Un nome ed un volto dietro cui si è sempre celato un mistero in grado di avvolgere il destino dell’Isis dopo che il suo fondatore, Abu Bakr Al Baghdadi, è stato ucciso in Siria il 31 ottobre scorso. Il riferimento è ad Abdulnasser al-Qardash, presunto nuovo leader dell’organizzazione terroristica che le forze irachene hanno dichiarato di aver arrestato nelle scorse ore. Da Baghdad si è annunciata trionfalmente la cattura del nuovo numero uno dell’organizzazione islamista. Ma le cose non stanno proprio così. Dopo quanto dichiarato dai vertici della sicurezza irachena mercoledì sera, giovedì sono arrivate delle importanti precisazioni. In realtà Al Qardash, come riportato da AgenziaNova, non è mai stato il numero uno dell’Isis. Al contrario, il suo era tra i nomi papabili per la successione ad Al Baghdadi, ma il ruolo di leader dell’organizzazione è spettato ad Abu Abdullah al-Qurashi. Almeno secondo le ultime indicazioni di diversi servizi segreti. Inoltre, Al Qardash non sarebbe affatto stato arrestato nelle scorse dagli iracheni, visto che risulta imprigionato da almeno un anno in Siria.

Cosa è successo realmente?

Forse il nuovo governo iracheno aveva tutto l’interesse a rivendicare un duro colpo per l’Isis, in un momento in cui il Paese sotto il profilo economico appare sempre più in grave affanno. Quando da Baghdad si è reso noto l’arresto di Al Qardash, si è subito parlato della cattura dell’erede del califfo fondatore dello Stato Islamico. E sui media internazionali è stata fatta confusione tra lo stesso Al Qardash ed Al Qurashi. Quest’ultimo è l’ideologo e nuovo leader dell’Isis indicato dal consiglio della shura dopo la morte di Al Baghdadi. Turcomanno ed originario del nord dell’Iraq, Al Qurashi dovrebbe in effetti essere al timone dell’organizzazione jihadista dallo scorso mese di novembre. Al Qardash invece, anch’egli iracheno, è sì uno dei principali leader dell’Isis ma non il numero uno. L’ultima sua battaglia l’avrebbe combattuta a Baghouz, la cittadina siriana che ha costituito l’estremo lembo di terra in mano allo Stato Islamico.

Ed è proprio qui che sarebbe stato catturato, ma non nelle scorse ore. Secondo quanto riportato da Site, il portale che segue le evoluzioni dei gruppi terroristici, Al Qardash sarebbe stato arrestato un anno fa a Baghouz dalle Sdf, ossia le forze di sicurezza filo curde che controllano il territorio orientale della Siria. Dunque, le forze irachene non hanno arrestato né il leader dell’Isis e né uno dei suoi principali collaboratori. Al contrario, Al Qardash era già in galera e mercoledì è stato consegnato dalle stesse Sdf alle autorità di Baghdad. Le immagini con il volto del terrorista arrestato, farebbero sì riferimento alle ultime ore ma, come specificato sempre da Site, questo perché mercoledì è semplicemente avvenuta la consegna sopra indicata alle autorità irachene.

Gli scenari futuri

In poche parole, l’Iraq ha fatto proprio un arresto in realtà già avvenuto. E l’arrestato in questione non era il capo dell’Isis, come detto in un primo momento. Tuttavia, l’arrivo a Baghdad di Al Qardash ha potuto svelare alcuni importanti dettagli circa le attuali dinamiche dell’organizzazione. Una volta giunto nella capitale irachena, Al Qardash ha avuto anche il tempo di rilasciare un’intervista ad Al Arabiya, in cui ha spiegato i cambiamenti richiesti da Al Baghdadi in seno all’Isis. Pare infatti che lo stesso defunto ex califfo avesse chiesto un drastico cambio di strategia, specialmente dopo la perdita del territorio controllato tra Iraq e Siria. Inoltre, Al Qardash ha parlato dei contrasti tra l’anima araba e quella straniera dell’Isis, circostanza che avrebbe portato spesso ad importanti tensioni interne.

Se le dichiarazioni di Al Qardash fossero attendibili, verrebbe fuori anche uno Stato Islamico senza più baricentro in medio oriente. Al contrario, è emersa un’organizzazione decentralizzata sparsa in tutto il mondo ed unita soltanto dai comuni obiettivi e dalla comune ideologia. La cattura di Al Qardash è stata comunque ritenuta importante all’interno soprattutto dello scenario iracheno: qui dove ancora l’Isis riesce ad avere molta presa sul territorio, poter avere a disposizione uno dei principali collaboratori di Al Baghdadi potrebbe portare ad importanti scoperte.

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