Massima allerta nelle Filippine. Secondo l’intelligence Suyuful Khilafa Fi Luzon (Skfl), un nuovo gruppo affiliato allo Stato islamico di base nel Nord del Paese, starebbe preparando attentati contro chiese e altri obiettivi sensibili. Le informazioni raccolte dalle forze di sicurezza sono preoccupanti e segnano un cambio di strategia dei jihadisti che operano nella regione. Fino ad ora, infatti, i terroristi hanno colpito esclusivamente al Sud, nell’isola ribelle di Mindanao, dove i tagliagole che hanno giurato fedeltà al Califfo hanno la loro roccaforte.

Questo nuova organizzazione, che sarebbe attiva nella regione di Luzon, quella dove è situata anche la capitale Manila, conterebbe su ex militanti del Rajah Solaiman Movement (Rsm), un gruppo formato da alcuni cristiani che si sono convertiti all’Islam due decenni fa e che, come tutte le altre formazioni locali in passato, aveva giurato fedeltà ad Al Qaeda.

Osama Bin Laden, infatti, ha avuto da sempre stretti rapporti con i jihadisti presenti nella zona. Ed è stato proprio grazie ai suoi finanziamenti (si parla di oltre sei milioni di dollari fatti passare attraverso alcune organizzazioni umanitarie musulmane attive nel Mindanao) che è nato Abu Sayyaf, il gruppo ora legato all’Isis che si è macchiato di decine di attentati, decapitazioni e sequestri di persona.

Sempre Abu Sayyaf, insieme al Maute, un’altra formazione filippina affiliata alle bandiere nere, nel maggio del 2017 aveva provato a instaurare il primo Califfato del Sud-Est asiatico a Marawi, nella parte meridionale del Paese. Le truppe governative erano riuscite a liberare la città dopo quasi cinque mesi di guerra.

L’esercito pronto ad entrare in azione

Negli anni le forze governative hanno ucciso i leader del Rajah Solaiman Movement, portando al loro scioglimento. Ma oggi, con l’avanzata dello Stato Islamico nelle Filippine, si sono riorganizzati con un nuovo nome e nuovi capi. Suyuful Khilafa Fi Luzon, che tradotto significa “I soldati del Califfato a Luzon”, secondo i funzionari dell’intelligence di Manila, pur non essendo un gruppo molto numeroso, sarebbe in grado di organizzare azioni devastanti.

“Il presidente Rodrigo Duterte è preoccupato”, ha spiegato in una conferenza stampa il suo portavoce Salvador Panelo. “L’Isis è brutale e non ha certo difficoltà nell’uccidere persone innocenti. Noi siamo pronti a combatterli, ma questo significherà versare altro sangue”. Intanto, il generale Edgard Arevalo, ha spiegato in un altro incontro con i giornalisti, che le truppe hanno aumentato i controlli e sono pronti ad entrare in azione per proteggere la popolazione.

Arrivati nel Paese due terroristi collegati alla strage in Sri Lanka

Secondo l’intelligence filippina sarebbero entrati nel Paese due persone collegate al National Thowheeth Jama’ath (Ntj), il gruppo terroristico che avrebbe organizzato la mattanza avvenuta a Pasqua in Sri Lanka, dove sono morte oltre 250 persone. Si tratterebbe di Mark Kevin Samhoon e Victoria Sophia Sto Domingo, due jihadisti che avrebbero proprio il compito di addestrare la nuova formazione Skfl a preparare gli ordigni per colpire, ancora una volta, i cristiani dell’Asia.