Washington, 1 aprile 2016. Nel corso del suo intervento al Global Nuclear Security Summit, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha sottolineato l’importanza di arginare il fenomeno dei foreign fighters (F.F.), i combattenti stranieri che rinforzano le file del Califfato islamico. Ma cos’è un f.f.? Come e quando nasce questa figura e, soprattutto, con foreign fighters si indicano solo i miliziani dell’Isis? Per rispondere, è necessario fare un piccolo passo indietro, di almeno cinquecento anni…Albori Ne Gli ultimi giorni di Costantinopoli (Piemme, 1997), lo storico britannico sir Steven Runciman racconta l’episodio del principe turco Orchan, comandante di una guarnigione islamica che protegge il fianco meridionale della capitale dell’Impero romano d’Oriente, nei giorni dell’assedio del maggio 1453. Il nobile è l’archetipo del f.f.: infatti, non è un mercenario, né un coscritto, ma uno studioso ed un amante della millenaria civiltà bizantina. Un amore che paga a caro prezzo: fra gli ultimi ad arrendersi, il principe è giustiziato dai giannizzeri di Maometto II.Turchi Fuori dalle mura, nella grande armata che il sultano schiera per l’assedio, servono moltissimi europei: soldati di ventura, soldati di regni vassalli e “rinnegati”, cioé ex schiavi cristiani tornati liberi dopo aver abbracciato l’Islam. Una conversione, la loro, dettata certamente dall’opportunità (la legge ottomana, infatti, impediva di usare manodopera servile islamica), ma anche da un ritrovato fervore religioso, alimentato dalla prospettiva di scalare i vertici della gerarchia ottomana. Ne sono esempio due italiani, Scipione Cicala (Cicalazadé) e Giovanni Dionigi Galeni (Uluc Alì Pascià): dopo la conversione, una rapida carriera nella marina ottomana li porta a ricoprire i gradi di Gran Visir e Bey (governatore). Due foreign fighters del XVI Secolo, ai quali andrebbero aggiunti anche i circa trentamila albanesi che, fino al 1700, costituiranno il perno del corpo d’elite dei giannizzeri.Terzo Reich Tuttavia, bisognerà attendere il ‘900 per assistere ad una grande mobilitazione di etnie diverse, coinvolte in conflitti di scala mondiale. Nel corso della Guerra civile spagnola (1936-1939), ad esempio, in difesa della Repubblica contro il pronunciamento del generale Francisco Franco, accorrono ventimila volontari stranieri: americani, inglesi, francesi, italiani, tedeschi, cubani; ma è la Seconda Guerra Mondiale ad offrire un panorama più ampio del fenomeno f.f.Emblematico il caso della Waffen SS, unità paramilitare del Terzo Reich che può contare su divisioni spagnole, francesi, italiane, russe, calmucche, indiane, turkmene e arabe. Fra queste, interessante è la vicenda della 13^ divisione “Handschare”, nella quale si arruolano soldati provenienti da quei territori che oggi sono, in parte, occupati dall’Isis: siriani e iracheni che interpretano la guerra del Terzo Reich in funzione anti coloniale (Siria, Irak, Libano e Palestina erano, allora, sotto controllo britannico e francese).2016 Obama ha ragione: è importante impegnarsi nel contenere i flussi di aspiranti guerrieri verso lo Stato islamico ma, aggiungiamo noi, con cautela e senza isterismi: si tratta, come abbiamo visto, di un fenomeno tutt’altro che nuovo…Quanto alla domanda “con f.f. si indicano solo i miliziani dell’Isis?”, è lecito ricordare che “combattenti stranieri” sono anche i libanesi di Hezbollah e i volontari iraniani che contrastano al Nusra in Siria, sin dagli albori della guerra civile. Comprenderete come associarli all’Isis sarebbe assolutamente fuori luogo.

Nel campo comunista di Goli Otok
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