Mentre il mondo era scosso dallo shock per il massacro alla sinagoga di Bondi Beach, a Gaza la gente continuava a morire di stenti, fame, malattie e colpita dai proiettili israeliani. “Tutti sono rimasti inorriditi per quanto accaduto” in Australia, scrive Gideon Levy su Haaretz. “Il massacro di Bondi meritava un tale shock globale. Ma lo shock è stato accompagnato da ipocrisia, cinismo e doppi standard. Su tutti, ovviamente, il primo ministro Benjamin Netanyahu, che si è affrettato ad attribuire la responsabilità del massacro al primo ministro australiano Anthony Albanese”.
“Netanyahu sa qualcosa sull’assumersi le responsabilità personali ed è per questo che si è affrettato ad accusare il suo omologo di aver osato riconoscere lo Stato palestinese; apparentemente, c’è un collegamento tra il vuoto riconoscimento di uno Stato immaginario e il massacro. Israele non perde mai l’occasione di generare capitale politico e propagandistico da ogni attacco terroristico”.
Quindi, dopo aver accennato alla velocità con cui un ministro israeliano si è recato ai funerali celebrati in Australia, velocità che stride con l’assenza dei rappresentanti del governo ai funerali degli israeliani vittime di questi due anni di conflitto, Levy ricorda le lamentele per la mancanza di un invito ufficiale da parte delle autorità australiane, commentando che, con tale lagnanza. “la sfrontatezza ha superato ogni limite”.
“Il momento comico è arrivato sotto forma dell’eroe australiano-siriano che ha salvato gli ebrei. Netanyahu ha persino provato a parlare di ‘eroismo ebraico’, finché non sono emerse le imbarazzanti informazioni sull’identità di Ahmed al-Ahmed e, per un attimo, tutte le affermazioni secondo cui tutti i musulmani e gli arabi del mondo sarebbero colpevoli di avere un istinto omicida innato sono state messe a tacere”.
“È possibile che ci sia un arabo che dimostra umanità e coraggio? Un altro castello di carte è crollato, ma solo per un momento, ovviamente. Il dibattito sull’antisemitismo ha subito ripreso il sopravvento, anche quando era ormai chiaro che gli assassini erano i terroristi dell’ISIS, che combattevano non solo gli ebrei ma l’intero Occidente”.
“Persino la consueta accusa all’Iran si è scontrata una deplorevole difficoltà fattuale: l’ISIS e l’Iran sono nemici. Peccato che i terroristi non fossero palestinesi. Ciò avrebbe facilitato la propaganda e aumentato i profitti”.
“Tuttavia, attacchi terroristici di questo tipo servono alla propaganda israeliana: mettono ebrei e israeliani sullo stesso carro dei disastri: quanto è bello unirsi quando il mondo intero è contro di noi”.
“Un immaginario destino che accomuna un rabbino australiano e un soldato israeliano nella Striscia di Gaza viene usato come arma contro i critici più accaniti di Israele: ‘Guardateci e vedete quanto siamo meritevoli di pietà, il mondo intero è contro di noi e ci sta massacrando'”.
“Ma al di sopra di tutto c’è la nube del doppio standard: il massacro di 15 persone su una spiaggia di Sydney può offuscare gli orribili massacri di Gaza. Ci sono stati due assassini a Bondi Beach. A Gaza, dietro i massacri ci sono un intero Paese e un intero esercito. Almeno 36 persone, di cui 18 bambini, sono morte nell’attacco di maggio contro una scuola a Beit Hanoun. Ci sono stati molti altri massacri come quello, anche durante il ‘cessate il fuoco’ in cui centinaia di innocenti abitanti di Gaza sono già stati uccisi”.
“Il massacro di Bondi Beach non può cancellare tutti i massacri nella Striscia di Gaza. I palestinesi possono solo guardare con gli occhi pieni di lacrime dalle loro tende crollate, che non proteggono i loro occupanti dai venti sferzanti, mentre il mondo, sconvolto da Bondi, si dimentica di loro con allarmante rapidità”.
Nulla da aggiungere.