il “Califfo dei musulmani” è stato detenuto nel famigerato carcere americano di Camp Bucca. La struttura penitenziaria, a sud dell’Irak, ha giocato il ruolo d’incubatore per la coesione della maggior parte dei vecchi quadri dell’Isis. Il suo vero nome è Numan Salman Mansour Al-Zeidi.Abu Massirah: Si chiama in realtà Ahmed Abdul Qader ed è un iracheno ritenuto emiro della provincia di Baghdad, così come viene indicata dall’Isis la capitale dell’Iraq.Abu Fatma Al-Jahishi: Ahmed Muhsen Al-Jahishi è noto con il nome Abu Fatima è un iracheno nominato nel 2014 governatore delle zone a sud del fiume Eufrate. Viene considerato il successore di Abu Muslim Al-Turkmani, il turkmeno numero  due dell’Isis in Irak ucciso, ad agosto 2015 nei pressi di Mosul, da un bombardamento americano.Abu Fatma: Anche lui iracheno è emiro di Kirkuk, provincia dell’Irak centrale ricca di giacimenti petroliferi.Abu Nabil: Anche Abu Nabil è un iracheno, nome vero Abd Zeid Al-Zubeidi, noto con il titolo di emiro della provincia di Salhuddine, come viene indicato dal Califfato il governatorato iracheno a nord di Baghdad.Abu Luqman: Il suo nome in realtà è Ali Moussa Al-Shawwak, è un cittadino siriano che occupa la carica di emiro di Raqqa, capitale siriana del Califfato. E’ una vecchia conoscenza dell’intelligence di Damasco, ex detenuto nelle carceri governative siriane è stato liberato, nel 2001, in seguito all’amnistia concessa dal presidente Bashar Al-Assad.cristiani_sotto_tiroAbu Himam Al-Athari: Il nome vero di Abu Himam Al-Athari è Turki Al-Anbali, cittadino del Bahrein. Secondo Al-Arabiya, Al-Anbali è il responabile delle “Fatwa” (Editti religiosi) emesse dall’organizzazione. Questo ruolo gli è stato assegnato in virtù della sua formazione. Sembra infatti che Anbali sia stato studente dell’ideologo di Al-Qaeda Mohammed Al-Maqdassi che è stato mentore di Abu Musab Al-Zarqawi. Ad Al-Athari si deve anche l’unica biografia ufficiale di Al-Baghdadi.Abu Abdalla Al-Kosovi: “Il kosovaro” si chiama in realtà Lavdrim Mouhskri ed è un albanese originario, appunto, dall’ex provincia serba divenuta tristemente nota come fucina di jihadisti nel cuore dell’Europa. Al-Kosovi è famoso per le pose macabre in cui si è lasciato ritrarre: machete sguainato e mani sporche del sangue delle sue vittime. Il jihadista kosovaro è riapparso, lo scorso marzo, sul web accanto ad un fucile AK-47 e con una kefiya in stile saudita sulla testa.Abu Nasser Al-Amni: È detto “il riservato” proprio in ragione della sua ossessione d’esser ucciso. Pare, infatti, che il jihadista, alto comandante dell’Isis a Raqqa, abbia la singolare abitudine di mostrarsi in pubblico con il volto coperto e calzando guanti alle mani per nascondere il colore della sua pelle.Abu Jandal Al-Masri: “L’egiziano” avrebbe guidato personalmente l’assedio di Menagh, base aerea siriana nella provincia di Aleppo, sottratta al controllo governativo nell’agosto del 2013 e riconquistata lo scorso febbraio dai combattenti curdi delle Unità di protezione del popolo (Ypg).Abu Omar Al-Mulakin: E’ un cittadino iracheno fuggito dal carcere di Tikrit, a nord di Baghdad, nel settembre 2012. Da allora Al-Mulakim, detto “il pugile”, guida le operazioni dell’Isis ad Idlib e nella martoriata Aleppo.

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