Il 25 agosto del 2015, l’Isis testa in Iraq diversi dispositivi esplosivi improvvisati. Oltre ai droni commerciali (evoluzione in corso nella sua forma armata e non), i terroristi testano sul campo diverse auto giocattolo radiocomandate a distanza cariche di esplosivo. Il 22 novembre del 2015, le forze irachene sequestrano ad Al-Husseiniya, un borgo di Baghdad, venti ordigni esplosivi improvvisati nascosti nei corpi cavi di venti bambole. I giocattoli sarebbero stati abbandonati per strada dai terroristi durante l’annuale Arbaeen, l’ultimo dei quaranta giorni di lutto per l’uccisione dell’imam Hussein, per colpire i musulmani sciiti. L’obiettivo sarebbero stati i bambini, attratti dai giocattoli abbandonati per strada. Il 31 ottobre dello scorso anno nell’area di Mosul, le forze curde sequestrano 50 tonnellate di esplosivi. Tra gli IED rinvenuti, bambole, conigli ed orsacchiotti bomba. Poche ore fa l’intelligence di Beirut, in collaborazione con le autorità australiane, sventa un attentato per fare esplodere in volo un aereo della Etihad, diretto dall’Australia ad Abu Dhabi. I quattro terroristi avevano progettato di far esplodere in volo l’aereo con dell’esplosivo nascosto all’interno di una bambola (dubbi sulla Barbie) e di un trita carne.
Perché i giocattoli?
Gli Ordigni Esplosivi Improvvisati (Improvised Explosive Device, o IED) sono dispositivi costruiti artigianalmente, utilizzando anche materiale di derivazione bellica, dove diventa fondamentale la preparazione specifica e la fantasia di colui che pensa e realizza l’ordigno. Il vero IED è la mente dell’uomo. Il terrorismo è innovazione, adattamento. I giocattoli per bambini forniscono un metodo poco costoso per nascondere, trasportare e posizionare gli IED. Il loro aspetto non minaccioso può essere utilizzato dai terroristi per penetrare una specifica area. La categoria delle booby-trapped toys and sweets (i nazisti avevano progettato le barrette esplosive al cioccolato) risale almeno alla seconda guerra mondiale. La funzione primaria dei giocattoli bomba è anti-persona, destinata a ferire procurando danni permanenti, rispolverando il concetto tattico di moltiplicatore di forze delle mine. Secondo l’Unicef, i bambini rappresentano più di un terzo delle vittime civili da mine ed ordigni improvvisati a causa della loro innata curiosità. In tutti i giocattoli bomba rinvenuti fino ad oggi (parliamo di quelli realizzati dall’Isis), non è stata riscontrata la presenza di materiale aggiuntivo per la proiezione di frammenti di metallo, plastica o vetro. L’attivazione dell’IED avverrebbe tramite un qualche tipo di manipolazione del corpo della bambola. Oltre ai danni permanenti causati alla vittima che materialmente viene a contatto con il giocattolo bomba, l’effetto psicologico delle bombe giocattolo è devastante.
La letteratura Isis non menziona i giocattoli
Ad oggi, nei testi diffusi dall’Isis (parliamo del gruppo ufficiale non dei simpatizzanti) non vi è alcuna traccia dei giocattoli bomba. L’unico IED fino ad oggi suggerito dai terroristi nella letteratura ufficiale e riproposto a più riprese è la pentola a pressione riempita di esplosivo. Realizzato con materiali facilmente reperibili, alcuni dei quali disponibili in ogni casa, è ritenuto l’IED entry level per i terroristi. La detonazione può essere attivata da un semplice dispositivo elettronico come un orologio digitale, una sveglia o un telefono cellulare. La potenza dell’ordigno dipende dalla quantità di esplosivo che può essere riposto all’interno. La pentola, per la sua particolare forma e chiusura, appunto a pressione, contiene inizialmente l’espansione dell’energia, moltiplicandola esponenzialmente. Considerando, infine, l’incredibile possibilità di collocare all’interno qualsiasi oggetto domestico, come chiodi o bulloni, si capisce la capacità di frammentazione della pentola a pressione, potenzialmente letale alla brevissima distanza. Le istruzioni sono presenti sulla rete fin dal 2010, anche se la granata a frammentazione improvvisata è nata con l’esplosivo. Tuttavia, le istruzioni per convertire un giocattolo in bomba, non risultano essere mai state pubblicate. Il 20 marzo del 2014 compaiono sulla rete le informazioni per assemblare una granata con semplici articoli per la casa come bombole a gas e chiodi. Il dispositivo può essere impostato dal martire con un timer o un detonatore a distanza.
Si legge sulla guida: “Preparate l’autobomba poche ore prima dell’operazione così nessuno potrà accusarvi di preparare un attentato e ricordatevi di distribuire tutti gli ingredienti per casa. L’autobomba serve per uccidere le persone, ma non per distruggere gli edifici. Pertanto cercate occasioni specifiche come le campagne elettorali o le feste di beneficenza”. I terroristi avevano già capito l’importanza dei target di basso profilo e consigliavano di colpire ristoranti, bar, teatri, stadi e mete turistiche. Dei giocattoli esplosivi non vi è alcuna traccia. Sappiamo che oltre alla letteratura ufficiale, esiste un altro filone che segue altri canali. Sarebbe fin troppo stupido credere che l’Isis comunichi al mondo e regolarmente le proprie linee guida e le tattiche da utilizzare. Il secondo filone letterario, che segue una certa ciclicità, conterrebbe meno contenuti propagandistici e maggiori dettagli tattici rispetto alle pubblicazioni standard. Contrariamente al mito urbano, anche sul TAPT (madre di Satana), non esiste guida scritta sulla letteratura pubblica dell’Isis. Utilizzato dai jihadisti in tutto il mondo, da Parigi e Bruxelles, dalla Siria all’Iraq, il TATP è l’esplosivo primario per i terroristi dello Stato Islamico. Scoperto alla fine del 19 ° secolo da un chimico tedesco, il TATP è un esplosivo fatto in casa mescolando precise ed esatte quantità di acetone, acqua ossigenata e acido solforico, cloridrico o nitrico, tutti facilmente reperibili nei negozi. E’ necessario più di un tutorial online per apprendere come combinare esattamente gli ingredienti ed in quali specifiche condizione di sicurezza.